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mercoledì 24 agosto 2016

ECOBONUS FISCALE ANCHE PER I CONDOMINII - Achille Colombo Clerici intervistato da Class CNBC

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici intervistato da Class CNBC sull'ecobonus per i condominii.

IL 65% DI ECOBONUS  FISCALE ANCHE PER I CONDOMINII

Tuttavia, quasi 1,5 milioni di unita' immobiliari dei 12 milioni interessate dalla misura, andrebbero rottamate.

Un fondo pubblico-privato da 4-5 miliardi per finanziare, attraverso l' ecobonus del 65%, la riqualificazione energetica di 12 milioni di unita' immobiliari – ma si parla anche di scuole e uffici - costruiti negli anni '50, '60 e '70 nelle periferie e oggi bisognosi di interventi radicali.


Il piano Delrío-Morando prende forma in vista della legge di bilancio. E parte dalla constatazione: soprattutto quando si tratti di immobili di scarsa qualità ed abitati da famiglie a basso reddito, e' frequente il caso che, pur in presenza del bonus fiscale, non ci sia interesse da parte dei condomini a compiere gli interventi,  perche' il reddito delle singole famiglie e' incapiente in rapporto alla entita' della prevista detrazione fiscale del 65 % della spesa, pur diluita in 10 anni.


Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici

« Avevamo anticipato la notizia due mesi fa, a seguito di un incontro intervenuto con il Viceministro dell'economia Enrico Morando.

Si trattava di una nuova idea per favorire gli interventi edilizio-impiantistici volti all'efficientamento energetico di molti edifici condominiali, abitati da famiglie dal reddito non elevato.  Una idea da introdurre nella legge di bilancio.

Soprattutto in caso di immobili di scarsa qualita' realizzati negli anni '50 e '60 ed abitati da famiglie a basso reddito, e' frequente che, pur in presenza del bonus fiscale, non ci sia interesse da parte dei condomini a compiere gli interventi,  perche' il reddito delle singole famiglie e' incapiente in rapporto alla entita' della prevista detrazione fiscale del 65 % della spesa, pur diluita in 10 anni.
 
L'idea e' quella di favorire la formazione di operatori che siano in grado (Esco - Energy Service Company) di compiere l'intervento di efficientamento, autofinanziandolo con l'ausilio della Cassa depositi e prestiti,  rivalendosi per un certo numero di anni sul singolo condomino il quale consegue un risparmio energetico e quindi va sostanzialmente alla pari.

Insomma per l'utente, il vantaggio della "detraibilita' " si attuerebbe, non sul piano fiscale, bensi' sul piano del risparmio dei costi di funzionamento dell'impianto energetico.

Sul piano pubblico, lo Stato incassa l'Iva, incrementa il Pil, riqualifica il tessuto urbano delle citta', riduce l'inquinamento atmosferico.

Giudichiamo dunque virtuosa, dal punto di vista economico, questa misura, per la sua duplice valenza: da un lato sul piano della riqualificazione del patrimonio immobiliare (anche ai fini del risparmio energetico) e dall'altro per la sua portata anticiclica.

Osserviamo che essa interessa prevalentemente gli immobili costruiti dall'edilizia civile e cooperativistica pro diviso, risalenti agli anni '50 e '60
del secolo scorso. Si tratta, secondo una stima circolante presso i tecnici, di 12 milioni di unita'. Immobilliari, riunite in condominii, delle quali ritebiamo che circa 1,5 milioni possano versare in uno stato di conservazione e di funzionalita'  (es. costruiti senza il rispetto delle norme antisismiche del 1970) tale da renderne sconveniente il recupero, se non previa sostituzione edilizia.

Impegnare in un progetto economico i proprietari condomini occupanti edifici di questo genere, potrebbe rendere assai piu' difficile ogni futura operazione di rigenerazione urbana maggiormente radicale.

E' necessario quindi coordinare l'ecobonus per i condominii di cui stiamo parlando, con il progetto di rinnovamento urbano delle citta'.»  




Foto: Achille. Colombo Clerici con il viceministro Enrico Morando



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martedì 23 agosto 2016

Vacanze rovinate. Cosa fare

Roma, 23 Agosto 2016. Tornano inferociti. 

Sono i turisti che hanno avuto la vacanza rovinata da una serie di disservizi e hanno il dente cosi' avvelenato che se potessero mordere un operatore turistico lo stenderebbero in pochi secondi! 

Al danno non bisogna aggiungere la beffa e rivalersi in termini economici ci appare piu' che giusto. Cosa occorre fare? 

Vediamo.

1. A questo indirizzo nostro portale www.aduc.it/info/consulenza.php si possono ottenere consigli e consulenza. 
Basta compilare il modulo e si otterra' una risposta. 
Il servizio e' gratuito e a disposizione di tutti, soci e non soci.

2. Rimborsi: si possono ottenere per spese effettuate e non dovute, per mancata prestazione di servizi e per giorni di vacanza non usufruiti. 
Ricordiamo che la contestazione è bene effettuarla entro 10 giorni lavorativi dalla data del rientro, deve essere indirizzata al tour operator e all'agenzia turistica, con raccomandata con avviso di ricevimento oppure con PEC, allegando tutta la documentazione utile: depliant illustrativo, copia del contratto, foto o filmati del luogo, ricevute di pagamenti extra, denunce per furti o danneggiamenti, certificati medici, dichiarazioni scritte, testimonianze ecc. 

Qui il nostro modulo: 

In caso di risposta negativa si puo' ricorrere al Giudice di Pace della propria citta' di residenza.

3. Risarcimenti: La Corte di Giustizia europea e il Codice del Turismo hanno riconosciuto il diritto al risarcimento per danno morale da vacanza rovinata, specialmente se questa e' in relazione a particolari circostanze (viaggio di nozze, unico periodo di vacanze, ecc.):

La richiesta segue la stessa procedura prevista per i rimborsi.

Per approfondimenti, qui la nostra scheda pratica sui pacchetti viaggi e tutele del consumatore: http://sosonline.aduc.it/scheda/pacchetti+viaggio_14087.php#Voce_11

Primo Mastrantoni segretario dell'Aduc



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giovedì 18 agosto 2016

AUMENTI SALARIO PA - Foccillo (Uil) a Radio 24: Per i contratti PA servono dai 4 ai 7 miliardi

"Trecento milioni sono pochissimi, sono 5 euro, non servirebbero ad aumentare il potere d'acquisto e a far spendere i lavori per contribuire al miglioramento dell'economia". 



Così commenta Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil, a Radio 24 la cifra per ora stanziata dal governo sugli aumenti salariali del pubblico impiego.  


"È chiaro che ci vogliono più risorse, perché questi lavoratori dal 2009 non hanno aumenti né contrattuali né salariali in caso di promozione". Riguardo all'ipotesi ventilata dalla Cigl di un aumento di 220 euro mensili, Foccillo spiega a Ma cos'è questa Estate su Radio 24 che "la Uil non ha mai parlato di cifre in termini così determinati, per noi vale la contrattazione quando si farà. Abbiamo fatto vari calcoli: i 7 miliardi (la stima fatta dai sindacati sull'aumento, ndr) derivano da un incremento di 150 euro, mentre se si dovessero dare 100 euro dal primo giorno di scadenza contrattuale sarebbero 4 miliardi. Tutto questo può variare nel momento della contrattazione. Noi vogliamo fare un contratto che recuperi il potere di acquisto perso e che dia la possibilità di avere un salario decente come nel settore privato". 


Sulla differenza tra pubblico e privato, Foccillo replica: "Nel settore privato i lavoratori hanno avuto una continuità di rinnovi contrattuali, mentre quelli del pubblico impiego hanno il contratto fermo al 2009. I lavoratori del pubblico impiego poi hanno avuto tutti gli 80 euro ma solo 800mila su 3 milioni e il 30 per cento li hanno dovuti restituire in corso d'opera, e alcuni tramite 730. Bisogna fare giustizia". 


Sulla possibilità che gli stipendi reggano per la bassa inflazione, Foccillo spiega: "Ho fatto dei calcoli con il nostro centro studi: abbiamo dimostrato che un lavoratore che mediamente ha preso 24 milioni in un anno di stipendio, ha perso 3 milioni di incrementi rispetto agli altri lavoratori. La stessa forbice tra pubblico e privato, in passato a vantaggio del settore pubblico, adesso proprio per il blocco dei contratti si è riequilibrata a favore del privato". 


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CONTRATTO STATALI - Santini (PD) a Radio 24: crescita sotto le aspettative. Renzi chiederà aiuto a UE

Giorgio Santini, Partito Democratico, membro della V Commissione Bilancio del Senato ai microfoni di Radio 24 a proposito del contratto dei dipendenti pubblici, ammette: "Bisognerà reperire per il 2017 delle nuove risorse. Nel corso del 2016 c'è stato un blocco della crescita, c'è ancora il secondo semestre da valutare però purtroppo saremo al di sotto dell'1,4 che era stato preventivato; forse si arriverà all'1%, speriamo. Quindi mancheranno delle risorse".  



Santini prosegue a Radio 24: "Renzi chiederà all'Europa di mantenere il tasso di deficit al di sotto del 3% ma di rimanere intorno alla cifra di quest'anno, cioè 2,3/2,4 che ci permetterebbe uno spazio di risorse utili a eliminare l'aumento dell'iva, gli interventi di sostegno alla crescita e dare alcune risposte su contratti e pensioni".



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LEGGE STABILITÀ - Castelli (m5S) a Radio 24: “Non sia fatta per comprare elettorato", spauracchio referendum per coprire fallimento Renzi

"Mi auguro che questa legge di stabilità non serva a comprare elettorato come fece già Renzi, questa è la sua modalità. L'abbiamo già visto fare nelle scorse amministrative. Mi auguro che sia fatta in maniera seria, e non per motivi elettorali come fatto in precedenza da Renzi perché i soldi ci sono ed è sbagliato dire agli italiani che non ci sono soldi sul bilancio pubblico". Così l'on. Laura Castelli, deputato del m5S alla camera a Radio 24  alla domanda se il m5S voterà emendamenti e articoli della legge di stabilità qualora lo ritenesse valido. "Il m5s" dichiara l'on. Castelli, "porterà avanti la propria finanziaria buona, come tutti gli anni, con degli investimenti seri in settori produttivi che hanno una grande leva finanziaria". 

Castelli a Radio 24 critica poi la corsia preferenziale per gli investimenti a sostegno dell'economia: "qualunque investimento è già qualcosa, ma bisogna investire i soldi in strutture e infrastrutture che siano opportune. Per esempio, su Ryan Air mi auguro che non siano i soliti soldi investiti tra pubblico e privato che finiscono nel nulla. Ryan Air era in grandissima crisi e non vedeva l'ora di fare l'accordo". 

Sul fatto che la stampa statunitense lanci l'allarme sull'economia italiana se dovesse fallire il referendum, Castelli risponde: "l'assioma che c'è tra riforme, stabilità del paese e ripresa economica. Quello che abbiamo oggi sia quello che è più lontano dalla stabilità. Lo dicono i numeri e le facce che incontriamo. Credo che parlare di paura se il movimento cinque stelle dovesse andare al governo è sbagliato, è solo un modo di togliere l'attenzione da quanto sta succedendo oggi". 

Castelli partirà nel week-end per il boat tour in barca a vela da Nettuno per illustrare le ragioni del no al referendum. "Abbiamo deciso di impegnare un mezzo che non inquina come la barca a vela con la giusta lentezza a Nettuno, Gaeta, Ponza e Ischia per parlare della nostra posizione sul referendum e perché abbiamo soprannominato la riforma 'schiforma'. Non taglia i costi della politica, un sesto rispetto alla nostra proposta, non dà rappresentanza, al senato dà l'immunità a chi è già eletto nelle istituzioni ed è l'ultimo colpo di mano di un governo Renzi che anche i numeri dimostrano oggi che è pienamente fallito". 



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sabato 13 agosto 2016

Unione Naz. Consumatori su Antitrust e condanna a Vw: finalmente qualcosa di muove

Antitrust: maxi-multa 5 mln a Vw per scandalo emissioni. 


UNC: bene, finalmente qualcosa si muove. 

 

L'Antitrust ha inflitto una sanzione di cinque milioni di euro a Volkswagen "per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta".

"Finalmente qualcosa si muove anche in Italia. Una sentenza esemplare, considerato che è pari al massimo edditale. Certo non sono le sanzioni che la Volkswagen rischiava di prendere negli Stati Uniti e che l'hanno indotta a scendere a compromessi rispetto ai risarcimenti. Ora la società deve aprire quel dialogo con le associazioni di consumatori che ha finora rifiutato, ponendo condizioni assurde. Attendiamo che anche il ministero dei Trasporti esprima una posizione definitiva, consentendo così di avere le basi per un ragionevole confronto, anche considerato che i richiami sono già stati pubblicati, ma riguardano circa 15.000 veicoli su quasi un milione di veicoli venduti nel periodo. Anche su questo attendiamo una parola da parte del ministro Graziano Delrio" dichiara Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell'Unione Nazionale Consumatori.



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Unione Naz. Consumatori chiede incontro a Calenda su energia e voci di vendita di SII e Borsa elettrica

Ddl Concorrenza: UNC chiede incontro a Calenda su energia

UNC: no a privatizzazione Servizio Informativo Integrato e Borsa Elettrica. 

Mercato tutelato: rinvio di 6 mesi non basta

 

L'Unione Nazionale Consumatori ha inviato una lettera aperta al ministro dello Sviluppo economico,  Carlo Calenda, chiedendo un incontro sul ddl concorrenza, in particolare sulla fine del mercato tutelato slittata dal 1° gennaio 2018 al 1° luglio 2018 e sulle voci di riassetto nel comparto delle società pubbliche del settore energetico.

"Non è con uno spostamento in avanti di sei mesi che si pone rimedio ad un errore grossolano come la chiusura del mercato tutelato" afferma Massimiliano Dona, Segretario dell'Unione Nazionale Consumatori.

In relazione alle recenti criticità emerse nel mercato all'ingrosso dell'energia, si legge nella lettera: "C'è il dubbio che gli operatori della produzione elettrica abbiano approfittato a proprio vantaggio delle regole del mercato, realizzando extraintroiti di almeno 80 milioni di euro in soli tre mesi (solo nel servizio di Maggior Tutela) tanto da determinare l'avvio di un provvedimento ispettivo da parte dell'Aeegsi. Queste distorsioni sono state possibili in un mercato disegnato per la trasparenza; ci chiediamo cosa avverrà dopo il primo luglio 2018, quando, con la chiusura del mercato tutelato, milioni di cittadini italiani saranno sostanzialmente nelle mani degli operatori perché scomparirà qualunque criterio di trasparenza".

"Con quale strumento i consumatori si potranno rendere conto dell'applicazione di un prezzo anomalo, quindi di una lesione del proprio diritto ad un prezzo equo e concorrenziale? Il provvedimento del TAR, che ha sospeso l'aumento delle tariffe, riguarda esclusivamente la Maggior tutela: cosa facciamo per gli altri 10 milioni di clienti?" ci si domanda nella lettera.

Non è possibile, infatti, affidarsi ai soli monitoraggi ex post delle Autorithy, considerato che "l'Antitrust continua a infliggere multe per pratiche commerciali scorrette e attivazioni non richieste, che non sembrano sufficienti a scoraggiare certi comportamenti scorretti" e che "l'Aeegsi dovrà lavorare mesi per verificare se i comportamenti sul dispacciamento abbiano forzato le regole".

L'Unione Nazionale Consumatori, infine,  in relazione alle ripetute voci di interventi di riassetto nel comparto delle società pubbliche del settore, mette in guardia il ministro dalla privatizzazione di servizi utili per il consumatore, come il SII, il Servizio Informativo Integrato e la Borsa Elettrica.

"Sorgerebbero evidenti ed immediati conflitti di interesse e verrebbe meno il fine pubblico che devono perseguire" afferma Dona.

"Crediamo anche che alcune attività siano più sicure per tutti quando a svolgerle è un soggetto pubblico, terzo, che non deve rendere conto a nessun azionista che non sia lo Stato" si legge nella lettera, che si chiude con la richiesta di un incontro.




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