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lunedì 31 agosto 2015

SCUOLA - Precariato, il Consiglio di Stato riapre le Graduatorie ad esaurimento ad altri 1.900 diplomati magistrale: le assunzioni d’ufficio non sono un miraggio



Altra clamorosa vittoria Anief a seguito dell’udienza cautelare tenutasi lo scorso 27 agosto: i ricorrenti dei numeri di ruolo 2466/2015, 2465/2015, 2707/2015 e 2706/2015 ottengono ragione in CdS, che decide per il loro inserimento in via cautelare nelle Graduatorie d’interesse pre-ruolo. Gli avvocati Sergio Galleano, Vincenzo Di Michele e Tiziana Sponga danno una nuova lezione al Miur nei tribunali, confermando che la linea di chiusura assunta dall’amministrazione negli ultimi 13 anni sui docenti abilitati con diploma magistrale, conseguito fino all’a.s. 2001/02, è stata lesiva del loro diritto ad insegnare. Una volta ottenuta la sentenza definitiva, il cui merito si discuterà 1° dicembre, anche questi ricorrenti potranno quindi rivendicare la partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo della riforma, con eventuale recupero della mancata assunzione.

Marcello Pacifico (presidente Anief): lo avevamo detto in Parlamento più volte, questi docenti - come i 70mila ablitati con Tfa, Pas, corsi di Scienze delle formazione primaria e all’estero - non possono continuare ad essere ignorati dai nostri governanti. Era inevitabile, come sta accadendo, che in tanti si sarebbero rivolti alle aule dei tribunali per ottenere giustizia.

Altri 1.893 ricorrenti ottengono l’inserimento in quelle Graduatorie ad esaurimento che il Miur continua a tenere ottusamente blindate: stavolta a dare ragione alla linea dell’Anief è stato il Consiglio di Stato, che grazie all’udienza cautelare tenutasi lo scorso 27 agosto, la cui doppia ordinanza (3900/15 e 3901/15) è stata depositata oggi 31 agosto, ha optato per il loro inserimento in via cautelare nelle GaE: i docenti precari, tutti regolarmente abilitati attraverso il diploma di maturità conseguito prima del 2002, vengono così finalmente inseriti in quelle liste di attesa pre-ruolo da dove il Ministero dell’Istruzione si ostina da 13 anni a tenerli esclusi.

Si tratta, indubbiamente, di una nuova vittoria dell’Anief, che fa il bis con quella di accesso dei diplomati magistrale nei concorsi pubblici riservati agli abilitati, anche per l’accesso ai corsi di sostegno, e alla mobilità del personale di ruolo: pure in questo caso, il giovane sindacato ha sempre dichiarata illegittima l’esclusione dalle GaE dei 45mila docenti abilitati attraverso il diploma magistrale abilitante direttamente all’insegnamento nelle scuola pubbliche. Resta fermo che, una volta ottenuta la sentenza definitiva, il cui merito si discuterà il prossimo 1° dicembre, questi ricorrenti potranno rivendicare quanto il Miur sta negando loro: la partecipazione al piano straordinario di 103mila immissioni in ruolo della riforma, con l’eventuale recupero dell’assunzione persa in modo illegittimo in tutte le fasi di assunzioni: dalla 0 alla A, fino all’attuale B e alla prossima C.

“Aveva ragione il nostro sindacato – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – quando ha rivendicato, in tempi non sospetti, che i diplomati magistrale devono poter accedere alla possibilità di partecipare al piano nazionale di immissioni in ruolo, al pari di tutti gli altri abilitati inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento. Lo avevamo detto a chiare lettere nelle audizioni tenute in primavera prima a Montecitorio e poi a Palazzo Madama, davanti alle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato congiunte: questi docenti - come i 70mila ablitati con Tfa, Pas, corsi di Scienze delle formazione primaria e all’estero - non possono essere ignorati dai nostri governanti. Perché questo è avvenuto: è come se fossero diventati invisibili. Era inevitabile, come sta accadendo, che in tanti si sarebbero rivolti alle aule dei tribunali per ottenere finalmente quella giustizia negata dal legislatore”.

Il sindacato ricorda che il passaggio dalle graduatorie d’istituto a quelle ad esaurimento non è estensivo a tutta la categoria dei diplomati magistrale: a fronte di una sentenza del Consiglio di Stato, non di un’espressione della Corte Costituzionale, i benefici derivanti vengono adottati con certezza solo ai ricorrenti. Per ottenere, quindi, il medesimo risultato, l’inserimento nelle GaE, tutti i precari inseriti nelle graduatorie d’Istituto è bene che procedano alla presentazione individuale di apposito ricorso.

Anief ricorda, infine, che c’è tempo sino alla mezzanotte di oggi, 31 agosto 2015 per aderire ai ricorsi per l’ammissione alle fasi nazionali (B e C) del piano straordinario di assunzioni di cui alla Legge 107/2015: si tratta di abilitati con Tfa, Pas, a seguito di un corso di Scienze della formazione primaria oppure con altre abilitazioni. Per gli interessati – che debbono comunque aver inviato al Miur la domanda cartacea predisposta dall’Anief - è disponibile l’apposito Form di adesione on line. Sempre al 31 agosto sono stati prorogati i termini per impugnare la chiamata diretta, sia dal personale già inserito nelle graduatorie, sua da chi è abilitato però fuori dalle stesse GaE e di merito.


Per approfondimenti:




31 agosto 2015                                                                                               

giovedì 27 agosto 2015

Embrioni: sentenza storica della Corte Europea


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Ramonda: «Ora salviamo quelle vite umane»

La Comunità Papa Giovanni XXIII esprime soddisfazione per la sentenza con cui la Corte europea dei diritti umani ha oggi stabilito che l'Italia non ha violato alcun diritto umano vietando ad Adele Parrillo di donare alla ricerca scientifica gli embrioni umani concepiti nel 2002 con il marito poi morto nell'attentato di Nassirya.

《È di portata storica la sentenza della Corte di Strasburgo sul divieto italiano di donare gli embrioni alla ricerca – sottolinea Giovanni Ramonda, responsabile generale dell'Associazione –. Affermando che "gli embrioni umani non possono essere ridotti ad una proprietà" a norma della Convenzione europea sui diritti umani, riconosce finalmente che non si tratta di cose. Si va così nella direzione del riconoscimento della dignità personale di ogni uomo fin dal concepimento, uno di noi».

«Auspichiamo che a queste vite umane sospese nel ghiaccio venga data una opportunità di vita – prosegue Ramonda –, permettendo che vengano accolte in adozione qualora i genitori biologici non intendano più occuparsene. La Comunità Papa Giovanni XXIII ha un progetto attivo in merito dal 1996, dal quale sono già nati diversi bambini».




martedì 25 agosto 2015

GREENPEACE: PER LA CORTE DELL’AJA LA RUSSIA VIOLÒ IL DIRITTO INTERNAZIONALE NEL CASO ARCTIC 30

ROMA, 25.08.15 - La Corte permanente di arbitrato dell'Aja, la stessa
presso cui l'Italia ha avviato una procedura per il caso dei due Marò,
ha dichiarato illegale il sequestro avvenuto due anni fa della nave di
Greenpeace "Arctic Sunrise" e del suo equipaggio di 30 persone,
diventate famose come gli "Arctic 30".

Per la Corte il governo russo violò il diritto internazionale
abbordando la nave di Greenpeace e sequestrando il suo equipaggio, che
protestava pacificamente contro le trivellazioni petrolifere
nell'Artico. Secondo la Corte sono stati violati diversi articoli
della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. Ora le
Autorità russe dovranno risarcire il governo olandese che aveva
portato il caso in tribunale, perché la nave batte bandiera olandese.
L'istituzione di una zona di sicurezza di tre miglia nautiche attorno
alla piattaforma non aveva infatti alcuna base legale e le autorità
russe non potevano abbordare la nave senza il consenso del governo
olandese.

 «La sentenza di oggi costituisce un precedente importante. I governi
esistono per far rispettare le leggi, non per tutelare con uomini
armati gli interessi dell'industria petrolifera. Questo non accade
solo in Russia: in diverse parti del mondo gli attivisti che difendono
l'ambiente sono sottoposti a intimidazioni da parte di chi vuole
metterli a tacere. La protesta è avvenuta ben al di fuori delle acque
territoriali russe e non poteva in alcun modo essere configurata come
pirateria o vandalismo. Ci auguriamo che questa sentenza serva da
deterrente per altri governi che cercano di chiudere la bocca al
dissenso, a terra come in mare», afferma Daniel Simons, consulente
legale di Greenpeace International.

Le Forze speciali russe abbordarono l'Arctic Sunrise il 19 settembre
2013, un giorno dopo la protesta degli attivisti di Greenpeace sulla
piattaforma petrolifera Prirazlomnaya, gestita dall'azienda di stato
Gazprom. La nave rimase sotto sequestro per otto mesi, mentre i trenta
membri dell'equipaggio, 28 attivisti e due giornalisti, tra cui
l'italiano Cristian D'Alessandro, furono ingiustamente incarcerati per
due mesi.

Leggi la sentenza: www.pcacases.com/web/sendAttach/1444

Leggi la storia degli Arctic30:
www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Save-The-Arctic/Timeline-Colpevoli-di-pacifismo/


lunedì 24 agosto 2015

Con PrestaShop l’ecommerce è conforme alle leggi europee

Con l'ultimo aggiornamento, sono integrate funzionalità per aiutare i commercianti online a vendere in tutta l'UE

Parigi, 24 agosto 2015 PrestaShop, leader delle soluzioni open source per l'e-commerce, ha annunciato oggi una nuova versione rivoluzionaria del proprio software di successo. L'obiettivo? Aiutare i commercianti ad affrontare la complessità delle vendite transfrontaliere nell'Unione europea. Tutti gli e-commercianti che utilizzano l'ultimissima versione del software PrestaShop possono ora creare un negozio online configurato automaticamente per diversi mercati europei, nel rispetto delle varie normative dei singoli paesi. Gli e-commercianti di tutto il mondo possono ora vendere nell'UE in modo più veloce ed efficace che mai.
 
"In maggio, la Commissione Europea ha annunciato che un mercato digitale unificato per beni e servizi potrebbe apportare 415 miliardi di euro l'anno all'economia dell'UE e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro", ha dichiarato Corinne Lejbowicz, CEO di PrestaShop. "Tuttavia, la Commissione Europea ha anche sottolineato che solo il 7% delle piccole e medie imprese vende attualmente in altri paesi europei. PrestaShop aiuta da anni le PMI a vendere beni e servizi a livello internazionale; questa nuova versione del software semplifica ulteriormente la vendita transfrontaliera e consente di sfruttare al meglio le opportunità commerciali internazionali".
 
PrestaShop vanta uno dei gruppi di utenti e-commerce più grandi del mondo, con una community open source costituita da ben 850.000 membri e 250.000 negozi online in 209 paesi e territori di tutto il mondo. Attraverso un progetto di crowd-sourcing nella community, il software è stato tradotto in 65 lingue diverse. 
 
"Avevamo due obiettivi principali per questa nuova versione di PrestaShop: semplificare il commercio transfrontaliero e migliorare le prestazioni dei negozi", ha dichiarato Charles Wells, Chief Product Officer di PrestaShop. "Volevamo innanzitutto aiutare i commercianti a vendere in modo più efficace sui vari mercati europei. Nel nostro software, gestiamo automaticamente la complessità delle normative nazionali. In secondo luogo, volevamo migliorare le prestazioni così che tutti i negozi, compresi quelli con cataloghi di prodotti molto estesi, potessero godere di tempi di risposta rapidi durante i picchi di traffico".
 
Per maggiori informazioni sulle funzionalità avanzate di PrestaShop in materia di conformità UE nella Versione 1.6.1, visita video relativa alla conformità UE.
 
Riferimenti:
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4919_it.htm
http://ec.europa.eu/priorities/digital-single-market/docs/dsm-factsheet_en.pdf
http://www.ecommerce-europe.eu/public-affairs/survey-barriers-to-growth


A proposito di PrestaShop
Fondata nel 2007, PrestaShop ha la missione di fornire un software e-commerce gratuito puntando sull'innovazione open sourcce. Al giorno d'oggi, PrestaShop ospita più di 250.000 negozi di e-commerce. La società e la sua community fanno del loro meglio per permettere ai commercianti on-line di beneficiare di un e-shop perfettamente funzionale al minor costo. La community open source di PrestaShop riunisce più di 850.000 commercianti, sviluppatori e agenzie Web di tutto il mondo.
 
PrestaShop ha conquistato il People's Choice CMS Award 2014 per la Migliore Soluzione di e-Commerce per le PMI. Con sede in Francia e negli Stati Uniti, la società è finanziata da XAnge Private Equity, Seventure Partners e Serena Capital.
 
Per maggiori informazioni, consultare il sito: www.prestashop.com/it

martedì 18 agosto 2015

Vacanze rovinate. Cosa fare

Roma, 18 Agosto 2015. Tornano inferociti. Sono i turisti che hanno avuto la vacanza rovinata da una serie di disservizi e hanno il dente cosi' avvelenato che se potessero mordere un operatore turistico lo stenderebbero in pochi secondi! Al danno non bisogna aggiungere la beffa e rivalersi in termini economici ci appare piu' che giusto. Cosa occorre fare? Vediamo.
1. Rimborsi: si possono ottenere per spese effettuate e non dovute, per mancata prestazione di servizi e per giorni di vacanza non usufruiti. Ricordiamo che la contestazione dovrebbe essere effettuata entro 10 giorni lavorativi dalla data del rientro. Deve essere indirizzata al tour operator e all'agenzia, con raccomandata con avviso di ricevimento, allegando tutta la documentazione utile: depliant illustrativo, copia del contratto, foto o filmati del luogo, ricevute di pagamenti extra, denunce per furti o danneggiamenti, certificati medici, dichiarazioni scritte, testimonianze ecc. In caso di risposta negativa si puo' ricorrere al Giudice di Pace.
2. Risarcimenti: si ha diritto al risarcimento per danno da vacanza rovinata, specialmente se questa e' in relazione a particolari circostanze (viaggio di nozze, unico periodo di vacanze, ecc.). La richiesta segue la stessa procedura prevista per i rimborsi.

La nostra associazione fornisce consulenza ai turisti nelle seguenti modalità:
- on-line, all'indirizzo http://sosonline.aduc.it/ del nostro portale. Il servizio e' gratuito e a disposizione di tutti;
- nelle nostre sedi ( http://www.aduc.it/info/consedi.php )
- per telefono al n. 895.96.97.997 (numerazione a pagamento).

Primo Mastrantoni segretario Aduc.

venerdì 14 agosto 2015

Spiagge: diritti e doveri del cittadino

Roma, 14  Agosto 2015. Quali i diritti e di dovere dei bagnanti? Abbiamo predisposto un piccolo vademecum. Eccolo.

* Le spiagge sono demaniali, di proprieta' dello Stato, cioe' nostre.
* Vengono date in concessione a gestori, che possono chiedere un biglietto di ingresso, per poter usufruire di alcuni servizi quali le docce, i bagni, gli spogliatoi, il servizio di salvataggio e la pulizia dell'arenile.
* L'affitto di sdraio, ombrelloni e cabine in genere e' aggiunto al biglietto di ingresso, ma non e' obbligatorio affittarle, perche' una volta pagato      l'ingresso ci si puo' sdraiare sul proprio asciugamano.
* Si puo' accedere alla spiaggia di uno stabilimento balneare, per raggiungere il mare, senza pagare il biglietto di ingresso, ma non si puo' sostare ne' sulla spiaggia in concessione  ne'  sulla battigia, spazio che deve essere costantemente libero da persone o cose.
* Non e' consentito l'accesso e la sosta agli animali, se non dove espressamente previsto.
* E' vietato giocare a pallone, a racchette o altri giochi che possano arrecare disturbo ai bagnati, a meno che non ci siano aree allestite allo scopo.

Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc

giovedì 6 agosto 2015

Agricoltura, Scanavino (Cia): bene la legge sul sociale, ora concentrarsi sulla crisi della zootecnia

 

Il presidente della Cia Scanavino: impossibile aspettare i tempi lunghi della politica, il settore ha bisogno di risposte urgenti. Per aiutare gli allevatori servono: ritiri dal mercato di prodotti caseari da assegnare agli aiuti agli indigenti; ristrutturazione dei debiti delle aziende colpite dalla crisi; attività di promozione per il consumo di latte e carni italiane; sgravi fiscali. Avanti in Europa sulla revisione e modernizzazione degli strumenti anticrisi.     

 

Mentre si festeggia l'approvazione definitiva della legge sull'agricoltura sociale, che mette l'azienda agricola al centro di un nuovo welfare, resta alta la preoccupazione per la crisi del settore zootecnico. Che non può aspettare tempi lunghi, ma richiede risposte urgenti. E' quanto afferma Dino Scanavino, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori.


La legge sull'agricoltura sociale rappresenta un'importante novità nel panorama giuridico agricolo che apre nuovi spazi di valorizzazione per le imprese e consolida il rapporto tra le nuove funzioni pubbliche e sociali svolte dall'agricoltura e i cittadini -spiega Scanavino-. La possibilità di svolgere in azienda attività terapeutiche e di riabilitazione, di fornire servizi e attività sociali alle comunità locali attraverso le risorse agricole, di svolgere funzioni didattiche, di valorizzare le produzioni tipiche all'interno delle mense; sono tutti elementi che esaltano il ruolo e i nuovi compiti assegnati all'attività agricola dalla società moderna. Obiettivi importanti rispetto ai quali la Cia ha deciso di investire impegno ed energie all'interno di un percorso che ci ha portato alla definizione del documento "Il territorio come destino". Obiettivi condivisi quindi e che, adesso, trovano una collocazione organica all'interno della legge approvata dalla Camera.


Ma se si chiude, finalmente, un processo lungo che ha visto la Confederazione impegnata in prima linea da subito -continua Scanavino- resta aperta la questione della crisi della zootecnia nazionale, tornata alla ribalta mediatica anche per effetto della protesta degli allevatori francesi, e che richiede risposte immediate.


Secondo il presidente della Cia, i tavoli sul latte e sulla carne che si sono riuniti nell'ultima settimana, pur rappresentando un primo segnale di risposta, devono lasciarsi alle spalle la fase interlocutoria e passare a quella operativa.


Latte e carne, seppur con diverse sfumature, sono entrambi comparti al centro di una lunga fase di difficoltà (talvolta strutturale) che richiede rapidità d'intervento. Non resta molto tempo per salvare la zootecnia Made in Italy. Ritiri dal mercato di prodotti caseari da assegnare agli aiuti agli indigenti; la ristrutturazione dei debiti delle aziende colpite dalla crisi; attività di promozione per il consumo di latte e carni italiane; sgravi fiscali: sono questi alcuni possibili interventi da adottare con urgenza per invertire la rotta e per calmierare gli effetti della congiuntura negativa che stanno vivendo gli allevatori -osserva Scanavino-. Accanto a ciò, c'è bisogno di avviare una concreta fase di riflessione in sede europea per revisionare e modernizzare gli strumenti anticrisi. L'attuale quadro di interventi ha mostrato negli anni tutti i suoi limiti. La rete di sicurezza che l'Unione mette a disposizione degli agricoltori nei momenti di difficoltà non può essere sufficiente e gli effetti, spesso drammatici, delle varie crisi dell'ultimo decennio ne sono la testimonianza diretta. Gli obiettivi ambiziosi che erano alla base dell'ultima riforma della Pac per modernizzare il set di strumenti di prevenzione e gestione delle crisi, si sono affievoliti durante il negoziato.


Adesso -conclude il presidente della Cia- è il momento di guardare oltre e, in tal senso, il prossimo Consiglio agricolo del 7 settembre rappresenta la prima occasione da non perdere assolutamente.



mercoledì 5 agosto 2015

LAVORO: COLDIRETTI, DA LEGGE AGRICOLTURA SOCIALE NUOVO MODELLO WELFARE

OPPORTUNITA' PER CENTINAIA DI MIGLIAIA DI RIFUGIATI, DETENUTI E DISABILI

"Nasce un nuovo modello di welfare che vede l'agricoltura protagonista con progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti piu' vulnerabili che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona". E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell'esprimere apprezzamento per il via definitivo alla legge sull'agricoltura sociale dove sono impegnate già oggi oltre mille imprese agricole e cooperative, attorno alla quale gravitano migliaia di rifugiati, detenuti, disabili, tossicodipendenti.

Lungo tutta la Penisola, nelle aree rurali come in quelle periurbane  - sottolinea la Coldiretti - stanno nascendo esperienze molto diversificate di agricoltura sociale che vanno dal recupero e reinserimento lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza (droga e alcool in particolare) all'agricoltura terapeutica (ortoterapia, ippoterapia ecc.), con disabili fisici e psichici di diversa gravità, ma anche il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate (minori a rischio, disoccupati di lunga durata, ecc.) e l'attività agricola volta al miglioramento del benessere e della socialità (agriasilo, orti per gli anziani, ecc.). Questa diversificazione – precisa la Coldiretti - si palesa con l'innesto di pratiche di agricoltura sociale nelle diverse tipologie di coltivazioni, di allevamenti e di attività di servizio: agriturismo, ristorazione, punti vendita aziendali, fattorie didattiche.

Con la nuova legge si definisce una cornice comune, da valorizzare e promuovere anche nei nuovi PSR che accompagneranno lo sviluppo delle aree rurali fino al 2020. "L'agricoltura sociale è la punta piu' avanzata della multifunzionalità che abbiamo fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. "Una svolta epocale – conclude Moncalvo - con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall'agricoltura non c'è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona".


martedì 4 agosto 2015

Presentata in Parlamento una nuova legge sull'Home Restaurant

Il 29 luglio in Parlamento il Deputato Nino Minardo ha depositato una nuova legge che mira a disciplinare l'Home Restaurant.

Roma - 03/08/2015 - Dopo l'entusiasmo iniziale e dopo il parere del Ministero dello Sviluppo Economico che ha di fatto reso l'Home Restaurant fuorilegge, ecco una nuova proposta che dà nuova speranza agli appassionati di cucina - chef amatoriali, promesse dei fornelli, nonne e mamme casalinghe, coppie - che stavano coronando il sogno di aprire la propria cucina ai turisti in cerca dei veri sapori della tradizione locale.

In realtà una legge chiara e snella sulla regolamentazione delle attività di Home Food non esiste, esisteva un DDL depositato in Senato e mai discusso rimpiazzato dalla proposta attuale dell'Onorevole Nino Minardo che vede l'Home Restaurant come una attività innovativa capace di valorizzare il patrimonio enogastronomico locale e di favorire nuove forme di occupazione.

Vediamo in sintesi cosa dice la nuova legge sulla Disciplina degli Home Restaurant.

Coloro che intendono avviare una attività familiare di questo tipo devono utilizzare parte della propria struttura abitativa che deve possedere i requisiti igienico sanitari per l'uso abitativo previsti dalle leggi e dai regolamenti vigenti. Quindi se la vostra casa è abitabile, non serve altro.

Non è prevista dalla legge la possibilità di fare Home Food a chi risiede in una casa in affitto, questo è un punto sul quale ci auguriamo potranno esserci delle aperture ed è l'unico, al momento, indigesto a chi ha letto la proposta di legge.

Gli "Homers" devono dotarsi di un attestato HACCP a seguito della frequentazione di un corso, anche on line. È prevista la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e il Comune destinatario può effettuare un sopralluogo al fine di confermare l'idoneità della struttura abitativa all'esercizio di attività di Home Restaurant.

Per quanto riguarda il regime fiscale e previdenziale si applica all'Home Restaurant quello previsto dalla normativa vigente per le attività saltuarie. Qualora l'attività da saltuaria diventasse abituale, ovvero al superamento di euro 10.000 all'anno di reddito bisogna munirsi di partita IVA e iscriversi alla gestione commercio dell'INPS. In questo caso, per i primi 4 anni a far data dall'emanazione della Legge, esistono delle agevolazioni fiscali che mirano principalmente a far risparmiare parte dei costi dei contributi previdenziali

Questi in breve i punti cardine di una legge che a noi di HomeRestaurant.com piace e che, qualora venisse approvata, aggiungerebbe un tassello importante alla vocazione turistica italiana.

È innegabile che l'Home Food, diffusosi anche in Italia, tende a creare un vero e proprio circolo virtuoso capace di coniugare i punti di forza dell'ospitalità italiana: antiche ricette, convivialità, peculiarità di ogni singolo territorio, unicità ed eccellenza delle produzioni. Senza dimenticare i vantaggi all'economia e all'occupazione. È vero che, e lo sosteniamo da un po', sono necessarie regole e distinguo che diano un inquadramento certo agli Home Restaurant italiani e nello stesso tempo li differenzino dai ristoranti tradizionali dai quali si allontanano per dimensioni, volume d'affari, visibilità e spirito.

La proposta di legge dell'Onorevole Minardo va in questa direzione e ci auguriamo possa essere recepita.

Lo Staff di www.HomeRestaurant.com

La proposta di Legge dell'On. Minardo
http://www.homerestaurant.com/docs/proposta-di-legge-home-restaurant.pdf

Cosa ne pensano gli Home Restaurant? Dibattito in corso su Facebook
https://www.facebook.com/HomeRestaurantIT


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