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sabato 30 gennaio 2016

Vodafone Exclusive. Antitrust verso la fine del procedimento: in caso di condanna Vodafone dovra' restituire ai suoi clienti 171 milioni di euro

Firenze, 29 Gennaio 2016. Si e' conclusa l'istruttoria del procedimento avviato dall'Antitrust, su denuncia di Aduc (1), nei confronti di Vodafone per l'attivazione automatica e non richiesta di Vodafone Exclusive. Si tratta di un servizio a pagamento, al costo di euro 1,90 al mese, che consiste:
- nella possibilita' di navigare sulla rete 4G (utilizzabile da un numero limitato di clienti);
- in un servizio clienti dedicato che consente di parlare subito con un operatore (decisamente non necessario, considerando che si puo' parlare con un operatore gratuitamente tramite il 190);
- nell'accesso al cinema per due persone al prezzo di un solo biglietto (ma si tratta solo di 250 cinema in tutta Italia).

Per Vodafone si tratta di una modifica contrattuale (alla quale pero' si puo' "rinunciare"). Per Aduc, Vodafone ha messo in atto una pratica commerciale scorretta (2)), consistita nell'aver attivato il servizio aggiuntivo in automatico, a tutti i clienti, obbligandoli ad attivarsi per rifiutarlo espressamente (opt-out) (3), facendo valere – in caso contrario – una sorta di silenzio assenso.

Ancora oggi molti consumatori continuano a scriverci di essersi resi conto da poco di questa attivazione non richiesta, magari perche' non hanno prestato attenzione al messaggio inviato da Vodafone, oppure perche' non hanno acceso per mesi il telefono nel quale era inserita la sim Vodafone, oppure perche' utilizzano la sim Vodafone su apparecchi che non consentono la lettura degli sms. Appena si rendono conto dell'addebito chiamano Vodafone per disattivare il servizio, ma si vedono negare il rimborso delle somme sottratte (4)).
Il problema centrale della vicenda sta proprio li', nelle restituzioni. Il servizio ha infatti un costo di un euro e novanta al mese ed e' stato attivato su tutte le sim Vodafone, in totale un numero ricompreso fra i 18.000.000 e i 19.000.000 di clienti. Mettiamo che siano solo 18 milioni di utenti: moltiplicando per il costo del servizio, l'attivazione di Vodafone Exclusive frutterebbe alla societa' circa 34 milioni e 200 mila euro al mese.
Il servizio e' stato attivato a partire dal settembre 2015, quindi in 5 mesi grazie a Vodafone Exclusive la societa' avrebbe incassato circa 171 milioni di euro.
Un bottino niente male.
Ma quanti di questi 19 milioni di clienti volevano e vogliono pagare un euro e 90 al mese per Vodafone Exclusive? Quanti avrebbero disdetta il servizio se l'informazione fosse stata chiara?
A quanti, e per quali importi, Vodafone ha negato il rimborso?

In conclusione, quanti di quei 171 milioni di euro circa, sono oggi indebitamente nelle casse di Vodafone?
E soprattutto cosa accadra' a queste somme in caso di condanna da parte dell'Antitrust?

Da quel che ci risulta Vodafone ha finora concesso pochi rimborsi (5))  a "macchia di leopardo", apparentemente senza una logica precisa. Il nostro timore e' che siano stati rimborsati solo gli utenti che hanno inviato una segnalazione all'Antitrust.

Secondo i legali di Vodafone il rimborso dell'intero importo (ad oggi 9,50 euro per ogni sim) sarebbe "ingiusto", poiche' i clienti che non hanno disattivato il servizio (anche se incolpevolmente) si sono indebitamente arricchiti a danno della societa'. Di conseguenza, l'eventuale rimborso dovra' essere effettuato non per l'intero importo pagato ma decurtandolo in proporzione al godimento.

Ci vuole un bel coraggio a parlare di indebito arricchimento dei consumatori in una vicenda come questa.

Confidiamo che in caso di condanna Vodafone restituisca ai propri clienti quanto illegittimamente addebitato e confidiamo che l'Autorita' prenda posizione sui rimborsi, ordinando a Vodafone di porre rimedio pubblicizzando la possibilità per i clienti di chiedere la disattivazione del servizio Vodafone Exclusive e il rimborso delle somme pagate sulle testate giornalistiche nazionali, sul sito internet della societa' e tramite l'invio di un SMS sulle singole utenze telefoniche interessata, con iniziative di pari rilievo economico e di visibilita' rispetto agli sforzi pubblicitari compiuti per pubblicizzare l'offerta.

In attesa della pronuncia dell'Antitrust, continuiamo a suggerire agli utenti, che si son visti attivare un servizio che non vogliono pagare, di:
1) chiamare il numero 42593 e presentare reclamo telefonico all'operatore, chiedendo la disattivazione del servizio e la restituzione dell'importo sottratto;
2) presentare reclamo online accedendo al sito della Vodafone con le proprie credenziali;
3) inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di messa in mora (6);
4) inviare una segnalazione all'Antitrust (7) ;
5) tenerci aggiornati (8) su quanto accade.


(1)  http://www.aduc.it/comunicato/bufala+vodafone+exclusive+denuncia+aduc+antitrust_23405.php
(2)  http://www.aduc.it/comunicato/vodafone+exclusive+antitrust+apre+procedimento_23519.php
(3) La pratica commerciale dell'opt-out e' espressamente vietata dal Codice del Consumo, che all'art. 65 prevede che i servizi accessori al contratto possono essere attivati solo dopo l'espresso consenso del cliente (opt-in). In caso di mancato rispetto della norma, l'utente ha diritto ad ottenere il rimborso di quanto eventualmente pagato.
(4)  http://www.aduc.it/comunicato/vodafone+exclusive+istruzioni+aduc+come+chiedere_23428.php
(5)  http://www.aduc.it/articolo/rimborsi+vodafone+exclusive+antitrust+pratica_23776.php
(6) http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
(7) http://www.agcm.it
(8) http://sosonline.aduc.it/info/consulenza.php


Emmanuela Bertucci, legale Aduc




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Verso nuove forme di famigliarità: una nuova legge sulle unioni civili o nuove battaglie politiche e giudiziarie?







venerdì 29 gennaio 2016

Bonus fiscali 2016 sulla casa e detrazioni varie: scheda pratica

Firenze, 29 gennaio 2016.  Per il 2016 sono state confermate le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, sia quella del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica sia quella del 50% sulle ristrutturazioni edilizie.

Riguardo alla detrazione del 65% vi sono alcune novità, tra cui la possibilità per pensionati o lavoratori, in caso di lavori su parti condominiali, di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato i lavori, l'estensione della detrazione anche agli istituti IACP per le spese sostenute su immobili di edilizia popolare di loro proprietà, l'estensione della detrazione anche agli acquisti di dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento/produzione acqua calda/climatizzazione. 

Altre novità la detrazione di metà dell'iva pagata sull'acquisto di un immobile ad alta efficienza energetica (classe A oppure B) direttamente dal costruttore, la detrazione fiscale per gli arredi acquistati da giovani coppie che mettono su casa, le detrazioni dei canoni e del prezzo pagato per gli acquisti di case di abitazione con la nuova locazione finanziaria, e la detrazione per l'installazione di sistemi di sorveglianza.

Rimane fruibile anche la deduzione fiscale (dal reddito complessivo dichiarato) pari al 20% del prezzo di acquisto applicabile nel caso di acquisto di immobile residenziale avvenuto negli anni dal 2014 al 2017 con destinazione dello stesso in affitto entro sei mesi per un periodo minimo di otto anni. L'immobile deve avere determinate caratteristiche (tra cui la classe energetica A o B) così come il rapporto di affitto (il canone ha dei limiti e l'inquilino non può essere un parente di primo grado). 

E' stata poi resa definitiva la detrazione fiscale delle donazioni a sostegno della cultura (art bonus), nella misura del 65%.

Rimangono inalterate anche le altre detrazioni fiscali inerenti gli immobili (interessi mutuo, affitti, etc.) e la famiglia.

Per dettagli e approfondimenti si veda la nuova scheda pratica Incentivi 2016: bonus fiscali sulla casa e detrazioni varie: http://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2016+bonus+fiscali+sulla+casa+detrazioni_23887.php

Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo




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giovedì 28 gennaio 2016

Novità fiscali 2016, ORLANDI e CASERO: le dichiarazioni al Convegno TELEFISCO


A TELEFISCO 2016 del Sole 24 Ore

Record di partecipazione: 135 sedi in tutta Italia e oltre 120.000 professionisti collegati

 

Il Direttore Agenzia Entrate Rossella Orlandi:

·       Evasione Fiscale 2015: recupero superiore ai 14,2 miliardi del 2014

·       Apple: niente sconti né accordi

·       Studi di settore: Pronti i nuovi modelli

 

Il Vice Ministro Economia Luigi Casero:

·       Studi di settore: aboliti entro l'anno per i professionisti

·       Sì a fatturazione elettronica e iva precompilata

·       Ires e Irpef: Governo manterrà impegno riduzione

 

Il recupero dell'evasione fiscale "nel 2015 sarà superiore all'anno precedente", quando era stato di 14,2 miliardi. Così Rossella Orlandi, Direttore dell'Agenzia delle Entrate, nel suo intervento alla 25esima edizione di Telefisco, il convegno annuale del Sole 24 Ore dedicato alle novità fiscali del 2016, che è stato seguito oggi da oltre 120.000 professionisti di tutta Italia, segnando il record storico della manifestazione, collegati da 135 sedi su tutto il territorio nazionale, altro numero record, e via web.

Il Direttore Orlandi ha spiegato: "Posso confermare che in un anno molto difficile per problemi organizzativi nostri abbiamo proseguito con forza e determinazione nel recupero dell'evasione pregressa". Il recupero dell'evasione, ha sottolineato la Orlandi, "in termini di cassa contribuisce in maniera importante ai conti dello Stato, ma è solo una parte della nostra attività".

 

Orlandi, Agenzia delle Entrate, a Telefisco del Sole 24 Ore: Apple, niente sconti né accordi

Nel giorno in cui la Procura di Milano ha accusato Google di aver evaso centinaia di milioni di euro, Rossella Orlandi, Direttore dell'Agenzia delle Entrate, ha commentato al convegno Telefisco del Sole 24 Ore 'l'accordo' siglato nelle scorse settimane con Apple: "Non c'è stato alcun accordo. La parola sconti non la accetto. Apple ha aderito a un verbale. Abbiamo lavorato molto - ha detto la Orlandi - l'Italia per prima ha concluso un'operazione che i governi e i giornali di tutto il mondo ci riconoscono. È stato un lavoro di squadra complesso che si è manifestato come per tutti i casi nell'ambito del contraddittorio". Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha poi sottolineato l'importanza dell'azione di "contrasto a comportamenti evasivi di grandi dimensioni" che ha portato il fisco italiano a controllare l'anno scorso il 40% delle società di grandi dimensioni le quali "stanno maturando che c'è un danno reputazionale nel non essere compliance con il fisco".

 

Orlandi, Agenzia delle Entrate, a Telefisco del Sole 24 Ore: Pronti i nuovi modelli degli studi di settore

E proprio sulle attività in corso, il Direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi ha annunciato al convegno del Sole 24 Ore Telefisco 2016 che "entro questa sera o al massimo domani mattina saranno approvati i nuovi modelli degli studi di settore con un anticipo di quattro mesi rispetto all'anno scorso, in modo da dare a tutti il tempo per rendersi conto delle novità". Successivamente, ha affermato la Orlandi, "pubblicheremo tutta la situazione statistica degli studi con i numeri complessivi, il reddito medio, la situazione dei congrui e non congrui per ogni studio". Per il prossimo anno l'Agenzia prevede di diminuire di almeno 10 il numero degli studi perché sono già stati decisi degli accorpamenti. "Stiamo lavorando sul piano amministrativo per dare attuazione alle indicazioni che il Ministro dell'Economia Padoan ha dato attraverso la direttiva al Parlamento".

 

Vice Ministro Luigi Casero a Telefisco del Sole 24 Ore: Abolizione degli studi di settore e recupero dell'evasione oltre i 14 miliardi

Sugli studi di settore è intervenuto anche il Vice Ministro dell'Economia e della Finanza Luigi Casero annunciando, nell'intervista al Sole 24 Ore trasmessa a Telefisco, che "per favorire un sistema fiscale più semplice, durante l'anno interverremo subito sugli studi di settore. È uno strumento – ha sottolineato il Vice Ministro alla platea di commercialisti e professionisti collegati da tutta Italia a Telefisco – che deve essere rivisto in relazione all'evoluzione dei tempi. Riteniamo che per i professionisti, che hanno una contabilità di cassa, ci sia la necessità di intervenire sugli studi di settore in solo modo: abolendoli. E' inutile mantenere gli studi di settore per i professionisti. So che è una richiesta avanzata dalle professioni ed è una richiesta che può essere accolta tanto che già da quest'anno potremmo intervenire. Comunque sia, interverremo per una semplificazione generalizzata di tutti gli studi di settore.So che è una richiesta avanzata dalle professioni ed è una richiesta che può essere accolta".

 

Vice Ministro Luigi Casero a Telefisco del Sole 24 Ore: Dichiarazione Iva precompilata e fatturazione elettronica

Nell'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore per Telefisco, il Vice Ministro Casero ha affermato che dopo la dichiarazione dei redditi, si può pensare anche a una dichiarazione Iva precompilata, in quanto "la delega fiscale prevedeva un decreto attuativo sulla fatturazione elettronica. Ci si arriverà. La fatturazione in via telematica opzionale è propedeutica a una serie di interventi – ha aggiunto Casero – che porteranno ad avere vantaggi immediati ai contribuenti con l'eliminazione della carta o di adempimenti complessi come la cancellazione dello spesometro. In futuro, la possibilità che l'Agenzia possa fornire i dati delle fatture emesse e che le fatture ricevute possano finire tutte in un server nazionale, consentirà in via preventiva di comunicare al contribuente quali sono le informazioni in suo possesso, fino a predisporre una dichiarazione Iva precompilata, così da poterlo avvisare su quali sono i suoi adempimenti fiscali. Una parte di semplificazioni – ha concluso il Vice Ministro – sono state già attuate".

 

Vice Ministro Luigi Casero a Telefisco del Sole 24 Ore: Ires, Governo manterrà impegno per la riduzione

La riduzione dell'imposta sui redditi societari di tre punti e mezzo e di taglio dell'Irpef nel 2018 "sono impegni che il governo Renzi si è preso e che verranno mantenuti". Così il Vice Ministro Luigi Casero nell'intervista a Telefisco. "L'obiettivo – ha aggiunto il Vice Ministro – è quello di portare l'Ires quest'anno tra le imposte più basse d'Europa pagate dalle imprese e quindi con un obiettivo anche di maggiore attrazione di investitori in Italia e allo stesso di maggiore competitività delle imprese italiane. Nel 2018 interverremo sull'Irpef per le persone fisiche. Ma concludo che tutto questo lo abbiamo fatto e lo faremo nel pieno rispetto gli impegni presi in sede europea nel rapporto deficit-Pil".




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Minorenni fuori famiglia: ecco il manuale europeo dei diritti


Oggi la presentazione ufficiale a Palazzo Pirelli

L'appello del Garante per l'infanzia: "Rimettere al centro la partecipazione"

In Italia sono circa 30.000 i bambini e i ragazzi "fuori famiglia"

In Lombardia 2.303 in minori che crescono in un'altra famiglia, 1.737 quelli accolti in strutture residenziali

Milano, 28 gennaio 2016 – E' stato presentato oggi a Palazzo Pirelli il primo manuale europeo per i diritti dei minorenni fuori famiglia. Un lavoro pensato e realizzato da SOS Villaggi dei bambini e rivolto ai professionisti dell'accoglienza etero-familiare. Il manuale "Realizzare i diritti dei bambini" ha come obiettivo primario una maggior partecipazione dei minorenni al proprio progetto educativo e una maggior consapevolezza dei diritti. Secondo i dati presentati a fine 2014 dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, i minorenni fuori famiglia in Italia sono 28.449, un dato in continua decrescita rispetto agli anni precedenti quando si toccavano (2007) punte di oltre 32.000 soggetti tra 0 e 17 anni. In Lombardia il fenomeno riguardava nel 2014 3940 minori, con 2303 minori in affidamento familiare e 1737 accolti in strutture residenziali.

 

All'evento, patrocinato dal Consiglio regionale, erano presenti il Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, Massimo Pagani, la presidente di SOS Villaggi dei bambini, Maria Grazia Lanzani, Adriana Ciampa, dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Egidio Turetti, presidente dell'Ordine degli Assistenti sociali Lombardia, Valerio Belotti, docente universitario e responsabile scientifico del progetto "Info – Insieme Formando". "Oggi abbiamo presentato un esempio di best practice in linea con l'obiettivo dell'autorità regionale per l'infanzia e l'adolescenza, ovvero rimettere al centro la partecipazione dei minori ai percorsi educativi ed affettivi che li riguardano – spiega il Garante, Massimo Pagani La presentazione di questo manuale dei diritti è stato fondamentale anche per aprire un confronto diretto con il ministero, in modo che possa seguire anche un adeguato sostegno economico alle azioni messe in campo".

 

"SOS Villaggi dei Bambini - afferma Maria Grazia Lanzani Rodriguez Y Baena - Presidente di SOS Villaggi dei Bambini - difende e promuove da sempre il diritto alla partecipazione dei bambini privi di cure familiari o a rischio di perderle. Il progetto 'InFo – Insieme Formando', finanziato dalla Commissione Europea e da DG Justice, contribuirà a rispondere agli obiettivi del Governo italiano in termini di riduzione della povertà. Attraverso il manuale 'Realizzare i diritti dei bambini' inizierà la formazione dei professionisti dell'accoglienza etero-familiare per avere un approccio incentrato interamente sui diritti. Apportare un cambiamento positivo nelle vite dei bambini e dei ragazzi in accoglienza etero-familiare non significa infatti intervenire solamente sulle strutture e sulla qualità delle modalità di accoglienza in modo puntuale, ma anche lavorare sulle prassi operative dei professionisti che lavorano in tali strutture".

 

SOS Villaggi dei Bambini difende e promuove il diritto alla partecipazione dei bambini privi di cure familiari o a rischio di perderle. Il progetto "InFo – Insieme Formando", frutto della partnership tra le organizzazioni SOS in Bulgaria, Croazia, Estonia, Francia, Italia, Lettonia, Ungheria e Romania, è finanziato dalla Commissione Europea, da DG Justice e contribuisce a rispondere agli obiettivi del Governo italiano sulla riduzione della povertà. Già nel 2013 dalla Commissione europea era arrivata la raccomandazione ad adottare meccanismi che favoriscano la partecipazione dei minori ai processi decisionali che li riguardano.

mercoledì 27 gennaio 2016

Micro imprese agricole e hobbisti. Illegale l'acquisto di agrofarmaci per privati e un milione di piccoli produttori agricoli


Micro imprese agricole e hobbisti appassionati di gardening messi spalle al muro con l'entrata in vigore lo scorso novembre del PAN, la norma nazionale che regolamenta l'utilizzo degli agrofarmaci e che ne vieta la vendita a tutti i fruitori non in possesso di regolare patentino. Nulla sarebbe se detto patentino fosse ottenibile agevolmente, a fronte della frequentazione di un corso a pagamento formalmente tenuto da organi competenti. 


 Ma l'offerta è frammentata, inadeguata, indisponibile perché demandata alla Regioni e, a cascata, alle strutture territoriali come, ad esempio, l'Ispettorato Agrario, la Forestale, la Ulss, la Vepa...  Ovviamente non organizzati e sordi. E allora?! E allora tutti con il prato trascurato, con le vigne dietro casa ammalate, con gli ulivi secolari dei bisnonni aggrediti dai parassiti. Situazione triste quanto vera, che impedirà ai produttori amatoriali di fornire le loro eccellenze al ristorante della zona, e al vignaiolo locale di vendere il prosecco all'amico di sempre o al cliente affezionato.

 

Con un panorama italiano composto da un milione di micro imprese agricole di cui ad oggi solo 300 mila in possesso di patentino, la paralisi è annunciata o, peggio, in corso. E a nulla serve il perdurare del grido d'allarme di Compag, associazione nazionale che rappresenta i commercianti di prodotti per l'agricoltura, che da tempo solleva il problema proponendo al contempo inascoltate soluzioni. 


Perché, infatti, non ovviare alle effettive o presunte difficoltà gestionali delle Regioni nella gestione dei corsi di abilitazione di operatori grandi e piccoli attivando dei corsi di formazione on-line, più facilmente fruibili e oltretutto meno costosi degli sporadici e geograficamente poco diffusi corsi frontali? 


Perché non offrire a hobbisti e imprenditori l'opportunità di scegliere in che modo accedere al patentino dal momento in cui la norma, pensata per ridurre i rischi derivanti dall'utilizzo degli agrofarmaci sulla salute umana e sull'ambiente, non esclude la formazione via web? 


Domande senza risposta. Domande che chi di dovere preferisce ignorare, come ignora la proposta di Compag di caricarsi l'onere di organizzare in toto la formazione on-line dalla Sicilia alla Valle D'Aosta per provare a salvare questa Italia dall'ennesima grave inadempienza, dalle devastanti conseguenze a discapito dei piccoli e non dei grandi. "Mai smetteremo di denunciare questo sistema incoerente e subdolo" annuncia con forza Fabio Manara, Presidente di Compag. "Mai accetteremo che il sistema agricolo nazionale debba sottostare a blocchi burocratici e a clientelismi locali".

 

Urge un confronto con il Legislatore e con le Istituzioni affinché la formazione on-line venga rapidamente riconosciuta e possa così essere abbattuta qualsiasi barriera territoriale.

 

Perché l'Italia è una. E agli Italiani gli orti piacciono verdi.

 

www.compag.org

 




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martedì 26 gennaio 2016

SCUOLA – Decreto Mille proroghe: presentati alla Camera gli emendamenti suggeriti dall’Anief




Con la Legge 107/2015 il governo Renzi ha continuato sul solco dei precedenti ignorando la presenza nei nostri istituti di tantissimi docenti abilitati che, per vari motivi, sono stati collocati solo nella seconda fascia delle graduatorie d’Istituto. Invece, come indicato dalla Corte di Giustizia di Lussemburgo, si sarebbero dovuti inserire nelle GaE, come del resto già accaduto nel 2008 e nel 2012. Sono tantissimi i docenti precari, ma non solo, che attendono ora l’esame di ammissibilità, la successiva votazione e poi il passaggio in Senato. Ora, il legislatore, approvando gli emendamenti Anief, potrebbe chiudere la questione. Ma non sarà facile perché il partito di maggioranza ha già chiesto ufficialmente di far slittare l’aggiornamento delle GaE.

Poi ci sono le altre proposte emendative: dalla validità delle graduatorie dell’infanzia dell’ultimo concorso sui posti in deroga da inserire nell’organico di diritto di sostegno, contro il blocco quinquennale e sulla valutazione del servizio pre-ruolo per i docenti specializzati, come sulla necessità di chiudere in fretta la vergogna dei Quota 96. E, ancora, sono state presentate delle modifiche per far slittare di un anno l’insediamento del comitato di valutazione, previsto dalla Legge 107/15, come la mobilità su ambiti territoriali.

Marcello Pacifico, presidente Anief: è un’occasione da non perdere quella che ora si presenta al Parlamento. Quella di poter modificare alcune norme sulla scuola, approvate davvero in fretta, senza calcolarne le conseguenze sul personale e sugli alunni, nonché le contraddizioni rispetto alla giurisprudenza e a non pochi principi costituzionali. Si tratta di cambiamenti e proroghe di termine che, comunque, rendono giustizia.

Sulle modalità di gestione delle nostre scuole e del personale che vi opera, alcune importanti novità potrebbero presto arrivare dal Parlamento: diversi emendamenti suggeriti dall’Anief al decreto Mille proroghe 2016, D.L. 205/2015, sono stati infatti presentati formalmente alla Camera da più partiti politici. Ed ora si accingono ad essere esaminati dai deputati competenti. Sono tantissimi i docenti precari, ma non solo, che attendono ora l’esame di ammissibilità, la successiva votazione e poi il passaggio in Senato.

Le modifiche a varie norme che stanno bloccando troppi aspetti della vita scolastica italiana, riguardano più fronti: vanno dalla riapertura delle Gae per il personale abilitato, delle graduatorie d’istituto per il personale laureato fino al 2019, all’assegnazione dei contratti a termine dopo i 36 mesi fino al 2017, al rinnovo dell’assegnazione provvisoria in deroga al blocco triennale anche per il 2016.

C’è da dire, sul precariato, che con la Legge 107/2015, il governo Renzi ha continuato sul solco dei precedenti. Ignorando la presenza nei nostri istituti di tantissimi docenti abilitati, ma per vari motivi sono stati collocati solo nella seconda fascia delle graduatorie d’Istituto. Invece, come indicato dalla Corte di Giustizia di Lussemburgo, si sarebbero dovuti inserire nelle GaE. Come del resto già accaduto nel 2008 e nel 2012.

“È bene – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief - che con coerenza il legislatore faccia in modo di procedere all’inserimento nelle GaE, con l’obiettivo di permettere anche a loro di essere stabilizzati. Non dimentichiamo che questi docenti, in decine di migliaia, hanno già superato delle selezioni per accedere a dei corsi abilitanti pagati attorno ai 3.500 euro. Per poi sottoporsi ad un lungo periodo di formazione, lo stesso che hanno affrontato i loro colleghi prima del 2011, ed un esame finale. Come loro, anche tanti diplomati magistrali, prima del 2002, sono stati costretti a rivolgersi al giudice”.

Ora, il legislatore, approvando gli emendamenti Anief su cui hanno fatto quadrato nei giorni scorsi tantissimi docenti partecipando alle iniziative di sensibilizzazione dei parlamentari, potrebbe chiudere la questione. Anche se non sarà facile. Perché il partito di maggioranza, il Pd, ha già chiesto ufficialmente di far slittare l’aggiornamento delle GaE. La questione, comunque, rimane aperta. Anche perché non tutti i parlamentari, a quanto ci risulta, la pensano allo stesso modo.

Ma all’interno delle altre proposte emendative, sono state incluse anche altre “battaglie” del sindacato: dalla validità delle graduatorie dell’infanzia dell’ultimo concorso, sui posti in deroga da inserire nell’organico di diritto di sostegno, contro il blocco quinquennale e sulla valutazione del servizio pre-ruolo per i docenti specializzati, come sulla necessità di chiudere in fretta la vergogna dei Quota 96.

E, ancora, sono state presentate delle modifiche per far slittare di un anno l’insediamento del comitato di valutazione, previsto dalla Legge 107/15, come la mobilità su ambiti territoriali su cui nelle ultime ore c’è stato l’ennesimo accordo a perdere tra Miur e sindacati, con almeno 50mila docenti neo-assunti e altre diverse migliaia già di ruolo che finiranno negli albi territoriali e nella perdita di titolarità al rinnovo del Piano dell’offerta formativa triennale.

Per il presidente Anief, quindi, “è davvero un’occasione da non perdere quella che ora si presenta al Parlamento: poter modificare alcune norme sulla scuola, approvate davvero in fretta, senza calcolarne le conseguenze sul personale e sugli alunni, nonché le contraddizioni rispetto alla giurisprudenza e a non pochi principi costituzionali. Si tratta di cambiamenti e proroghe di termine che – conclude Pacifico -, comunque, rendono giustizia”.

Proroga aggiornamento Gae nel 2018/2019, per il 2019/2020, 1.82
1.90, concorso da bandire entro il 1 giugno 2016
1.137, rinvio di un anno del comitato di valutazione
10.010, pensioni opzione donna
Supplenze dopo i 36 mesi, 1.57, 1.138, 1.112, 1.43, 1.139
Proroga 2010/2020 non abilitati in graduatorie d’istituto, 1.110
Proroga inserimento in Gae 1.108, 1.93, 1.117, 1.114
Assegnazione provvisoria straordinaria rinnovata anche per anno corrente, 1.109. 1.64
Posti in deroga sostegno da considerare in organico di autonomia 1.44, 1.46
Deroga al blocco sostegno quinquennale con riconoscimento servizio pre-ruolo, 1.48
Quota 96, 1.96, 10.011, 1.130
Graduatorie Infanzia dell’ultimo concorso, valide in deroga fino a nuovo concorso, 1.65, 1.21
1.136, rinvio di un anno delle operazioni di mobilità su ambiti territoriali ed estensione delle procedure a tutti i neo-assunti ad oggi


Elenco degli emendamenti presentati al decreto Mille proroghe 2016 su proposta del sindacato Anief

DL 210/2015: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative (C. 3513).
EMENDAMENTI
ART. 1.

  Dopo il comma 10, aggiungere i seguenti:
  10-bis. Fino all'approvazione delle graduatorie della scuola dell'infanzia del concorso di cui all'articolo 1, comma 114, della legge 13 luglio 2015, n. 107, i soggetti inseriti a pieno titolo nelle graduatorie di merito della scuola dell'infanzia del concorso bandito con decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 24 settembre 2012, n. 82, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale 25 settembre 2012, n. 75, che non sono stati assunti nei ruoli regionali per incapienza rispetto ai posti di cui all'articolo 399, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, sono assunti, in deroga all'articolo 399, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 297 del 1994, in regioni diverse da quella per cui hanno concorso e nei ruoli di cui all'articolo 1, comma 66, della legge n. 107 del 2015, con le seguenti condizioni e modalità: 

   a) le assunzioni avvengono in subordine rispetto ai soggetti ancora inseriti nelle graduatorie di merito delle regioni indicate ai sensi della lettera b) e nel rispetto della percentuale massima per ciascuna regione del 50 per cento dei posti riservata allo scorrimento delle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami e comunque nel limite massimo della percentuale, rispetto ai posti disponibili per ciascuna regione, individuata con il decreto di cui al comma 10-ter;
   b) i soggetti di cui al presente comma, nei termini e con le modalità stabiliti con il decreto di cui al comma 10-ter, possono presentare apposita istanza al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nella quale indicano l'ordine di preferenza tra tutte le regioni del sistema scolastico statale.
  10-ter. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i termini e le modalità attuative del comma 10-bis.
  10-quater. I soggetti che non accettano la proposta di assunzione di cui al comma 10-bis, sono definitivamente espunti dalle rispettive graduatorie di merito e ad esaurimento.
  10-quinquies. All'esito delle procedure di cui ai commi precedenti, le graduatorie di merito del concorso bandito con decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 24 settembre 2012, n. 82, sono soppresse.
1. 65. Malpezzi, Rampi, Coscia, Berretta, Bonaccorsi, Ascani, Blazina, Bossa, Carocci, Coccia, Crimì, Dallai, D'Ottavio, Ghizzoni, Malisani, Manzi, Narduolo, Pes, Rocchi, Sgambato, Ventricelli.
     Dopo il comma 10, aggiungere i seguenti:
  10-bis. All'alinea del comma 14 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo le parole: «ad applicarsi» sono inserite le seguenti: «al personale della scuola che matura i requisiti entro l'anno scolastico 2011/2012, ai sensi dell'articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, nonché». 

  10-ter. Il beneficio di cui al comma 10-bis è riconosciuto nel limite massimo di 4.335 soggetti e di 261,5 milioni di euro nel 2016, 234,9 milioni di euro nel 2017 e 101,9 milioni di euro per l'anno 2018.
  10-quater. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 10-bis e 10-ter si provvede mediante provvedimenti del direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, da emanarsi entro trenta giorni dalla data della pubblicazione della presente legge nellaGazzetta Ufficiale, che modificano la misura del prelievo erariale unico attualmente applicato sui giochi ed eventuali addizionali, nonché la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita al fine di conseguire un maggior gettito non inferiore a 261,5 milioni di euro per l'anno 2016, 234,9 milioni di euro per l'anno 2017 e 101,9 milioni di euro per l'anno 2018.
1. 130. Castelli, Marzana, Vacca, Simone Valente, Luigi Gallo, Chimienti, Brescia, D'Uva, Di Benedetto, Caso, Nuti.
  
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Al decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sostituire il comma 2-ter dell'articolo 14, con il seguente:
  «2-ter. I docenti che hanno conseguito l'abilitazione entro l'anno accademico 2016/2017 possono inserirsi nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento di cui
all'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono fissati i termini per l'inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall'aggiornamento previsto nell'anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio». 
*1. 108. Borghesi, Simonetti, Saltamartini.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Al decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sostituire il comma 2-ter dell'articolo 14, con il seguente:
  «2-ter. I docenti che hanno conseguito l'abilitazione entro l'anno accademico 2016/2017 possono inserirsi nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono fissati i termini per l'inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall'aggiornamento previsto nell'anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio». 

*1. 93. Tancredi.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:  10-bis. Al decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sostituire il comma 2-ter dell'articolo 14, con il seguente:
  «2-ter. I docenti che hanno conseguito l'abilitazione entro l'anno accademico 2016/2017 possono inserirsi nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono fissati i termini per l'inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall'aggiornamento previsto nell'anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio». 

*1. 117. Rampelli.
  
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Alla legge 13 luglio 2015, n. 107, al comma 107 le parole: «2016/2017» sono sostituite dalle seguenti: «2020/2021». 

1. 110. Borghesi, Simonetti, Saltamartini.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Alla legge 13 luglio 2015, n. 107, al comma 108 le parole: «Limitatamente all'anno scolastico 2015/2016, i docenti assunti a tempo indeterminato entro l'anno scolastico 2014/2015» sono sostituite dalle seguenti: «Limitatamente agli anni scolastici 2015/2016 e 2016/2017, i docenti assunti a tempo indeterminato entro gli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016». 

1. 109. Borghesi, Simonetti, Saltamartini.
     Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Al fine di equiparare la situazione dei candidati utilmente inseriti nella graduatoria di merito della scuola dell'infanzia costituita a seguito del concorso di cui al decreto del direttore generale per il personale scolastico 24 settembre 2012, n. 82, alle situazioni dei soggetti utilmente collocati nelle graduatorie della predetta procedura concorsuale per le scuole primaria, secondaria di primo e secondo grado, le cui immissioni in ruolo sono state implementate dai posti di potenziamento di cui alla Tabella 1 allegata alla legge 13 luglio 2015, n. 107, la durata delle graduatorie in essere concernenti il concorso a posti per la scuola dell'infanzia è prorogata, ove le predette graduatorie non risultino esaurite, sino all'emanazione del decreto legislativo di cui all'articolo 1, comma 181, lettera e) della predetta legge e alla conseguente prima tornata di immissioni in ruolo.
1. 21. Centemero, Occhiuto.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. L'articolo 1, comma 63 della legge n. 107 del 2015, è sostituito dal seguente: «Le istituzioni scolastiche perseguono le finalità di cui ai commi da 1 a 4 e l'attuazione di funzioni organizzative e di coordinamento attraverso l'organico dell'autonomia costituito dai posti comuni, per il potenziamento dell'offerta formativa e per il sostegno, ivi compreso i posti in deroga ai sensi dell'articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002 n. 289, e dell'articolo 1, comma 605, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, anche al fine di garantire la continuità didattica ed educativa agli alunni diversamente abili». 

1. 44. Capone, Ventricelli.
     Dopo il comma 10, inserire il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 69 della legge n. 107 del 2015, le parole «ad esclusione dei posti di sostegno in deroga, nel caso di rilevazione delle inderogabili necessità previste e disciplinate, in relazione ai vigenti ordinamenti didattici, dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81» sono soppresse. 

1. 46. Capone, Ventricelli.
  
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 108 della legge n. 107 del 2015, dopo le parole: «Tale personale partecipa, a domanda,» sono aggiunte le seguenti: «alla mobilità, anche sulle altre classi di concorso in cui sono abilitati, ivi compresi i docenti di sostegno, anche in deroga al vincolo quinquennale; (a tal fine viene considerato il servizio pre-ruolo prestato su posto di sostegno ai fini di un'eventuale indisponibilità a derogare al vincolo dei 5 anni). I docenti titolari DOS (sulla secondaria di 2o grado) entro l'anno scolastico 2014/15 possano richiedere una sede di titolarità così come per gli altri ordini di scuole, senza confluire negli albi, ovvero continuare a presentare domanda di utilizzazione se non ottengono la sede richiesta e possano confluire negli albi, solo se indicato nella domanda di mobilità, ed esclusivamente in caso di indisponibilità di posti nelle sedi richieste. Esaurite la fase provinciale e quella interprovinciale per gli assunti entro l'anno scolastico 2014/15, ove si dovessero liberare posti nella fase successiva, prevedere una fase di assestamento (con eventuale rielaborazione delle richieste sulle sedi residue) e di scambio per compensazione fra docenti titolari all'interno di province della stessa Regione e successivamente fra province diverse, quindi senza intaccare l'organico di ciascuna provincia». 

1. 48. Capone, Ventricelli.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Il termine dell'anno scolastico 2015/2016 di cui all'articolo 1, comma 108, penultimo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è prorogato, per l'assegnazione provvisoria sui posti dell'organico dell'autonomia nonché sul contingente di posti di cui all'articolo 1, comma 69, della legge n. 107 del 2015, all'anno scolastico 2016/2017 per i docenti assunti a tempo indeterminato entro l'anno scolastico 2015/2016.
1. 64. Parrini, Coscia, Malpezzi, Bonaccorsi, Ascani, Blazina, Bossa, Carocci, Coccia, Crimì, Dallai, D'Ottavio, Ghizzoni, Malisani, Manzi, Narduolo, Pes, Rocchi, Sgambato, Ventricelli, Rampi.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Il termine per l'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, comma 605, lettera c) della legge 27 dicembre 2006, n. 296, già aggiornate per il triennio 2014/2017, è prorogato all'anno scolastico 2018/2019 per il triennio successivo. Conseguentemente, le prime fasce delle graduatorie di istituto di cui all'articolo 5, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007, n. 131, per il conferimento delle supplenze ai sensi dell'articolo 4, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, sono aggiornate a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020. Restano fermi i termini per l'aggiornamento delle graduatorie di istituto di seconda e di terza fascia.
1. 82. Malpezzi, Coscia, Bonaccorsi, Ascani, Blazina, Bossa, Carocci, Coccia, Crimì, Dallai, D'Ottavio, Ghizzoni, Malisani, Manzi, Narduolo, Pes, Rocchi, Sgambato, Ventricelli, Rampi.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «1o settembre 2016» sono sostituite con le seguenti: «1o settembre 2018». 

1. 57. Tancredi.
  
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. All'articolo 14 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sostituire il comma 2-ter con il seguente:
  «2-ter. I docenti che hanno conseguito l'abilitazione entro l'anno accademico 2016/2017 possono inserirsi nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono fissati i termini per l'inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall'aggiornamento previsto nell'anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio». 

1. 114. Rampelli.
  
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente: 10-bis. All'articolo 1, comma 73, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al secondo periodo, dopo le parole: «2015/2016» inserire le seguenti: «nonché nell'anno scolastico 2016/2017»; 

   b) le parole: «2016/2017», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «2017/2018». 
1. 136. Luigi Gallo, Vacca, Marzana, Chimienti, Brescia, Simone Valente, D'Uva, Di Benedetto, Nuti, Caso.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 114, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «1o dicembre 2015» sono sostituite con le seguenti: «1o giugno 2016». 

*1. 90. Tancredi.
     Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 129, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «Dall'inizio dell'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «Dall'anno scolastico 2017/2018». 

1. 137. Luigi Gallo, Vacca, Marzana, Chimienti, Brescia, Simone Valente, D'Uva, Di Benedetto, Nuti, Caso.
  Dopo il comma 10, inserire il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «2016/2017» sono sostituite dalle seguenti: «2017/18». 

1. 139. Vacca, Luigi Gallo, Marzana, Chimienti, Brescia, Simone Valente, D'Uva, Di Benedetto, Nuti, Caso.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «1o settembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «1o settembre 2018». 

*1. 43. Rampelli.
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «1o settembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «1o settembre 2018». 

*1. 112. Borghesi, Simonetti, Saltamartini.
  Dopo il comma 10, inserire il seguente:
  10-bis. All'articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n. 107, la parola: «2016» è sostituita dalla seguente: «2017». 

1. 138. Vacca, Luigi Gallo, Marzana, Chimienti, Brescia, Simone Valente, D'Uva, Di Benedetto, Nuti, Caso.
  
  Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
  10-bis. Al fine di consentire la prosecuzione, per l'anno 2016, delle misure destinate a migliorare le modalità di uscita dal mercato del lavoro, in particolare per i lavoratori del comparto pubblico che siano in possesso dei requisiti minimi necessari, sono adottate le seguenti misure:
   a) al comma 281 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 le parole: «Al fine di portare a conclusione la sperimentazione» sono sostituite dalle parole: «Al fine di poter proseguire la sperimentazione»; le parole: «entro il 31 dicembre 2015», sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2016»; le parole: «160 milioni di euro per l'anno 2016 e di 49 milioni di euro per l'anno 2017» sono sostituite dalle seguenti: «300 milioni di euro per l'anno 2016, di 95 milioni di euro per l'anno 2017 e 49 milioni per l'anno 2018.»; 

   b) limitatamente all'anno 2016, sono comunque accolte dall'Ufficio scolastico competente, anche in deroga alle disposizioni dell'articolo 132 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, primo e quarto comma, le domande di riammissione in servizio già presentate e respinte per indisponibilità di posti ovvero per valutazione discrezionale dell'amministrazione, riguardanti i lavoratori che, entro l'anno scolastico 2011/2012 avevano maturato, ai sensi dell'articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, i requisiti per il pensionamento, ai sensi delle disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
1. 96. Lupi, Sammarco
  
  Dopo l'articolo 10, aggiungere il seguente:
Art. 10-bis.
(Proroga di termini in materia previdenziale).
  1. Il comma 281 dell'articolo 1, della legge n. 208 del 2015, è sostituito dal seguente: «281. La sperimentazione di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, è prorogata fino al 31 dicembre 2018. La facoltà prevista al predetto articolo 1, comma 9, è estesa a tutte le lavoratrici che, ai fini dell'accesso al predetto regime, abbiano maturato entro il 31 dicembre 2018 i soli requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla stessa disposizione, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione».
  Conseguentemente:
   1) All'articolo 1, comma 919, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: «pari a 5,5 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «pari a 7,5 per cento;». 

   2) Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) all'articolo 6, comma 9, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 95 per cento»; 

    b) all'articolo 7, comma 2, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 95 per cento». 
   3) All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, le parole: «nella misura del 26 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 35 per cento». 
10. 010. Nicchi, Scotto, Costantino, Duranti, Gregori, Pannarale, Pellegrino, Ricciatti, Placido, Airaudo, Melilla, Marcon, Quaranta, D'Attorre, Fassina, Franco Bordo, Fava, Ferrara, Carlo Galli, Piras, Folino, Fratoianni, Zaccagnini, Daniele Farina, Giancarlo Giordano, Kronbichler, Paglia, Palazzotto, Sannicandro, Zaratti.
  Dopo l'articolo 10, aggiungere il seguente:
Art. 10-bis.
(Termini in materia di previdenza del personale scolastico).
  1. All'articolo 24, comma 14, alinea, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, dopo le parole: «ad applicarsi» sono inserite le seguenti: «al personale della scuola che ha maturato i requisiti entro l'anno scolastico 2011/2012, ai sensi dell'articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni,». 
  2. In considerazione della procedura di ricognizione delle dichiarazioni ai fini del collocamento in quiescenza del personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l'anno scolastico 2011/2012, attivata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel mese di ottobre 2013, la disposizione di cui al precedente comma 1 si applica nel limite massimo di 3.000 soggetti e nel limite di spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2016, di 80 milioni di euro per l'anno 2017 e di 75 milioni di euro per l'anno 2018.
  3. Ai fini di cui ai precedenti commi 1 e 2, l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) prende in esame le domande di pensionamento, inoltrate secondo modalità telematiche, in deroga alla normativa vigente, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal personale della scuola rientrante nella previsione di cui al comma 1 del presente articolo che intende avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201. L'INPS provvede al monitoraggio delle domande presentate, definendo un elenco numerico delle stesse basato, ai fini di cui al quarto periodo del presente comma e del relativo ordine di priorità, su un criterio progressivo risultante dalla somma dell'età anagrafica e dell'anzianità contributiva possedute dai singoli richiedenti alla data del 31 dicembre 2012. 

  4. Per i lavoratori che accedono al beneficio di cui al comma 1 il trattamento di fine rapporto, comunque denominato, è corrisposto, nei termini e secondo le modalità stabiliti a legislazione vigente, assumendo come termine iniziale del periodo che precede l'erogazione del trattamento stesso la data in cui sarebbe intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro in caso 
di applicazione dei requisiti per l'accesso al trattamento pensionistico previsti dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.
  5. All'onere di cui al presente articolo, pari a 30 milioni di euro per l'anno 2016, 80 milioni di euro per l'anno 2017 e di 75 milioni di euro per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
10. 011. Marcon, Pannarale, Giancarlo Giordano, Carlo Galli, Placido, Airaudo, Fassina, Melilla, Franco Bordo, Quaranta, Costantino, D'Attorre, Scotto, Fava, Gregori, Ricciatti, Ferrara, Duranti, Piras, Folino, Fratoianni, Zaccagnini, Daniele Farina, Kronbichler, Nicchi, Paglia, Palazzotto, Pellegrino, Sannicandro, Zaratti.

Per approfondimenti:
























26 gennaio 2016

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