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mercoledì 19 aprile 2017

ENERGIA, M5S AL MISE PER PROPOSTE SEN, OGGI INEFFICACE PER RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI PARIGI 2015

"Incontro fruttuoso. Aperta una strada su temi concreti"




Roma, 19 aprile 2017 - «Serve una Strategia energetica nazionale ambiziosa, che spinga il cuore al di là degli ostacoli e che possa traghettare il Paese in un futuro sostenibile coerentemente con gli accordi internazionali sul clima, anche e soprattutto dal punto di vista ambientale e per la salute dei cittadini. Per questo abbiamo consegnato al Ministero dello Sviluppo Economico un documento di proposte per la Sen, che oggi invece è uno strumento inefficace, un mero elenco di propositi che non ha valore normativo. Nonostante ciò abbiamo presentato delle proposte migliorative, come abbiamo fatto ieri al ministero dell'Ambiente», dichiarano i parlamentari del M5S Gianni Girotto (Commissione Industria Senato) e Massimo De Rosa (Commissione Ambiente Camera). Proposte che sono state accolte con interesse dai dirigenti del Mise Gialberto Dialuce e Romana Fausta Romano. 

«Abbiamo chiesto tra l'altro che vengano contabilizzate anche le esternalità negative della produzione energetica. La Sen del governo punta poco sulla decarbonizzazione attraverso l'efficienza, l'autoconsumo da energia rinnovabile e con la generazione distribuita dell'energia», dicono i parlamentari M5S. 
«Per noi la carbon tax è una priorità. Bisogna uscire dal carbone il prima possibile».

«Abbiamo avuto conferma che la Sen è in fase di scrittura in modo congiunto tra il ministero dello Sviluppo economico e dell'Ambiente. Il ministro Galletti sarà alla Camera per parlarne la settimana prossima, poi ci sarà una consultazione pubblica e l'ufficializzazione del documento di programmazione energetica. Il MoVimento 5 Stelle, che ha realizzato il primo programma energia vidimato dal voto degli iscritti, sarà presente, anche come forza di opposizione, nel confronto con le proprie proposte in ogni sede e in ogni passaggio affinché possano essere realizzate».




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martedì 4 aprile 2017

Il riordino del gioco pubblico: tra prospettive di riforma, necessità di innovazione e lotta alle dipendenze. Mercoledì 12 convegno al Senato con Sottosegretario Baretta


Roma, 4 aprile 2017. "Il riordino del gioco pubblico. Tra prospettive di riforma, necessità di innovazione e lotta alle dipendenze". 


È questo il titolo del convegno che si terrà mercoledì 12 aprile, alle ore 10:30, al Senato presso la Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica 72, Roma.

L'evento sarà introdotto dal Sen. Mario Mauro, componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, e da Raffaele Curcio, Presidente di SAPAR, l'Associazione Nazionale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative che in Italia rappresenta più di 1.700 imprese con un indotto di circa 200.000 lavoratori.

Interverranno Alessandro Aronica, vicedirettore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Pietro Canuzzi, Dirigente Medico presso la Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, il Sen. Mauro Maria Marino*, Presidente della Commissione Finanze del Senato, l'On. Pietro Laffranco, componente della Commissione Finanze della Camera, l'On. Massimo Corsaro, componente della Commissione Bilancio della Camera, e il Sen. Giovanni Endrizzi*, componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato.


Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Pierpaolo Baretta.


* in attesa di conferma 


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Da Federdoc una proposta in merito al regolamento CE 607/09, riguardante l’uso di termini enologici evocativi dei nomi dei vini a D.O.


La Commissione UE è impegnata dall'inizio del 2016 a rivedere il sistema delle attuali regole che governano il comparto vitivinicolo, con lo scopo di adeguarle al Trattato di Lisbona ed alla disciplina del comparto agroalimentare (Reg. (UE) n. 1151/2012).

Una riforma che si sta attuando mediante la discussione (e redazione di atti delegati e di esecuzione volti a modificare il Reg. (UE) n. 607/09 avente per oggetto le Denominazioni di Origine ed Indicazioni Geografiche protette, le menzioni tradizionali, l'etichettatura e la presentazione dei vini.

Nell'ambito della riforma di questo regolamento la Federdoc, che ha già ottenuto nel febbraio dello scorso anno un importante risultato con un arresto dei lavori in merito alla liberalizzazione dell'uso dei nomi dei vitigni in etichetta che avrebbe inevitabilmente comportato una banalizzazione del concetto di vino legato al territorio, sta di nuovo valutando se le proposte di modifica della Commissione Europea possano o meno ledere gli interessi del settore dei vini a Denominazioni di origine.

In questo contesto, va tuttavia evidenziato come siano state accolte positivamente da parte della Federazione tutte le proposte di modifica che innalzano il livello di protezione delle Denominazioni di Origine.

Attualmente dunque Il Consiglio di Amministrazione Federdoc ha proposto di colmare il vuoto legislativo del Regolamento sull'utilizzo dei termini enologici che possono evocare nomi di Denominazioni di Origine, inducendo in confusione il consumatore sul tipo di prodotto che ha di fronte .

La proposta della Federazione è volta ad introdurre dei limiti dimensionali ai caratteri con cui si riportano in etichetta i termini enologici: le dimensioni non dovrebbero superare la metà delle dimensioni dei caratteri utilizzati per le denominazione di origine.

"La sovrapposizione terminologica – sottolinea Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc – inevitabilmente induce in confusione. Una possibile soluzione potrebbe essere affidata appunto alla potenzialità di comunicazione dell'etichetta che, attraverso una gerarchia studiata nelle dimensioni dei caratteri, consentirebbe al consumatore di comprendere alcune sostanziali differenze, minimizzando quella confusione che, giocoforza, crea un danno al concetto stesso di vini a D.O.Si tratta di un escamotage o forse semplicemente dell'applicazione della vecchia formula "il minore dei mali"; ma, vista la difficoltà di uscire da questa impasse, forse l'unica strada percorribile".

Sulla necessità di disciplinare l'utilizzo di termini enologici che possono indurre il consumatore in confusione si sono espressi anche Stefano Zanette, Presidente Consorzio Prosecco DOC, e Giorgio Bosticco, Direttore Consorzio dell'Asti.

"Si tratta di una proposta fondamentale e di buon senso - aggiunge Stefano Zanette, Presidente Consorzio Prosecco DOC - sulla base della medesima ratio che, a Regolamento vigente, limita, in etichetta, l'uso dei nomi o degli indirizzi che contengono o sono costituiti da una DO o da una IG. Con questo provvedimento - qualora approvato - potremmo disporre di elementi oggettivi capaci di mettere all'indice almeno parte dei fenomeni evocativi che già da tempo segnaliamo alle autorità competenti e rispetto ai quali - in assenza di una precisa indicazione normativa - ci troviamo, molto spesso, a discutere in sede giudiziaria, con esiti rimessi alla cultura del paese e alla sensibilità del singolo giudice".

"Sulla questione in oggetto – sottolinea Giorgio Bosticco, Direttore Consorzio dell'Asti - esprimo il mio apprezzamento trattandosi di una ulteriore proposta che ha come finalità quella di fornire al consumatore informazioni chiare e di corretta comunicazione. Al riguardo, in materia di etichettatura, siamo stati tra i primi ad inserire nel nostro disciplinare norme che stabiliscono precisi rapporti di dimensioni tra i caratteri della denominazione ASTI e i marchi privati proprio per assicurare e garantire l'indispensabile legame con il territorio di provenienza".



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