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giovedì 31 dicembre 2015

Imposta/canone Rai in bolletta. Sito ufficiale offline: a chi rivolgersi? Non chiedetelo alla RAI

Firenze, 31 dicembre 2015. Fino all'anno scorso, proprio in questo periodo e fino al 31 gennaio andavano in onda, sui canali Rai, le pubblicita' progresso che promettevano ricchi premi a chi avesse pagato il canone Rai. Lo ricordate, vero? Si chiamava "Telefortuna" ed era un concorso a premi per i "vecchi e nuovi abbonati RAI", con sorteggio di10 viaggi per assistere alla finale del Festival di Sanremo e altri 10 viaggi per assistere ad un'altra trasmissione RAI…
Tralasciamo qualsiasi commento su un Paese che promette premi della lotteria ai cittadini che pagano le tasse.
Andiamo avanti.
Proprio quest'anno che cambiano le modalita' di riscossione del canone (ma ci saranno ancora ricchi premi e cotillons?), e a un mese dalla scadenza del pagamento della tassa sulla detenzione di una tv, nessuna pubblicita progresso, e nessuna possibilita' di contattare la RAI per chiedere chiarimenti: il sito della RAI dedicato al canone e' offline (http://www.abbonamenti.rai.it/).
La legge di stabilita' - che modifica le modalita' di riscossione del canone Rai dal 2016 - e' stata definitivamente approvata da poco piu' di  una settimana, e i contribuenti cercano di capire cosa cambia, cosa fare e come farlo per non diventare evasori fiscali.
Due sono le domande principali:
Chi non pagherà questa tassa con la bolletta entro quando dovra' pagarla? Entro il 31 gennaio 2016 come sempre?
La dichiarazione che non si detengono apparecchi, per non pagare il canone del 2016, entro quando va fatta?
La legge di stabilita' non specifica nulla e la RAI, anziche' fornire chiarimenti e specificare cosa fare nel frattempo, pensa bene di mettere offline il sito internet dedicato, senza nemmeno indicare un numero di telefono da chiamare. Al posto delle informazioni all'utenza, una paginetta con quattro informazioncine, reperibili ovunque sul web.
Il 31 gennaio 2016 rimane il termine per il pagamento per chi non ha un'utenza elettrica intestata?
Non chiedetelo alla RAI, a pagare e a morire c'e' sempre tempo….

- Canone Rai in bolletta. Cosa cambia http://www.aduc.it/articolo/canone+rai+bolletta+rivoluzione+non+proprio_23761.php
- Come disdire il canone RAI http://www.aduc.it/comunicato/disdici+canone+rai_14572.php

Emmanuela Bertucci, legale Aduc

mercoledì 30 dicembre 2015

Interpello all'Amministrazione finanziaria e Ricorso tributario: cosa cambia dal 2016

Firenze, 30 Dicembre 2015. Uno dei decreti legislativi del pacchetto fiscale del 2015 (1) ha introdotto sostanziali modifiche alle procedure dell'interpello e del processo tributario in vigore dal 1/1/2016.

Interpello all'Amministrazione finanziaria
Per quanto riguarda l'interpello ordinario, ovvero la possibilità di chiedere pareri in ambito tributario all'Amministrazione finanziaria su casi personali reali e concreti per i quali vi sia incertezza sulla corretta interpretazione delle normative.
In breve:
- il termine di risposta dell'amministrazione si "accorcia" a 90 giorni e rimane di 120 giorni solo in casi particolari. Rimane anche l'accettazione tacita per "silenzio-assenso" della soluzione proposta dal contribuente nel caso di mancata risposta nei termini;
- anche il termine di risposta in caso di richiesta di documentazione integrativa si riduce da 120 a 60 giorni dalla ricezione della stessa;
- cambiano i criteri che determinano la pubblicazione delle risposte sotto forma di circolari e risoluzioni, ovvero si ampliano i casi in cui ciò avviene così da offrire maggiori riferimenti ai contribuenti che si trovano in situazioni simili a quelle per le quali viene dato l'autorevole parere;
Si ricorda che la presentazione dell'istanza sospende il termine per fare ricorso (processo tributario) né interrompe i termini di prescrizione e/o decadenza riguardo agli atti o al tributo.

Maggiori informazioni sulla scheda pratica
INTERPELLO ALL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA: http://sosonline.aduc.it/scheda/interpello+all+amministrazione+finanziaria_16772.php

Ricorso tributario
E' quello che si avvia contro atti che riguardano la riscossione di imposte e tributi (avviso di accertamento, cartella esattoriale, preavviso di fermo amministrativo, etc.).
Queste le principali novità:
- il contribuente che presenta ricorso può indicare il proprio indirizzo pec (posta elettronica certificata) per le comunicazioni e le notificazioni e che quindi ha valore di elezione di domicilio;
- sale da 2.582 a 3.000 euro la soglia del valore della controversia entro la quale chi ricorre può stare in giudizio da solo SENZA il supporto di assistenza tecnica (avvocato o altro);
- si amplia in ogni caso la categoria dei soggetti che possono presentare assistenza tecnica. Vi rientrano per esempio i dipendenti dei CAF con determinati requisiti personali per i contenziosi che scaturiscono dalle loro attività di assistenza fiscale;
- la procedura di reclamo obbligatorio viene estesa a tutte le controversie di valore fino a 20.000 euro, anche quelle con controparti diverse dall'Agenzia delle entrate. La conseguenza è che in pratica prima della trattazione della causa la questione viene gestita come reclamo, e il contribuente può fin da subito proporre un accordo che diventa, in caso di non accoglimento, parte integrante del ricorso;
- dal 2016 le eventuali sanzioni dovute a seguito di reclamo sono ridotte al 35% del minimo di legge (in precedenza la riduzione era al 40%);
- cambiano le procedure conciliative attivabili durante il giudizio; in particolare viene introdotta la possibilità per le parti di presentarne una congiunta con effetto di cessare il contendere con sentenza o con decreto (a seconda dei casi). L'accesso alla conciliazione viene aperto anche a chi avesse "fallito" la procedura di reclamo obbligatorio;
- sono partite a Dicembre sperimentazioni del nuovo processo tributario telematico (in Toscana ed Umbria) col progetto di estendersi a tutta Italia entro due anni.

Maggiori informazioni sulla scheda pratica 
COMMISSIONE PROVINCIALE TRIBUTARIA (GIUDICE TRIBUTARIO): RICORSO: http://sosonline.aduc.it/scheda/commissione+provinciale+tributaria+giudice_11217.php

(1) D.lgs.156/2015 attuazione della Legge delega 23/2014

Rita Sabelli, responsabile Aduc per l'aggiornamento normativo

Rimborsi Vodafone Exclusive e Antitrust. Pratica commerciale scorretta? Appello agli utenti

Firenze, 30 Dicembre 2015.  Il procedimento avviato dall'AGCM (Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato)  nei confronti di Vodafone (1), per l'attivazione automatica di Vodafone Exclusive, si avvia alla conclusione e, per fornire all'Autorita' un quadro  completo della situazione attuale, chiediamo l'aiuto dei nostri utenti.
 
Oggetto del procedimento, partito su segnalazione di Aduc (2), e' la presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere da Vodafone nel corso dell'estate 2015, consistita nell'aver inviato a molti clienti un SMS che annunciava la modifica del proprio piano tariffario, che avrebbe incluso Vodafone Exclusive al costo di euro 1,90 al mese. A ben vedere pero' non si e' trattato di una modifica contrattuale, ma dell'attivazione di un servizio non richiesto, opzionale e a pagamento.

Peraltro il servizio Vodafone Exclusive, ad oggi viene pagato da molti ma e' utile davvero a pochi. Il servizio infatti consiste:
- nella possibilita' di navigare sulla rete 4G (utilizzabile da un numero limitato di clienti);
- in un servizio clienti dedicato che consente di parlare subito con un operatore (decisamente non necessario, considerando che si puo' parlare con un operatore gratuitamente tramite il 190);
- nell'accesso al cinema per due persone al prezzo di un solo biglietto (ma si tratta solo di 250 cinema in tutta Italia).

Un servizio utile a pochi ma attivato a tanti - al "modico" prezzo di euro 22,80 all'anno – in modo automatico, senza il consenso espresso e preventivo dei clienti (opt-in), obbligando gli stessi a rifiutare il servizio (opt-out), pratica espressamente vietata dal Codice del Consumo (art. 65). L'attivazione automatica e' stata infatti preceduta da un SMS, o da una comunicazione in fattura, in cui si invitavano i clienti che intendevano rifiutare il servizio a recedere dal contratto oppure a dare disdetta del servizio entro un determinato termine. Trascorso il termine indicato da Vodafone l'utente poteva decidere di disattivare il servizio ma Vodafone non avrebbe comunque restituito le somme gia' addebitate.
 
A quanto ci risulta, nella maggior parte dei casi Vodafone non ha restituito gli importi a chi ha disattivato l'offerta, nemmeno su esplicita richiesta di restituzione (3). 
La questione non e' di poco conto, perche' su pur e' vero che si tratta solo di euro 7,60 a testa per i quattro mesi di attivazione da settembre 2015 ad oggi, moltiplicando questo importo per – diciamo – anche solo un milione di utenze, si arriva a 7 milioni e 600 mila euro entrati illegittimamente nelle casse del gestore telefonico.
 
In vista della conclusione del procedimento chiediamo allora ai nostri utenti di inviarci, entro il 15 gennaio 2016 le loro segnalazioni (4) per eventuali integrazioni istruttorie da produrre all'Autorita' garante per la concorrenza ed il mercato, corredate se possibile da documentazione: cio' consentira' di comprendere l'estensione del fenomeno, dato che sicuramente verra' tenuto in considerazione dall'Autorita' – qualora emettesse un provvedimento di condanna – per quantificare la sanzione. 
 
Le segnalazioni inviate dagli utenti ai quali e' stato attivato il servizio Vodafone Exclusive dovranno indicare, quando possibile:
 
1 ) Se e' stata richiesta la disattivazione, e in caso positivo, se Vodafone ha disattivato il servizio;
2) Quale e' stato l'importo complessivo addebitato (indicare importo complessivo o numero di mensilita' di addebito);
3) Se e' stato richiesto il rimborso delle somme addebitate per Vodafone Exclusive e in che modo e' stato richiesto (telefono/mail/fax/posta/raccomandata AR/ pec o altro);
4) Se Vodafone ha risposto alla richiesta, e in caso positivo se l'ha accolta o meno;
5) Se il rimborso eventualmente riconosciuto e' stato gia' effettuato;

Vi preghiamo di inviarci l'eventuale documentazione a supporto (es. richiesta di rimborso/risposta Vodafone) specificando espressamente se autorizzate o meno l'inoltro della documentazione all'AGCM.
 
Per gli stessi motivi invitiamo i singoli utenti che hanno disattivato Vodafone Exclusive, ma non hanno ottenuto il rimborso, a inviare loro stessi una segnalazione all'Antitrust (5) .
 

(1) http://www.aduc.it/comunicato/vodafone+exclusive+antitrust+apre+procedimento_23519.php
(2) http://www.aduc.it/comunicato/bufala+vodafone+exclusive+denuncia+aduc+antitrust_23405.php
(3) http://www.aduc.it/comunicato/vodafone+exclusive+istruzioni+aduc+come+chiedere_23428.php
(4) http://www.aduc.it/info/consulenza.php
(5) http://www.agcm.it/consumatore/55-tutela-consumatore/contact-center/5616-come-segnalare.html

Emmanuela Bertucci, legale Aduc


lunedì 28 dicembre 2015

Caporalato: bene misure contro l'illegalità ma le aziende virtuose sono la maggioranza e operano tra mille difficoltà

La Cia-Agricoltori Italiani commenta la proposta del nuovo Disegno di legge sul caporalato: siamo da sempre in prima linea contro lo sfruttamento del lavoro. Fenomeni inaccettabili per un paese civile. Ma la maggioranza delle aziende agricole è sana e deve fare i conti con costi produttivi e burocratici insopportabili, perdendo competitività sui mercati

 

            Siamo da sempre in prima linea contro l'illegalità nei campi. Il fenomeno dello sfruttamento del lavoro è inaccettabile per un paese civile, oltre a questo i gravi episodi che emergono dalle cronache danneggiano fortemente l'immagine di un settore composto per la maggioranza da imprese sane che, tra mille difficoltà, contribuiscono in modo importante all'economia del nostro Paese. Lo sfruttamento del lavoro, tra l'altro, falsa la competizione e le sue regole, già difficili da reggere per l'agricoltura italiana, che deve affrontare il mercato mondiale sostenendo costi troppo alti del fare impresa e margini troppo bassi di reddito rispetto i competitori internazionali.

Lo ha sostenuto la Cia-Agricoltori commentando l'incontro odierno sul nuovo Disegno di legge per contrastare il fenomeno del "caporalato", che si è tenuto presso il Mipaaf, promosso dai Ministri co-firmatari della proposta, Maurizio Martina, Andrea Orlando e Giuliano Poletti, e a cui hanno partecipato anche, il presidente dell'Inps Tito Boeri, le parti sociali, le altre organizzazioni agricole, le imprese della grande distribuzione (Gdo) e dell'industria alimentare.

            Per cui  -continua la Cia- ben vengano norme che inaspriscono le pene per i reati gravi di sfruttamento e di intermediazione  purché siano norme capaci di colpire in modo mirato il caporalato e chi se ne avvale in modo consapevole e si affermi definitivamente l'orientamento dell'azione ispettiva verso le situazioni di grave violazione delle norme e dei contratti .

            Per quanto riguarda le norme di tipo normativo-amministrativo proposte nel DDL, quali il monitoraggio occupazionale tramite il sistema Uniemens e l'introduzione di indici presuntivi di accertamento di manodopera, Cia ritiene che non si possa combattere il caporalato a colpi di burocrazia perché questa non andrà che ad insistere sulle aziende regolari, lasciando indisturbato chi opera nell'ombra dell'illegalità.

            Vanno, invece, affermate norme premiali , anche sotto forma di semplificazione, per le imprese che aumentano l'occupazione e scardinati quei meccanismi che non invogliano né le aziende né i lavoratori a denunciare giornate di lavoro realmente effettuate .

            La Rete del lavoro agricolo di qualità che il DDL vuole rafforzare è un strumento utile -conclude la Cia- ma ancora troppo poco diffuso per poter pensare di concentrare su di esso tutta la premialità e gli incentivi al settore. Tuttavia fa parte di quel cambio di passo nella pubblica amministrazione  che ha compreso l'importanza delle azioni positive e non solo di quelle repressive. Accanto a queste serve un'azione concertata a livello locale tra istituzioni e parti sociali per trovare soluzioni pratiche, semplici ed intelligenti nei casi di picchi di fabbisogno di manodopera dovuti ad emergenze produttive o alle campagne di raccolta.



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Minori stranieri. Tribunale condanna FIGC per comportamento discriminatorio

Il giudice Michele Ruvolo della prima sezione civile del Tribunale di Palermo, ha condannato la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) dichiarando discriminatorio il suo comportamento per il mancato tesseramento di un minore, A.T. originario del Mali e la cui tutela è affidata all'Assessora alla cittadinanza sociale Agnese Ciulla.

Il ragazzo, che vive a Palermo con due genitori affidatari, aveva infatti chiesto il tesseramento ad una società calcistica dilettantistica della città, ma questa non ha potuto inserirlo nella propria "rosa" di piccoli giocatori per il diniego opposto dalla Federazione nazionale, che si era a sua volta rifatta ad un regolamento internazionale della FIFA.

Il Giudice Ruvolo, nell'accogliere la richiesta formulata dai familiari e dalla tutrice del ragazzo, rappresentati dall'Avvocato Giuseppe Cascina, ha invece ravvisato nel comportamento della FIGC un atteggiamento discriminatorio.

Secondo il regolamento della FIFA, infatti, alcune limitazioni all'iscrizione di calciatori minorenni stranieri non accompagnati, sarebbero legate alla volontà di tutelare gli stessi ragazzi da manovre speculative e, in buona sostanza, sarebbero mirate al bene dei minorenni.
Nel caso in specie, secondo il giudice, la situazione personale e familiare del ragazzo, appunto tutelato dal Comune ed inserito in un contesto familiare affidatario, così come la stessa volontà della società sportiva di farlo partecipare al campionato ufficiale, dimostrerebbe che non vi è il rischio di comportamenti speculativi.

Il mancato tesseramento di A.T., secondo il Giudice, avrebbe anzi determinato un danno materiale al ragazzo, che a differenza dei suoi compagni di squadra non ha potuto partecipare alle competizioni ufficiali.

Il Giudice ha quindi ordinato alla FIGC l'immediata iscrizione e il provvisorio tesseramento del minore A.T. per il campionato "Giovanissimi Regionali e Sperimentali" 2015/2016.

Commentando il provvedimento, il Sindaco Leoluca Orlando e l'Assessora Agnese Ciulla hanno sottolineato come "questo episodio dimostra l'importanza di creare, come a Palermo abbiamo creato, una rete sociale e umana fra i minori non accompagnati che giungono in Italia e i cittadini e le cittadine palermitane, e come per tutti i minori  devono essere riconosciuti tutti i diritti legati alla loro età e alla loro condizione."

Un benvenuto alla sentenza viene pure da Adham Darawsha, presidente della Consulta delle culture, che sottolinea come "questo provvedimento conferma Palermo come luogo di accoglienza e conferma che nella nostra città vi sia spazio e possibilità di coinvolgimento di tutti e di tutte, anche attraverso lo sport."



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mercoledì 23 dicembre 2015

Legge di Stabilità e Welfare: previsioni di crescita con il nuovo voucher per i servizi alla persona


Keller (Ad Edenred): "Da oggi l'Italia si allinea alle migliori esperienze di welfare aziendale europee".

 

Una rivoluzione per il nostro modello di welfare nazionale. Edenred, l'inventore dei buoni Ticket Restaurant®, lancia Ticket Welfare®. Ecco come funzionerà.

 

Milano, 23 dicembre 2015 - La novità principale per le imprese introdotta con la Legge di Stabilità 2016, appena approvata in via definitiva al Senato, è la creazione di uno strumento di welfare senza precedenti in Italia: il voucher per i servizi alla persona. E' un nuovo buono acquisto rivoluzionario e utilizzabile nell'ambito del welfare privato e in special modo del welfare aziendale.

 

"Il voucher per i servizi alla persona è uno strumento che ha dimostrato di funzionare in modo straordinario in molti Paesi Europei, tra cui spicca l'esempio francese - spiega Andrea Keller, Amministratore Delegato di Edenred Italia -. In Francia, infatti, il voucher è un efficace e diffuso strumento di remunerazione per servizi di cura, baby sitting e assistenza familiare nell'ambito degli accordi di welfare privato. Questo dispositivo ha portato benefici all'intero settore: aumento del potere d'acquisto dei dipendenti, ottimizzazione dei costi per le aziende, emersione del lavoro nero nell'ambito del lavoro domestico, incentivo del lavoro femminile e delle politiche di work-life balance, maggiori entrate per lo Stato. Da oggi - afferma Keller - tutto questo sarà possibile anche per l'Italia grazie all'introduzione del voucher previsto dalla Legge di Stabilità 2016".

 

Edenred, l'inventore dei buoni Ticket Restaurant®,  grazie alla lunga esperienza maturata in Francia con Ticket CESU e nel Regno Unito con il servizio Childcare Voucher, lancerà in Italia, grazie alle novità legislative previste nella Legge di Stabilità 2016, il nuovo Ticket Welfare®: il voucher destinato ai piani di welfare aziendale che darà accesso ad un ampio range di servizi alla persona.

 

L'obiettivo concreto, adesso, è dare vita ad un sistema di welfare privato sostenibile, moderno ed equo attraverso il coinvolgimento delle aziende e la valorizzazione della relazione con il dipendente. I numeri confermano la valenza straordinaria di un' innovazione e Ticket Welfare® ha un impatto potenziale dirompente sugli aspetti chiave dell'economia italiana:

 

·         1,4 milioni di posti di lavoro in Francia dal 2005, grazie alla sua introduzione: il modello voucher ha infatti portato più trasparenza nel mercato del lavoro nobilitando e professionalizzando attività quali, ad esempio, quella di baby sitting;

 

·         300 mila nuove partite iva e posti di lavoro qualificati su base annua, pari a circa 1 punto percentuale di PIL aggiuntivo: queste le stime basate sulle esperienze di successo che Edenred ha condotto in Francia e nel Regno Unito;

 

·         un potenziale di oltre 650 mila donne potrà beneficiare di nuovi strumenti di welfare e conciliazione per il rilancio dell'occupazione femminile e il reinserimento nel mondo del lavoro;

 

·         un incremento della produttività pari al 70% e una riduzione dell'assenteismo in azienda grazie all'introduzione di questo strumento, secondo le stime del recente studio McKinsey sul welfare sussidiario.

 

L'incentivo per stimolare le imprese ad investire in soluzioni di welfare è garantito dal favorevole trattamento fiscale. Il sistema si implementa in modo semplice e funzionale: l'azienda completa il salario dei dipendenti con servizi di natura sociale usufruibili tramite Ticket Welfare®. Nella Legge di Stabilità 2016 è dunque davvero in gioco una rivoluzione che Edenred sostiene in prima persona offrendo la propria esperienza  e contributo per ridisegnare virtuosamente il welfare italiano del futuro.




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ANIMALI: VITTORIA DELLA PETIZIONE #GIÙLEZAMPE. È LEGGE IL DIVIETO DI PIGNORAMENTO DI CANI E GATTI


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Approvata la modifica all'articolo 514 del codice di procedura civile che ammetteva, insieme ad altri oggetti mobili come un televisore o un tostapane, la possibilità per gli animali da compagnia di essere pignorati e andare all'asta in caso di insolvenza dei debiti da parte del proprietario. Successo per la campagna #giùlezampe promossa e lanciata dall'ambientalista e conduttrice tv Tessa Gelisio: "Passato un concetto di civiltà, gli animali non sono cose ma membri della famiglia"

Gli animali non sono oggetti. Ora lo dice anche la legge. Approvata oggi una modifica all'articolo 514 del codice di procedura civile che considerava, alla stregua di oggetti come televisori o tostapane, la possibilità per gli animali da compagnia come cani e gatti di essere pignorati e, di conseguenza, messi all'asta in caso di insolvenza dei debiti da parte del proprietario. Un'ipotesi non così astratta perché, in Italia, con il perdurare della crisi, i pignoramenti sono cresciuti negli ultimi anni (alla fine di dicembre 2014 hanno raggiunto quota 52.606, ovvero l'11,6% in più rispetto al 2013).

Si tratta di una vera e propria vittoria per #giulezampe, la petizione contro il pignoramento degli animali domestici lanciata lo scorso 5 febbraio da Tessa Gelisio – ambientalista e blogger di Ecocentrica.it, Presidente di ForPlanet Onlus e conduttrice tv di Cotto e Mangiato e in Forma con Star Bene – con il patrocinio della Lega Nazionale per la difesa del Cane. La campagna, lanciata sulla piattaforma social change.org, ha raggiunto 118.822 mila firme.

Dopo aver consegnato le firme al Ministro della Giustizia lo scorso 20 marzo, gli animali di affezione o da compagnia, recita il nuovo regolamento approvato nell'ambito dell'articolo 77 del Collegato Ambientale, tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali, sono assolutamente impignorabili. Sono inclusi anche gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli.

"Grazie alla spinta dal basso e alla mobilitazione di centinaia di migliaia di persone – dichiara Tessa Gelisio – siamo riusciti a convincere i legislatori a riconsiderare il valore degli animali domestici per quello che è, ovvero veri e propri membri della famiglia. Si tratta di un concetto di civiltà che finalmente ci vede allineati ad altri paesi come l'Austria e la Germania, dove da tempo si è affermata con forza l'idea che gli animali non sono cose".

4 Italiani su 10 vivono con un animale domestico (cani per il 53,7%% delle famiglie e gatti per il 45,8%). Addirittura, l'11,9% degli italiani ne accoglie anche più di uno. Nonostante la crisi, la spesa per gli alimenti per cani e gatti nel Bel Paese è salita del 2,1% nel 2014[1], per un totale di un miliardo e 735 milioni di euro di fatturato (la crescita maggiore è stata registrata dagli alimenti per i gatti, con 932 milioni di euro contro i 703,4 degli alimenti per cani, ai quali però si aggiungono 99,9 milioni dedicati al settore degli snack, riservato ai cani). Gli italiani non sembrano badare a spese neanche per gli accessori come giochi, guinzagli, cucce, ciotole, gabbie, trasportini, prodotti per l'igiene e per la cosmesi con un incremento del 2,4% delle spese.

Chi ha assistito alla morte del suo amico a quattro zampe, ha vissuto un dolore simile a quello che si prova per la perdita di un proprio caro. In alcune regioni d'Italia agli animali è consentito di essere portati in visita in ospedale, o in casa di cura o di riposo, per fare compagnia ai padroni ricoverati. La pet therapy è ormai un trattamento riconosciuto e che dà importanti risultati su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale.

UN SUCCESSO POSSIBILE GRAZIE AL SOSTEGNO DI TANTI

La petizione #giùlezampe ha avuto il sostegno di quasi 120 mila persone. Si ringrazia l'Onorevole Ermete Realacci che si è reso promotore della petizione e il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti che da subito hanno recepito l'urgenza del gap normativo e si sono attivati per aggiornare il testo di legge. Inoltre, si ringrazia l'avvocato Michele Pezone che ha dato sostegno e consulenza legale alla campagna e la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che ha patrocinato la petizione #giùlezampe.

 

[1] La Pets Economy vola anche in Italia nonostante la crisi economica, www.petsblog.it

Immagini

Petizione #giùlezampe

Petizione #giùlezampe

 

Tessa Gelisio con la sua gatta Eva

Tessa Gelisio con la sua gatta Eva

 

Tessa Gelisio con la sua gatta Eva

Tessa Gelisio con la sua gatta Eva

 

Tessa Gelisio con i suoi cane e gatto

Tessa Gelisio con i suoi cane e gatto

 

Tessa Gelisio con il suo cane

Tessa Gelisio con il suo cane

 





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lunedì 21 dicembre 2015

Giuffrè lancia ilTributario.it

IN COLLABORAZIONE CON
 IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA NASCE ILTRIBUTARIO.IT




Per monitorare le continue evoluzioni della materia tributaria, Giuffrè editore ha realizzato - su richiesta del Consiglio dei Magistrati Tributari - un nuovo portale: iltributario.it


Milano, 21 Dicembre 2015 – A spiegarci la nascita del progetto è l’Ing. Antonio Giuffrè, Direttore Generale della Casa editrice. “Siamo particolarmente orgogliosi di aver ricevuto dal Consiglio dei Magistrati Tributari la richiesta di realizzare un portale tematico dedicato, che ha tenuto presente le loro specifiche esigenze di informazione puntuale e aggiornata su una materia, come quella del diritto tributario, in continua evoluzione. Abbiamo inoltre pensato a soddisfare la loro necessità di approfondimento con analisi e commenti sulle tematiche di maggior interesse e attualità. È nato così ilTributario.it che rappresenta un unicum nel panorama italiano e, per noi di Giuffrè Editore, un riconoscimento della nostra autorevolezza in materia giuridica e della validità del percorso intrapreso negli ultimi anni per la redazione di contenuti comodamente fruibili su piattaforma digitale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7”.


NEWS - veri e propri Flash per un veloce aggiornamento sulle più recenti novità in materia.
GIURISPRUDENZA COMMENTATA - commenti e note alle sentenze più interessanti e innovative, selezionate direttamente dal comitato Scientifico.
CASI E SENTENZE DI MERITO - una rassegna delle decisioni e delle massime delle Commissioni Tributarie per essere sempre aggiornati sugli orientamenti della giurisprudenza locale.
FOCUS - Approfondimenti d’autore aggiornati su tutti i temi di attualità in materia tributaria.
QUESITI OPERATIVI - sezione interattiva dove l’utente abbonato può ricevere da un team di esperti risposte concrete ed autorevoli su questioni sorte nella pratica quotidiana.
La ricchezza dei suddetti contenuti è apprezzabile al suo massimo grazie a La Bussola: l'innovativo sistema di navigazione per parole, sinonimi e correlazioni che offre oltre 200 schede d’autore sugli argomenti più importanti e complessi in materia.
ilTributario.it è un portale d’informazione e approfondimento ideato per i 3.500 magistrati e gli oltre 10.000 avvocati che affrontano i temi del contenzioso tributario. Tale ambiente online garantisce un aggiornamento tempestivo su tutte le novità in materia attraverso un innovativo format editoriale che si compone di:
Analogamente ad altri portali tematici Giuffrè, l’Editore ha affidato la direzione del sito ad un Comitato scientifico interdisciplinare presieduto, in questo caso, da:
- Magistrati (Massimo Scuffi, Domenico Chindemi);
- Avvocati-professori (Marco Miccinesi, Maurizio Leo e Francesco Pistolesi);
- Dottori commercialisti (Gerardo Longobardi, Pierpaolo Ceroli, Alberto Cavallaro);
- e rappresentanti della Guardia di Finanza e di Equitalia (Saverio Capolupo, Vincenzo  Busa).
Con IlTributario.it continua l’impegno di Giuffrè Editore nell’offerta di prodotti digitali ad alto valore aggiunto con servizi innovativi pensati per migliorare la qualità della vita professionale dei Clienti. In simultanea, Giuffrè ha lanciato anche Tributariopiu.it portale tematico sul diritto tributario specificamente dedicato a professionisti del mondo fiscale: www.tributariopiu.it.

sabato 19 dicembre 2015

A Natale il Parlamento UE con le mamme e i bambini per giocattoli più sicuri

Ogni anno, in Italia, 201 milioni di Euro vanno in fumo a causa delle vendite di giocattoli contraffatti, il che equivale a una perdita del 15,6% delle vendite di giocattoli nel paese. E l'industria del settore lamenta un calo del 14,4% in termini di occupazione. Inoltre, essendo il 99% delle imprese produttrici PMI, esse fanno molta più fatica a tutelarsi nei confronti di queste violazioni della proprietà intellettuale. A livello europeo, le perdite dirette a causa della contraffazione nel settore dei giocattoli ammontano a 1,4 miliardi di Euro l'anno, e quelle indirette toccano i 2,3 miliardi di Euro, con mancati introiti per i governi di 370 milioni di Euro. Quasi ventimila posti di lavoro vanno persi fra danni diretti e indiretti causati dalla contraffazione nel settore (1).

 

Ma i giocattoli contraffatti, prima di danneggiare l'economia italiana ed europea, mettono a rischio la sicurezza dei nostri bambini. Per questo il Parlamento Europeo è sceso in campo, insieme alla Guardia di Finanza,  per chiedere a genitori e nonne, quando faranno i loro acquisti natalizi, di comprare solo giocattoli col marchio CE.

 

Il primo Vice Presidente del Parlamento Europeo, Onorevole Antonio Tajani, ha dichiarato:

"Un Natale contraffatto è un Natale non sicuro. Le regole europee per la sicurezza dei giocattoli e contro la contraffazione rispondono all'idea di Europa che tutti vogliamo: un'Europa vicina ai cittadini, attenta alla loro sicurezza e al loro benessere. Un'Europa dei diritti al servizio dei più deboli.

Commerciare e comprare giocattoli nel rispetto della proprietà intellettuale e delle regole di sicurezza della UE significa contribuire civicamente alla salvaguardia dei nostri figli, ma anche dei posti di lavoro nelle 'fabbriche di Babbo Natale'. Significa, in generale, sostenere le nostre piccole e medie imprese del settore, insidiate dalla concorrenza sleale di paesi, soprattutto asiatici, che non hanno il nostro stesso livello di civiltà giuridica e di rispetto dei diritti.".

 

Il Vice Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha aggiunto:

"Le vendite di giochi e giocattoli aumentano in coincidenza con le festività natalizie. Dall´entrata in vigore della Direttiva europea sui giocattoli, nel 2011, sono stati introdotti maggiori sistemi di controllo soprattutto in termini di sicurezza e prevenzione. Il Parlamento europeo dimostra di essere attento alla salute dei minori, e si impegna, con queste iniziative, a contrastare il fenomeno della contraffazione.

E' fondamentale, in questo senso, il lavoro della Guardia di Finanza e delle istituzioni al fine di salvaguardare i bambini e sensibilizzare i genitori".

 

Il Tenente Colonnello Davide Cardia, del Comando Generale della Guardia di Finanza, ha fornito i dati dei sequestri di giocattoli in Italia aggiornati a oggi: "Finora, nel 2015, sono sati sequestrati 12 milioni di giocattoli contraffatti di cui 9 milioni nel Lazio. Nel 2014, erano stati 186 milioni i pezzi sequestrati, la maggior parte dei quali in un maxi sequestro di giocattoli cinesi prima del periodo natalizio. Il giro d'affari della contraffazione in Italia è stimato in 500 milioni di Euro l'anno, ma la cifra deve considerarsi conservativa. Se genitori e nonni hanno il sospetto di trovarsi di fronte a giocattoli contraffatti devono contattare immediatamente il numero 117 per segnalarlo alla Guardia di Finanza.".

 

Stime Onu valutano che il giro d'affari del mercato della contraffazione ammonti a 600 miliardi di Dollari all'anno a livello mondiale, una cifra paragonabile agli introiti provenienti dal traffico di droga.

 

Dal luglio 2011, i giocattoli venduti nell'UE devono rispondere ai requisiti di sicurezza e ai sistemi di controllo più rigorosi al mondo grazie alla direttiva europea sulla sicurezza dei giocattoli (2).

 

Ma, affinché un giocattolo sia davvero sicuro, non basta il rispetto di standard e regole o la marcatura europea (CE). La sicurezza dipende, infatti, anche dall'utilizzo del giocattolo in relazione all'età del bambino cui è destinato: Non bisogna, ad esempio, comprare giocattoli con piccole parti staccabili per bambini sotto i 3 anni di età. Il soffocamento, infatti, è un rischio concreto per i bambini più piccoli, perché tendono a mettere tutto in bocca. E ancora, pattini e biciclette richiedono la supervisione dei genitori e dispositivi di protezione da indossare, come i caschi. Questi mezzi di trasporto non possono essere utilizzati dai bambini nel traffico, a causa dei rischi di abrasione.

 

A cosa devono prestare attenzione i genitori prima di mettere nelle mani dei propri bambini i giocattoli? Questo e altri quesiti sono al centro della Campagna lanciata dalla Commissione europea per meglio informare su come acquistare e utilizzare i giocattoli nel modo più sicuro (3) e di un video promozionale realizzato dalla stessa Commissione (4).  La sicurezza dei nostri figli è in cima alle nostre preoccupazioni!





(1) Rapporto Uami

(2) Direttiva europea sulla sicurezza dei giocattoli:

http://bit.ly/1Ocs0wc

(3) Campagna della Commissione Europea sulla sicurezza dei giocattoli: http://ec.europa.eu/growth/sectors/toys/.

(4) Video della Commissione Europea per promuovere l'acquisto di giocattoli sicuri:

http://bit.ly/1MkQrzW

 

Memo sulla sicurezza dei giocattoli

http://bit.ly/1Zfx9Wd

giovedì 17 dicembre 2015

Il Parlamento chiede che le armi UE non cadano nelle mani sbagliate

Con la votazione di giovedì, il Parlamento ha chiesto agli Stati membri di applicare gli 8 criteri del Codice di condotta UE per le esportazioni di armi in modo più coerente e rigoroso, considerando il drastico cambiamento del contesto globale della sicurezza intorno all'UE. 

I deputati hanno sottolineato che tale commercio può non essere in linea con gli interessi di sicurezza dell'UE e che interessi politici o nazionali non devono prevalere sul processo decisionale per le licenze di l'esportazione.


"La sicurezza dei cittadini europei è più sotto minaccia ora rispetto agli anni scorsi, a causa dei conflitti in atto nel nostro vicinato e all'aumento del contrabbando e del traffico di armi nell'UE", ha affermato la relatrice Bodil Valero (Verdi/ALE, SE).

"Gli Stati membri dell'UE che esportano armi devono tener presente che i Paesi ai quali hanno venduto armi in passato non sono più stabili e devono rafforzare l'attuale regime comunitario per l'esportazione di armi", ha aggiunto. In conclusione, ha ricordato che "in qualità di maggiori esportatori mondiali di armi, devono avere una responsabilità particolare per assicurare che l'UE rimanga un sostenitore credibile dei diritti umani".

Nella risoluzione approvata giovedì con 249 voti favorevoli, 164 contrari e 128 astensioni, i deputati rilevano che  una diffusione incontrollata delle armi rappresenta un serio rischio per la pace e per la sicurezza, per i diritti umani e per lo sviluppo sostenibile. Rilevano, inoltre che, nonostante la situazione in Siria e in Iraq, le maggiori attività terroristiche e i conflitti nel Medio Oriente e in Nord Africa, non sia stato introdotto nessun cambiamento alle regole in vigore.

Nel 2013, gli Stati membri dell'UE hanno esportato verso Paesi terzi armi per un importo totale di 26 miliardi di euro.

Nuovo regime delle esportazioni: più coerente, con controlli e sanzioni

I deputati ritengono che la posizione comune del Consiglio, che precisa le regole sull'esportazione di armi, non sia stata applicata rigorosamente e sia stata interpretata incoerentemente ed evidenziano l'assenza di controlli indipendenti e sanzioni in caso di violazioni. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero includere criteri nazionali più vincolanti.

Promuovere la trasparenza e il controllo pubblico

Per il Parlamento, la trasparenza e il controllo pubblico del quadro di controllo delle esportazioni devono essere potenziati. I deputati invitano gli Stati membri a fornire informazioni dettagliate, attraverso un reporting standardizzato, su ogni licenza rilasciata. Infine, la relazione annuale sulle esportazioni di armi da parte dell'UE, in futuro, dovrebbe in futuro essere rilanciata come una banca dati pubblica e interattiva.


Procedura: risoluzione non legislativa
Hashtag: #ArmsExports

No ai brevetti di piante ottenute con tecniche tradizionali

Il Parlamento ha approvato, giovedì, una risoluzione non legislativa secondo cui il divieto di brevettabilità dei prodotti ottenuti mediante tecniche di selezione convenzionali, è essenziale per stimolare l'innovazione, per la sicurezza alimentare e per le piccole imprese. I deputati, sorpresi dalla decisione dell'Ufficio europeo brevetti di concedere brevetti su tali prodotti, chiedono alla Commissione di chiarire con urgenza le norme UE esistenti e di tutelare l'accesso dei costitutori al materiale biologico.


I deputati ricordano che la selezione vegetale è un processo innovativo praticato dagli agricoltori e dalle comunità agricole sin dalla nascita dell'agricoltura. Inoltre, ritengono che l'accesso al materiale biologico sia essenziale per stimolare l'innovazione e lo sviluppo di nuove varietà, al fine di garantire la sicurezza alimentare a livello globale, far fronte ai cambiamenti climatici e impedire la nascita di monopoli. La risoluzione approvata con 413 voti favorevoli, 86 voti contrari e 28 astensioni, stabilisce che i prodotti ottenuti dai procedimenti essenzialmente biologici, come piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni, dovrebbero quindi essere esclusi dalla brevettabilità.

Il Parlamento chiede alla Commissione di chiarire con urgenza le norme UE esistenti, in particolare la direttiva UE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, e di tramettere questi chiarimenti all'Ufficio europeo brevetti (UEB), così da assicurare che i prodotti ottenuti con tecniche di riproduzione convenzionali non possano essere brevettabili. Inoltre, i deputati hanno insistito affinché l'UE e gli Stati membri debbano garantire l'accesso e l'utilizzo del materiale ottenuto mediante procedimenti essenzialmente biologici per ottenere varietà vegetali.


Contesto

La risoluzione è una risposta alla decisione del 25 marzo 2015 del Consiglio d'Appello dell'UEB che permette brevetti sui pomodori (G0002/12) e sui broccoli (G0002/13) ottenuti con tecniche di coltivazione convenzionale. L'UEB ritiene che, anche se i procedimenti essenzialmente biologici per la produzione di piante, come l'incrocio, non possano essere brevettabili, le piante che ne derivano e i prodotti delle stesse, come ad esempio un frutto, potrebbero ottenere una protezione a livello europeo.

I deputati sono preoccupati che una tale interpretazione restrittiva delle attuali norme UE potrebbe avere un impatto negativo sulla concorrenza e possa portare alla creazione di monopoli nel mercato alimentare. Il Parlamento aveva fatto appello all'UEB affinché escludesse dalla brevettabilità tutti i prodotti derivanti dalla riproduzione convenzionale, già nella sua risoluzione non legislativa del 10 maggio 2012.


Documento: risoluzione non legislativa
Procedura: interrogazione alla Commissione con richiesta di risposta orale
Hashtag: #plantbreeding #patents #tomato #broccoli @EPOorg


Per maggiori informazioni

Materiale audiovisivo

Stabilità, Agrinsieme: bene le misure agricole, adesso urgente progetto di sviluppo competitivo

Per il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Aci agroalimentare si tratta di una positiva base di partenza per invertire la rotta della crisi. Ora azioni e interventi di valorizzazione e di promozione da realizzarsi all'interno di un disegno strategico di politica agricola.  


Soddisfazione per le misure e i provvedimenti di carattere agricolo contenuti all'interno della legge di Stabilità 2016. È questo il giudizio complessivo di Agrinsieme riguardo al testo di legge licenziato dalla commissione Bilancio della Camera e ora al vaglio dell'Aula per l'approvazione in seconda lettura. 

In particolare, secondo il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, le riduzioni e gli sgravi fiscali -a partire dall'abolizione dell'Imu per i terreni agricoli e dell'Irap, unite all'aumento delle compensazioni Iva per il settore lattiero-caseario e delle carni e alla stabilizzazione delle misure per le agroenergie e il biogas- rappresentano una positiva base di partenza per invertire la rotta della crisi.

Adesso, è opportuno e necessario affiancare agli sgravi fiscali approvati in Finanziaria un progetto di sviluppo e di rilancio competitivo dell'agricoltura nazionale, iniziando dai comparti che si trovano a fronteggiare le maggiori difficoltà, dal latte, alle carni bovine e suine, dall'ortofrutta all'olio d'oliva, ai cereali. Sono queste le principali produzioni in forte sofferenza che richiedono, con urgenza, azioni e interventi di valorizzazione e di promozione da realizzarsi all'interno di un disegno strategico di politica agricola. Nella convinzione -conclude Agrinsieme- che tanto più l'agricoltura sarà valorizzata e diventerà centrale all'interno delle dinamiche di filiera, tanto più il sistema agroalimentare Made in Italy e, con esso, l'economia nazionale ne trarrà beneficio.



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mercoledì 16 dicembre 2015

Arriva il nuovo Regolamento Privacy UE, due anni di tempo per adeguarsi

Fumata bianca ieri per il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Regole comuni per tutti e 28 gli Stati membri UE. Le aziende avranno due anni di tempo per adeguarsi. Věra jourová: "promessa mantenuta". Ansip: "passo importante verso un mercato unico digitale. Bernardi: "Con le nuove regole, necessari privacy officer per le aziende che dovranno essere competitive"


Firenze, 16 dicembre 2015 - Dopo quasi 4 anni da quando era stato presentata la proposta dalla Commissione UE nel gennaio del 2012, durante i negoziati di ieri con Parlamento e Consiglio (c.d. "trilogo") è stato finalmente trovato l'accordo per il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati, che introdurrà un'unica legislazione in tutte e 28 nazioni dell'UE. In Italia, prenderà il posto dell'attuale Codice Privacy (Dlgs 196/2003).

Nel comunicato ufficiale che ne ha dato l'annuncio ieri in tarda serata, Věra jourová, Commissario per la Giustizia ha affermato : "Oggi abbiamo mantenuto la promessa della Commissione Juncker per portare a compimento la riforma della protezione dei dati entro il 2015. Le nuove norme paneuropee sono buone sia per i cittadini che per le imprese."

Andrus Ansip, vicepresidente per il Mercato Unico Digitale, ha dichiarato: "L'accordo di oggi è un passo importante verso un mercato unico digitale, che rimuoverà gli ostacoli e sbloccherà grandi opportunità. Il futuro digitale dell'Europa può essere costruito solo sulla fiducia."

"Con l'approvazione del regolamento europeo, le aziende hanno adesso una opportunità unica di sfruttare il mercato digitale - ha detto il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi - Per essere competitive evitando le pesanti sanzioni che saranno previste dalla nuova normativa, ora le aziende avranno sempre più necessità di avvalersi di professionisti e privacy officer specializzati e dovutamente preparati per dialogare tra una nazione e l'altra sotto un unico ombrello normativo."

Con il nuovo Regolamento UE sulla privacy, che dovrà essere rispettato anche dalle aziende che hanno sede al di fuori dell'Unione Europea, vengono confermate importanti novità che erano già contenute nella proposta originaria del 2012, come il diritto all'oblio, il diritto alla portabilità dei dati, le notificazioni delle violazioni alle autorità nazionali e anche agli stessi utenti nei casi più gravi (data breaches), modalità di accesso ai propri dati personali più facili per gli interessati, il meccanismo del "one-stop-shop", con il quale le imprese avranno a che fare con un'unica autorità di vigilanza, e il concetto di "privacy by design".

Ma arrivano anche tagli di costi e meno burocrazie per le piccole e medie imprese al fine di stimolare la crescita economica e del mercato digitale: non saranno ad esempio più obbligatorie notifiche alle autorità di vigilanza, con un risparmio per le pmi di 130 milioni di euro l'anno, e la possibilità di addebitare un contributo agli interessati per le richieste di accesso ai dati manifestamente infondate o eccessive.

Anche la figura del responsabile della protezione dei dati (data protection officer) sarà una figura facoltativa per le piccole medie imprese, che non avranno neppure l'obbligo di effettuare la valutazione dell'impatto (privacy impact assessment), a meno che non esista un rischio elevato.

A seguito dell'accordo politico raggiunto nel trilogo di ieri, i testi definitivi saranno ora formalmente adottate dal Parlamento europeo e del Consiglio all'inizio 2016. Le aziende avranno due anni per adeguarsi.

martedì 15 dicembre 2015

EMENDAMENTI IN LEGGE DI STABILITA' ACCOLGONO QUESITI REFERENDARI NO TRIVELLE. BATTAGLIA VINTA MA GUERRA ALLE FOSSILI CONTINUA

ACCOLTE LE RICHIESTE REFERENDARIE NO TRIVELLE NEGLI EMENDAMENTI DEL GOVERNO ALLA LEGGE DI STABILITA'.

SERENA PELLEGRINO ( SI – SEL):   UNA BATTAGLIA VINTA, MA LA GUERRA ALLE TRIVELLAZIONI E ALLE FOSSILI CONTINUA IN SINTONIA CON GLI ACCORDI DI COP 21.


"Gli emendamenti proposti dal Governo alla legge di stabilità 2016, che anticipano quasi tutte le richieste referendarie proposte da dieci Regioni italiane per impedire che le trivellazioni devastino il territorio, il mare ed i comparti economici ad esso collegati, sono sicuramente un passo indietro sulle inaccettabili politiche energetiche asservite agli interessi delle multinazionali del gas e del petrolio. Sono anche un passo avanti sul percorso concordato dalla Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici di Parigi per la riduzione degli effetti climalteranti e trasferito in un protocollo che anche nel nostro Paese vogliamo veder condiviso in maniera concreta ed efficace."

Lo afferma la parlamentare Serena Pellegrino ( SI – SEL), vicepresidente della commissione Ambiente a Montecitorio, che spiega: " Ma questo primo NO TRIVELLE , ravvedimento operoso delle scelleratezze previste dallo Sblocca Italia e dal precedente Sviluppo Italia, è stato ottenuto grazie alla spinta dell'opinione pubblica ed alle pressioni delle associazioni. Tuttavia evitare, sul tema specifico, le possibili spiacevoli conseguenze del faccia a faccia con i cittadini attraverso i referendum, non significa ancora considerare chiuso il capitolo delle trivellazioni che, anche escludendo le procedure semplificate, rimarrebbero ancora possibili e praticabili."

" In questa prospettiva è fondamentale non solo che il Parlamento approvi gli emendamenti, correggendo alcuni passaggi che sono insufficienti, ma che contemporaneamente si apra il dibattito sulla definizione di nuove Strategie Energetiche Nazionali improntate alla de-carbonizzazione, alle rinnovabili, ad un diverso modello di sviluppo economico."
Conclude Pellegrino: " Basta improvvisazioni e  norme scritte per compiacere una o l'altra lobby.
COP 21 ci ha consegnato la responsabilità di correggere in extremis la traiettoria verso l'irreversibile disastro ambientale e di attuare le indispensabili mitigazioni: NO trivelle, e poi NO rigassificatori, NO carbone, NO fossili e con determinazione SI energie rinnovabili e SI all'economia circolare."

Diritto del vestire: la toga incontra la moda

LA TOGA INCONTRA LA MODA
UN EVENTO INTERDISCIPLINARE SUL DIRITTO DEL VESTIRE

Aula Magna gremita da quasi 200 persone lo scorso 10 dicembre all'Università degli Studi dell'Insubria di Como per il pomeriggio di studi su diritto e abbigliamento "La Giustizia e il suo manto". Il convegno, organizzato dal Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, era dedicato ai nuovi rilievi giuridici del vestire, che spesso occupano le prime pagine dei quotidiani e le aule di giustizia di tutto il mondo. 
Maria Paola Viviani Schlein, già preside della Facoltà di Giurisprudenza, ha presieduto e moderato il convegno, chiosando brillantemente i contributi dei relatori, non senza cogliere l'occasione per ribadire la forte esigenza di regole chiare e il rispetto del pluralismo in campo culturale e religioso.
Barbara Pozzo, Direttrice del Dipartimento, ha ricordato con una galleria di immagini alcune tra le controversie di maggior scalpore della storia recente, dai versetti del Corano indossati da Claudia Schiffer per Karl Lagerfield alla battaglia legale non ancora sopita della Nazione Navajo contro Urban Outfitters. Quando la creatività degli stilisti tocca identità culturali sensibili, il confine tra ispirazione e appropriazione si fa rovente.
L'incontro è stato brillantemente proseguito da Rosa Palavera con un immaginario guardaroba virtuale in pieno stile Law and Humanities: Diritto e Abbigliamento propongono abbinamenti di capi, dalla tunica di Adamo alla minigonna e all'hijab, ma la coloratissima relazione ha avuto soprattutto al centro temi importanti come pluralismo legale e normazione partecipata, comunicazione non verbale nel campo del diritto e ruolo del consenso e dell'adesione nell'effettività delle norme e delle politiche statuali.
I lavori sono stati chiusi da Giorgio Maria Zamperetti, docente di Law and Humanities, che ha condotto un'avvincente excursus sulla toga, passando per oltre 2000 anni di divise, uniformi e livree tra filologia, moda e diritto. La toga è forse il capo di abbigliamento che estende la sua attualità sul maggior numero di secoli. La sua funzione di protezione dalla carica emotiva di drammi, brutture e incapacità di mediazione propri dell'uomo, rispetto a cui il giudice deve conservare un altrettanto umana terzietà, è solo un aspetto: c'è un mondo di simbolismi che pesa sulle spalle dei magistrati ogni giorno.
Presente in sala Fulvio Alvisi, Presidente dell'Associazione Italiana Disegnatori Tessili, che in un breve ma denso intervento ha toccato molti temi tra attualità e futuribile, sul rapporto tra esplosione della connettività, diluizione della privacy, digitalizzazione diffusa e dispersione delle culture e dei saperi tradizionali, interrogando provocatoriamente i giuristi sulle previsioni per il prossimo decennio. Una sfida a cui non si sottrae certo l'Ateneo insubre, che si conferma vivace catalizzatore di temi scottanti e capace di cogliere le tendenze trasformandole in occasioni di riflessione sui grandi temi del diritto e di dialogo costruttivo con territorio e imprese.
I protagonisti si sono lasciati con la promessa di ripetere il prossimo anno un incontro che è stato di grande interesse nella tradizione del Dipartimento allo studio multidisciplinare di fenomeni giuridici innovativi e transnazionali.



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