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mercoledì 8 giugno 2016

I deputati UE divisi sui risultati del piano di investimenti della UE

A un anno dal suo lancio, i deputati hanno espresso posizioni divergenti sullo stato di avanzamento del "Piano Juncker", che prevede 315 miliardi di euro in investimenti per l'Europa, durante il dibattito di mercoledì con il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen. 

Mentre i gruppi PPE e S&D hanno accolto positivamente il lavoro effettuato dal "Fondo europeo per gli investimenti strategici" (FEIS) e l'annuncio della Commissione di estenderne la durata, i deputati appartenenti a gruppi più piccoli si sono detti scettici circa i risultati conseguiti fino ad oggi.

 

Il commissario Katainen ha dichiarato che il "Piano Juncker" ha contribuito a rimuovere gli ostacoli agli investimenti e contribuito ad aiutare le piccole e medie imprese (PMI). Gli oltre 185 accordi tra il FEIS e le banche dovrebbero, infatti, fornire finanziamenti a oltre 150.000 PMI, ha affermato, aggiungendo che la Commissione prevede di presentare, entro la fine dell'anno, la proposta di estendere la durata del FEIS oltre i tre anni previsti e aumentare gli investimenti nei paesi terzi.

 

Dichiarazione di Jyrki KATAINEN, vicepresidente della Commissione e commissario per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività.

 

Interventi in nome dei gruppi politici (cliccare sul nome del deputato per accedere al video della dichiarazione)

 

Othmar KARAS (EPP, AT) ha accolto con favore la proposta di estendere la durata del piano, affermando che ciò è una delle risposte chiave ai problemi strutturali dell'Europa.

 

Gianni PITTELLA (S&D, IT) ha dichiarato, dopo aver ribadito la necessità per l'Europa di un piano di investimenti, che è necessario migliorarne il funzionamento per garantire risorse nuove, piuttosto che sostituire risorse esistenti.

 

Sander LOONES (ECR, BE) ha suggerito che è troppo presto per valutare il successo del FEIS e ha messo in guardia contro la "fretta" di voler aumentare gli investimenti in Paesi terzi.

 

Pavel TELIČKA (ALDE, CZ) ha dichiarato di essere ancora un sostenitore del piano, ma che il tipo di progetti finanziati e la loro qualità richiesta devono essere rivisti.

 

Miguel VIEGAS (GUE/NGL, PT) ha affermato che il piano ha permesso alle grandi aziende di dominare e si è concentrato sulle aree più ricche e più sviluppate.

 

Philippe LAMBERTS (Verdi/ALE, BE) ha chiesto ulteriori fondi per il piano e ha dichiarato che si dovrebbe concentrare sui paesi in cui mancano investimenti e che hanno maggiori potenzialità su progetti di energia rinnovabile.

 

Nigel FARAGE (EFDD, UK) ha affermato che i "grandi piani" dell'UE come questo hanno raccolto quello che hanno seminato. Guardando verso al "giorno dell'indipendenza" del Regno Unito, il referendum del 23 giugno, ha dichiarato di sperare che questa sia stata l'ultima volta in cui è espresso al Parlamento.

 

Steeve BRIOIS (ENF, FR) ha descritto il FEIS come un "fallimento totale", poiché si è concentrato sul finanziamento delle grandi aree urbane, aggravando le disparità regionali.

 

Interventi dei deputati italiani (cliccare sul nome dell'oratore per i video delle dichiarazioni)

 

Marco Valli (EFDD)

Roberto Gualtieri (S&D)

Massimo Paolucci (S&D)

Mercedes Bresso (S&D)

 

È possibile rivedere il dibattito su EP Live e EbS+



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