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giovedì 24 novembre 2016

DDL XYLELLA, COR: CI VUOLE UNA LEGGE, NON UN'AGENZIA

Dichiarazione del gruppo dei Conservatori e Riformisti (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola)

 

Sulla necessità che si esca da una gestione emergenziale e sulla necessità che la Puglia si doti di una legge per il contrasto del batterio della Xylella, un vero e proprio flagello per gli agricoltori pugliesi, siamo tutti d'accordo. Anzi lamentiamo il ritardo, anche di questo governo regionale, con il quale si giunge a un provvedimento legislativo che possa dettare linee guida concrete.

Per questo ci siamo oggi astenuti in Commissione Agricoltura su un  Disegno di Legge -  presentato dal  presidente Emiliano e dall'assessore Digioia (forse per rimarcare un'attenzione che fin qui è francamente mancata) – che non ci convince molto. In modo particolare siamo critici verso  l'istituzione dell'ennesima AGENZIA. Le funzioni previste per questa possono essere tranquillamente esercitate da un'altra agenzia,  ad esempio l'Arif (i cui ispettori sono già in campo e nelle campagne per il contrasto al batterio) o altri enti non solo già esistenti ma operanti con la Regione Puglia.

L'idea che gli agricoltori già pesantemente provati debbano avere a che fare anche con questo nuovo ente e quindi con i loro controllori e ispettori fa francamente accapponare la pelle, a meno che l'Agenzia non sia l'occasione per sistemare l'ennesimo fedelissimo al quale bisogna pagare "pegno" per la campagna elettorale.

 

Bari, 24 novembre 2016




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BILANCIO, M5S: "MESSO UN FRENO AL CONSUMO DI SUOLO E A CEMENTO SELVAGGIO"

Roma, 24 novembre 2016 - «È stato approvato in Bilancio l'emendamento, fortemente voluto dal M5S, sugli oneri di urbanizzazione. Adesso i Comuni sono disincentivati a svendere territorio e quindi incentivati ad investire  per contrastare il degrado e riqualificare gli edifici», dicono i deputati M5S in Commissione Ambiente.


«Grazie al nostro apporto adesso i comuni dovranno utilizzare gli oneri solo per gli scopi per i quali sono stati concepiti, e non per le spese correnti come era stato precedentemente stabilito - commenta il capogruppo M5S in Commissione Ambiente Massimo De Rosa - quindi sì alla riqualificazione urbana, agli interventi per le periferie e contro il degrado ma no al consumo di suolo e a cemento selvaggio grazie al M5S». 

Un emendamento approvato che va purtroppo in senso contrario, in maniera schizofrenica diremmo, rispetto alla bocciatura dell'emendamento Mannino che avrebbe dato un colpo all'abusivismo stanziando un fondo di rotazione per le demolizioni. 

«Un provvedimento che era passato nel Dl Falanga, fermo al Senato - sottolinea la deputata M5S Claudia Mannino - approvato in commissione ambiente, più volte citato come doveroso e necessario e adesso bocciato in Bilancio. È come sempre il doppio volto del Pd: uno davanti alle telecamere, l'altro quando governa o finge di occuparsi dei veri problemi del Paese».


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Al Senato, un'azione contro l'utero in affitto

ProVita_logo.jpgBASTA CON LA TOLLERANZA VERSO IL REATO DI UTERO IN AFFITTO


Il 24 novembre alle ore 11,00, nella sala Nassirya di Palazzo Madama si è tenuta una conferenza stampa organizzata da ProVita onlus e dal senatore Lucio Malan, per dare un segnale concreto di azione contro l'utero in affitto. 

Per l'Associazione ProVita onlus, il presidente, Toni Brandi, ha rilevato che "il tentativo di creare un fronte trasversale contro la barbara pratica dell'utero in affitto è fallito. Solo i Senatori dell'opposizione si sono rivelati concretamente disposti a agire per salvaguardare i diritti fondamentali delle donne e dei bambini".
Del resto - prosegue Brandi - anche al Consiglio Provinciale di Trento  ha bocciato una proposta di risoluzione contro l'utero in affitto presentata dai Consiglieri Borga e Civettini perché parlava del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà». 
ProVita - Conferenza Stampa Senato - Utero in Affitto
La senatrice Rizzotti si è detta "disgustata dal fatto che un suo collega festeggi la nascita della seconda figlia [acquistata in California, come il primo, attraverso la pratica dell'utero in affitto, n.d.R.] con tracotanza e arroganza", considerando che un  Senatore della Repubblica dovrebbe non dare l'esempio di come si viola la legge penale italiana.

Il senatore  Giovanardi dopo aver illustrato i "sette miserabili imbrogli del Governo italianoperpetrati in occasione dell'approvazione della legge Cirinnà, denunciato con forza un vero e proprio scandalo: a seguito delle proteste di un'associazione LGBT è stato censurato dall'UCI Cinema lo spot di ProVita contro l'utero in affitto, che doveva essere trasmesso tra le pubblicità prima dei film. "In tutta Europa e in tutto il mondo si leva la condanna dell'ignominia dell'utero in affitto solo a parole". Nei fatti la cosa è ipocritamente non solo tollerata, ma promossa.

Il senatore Malan ha illustrato due azioni concrete intraprese dall'Opposizione.

Innanzitutto un'interrogazione al Ministro della Giustizia (Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03293, nella seduta n. 722, in cui "si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti illustrati e se non ritenga opportuno attivare i propri poteri ispettivi per verificare il corretto funzionamento del citato ufficio giudiziario, in merito a quella che all'interrogante pare un'evidente inerzia rispetto alle notizie di reato ampiamente documentate»: ha ricordato, infatti, che il 6 ottobre 2015 Toni Brandi ha denunciato alla Procura della Repubblica di Milano l'agenzia Prepara che è venuta qui in Italia a vendere gameti e bambini in palese violazione dell'art.12 comma 6 della legge 40/2004.

In secondo luogo un disegno di legge, che verrà presto presentato, specifica in modo chiaro ed inequivocabile il divieto di adozione da parte di coppie omosessuali (anche nella forma della stepchild adoption), il divieto di iscrizione all'anagrafe di "genitori" dello stesso sesso, l'estensione delle pene già previste dal codice penale per la tratta, la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento sessuale di donne e bambini a chi pratica promuove o favorisce l'utero in affitto e il commercio dei gameti, nonché la perseguibilità di chi abbia compiuto tali fatti all'estero, ma poi venga a risiedere in Italia.

Lo rende noto l'ufficio stampa di ProVita Onlus.

Form richiesta diretta
http://www.notizieprovita.it/contatti


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La legge ‘Dopo di noi’ è operativa. Firmato dai Ministri Poletti, Lorenzin e Padoan il decreto attuativo.





La legge 'Dopo di noi' che garantisce assistenza alle persone con disabilità gravi e prive del sostegno familiare diventa concretamente operativa. 

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin e il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, hanno firmato il decreto attuativo che fissa i requisiti per l'accesso alle prestazioni a carico dell'apposito Fondo istituito dalla legge e stabilisce la ripartizione tra le Regioni delle risorse per l'anno 2016 pari a 90 milioni di euro. 

Sul decreto era stata raggiunta l'intesa nella Conferenza Unificata.

Il provvedimento giunge nel pieno rispetto dei tempi poiché la legge 'Dopo di noi', entrata in vigore il 25 giugno scorso, ha previsto sei mesi per il completamento del decreto attuativo. 

E' il segnale della sensibilità e dell'impegno profuso da tutti i soggetti coinvolti per garantire un sostegno reale alle persone con disabilità, nel rispetto delle loro scelte, promuovendo l'inclusione sociale e favorendo percorsi di abilitazione e di sviluppo di competenza per la gestione della vita quotidiana.





Roma, 23 novembre 2016




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mercoledì 23 novembre 2016

RIFORMA COSTITUZIONALE in 12 punti - Sintesi in una scheda sinottica a cura dell'Istituto Europa Asia IEA - Referendum 4 Dicembre 2016

I punti salienti toccati dalla riforma costituzionale sottoposta a referendum:



- 1  Superamento del bicameralismo paritario o perfetto e nuova configurazione del Senato della Repubblica.

Viene abbandonato il sistema che vede Camera e Senato partecipare paritariamente al procedimento legislativo – occorrendo che la legge sia approvata in identico testo da entrambe le Assemblee ed essere paritariamente determinanti nel rapporto fiduciario con il Governo. Per effetto della riforma, la Camera rimane la sola Assemblea parlamentare chiamata a dare la fiducia al Governo e ad avere la parola definitiva nell' approvazione delle leggi. Il Senato diventa, invece, la Camera eletta dagli enti territoriali, viene estromesso dal rapporto fiduciario col Governo e si vede attribuite nuove funzioni. I senatori saranno eletti dai Consigli delle Regioni, in conformità alle scelte espresse dai cittadini, tra consiglieri regionali e sindaci. Il numero dei senatori, espressione degli enti territoriali, si abbassa da 315 a 100. Di questi, 95 saranno eletti secondo le modalità  indicate, 5 saranno nominati dal Presidente della Repubblica.

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Solo la camera esprime la fiducia al governo

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Senatori a vita saranno solo gli ex presidenti della Repubblica: non vi saranno piu' senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica



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- 2    I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.


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- 3  Nuovo procedimento legislativo

Solo per alcune leggi (ad es. leggi di revisione costituzionale, quelle che disciplinano i referendum, l'elezione del Senato stesso, le funzioni fondamentali dei Comuni) il procedimento rimane uguale a quello oggi vigente, prevedendo la partecipazione paritaria di Camera e Senato. In tutti gli altri casi, il Senato avrà solo la possibilità di 'richiamare' il testo approvato dalla Camera ed eventualmente di proporre modifiche, che la Camera non è però costretta a recepire avendo l'ultima parola nel procedimento legislativo.



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4- Nuovo riparto di competenze legislative tra Stato e Regioni

L'art. 117 della Costituzione oggi vigente prevede un elenco di materie di competenza esclusiva dello Stato, un elenco di materie di competenza concorrente (i principi spettano allo Stato, le norme di dettaglio a ciascuna Regione), una clausola residuale che assegna tutte le altre materie alla competenza regionale. La riforma costituzionale interviene su questo assetto, eliminando la categoria delle competenze concorrenti, riassegnando alla competenza centrale dello Stato alcune materie prima rientranti in questa categoria (ad es. Immigrazione - protezione civile -  infrastrutture  - commercio con l'estero - grandi reti di trasporto e di navigazione - distribuzione nazionale dell'energia - disposizioni generali sul governo del territorio, sulle attivita' culturali, sul turismo ), elencando le materie di competenza regionale e, ancora una volta, stabilendo che quelle non espressamente riservate allo Stato siano da intendersi assegnate alle Regioni.



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- 5 I rapporti con la U.E.

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione Europea e dagli obblighi internazionali. ( nuovo testo dell'art. 117)

Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all'appartenenza dell'Italia alla Unione europea sono approvate da entrambe le Camere (nuovo testo dell'art. 80)



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- 6  Modifiche inerenti l'elezione di cinque membri della Corte costituzionale e del Presidente della Repubblica

La legge di riforma costituzionale stabilisce che i 5 giudici costituzionali di nomina parlamentare, oggi eletti dal Parlamento in seduta comune, saranno eletti in numero pari a 2 dal Senato e in numero pari a 3 dalla Camera. Quanto all'elezione del Presidente della Repubblica, la riforma innalza i quorum richiesti. Dal quarto scrutinio non sarà più sufficiente la maggioranza assoluta, ma la maggioranza dei tre quinti dei componenti. Dal settimo scrutinio, invece, sarà richiesta la maggioranza dei tre quinti dei presenti.




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- 7 Introduzione di un controllo preventivo di costituzionalità sulle leggi elettorali

Si stabilisce che le leggi per l'elezione della Camera e del Senato possano essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo della Corte costituzionale su ricorso di componenti politiche di minoranza del Parlamento. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non potrà essere promulgata.



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- 8 Modifiche relative agli istituti di democrazia diretta - Introduzione del referendum propositivo e di indirizzo.

La disciplina del referendum abrogativo viene modificata nel senso che, se il comitato promotore raccoglierà 800.000 firme, il quorum di partecipazione alla consultazione non sarà pari alla metà più uno degli aventi diritto al voto, ma alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati. Se invece ne raccoglierà 500.000, la disciplina sul quorum rimarrà quella oggi prevista.
Oggetto di modifica è anche la disciplina sull'iniziativa legislativa popolare. Viene elevato il numero di elettori richiesto per presentare il progetto di legge (non più 50.000 ma 150.000) e si stabilisce al contempo che, a differenza di quanto accade oggi, il Parlamento dovrà discutere e deliberare su tali proposte entro tempi che saranno indicati dai regolamenti parlamentari. Si stabilisce, infine, che una legge costituzionale dovrà regolare il nuovo istituto del referendum popolare propositivo e di indirizzo.



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- 9 Il disegno di legge con voto a data certa e la nuova disciplina sul decreto legge


Il Governo potrà chiedere alla Camera di deliberare entro 70 giorni sui progetti di legge che ritenga essenziali per l'attuazione del proprio programma politico. Allo stesso tempo il nuovo art. 77 Cost. fissa più stringenti limiti all'uso di questo strumento di natura eccezionale.


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- 10 La eliminazione delle Province e del Cnel -



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- 11 Lo statuto delle opposizioni - le norme sull'equilibrio di genere

La legge di riforma costituzionale stabilisce che i regolamenti parlamentari dovranno prevedere norme di tutela per le minoranze e, con riferimento alla Camera dei deputati, norme volte a definire lo "statuto delle opposizioni", di quelle forze politiche, cioè, che non fanno parte della maggioranza. Infine, la riforma costituzionale tocca il principio di pari opportunità nell'ambito della rappresentanza politica, richiedendo che le leggi elettorali di Camera e Senato favoriscano un riequilibrio di genere.



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- 12 Elezione del Presidente della Repubblica.

Il presidente della Repubblica viene eletto da deputati e senatori: dal 1• al 3•  scrutinio con maggioranza dei 2/3; dal 4• al 6• scrutinio con i 3/5 degli aventi diritto e dal 6• in poi con i 3/5 dei votanti.


Foto:

Achille Colombo Clerici pres. IEA






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lunedì 21 novembre 2016

Riforma Titolo V e salute: Giustozzi "National Talk con Giulia Grillo del M5S per capire cosa cambierà. Aspettando il premier Renzi".

Dopo il sondaggio Dossetti-Doxa, che ha messo in luce che il 96% degli italiani non sa che la riforma del Titolo V contiene la ridefinizione delle competenze del nostro sistema sanitario, ovvero un aspetto di centrale importanza per la vita di tutti noi, l'Associazione Dossetti ha organizzato a Roma, giovedì 24 Novembre, alle ore 15.30, presso il Palazzo di Santa Chiara al Senato, il National Talk: "Diritto fondamentale alla Tutela della Salute e riforma costituzionale. Renderlo Reale è la vera sfida della riforma del Titolo V della Costituzione". 


All'incontro, aperto a tutti i parlamentari, parteciperà l'Onorevole Giulia Grillo, capogruppo M5S alla Camera, mentre siamo ancora in attesa della conferma da parte del Premier Renzi. 

Ci aspettiamo sinceramente che il Presidente del Consiglio voglia partecipare ad una giornata di dialogo che nasce con l'intenzione di fornire un ambito di autentico confronto sulla modifica dell'art.117, colmando il grave gap disinformativo che vede la gran parte dei cittadini andare a votare praticamente all'oscuro di quello che accadrà. 

L'Associazione culturale "Giuseppe Dossetti: i Valori- Sviluppo e Tutela dei Diritti", che da sempre raccoglie in modo indipendente la voce degli italiani, è convinta che la partita referendaria si giocherà alla fine sui temi legati alla salute e sul modo con cui verranno trattati. 

Sarà questo l'ago della bilancia per molte persone del "popolo del Ni" che ancora resta indeciso sul proprio orientamento di voto, e chi saprà meglio illustrare le ragioni del Sì e del No avrà certamente più chance di vittoria. 


Il segretario nazionale     

Claudio Giustozzi 

 

 

Per accrediti stampa scrivere a:
ufficiostampa@dossetti.it



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sabato 19 novembre 2016

UNI, Imprese: studio conferma che con norme tecniche cresce fatturato, sicurezza e competenza

Applicare le norme tecniche porta molti benefici a fronte di costi irrisori. La ricerca IRS lo dimostra attraverso l'analisi di tre settori produttivi, capisaldi del manifatturiero "Made in Italy"


Milano, 19 novembre 2016. Le imprese italiane hanno bisogno di una marcia in più per compensare i maggiori costi e gli oneri burocratici che zavorrano la loro concorrenzialità rispetto a chi opera in altri sistemi economico/amministrativi: una ricerca IRS – Istituto per la Ricerca Sociale mette in evidenza l'impatto economico, organizzativo e concorrenziale di uno strumento disponibile da quasi 100 anni ma non ancora adottato sistematicamente.

Si tratta delle norme tecniche consensuali (le cosiddette "norme UNI"), il cui uso può fare aumentare fino a un massimo del 14,1% il fatturato, investendo ogni anno al massimo lo 0,002% del fatturato stesso per l'acquisto e lo 0,007% per la formazione e/o consulenza necessarie al loro migliore utilizzo.

È quanto emerge da uno studio sui benefici economici della normazione, presentato ieri a Milano. La ricerca analizza in particolare tre settori: quello degli ascensori (dove la produzione non può prescindere dalla normazione tecnica, anche europea, e in Italia ne sono installati quasi 1.000.000), quello delle macchine utensili per la lavorazione dei metalli e quello dell'arredamento per case e uffici (entrambi caratterizzati da un fortissimo "Made in Italy").

Secondo Bruno Dente - consulente scientifico IRS – "la semplificazione da tutti richiesta a gran voce è una gara in salita, che rischia di scivolare nella totale deregolamentazione: da questa ricerca emerge che le imprese hanno bisogno di regole, purché siano, tecniche, volontarie e consensuali. Le regole infatti sono utili a condizione che siano semplici per gli utilizzatori e siano capaci di adattarsi ai mutamenti del mercato: le norme tecniche UNI soddisfano entrambe le condizioni".

Dallo studio IRS emergono prima di tutto le aree di benefici "qualitativi" derivanti dall'uso delle norme UNI delle quali sono comuni a tutti i settori interpellati:
·      facilitazione del rispetto dei requisiti di sicurezza di legge (in particolare per gli ascensori: 96,6% di accordo),
·      maggiore accesso ai mercati esteri (in particolare per l'arredamento: 83,9% di accordo),
·      semplificazione dell'attività di impresa,
·      riduzione del rischio di incidenti sia sul lavoro che per gli utilizzatori,
·      influenza positiva sull'esito di eventuali contestazioni giudiziarie.


Sono inoltre riconosciuti come effetti positivi dell'uso delle norme UNI la riduzione dei costi per svolgere l'attività aziendale (78,4% solo per il settore ascensori), la maggiore competitività negli appalti pubblici (73% per le macchine utensili lavorazione metalli e per l'arredamento), la facilitazione della commercializzazione dei prodotti (70% in media per ascensori e macchine utensili lavorazione metalli), la maggiore competitività nelle commesse private (44% solo per l'arredamento).

Lo studio IRS evidenzia anche un ritorno significativo in termini "quantitativi" per gli utilizzatori delle norme UNI: rendere conformi alle norme i prodotti, i servizi e/o i processi aziendali genera un aumento del fatturato che le imprese del campione stimano da un minimo del 8% annuo per le macchine utensili, al 13,7% per l'arredamento, fino a un massimo del 14,1% per gli ascensori.

Dai benefici ai costi: le imprese dei 3 settori indagati in media utilizzano 9 norme strettamente settoriali e 7,8 extrasettoriali (ad esempio sulla sicurezza, sui sistemi di gestione per la qualità e l'ambiente…), il cui costo totale non arriva a 1.000 euro (da un minimo di 631 euro per l'arredamento a un massimo di 860 per gli ascensori) da ammortizzare in almeno 5 anni, frequenza con la quale le norme vengono aggiornate.

Considerato il fatturato medio delle aziende del campione (8,2 milioni per gli ascensori, 12,7 milioni per l'arredamento e 13,4 milioni per le macchine utensili) l'investimento annuo per l'acquisto delle norme UNI incide sul fatturato da un minimo dello 0,001% per arredamento e macchine utensili a un massimo dello 0,002% per gli ascensori.

Alla voce acquisto si può aggiungere poi quella per la consulenza e l'attività formativa per il migliore utilizzo delle nuove norme tecniche, che incide da un minimo dello 0,0045% per l'arredamento, allo 0,0048% per le macchine utensili, fino ad un massimo dello 0,007% per gli ascensori.

In sintesi, usare la normazione tecnica comporta per le imprese del campione un investimento pari allo 0,009% del fatturato annuo per il settore ascensori, allo 0,0055% per l'arredamento e allo 0,0058% per le macchine utensili per la lavorazione dei metalli.

Investire 1 euro nell'uso delle norme tecniche può generare fino a 3.000 euro di aumento del fatturato (arredamento), 2.000 (ascensori), 1.700 (macchine utensili), un rapporto costo/beneficio che dovrebbe stimolare le imprese a investire per migliorare prodotti e prestazioni.

Lo studio ha ulteriormente indagato quanto le imprese abbiano compreso l'importanza di partecipare all'attività delle commissioni tecniche UNI che definiscono i contenuti delle norme stesse, non limitandosi solo ad usarle: all'interno del campione lo fanno il 44,4% delle imprese del settore ascensori, il 24,3% di quelle del settore macchine utensili lavorazione metalli e il 10,9% del settore arredamento (che aumenta al 25% riferendoci solo alle imprese di produzione).

I vantaggi che ottengono riguardano prioritariamente la "conoscenza" - elemento determinante per i processi di innovazione e per la competitività in un sistema globalizzato ma caratterizzato dalla ineguale distribuzione di competenze e capacità – e sono:
·      essere costantemente aggiornati sulle problematiche e le evoluzioni del settore,
·      conoscere e confrontarsi con altri esperti,
·      approfondire gli aspetti tecnici per garantire la qualità dei prodotti sono i principali.

Anche per questa tipologia di benefici è stato quantificato il costo: partecipare alle riunioni delle commissioni tecniche varia a seconda del settore da 1.150 euro/anno (macchine utensili lavorazione metalli) a 1.590 (arredamento), fino a 1.600 (ascensori).

L'incidenza di tale investimento sul fatturato annuo si mantiene su percentuali trascurabili: da un minimo dello 0,0085% (macchine utensili), allo 0,012% (arredamento), fino a un massimo dello 0,019% (ascensori) per avere la possibilità di concorrere a definire lo "stato dell'arte" dei propri prodotti, cioè quelle regole che poi il mercato chiederà loro di rispettare per essere competitivi.

Sergio Bassanetti – Viceprsidente UCIMU – ha commentato i dati della ricerca evidenziando come "le norme tecniche sono la spina dorsale del settore meccanico e grazie ad esse l'industria italiana è forte nei mercati in crescita (Asia) e nei settori a maggiore contenuto tecnologico (aerospazio, strumenti di precisione, automotive). Inoltre supporterà i processi più innovativi al servizio di Industria 4.0".

Sebastiano Cerullo – Vicedirettore FederlegnoArredo – "bisognerà portare la stessa sensibilità verso la normazione dei settori legno e arredo per ufficio anche al segmento dei mobili domestici, per aiutare il <bello e fatto bene> ad essere sempre più sicuro e durevole. Altri settori di prossimo impegno della Federazione saranno quelli della qualificazione delle professioni (montatori e posatori di tende, pavimenti, etc…carpentieri in legno…) e delle specifiche di prodotto e prestazioni della case in legno".

Per Erica Melloni - Direttore Area Politiche Amministrative e Istituzionali IRS – "le ipotesi di partenza della ricerca sono state ampiamente confermate: l'uso delle norme tecniche genera più benefici che costi (strumento efficace), che si estendono anche alla comunità nel suo complesso lasciando margini di libertà nel processo di adeguamento (strumento efficiente)".

In chiusura il Presidente Piero Torretta ha ricordato che "la normazione è uno strumento di dialogo, una modalità per intendersi e fare circolare liberamente le merci. E' importante che ai processi di normazione partecipino anche le parti più <deboli> come consumatori, sindacati e ambientalisti per avere la piena rappresentatività degli interessi in gioco e quindi il livello di consenso che caratterizza -  e rende infinitamente più preziose – le norme tecniche condivise rispetto agli standard privati e/o proprietari".


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