Cerca nel blog

giovedì 29 ottobre 2015

Leggi inutili e inutilmente costose. Reato omicidio stradale

Firenze, 29 Ottobre 2015. La Camera dei deputati ha approvato la legge che ha istituito il reato di omicidio stradale. Ora va al Senato. Noi crediamo sia una legge inutile, quindi nuovi soldi pubblici buttati dalla finestra per cercare di far fronte ad alcuni fenomeni, ma con risultato altamente prevedibili vicino allo zero.
Inasprire le pene dell'ordinamento penale per scoraggiare le persone a farsi male e a fare male ad altri. questo l'obiettivo degli entusiasti in merito. In un periodo di de-carcerazione di diversi reati e la sostituzione di pene detentive con quelle pecuniarie, dovrebbe sembrare strano, ma il nostro Paese continua ad essere avvezzo a levate di scudi e di leggi basandosi piu' sul basso ventre che sulla testa.
Noi crediamo che le leggi in merito ci siano e hanno bisogno solo di essere applicate. Certo, se queste pene fossero inasprite non ci sarebbe un danno diretto, ma ci preoccupa l'enormita' del danno indiretto.
Mancanza di danno diretto. Con la pena inasprita, qualche animo agitato si calmerebbe e si illuderebbe; ma, al pari di quelli che vogliono la pena di morte per chi traffica in droghe illegali e lo stupro e la violenza su minori e i soggetti piu' deboli, dovranno prendere atto che gli umani continuano imperterriti a far male agli altri: vuoi perche' la posta in gioco e' alta, vuoi perche' la natura umana ha comunque queste caratteristiche cosiddette depravate.. nonostante le terribili pene.
Nuovo danno indiretto. Pesa su tutta la comunita': l'impegno e i costi su una cosa inutile e la violenza che si fa alle leggi costituzionali. La legge in se' non regge: sarebbe il caso -improbabile pur se gia' previsto dalla legge- di chi, dopo essersi ubriacato o drogato, si mette volutamente al volante con l'intento di ammazzare qualcuno; trasformare la colpa (reato commesso ma non voluto) in dolo (reato che si e' appositamente voluto commettere) e' incostituzionale e viola i più elementari principi del diritto della tradizione giuridica occidentale: sorgerebbe una sorta di responsabilita' oggettiva che contraddice i principi garantisti della Costituzione in materia penale.
A noi la sicurezza stradale ovviamente interessa, ma crediamo sia piu' importante la prevenzione che la repressione (inutile e dannosa nel caso di specie). Certamente e' prevenzione anche la paura della sanzione, ma solo molto limitatamente (quella in vigore, tra l'altro, ci sembra notevole). Siamo fanalino di coda in Europa in materia di controlli stradali, e non per l'assenza di norme severe. Prevenzione, cioe':
- maggior numero di forze di polizia per strada: gli automatismi -autovelox, fotored, telecamere varie- oggi sempre piu' diffusi, non sono sufficienti, la presenza fisica dell'agente continua ad essere il miglior deterrente e una maggiore certezza di applicazione del codice. Inoltre, l'abuso di questi automatismi da parte delle amministrazioni per fare cassa non e' certo istruttivo e, quindi, non crea consapevolezza di un'amministrazione amica del cittadino che -di conseguenza- si ingegna sempre di piu' per non "farsi fregare". 
- migliori infrastrutture e, soprattutto, migliore e continua manutenzione delle stesse. Roma e Firenze, per fare solo due esempi, sono un disastro per buche e manto stradale disastrato, una delle principali cause degli incidenti.
Certamente questo comporta una maggiore disponibilita' economica sia dell'amministrazione nazionale che locale, mentre inasprire le pene no (in apparenza e all'inizio, ma con costi culturali giganteschi). Ma siamo sicuri che non valga la pena fare investimenti economici in merito, viste le disastrose ricadute economiche che il perdurare dell'attuale situazione provoca: sanita' pubblica, spese e tempi individuali, mobilita' pubblica e privata, etc?

Vincenzo Donvito, presidente Aduc



--
www.CorrieredelWeb.it

Nessun commento:

Posta un commento

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI