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domenica 10 luglio 2016

IDENTIKIT DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE - Libro di Giovanni Guzzetta presentato all’Università degli Studi di Milano - Seminario di studio

Libro di Giovanni Guzzetta presentato in un Seminario all'Università degli Studi di Milano


ITALIA, SI CAMBIA.
IDENTIKIT DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE           

Se approvata, avverranno profondi cambiamenti nella vita di ogni cittadino, spiegano in "Come cambia la Costituzione?" D'Amico, Leone, Arconzo
 
 
Il dibattito sulla riforma costituzionale è avvelenato. Scontri ideologici che spesso ignorano i contenuti. Al di là delle tante soluzioni ipotetiche, però l'alternativa è chiara: conservare o cambiare. Di qui la necessità di "conoscere per deliberare", come ricordava Einaudi.

E' l'obiettivo del libro "Italia si cambia. Identikit della riforma costituzionale" di Giovanni Guzzetta (Rubbettino, 2016) presentato all'Università degli Studi di Milano in occasione di un seminario che ha visto l'intervento del senatore Roberto Cociancich Componente della 1ª Commissione permanente Affari costituzionali

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Ne hanno discusso con l'autore:
 Marilisa D'Amico, Ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa
; Lorenza Violini, Ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano, Direttrice del Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale; Giuseppe Arconzo, Ricercatore di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano; Stefano Catalano, Ricercatore di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Verona; Edoardo Raffiotta, Ricercatore di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Bologna.

Il libro analizza la riforma esaminando i mali delle istituzioni italiane, senza intenti apologetici o demolitori. Un esame di luci e ombre in vista del referendum costituzionale.

Fin dal 1946, la classe dirigente ha accreditato l'idea che l'Italia sia una Repubblica in perenne transizione, nell'attesa di diventare una democrazia normale. Già in assemblea costituente Calamandrei ricordava che «sugli scopi, sulle mete, sul ritmo di questa rivoluzione ancora da fare», non c'era accordo. 

Il compromesso costituzionale nacque così. Per settant'anni questo è stato l'alibi per scelte sempre all'insegna della provvisorietà, dell'eccezione, dell'emergenza. Senza mai giungere a una stabilizzazione duratura. E la Costituzione in mezzo, evocata come una sacra reliquia intoccabile o come il feticcio da abbattere. Oggi, i cittadini hanno la possibilità di pronunziarsi sul futuro della Repubblica transitoria. Chiarirsi le idee non è solo cruciale, è anche un dovere civico.

Sul tema anche il libro dei tre costituzionalisti Marilisa D'Amico, Stefania Leone e Giuseppe Arconzo dal titolo "Come cambia la Costituzione. Guida alla lettura della riforma costituzionale". Approvata in via definitiva dalla Camera nell'aprile 2016, entrerà in vigore solo se approvata dai cittadini che saranno chiamati ad esprimere il loro voto nell'ottobre 2016. Non sarà necessario raggiungere un quorum di partecipazione.   

Se prevarranno i sì avremo una Costituzione significativamente diversa da quella attualmente in vigore con un grande impatto sulla vita delle istituzioni e, di conseguenza, di tutti i cittadini. Ma anche se vinceranno i no, secondo i tre autori del volume –  comunque convinti che i pregi della riforma siano superiori agli aspetti critici che pure presenta –  i suoi elementi centrali dovrebbero costituire la base di partenza per una nuova discussione finalizzata ad apportare quelle modifiche all'architettura istituzionale del nostro Paese che rimarranno, in ogni caso, necessarie.



Foto d'archivio: Marilisa d'Amico con il pres. di IEA Achille Colombo Clerici, Pucci Dente e Milly Moratti




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