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giovedì 29 settembre 2016

Home Restaurant, il disegno di legge approvato dalla Commissione rema contro lo sviluppo di questa attività

Nella proposta sono molti i vincoli e le restrizioni poste a chi intende sperimentarsi in questo settore, a partire dal pagamento accettato solo attraverso modalità elettroniche. 


Forti limiti anche nelle giornate di attività previste e negli introiti consentiti.


La versione della legge sull'Home Restaurant, approvata lo scorso 25 settembre dalla Commissione parlamentare Attività Produttive, segna pesantemente la rotta verso una chiusura riduzionistica e accentratrice delle attività connotate dallo spirito della sharing economy.

A fronte di un'attenzione molto alta da parte di migliaia di cittadini, che sono interessati a questa nuova forma di attività che coniuga la passione personale per l'enogastronomia con la possibilità di farne una, seppure parziale, attività economica, il Parlamento ha inteso tutelare in maniera evidente gli interessi della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), che più volte ha manifestato insofferenza nei confronti di aperture verso i nuovi modelli. 

Questo a fronte di direttive molto chiare dell'Europa. Solo qualche mese fa, a giugno 2016, Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, richiamava gli Stati membri sull'importanza di valorizzare e aiutare tutte le forme di economia collaborativa, lanciando addirittura un'"Agenda europea per l'economia collaborativa" che contribuisse a tale scopo.

Oggi purtroppo ci troviamo invece dinanzi a una legge che tende fortemente a frenare e ridimensionare queste possibilità. 

Lo dimostrano i dettagli della proposta approvata dalla Commissione, che continuerà il suo iter in Parlamento.

A chi volesse intraprendere l'attività di Home Restaurant, infatti, viene imposta la registrazione su "piattaforme tecnologiche" che acquisiranno i pagamenti, esclusivamente in forma elettronica, per loro conto. 

Inoltre si prescrive che l'attività di Home Restaurant - ovvero ogni pranzo e ogni cena servita e a chi - debba essere registrata dalle piattaforme tecnologiche in un apposito registro elettronico almeno trenta minuti prima della sua fruizione. 

Tali norme non trovano simile riscontro in nessun'altra attività, discriminando di fatto quella in oggetto. 

Ciò impedirà ai singoli gestori di Home Restaurant di promuoversi secondo propri canali in maniera autonoma.

Ci chiediamo quale sia la ragione di una misura così fortemente accentratrice, in barba anche ai pronunciamenti del Tar che aveva respinto alcune restrizioni relative all'attività dei B&B in quanto il regolamento sarebbe stato in contrasto con i principi di libera concorrenza e con i correlati principi di parità di trattamento e non discriminazione.
Riteniamo di essere dinanzi a un nuovo sopruso di questo genere.


A rendere più difficile lo svolgimento dell'attività di Home Restaurant, inoltre, i limiti imposti dal disegno di legge: ogni attività può usufruire di un massimo di 500 coperti all'anno, per una media di poco più di un coperto al giorno. 

Il limite economico, inoltre, sarebbe di 5 mila euro lorde per le somme conferite dagli ospiti.

Da anni operiamo nell'ambito dell'accoglienza e dell'ospitalità. 

Il nostro portale www.bed-and-breakfast.it accoglie oltre 16 mila strutture che negli ultimi dieci anni hanno fortemente contribuito allo sviluppo del settore turistico e dell'economia italiana. 

Molti di loro oggi sarebbero pronti a integrare l'offerta con l'attività di Home Restaurant se questa, come avviene negli altri paesi europei, richiedesse una dichiarazione di avviamento attività (SCIA) oltre alla necessaria assicurazione e certificazione HACCP, ma non avesse altri vincoli fortemente limitanti, come quelli previsti dall'attuale disegno di legge. 

In Inghilterra, ad esempio, l'attività di Home Restaurant è disciplinata dalle norme igieniche di somministrazione del cibo, ma non ha vincoli di ordine burocratico come in questo caso.

Auspichiamo, dunque, che l'attuale disegno di legge possa essere rimesso in discussione e sanato sui punti sopra esposti, per contribuire in maniera efficace alla crescita delle attività economiche di chi, con buona volontà, intende contribuire allo sviluppo dell'accoglienza turistica in Italia.

Giambattista Scivoletto
www.bed-and-breakfast.it
www.homerestaurant.com

Link alla legge
http://www.homerestaurant.com/docs/LeggeHR1234.pdf 

Link alle 4 Leggi presentate in Parlamento, prima del loro accorpamento
http://www.homerestaurant.com/docs/HomeRestaurant-ConfrontoLeggi.pdf 

Link sentenza del Tar
http://www.bed-and-breakfast.it/it/news/B&B-case-vacanza-niente-limiti-tar-lazio/1599

Link articolo "Commissione europea: vietato vietare la sharing economy. E' un'occasione da non lasciarci sfuggire"
http://scorza.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/06/12/commissione-europea-vietato-vietare-la-sharing-economy-e'-un'occasione-da-non-lasciarci-sfuggire/ 



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lunedì 26 settembre 2016

Piccoli borghi: M5S, Approvare nostro emendamento su cammini storici

Roma, 26.09.2016 – "Approvare il nostro emendamento sui cammini storici di collegamento tra i piccoli borghi che gode già di un finanziamento di 3 milioni di euro già passato nella scorsa legge di Stabilità grazie al Movimento 5stelle. Una voce di spesa già disponibile che aspetta solo di essere resa operativa con il testo unificato in discussione in questi giorni alla Camera". 

Lo chiede Patrizia Terzoni, deputata del M5S proponente dell'emendamento, a margine dell'intervento in Aula insieme con i deputati 5stelle delle Commissioni Agricoltura e Attività Produttive.

 "Condividiamo in buona parte questo testo in cui è confluita la nostra proposta di legge ma al momento lo riteniamo ancora parziale. Sono state infatti accolte solo una parte delle nostre misure come ad esempio le linee guida per l'albergo diffuso, la filiera corta e la vendita diretta dei prodotti agricoli locali ma – aggiunge Terzoni – mancano ancora interventi per garantire servizi essenziali, come ospedali e trasporto pubblico, per evitare lo spopolamento dei piccoli comuni. Per questo continueremo a batterci in Aula per migliorare una legge che potrebbe contribuire a salvare le aree interne del nostro Paese e a rilanciarne il turismo". 





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sabato 24 settembre 2016

Clima: WWF, Italia predisponga corsia preferenziale in Parlamento per ratificare accordo Parigi

Manca poco, la ratifica di Paesi che rappresentano un ulteriore 7% delle emissioni di gas serra, perché l'accordo di Parigi possa entrare in vigore (un mese dopo che le condizioni per l'entrata in vigore si siano determinate). 


Questo vuol dire che con tutta probabilità, in occasione della Conferenza ONU sul Clima di Marrakech, in programma dal 7 al 18 novembre, si potrà anche festeggiare l'operatività del trattato e soprattutto mettersi a lavorare alacremente per la sua attuazione.

Nella lista dei Paesi che hanno ratificato spicca l'assenza dell'Unione Europea: in realtà alcuni Paesi l'hanno già fatto (Francia, Ungheria, Austria, Slovacchia), altri hanno dei tempi parlamentari già fissati (Germania la prossima settimana) ma accanto alla ratifica comunitaria già decisa dai leader nel vertice di Bratislava, occorre che anche gli altri Paesi si affrettino a farlo.

Tra questi, l'Italia, per peso e come paese fondatore dell'Unione, deve essere tra i primi e non tra gli ultimi. Dopo l'annuncio del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'Ambiente, dunque, il WWF chiede l'immediata presentazione del Disegno di legge di ratifica e una corsia preferenziale in Parlamento perché venga approvato a inizio ottobre. 

Ben prima del referendum costituzionale e dell'inevitabile rallentamento dei lavori parlamentari, dunque, ma soprattutto in tempo per consentire che l'accordo possa entrare in vigore al più presto.

Roma, 24 settembre 2016


Wwf Italia






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giovedì 22 settembre 2016

Cassa Dottori Commercialisti, Approvato il nuovo Regolamento Unitario: un corpus normativo univoco, aggiornato e trasparente


È pervenuta l'approvazione da parte dei Ministeri vigilanti del Regolamento Unitario in materia di previdenza e assistenza della Cassa Dottori Commercialisti, che chiude il percorso delle importanti delibere in attesa di approvazione presso i Ministeri.

 

Dal 2017 la Cassa potrà contare su uno strumento innovativo chiaro e trasparente, che si andrà ad aggiungere a tutti gli altri sin qui già varati a beneficio dei propri Associati.

 

Il nuovo Regolamento Unitario, infatti, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2017 e, oltre a consentire maggiore facilità di consultazione per i suoi destinatari, permetterà loro di beneficiare di nuovi istituti, tra i quali:

 

- l'eliminazione, per i primi tre anni, del contributo minimo soggettivo per coloro che si iscriveranno alla Cassa dopo aver compiuto 35 anni (per gli iscritti infra35enni è già prevista la possibilità di non pagare sia il minimo soggettivo che integrativo);

- la copertura dell'interruzione dell'attività professionale in caso di infortunio, che si aggiunge all'evento malattia; 

- l'innalzamento, fin dal 2016, del tetto massimo del tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi;

- l'introduzione dell'assegno in favore degli orfani degli Associati.

 

"Siamo estremamente soddisfatti del via libera dei Ministeri Vigilanti - commenta il Presidente della Cassa, dott. Renzo Guffanti - intervenuta in tempi relativamente rapidi se consideriamo che abbiamo accorpato 7 regolamenti e 126 articoli apportando, allo stesso tempo, delle innovazioni che porteranno dei benefici tangibili ai nostri iscritti, sia in termini di maggior importo di pensione che di ampliamento delle tutele assistenziali".

 

"Tra le novità più importanti - continua Guffanti - ricordo quella che consentirà agli orfani dei nostri iscritti di avere, dal 2017, un assegno annuo per facilitarli nel loro percorso di studi nonché l'innalzamento del rendimento che la Cassa può riconoscere sui montanti degli iscritti, svincolandoci dall'andamento del PIL, prendendo come limite superiore il tasso di rendimento obiettivo da Bilancio Tecnico della Cassa, fino a un massimo del 3%".


"Non posso che ringraziare – conclude Guffanti - l'Assemblea dei Delegati, il Consiglio di Amministrazione, i Ministeri Vigilanti e il Personale della Cassa, per l'impegno e la determinazione che hanno consentito di raggiungere questo ulteriore brillante risultato, che giunge a coronamento di un quadriennio certamente intenso e proficuo in termini di riforme, numeri e crescita".

 

Roma, 22 settembre 2016



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mercoledì 21 settembre 2016

LEGGE DI STABILITA’: ANCI, BASTA RINVII, SERVE RIORDINO ASSOCIAZIONISMO

"I Comuni in generale, ed i piccoli Comuni in particolare, non sono più nelle condizioni di attendere norme di semplificazione che da troppo tempo vengono richieste e mai prese in considerazione, sia sul piano ordinamentale che organizzativo e finanziario. Il carico amministrativo è ancora più gravoso quanto più piccolo è il Comune e il solo associazionismo, pur nella sua rilevanza, costituisce un passaggio fondamentale ma non può risolvere tutte queste questioni. E' necessario insistere quindi su norme di semplificazione e di fiscalità di vantaggio pensate per i Comuni di minore dimensione demografica". Lo afferma Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e Coordinatore nazionale ANCI Piccoli Comuni, al termine della riunione di oggi del Comitato Direttivo dell'ANCI.


"E' del tutto evidente – aggiunge - che debba essere data attenzione prioritaria alla definizione di alcune Politiche mirate per: lo sviluppo e la salvaguardia delle Aree Interne; una nuova governance locale, anche attraverso l'Associazionismo; una forte semplificazione ordinamentale; il tutto affiancato da un 'Progetto Controesodo', che favorisca il ripopolamento dei Comuni delle aree interne".

"Per quanto riguarda l'associazionismo – aggiunge l'esponente dell'ANCI - riteniamo prioritario che si perseguano con urgenza le linee tracciate dal Manifesto di Cagliari del Luglio 2015. Per queste ragioni il 2016 non può e non deve concludersi con ulteriori proroghe sulla gestione associata obbligatoria e, quindi, con un sostanziale nulla di fatto, situazione che ANCI non è disposta ad accettare. L'ANCI, attraverso la formulazione di una dettagliata e realizzabile proposta di riordino delle gestioni associate, ha dimostrato come sia possibile superare lo stallo attuale derivante dall'impianto del DL 78/2010. Tale Proposta ha riscontrato la condivisione dei Ministeri competenti. Pertanto auspichiamo che si proceda, dopo sei anni di diagnosi accurate e predisposte non solo dall'ANCI ma anche dal Ministero dell'Interno e dalla Corte dei Conti, alla riforma dell'impianto attuale. Una riforma, quindi, che vada nella direzione di una riscrittura di una nuova disposizione chiara, attuabile e definitiva, che preveda un periodo di graduale adeguamento ed eviti ulteriori e deleteri slittamenti, con risvolti che sarebbero politicamente e amministrativamente catastrofici per la governance locale; se ciò non trovasse accoglimento in un collegato alla legge di stabilità – conclude Castelli - chiediamo l'abrogazione della normativa vigente sull'obbligo associativo, come punto di partenza per ridisegnare una riforma organica, sistematica e attuabile".

 

Roma, 21 Settembre 2016



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PrivacyLab regala più di 1.000 manuali sul Regolamento UE

La nota software house finanzia tiratura limitata della guida "Privacy e regolamento europeo 2016/679" per un valore di oltre 20mila euro, e regala una copia a tutti i partecipanti del Privacy Day Forum. 



Chiozzi: "Due aziende su tre non si sono ancora attivate. Abbiamo voluto dare nostro contributo a favore dei professionisti". 

L'evento a Roma il 13 ottobre, più di mille le prenotazioni Roma, 21 settembre 2016 - Nonostante il conto alla rovescia sia iniziato da quattro mesi e pubbliche amministrazioni e aziende private abbiano tempo fino al 25 maggio 2018 per adeguarsi al nuovo Regolamento UE 2016/679, non solo i cittadini ma anche molti professionisti e addetti ai lavori sanno ancora poco o nulla della nuova normativa sulla protezione dei dati personali che prenderà il posto del vecchio Codice della Privacy (Dlgs 196/2003). 

Il Privacy Day Forum promosso da Federprivacy costituirà quest'anno un'opportunità per tracciare un quadro e farsi un'idea più chiara sul nuovo Regolamento, non solo perché quasi 40 speaker ne spiegheranno le novità punto per punto, ma anche per l'iniziativa di PrivacyLab, che ha deciso di regalare a tutti i partecipanti una copia della nuova guida "Privacy e regolamento europeo 2016/679", scritta dall'Avv. Antonio Ciccia Messina, autore di Italia Oggi, e Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy. 

La guida, che è normalmente acquistabile in formato e-book nello Shop della casa editrice al prezzo di 14,90 euro, grazie all'iniziativa di PrivacyLab che ha finanziato una tiratura limitata di 1.500 copie per un valore commerciale di oltre 20.000 euro, sarà consegnata in omaggio a tutti i partecipanti del Privacy Day Forum in formato volume di 200 pagine, in cui è riportato anche il testo normativo integrale dei 173 considerando e 99 articoli del nuovo Regolamento. 

Il presidente di MetisLab, Andrea Chiozzi, patron della nota piattaforma PrivacyLab, spiega il motivo dell'iniziativa: "Nonostante il nuovo Regolamento UE sia entrato in vigore lo scorso maggio, e ci sia tempo per adeguarsi fino al 25 maggio 2018, due aziende su tre non si sono ancora attivate, e perciò abbiamo voluto dare il nostro contributo a favore dei professionisti, che grazie a questo manuale potranno affrontare meglio le attività necessarie per raggiungere la conformità alle nuove regole ed evitare multe che arriveranno fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato dei trasgressori." 

I libri saranno consegnati direttamente al convegno il 13 ottobre a Roma a tutti coloro in possesso di regolare accredito, così che gli oltre mille partecipanti potranno anche sfogliarli durante la giornata dei lavori per seguire direttamente sul testo le parti della normativa citate dagli speaker nel corso dei loro interventi.


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martedì 20 settembre 2016

Telefonia. Attivazioni non richieste e modifiche contrattuali: l'Antitrust si pronuncia su Wind All Inclusive Maxi

Firenze, 20 Settembre 2016. L'Antitrust, con provvedimento del 6 settembre 2016, ha archiviato il procedimento contro Wind per la pratica commerciale relativa all'operazione Wind All Inclusive Maxi, avviato su nostra denuncia (1). L'archiviazione è motivata dal fatto che Wind – su provvedimento urgente di sospensione dell'Autorità (2)  – ha prima sospeso e poi modificato la pratica commerciale contestata, trasformandola da attivazione non richiesta dall'utente a vera e propria modifica contrattuale che l'utente può rifiutare, cambiando gestore o dando disdetta del contratto senza incorrere in penali.

Ma se il provvedimento non ha grande impatto, perchè parlarne? Perchè per la terza volta di fila (prima con Vodafone Exclusive (3), poi con Tim Prime (4) e infine con Wind All Inclusive) l'Antitrust ha ribadito ai cosiddetti "big" della telefonia in Italia che non possono attivare servizi non richiesti dall'utente.

E ciò grazie alle numerosissime segnalazioni che abbiamo ricevuto dagli utenti del nostro sito. La tempestività dell'attività di segnalazione da parte di Aduc, e di decisione da parte dell'Antitrust, ha avuto come positivo effetto di bloccare sul nascere – o quasi – una linea di condotta che avrebbe con grande probabilità aperto la strada ad una nuova modalità di assedio al consumatore da parte dei grandi della telefonia.

Attivare un servizio non richiesto, e consentire di "abbandonarlo" solo su richiesta dei singoli consumatori, è per i gestori più semplice poichè minimizza il rischio di recessi contrattuali. Il consumatore, dal canto suo, se non è particolarmente attento e tempestivo perde il "diritto di rinunciare" all'offerta e se la deve tenere. Diverso invece il discorso se, come deve essere, questi aumenti di costi sono considerati a tutti gli effetti modifica contrattuale, poiché la società che li pone in essere si accolla il rischio di perdere il cliente. Il cliente a sua volta avrà la possibilità di cercare sul mercato offerte più vantaggiose e, soprattutto, è bene che impari a leggere sempre con attenzione i messaggi che riceve dalla propria compagnia telefonica.
Fino a qualche anno fa, infatti, i messaggi che ricevevamo dal gestore telefonico erano per lo più pubblicitari, e quindi li leggevamo con disattenzione per poi cancellarli. Oggi non è più così, nei messaggi possono essere contenuti avvisi di modifica contrattuale sui quali bisogna decidere entro trenta giorni.

Occhi aperti, quindi, e come sempre invitiamo gli utenti a segnalarci presunte condotte illegittime, pratiche commerciali aggressive e pubblicità ingannevoli, in tema di telefonia ma non solo.

(1) http://www.aduc.it/articolo/wind+emula+vizietto+vodafone+tim+denuncia+all_24225.php
(2) http://www.aduc.it/comunicato/wind+antitrust+dopo+denuncia+aduc+sospende_24311.php
(3) http://www.aduc.it/comunicato/vodafone+exclusive+denuncia+aduc+antitrust+condanna_24109.php
(4) http://www.aduc.it/comunicato/tim+prime+antitrust+chiude+istruttoria+gioco+quasi_24556.php

Emmanuela Bertucii, legale Aduc


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