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lunedì 20 maggio 2019

Pratica commerciale scorretta. Escluso il controllo dell’Antitrust sull’attività di recupero crediti

Pratica commerciale scorretta:Escluso il controllo dell'Antitrust sull'attività di recupero crediti



Il Consiglio di Stato, irrompendo rispetto a innumerevoli precedenti adottati per la stessa materia, in un procedimento patrocinato dall'Avv. Gelsomina CIMINO, ha infine riconosciuto che L'Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato non ha competenza circa l'applicazione di sanzioni a carico di società di recupero di crediti, già assoggettate al rilascio di apposita Licenza di Polizia (art. 115 Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) ad opera della Questura.

Con la Sentenza n. 3102 pubblicata il 13.05.2019 la Sezione Sesta del Consiglio di Stato ha così definitivamente risolto la vicenda che ha visto come protagonista l'Agenzia Riscossioni Esattoria con sede in Roma, tacciata da più parti di essere la "FINTA" Agenzia delle Entrate, vanificando in tal modo l'opera commissionata da diversi Enti Pubblici, consistita nell'intraprendere attività di recupero crediti, sostituendosi – e in modo assolutamente efficace, con risultati ben superiori ad ogni aspettativa e certo mai conseguiti attraverso gli ordinari canali della riscossione statale – agli Enti normalmente preposti.

I Giudici di Palazzo Spada hanno infatti riconosciuto che "il regolare e corretto esercizio dell'attività in questione è rimessa – non già all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, bensì – all'esame degli organi specificamente preposti al rilascio del titolo autorizzativo ed al controllo di conformità della condotta ad esso"

E ancora, scendendo nel dettaglio delle censure mosse dall'Avv. Gelsomina CIMINO avverso il provvedimento sanzionatorio dell'AGCM, il Supremo Giudice Amministrativo ha escluso che ai destinatari delle lettere denominate "Preavviso di esecuzione" possa essere applicata la speciale disciplina consumeristica dettata dal Codice del Consumo e ciò in accoglimento della tesi offerta per cui, il "trasgressore" di una sanzione amministrativa giammai può assumere la qualifica di "consumatore" ai sensi dell'art. 3 del Codice del Consumo.

Tale impostazione risponde d'altronde, alla scelta legislativa (vds art. 35 del D.L. 50/2017) di attribuire alle amministrazioni locali il potere di affidare ad un soggetto preposto alla riscossione nazionale, il ruolo di "esattore" delle entrate tributarie e patrimoniali dell'Ente.

@Produzione Riservata

Studio Legale Gelsomina Cimino

recapiti: 06.47823397



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giovedì 9 maggio 2019

A Automotive Dealer Day anche confronto con politica. Vanini (Autotorino): a Salvini proposte per nuovo piano normativo

AUTO, ALL'AUTOMOTIVE DEALER DAY ANCHE IL CONFRONTO TRA POLITICA E LA FILIERA CHE VALE 75 MILIARDI DI GETTITO FISCALE

 

VANINI (AUTOTORINO): "AL VICEPREMIER SALVINI LE PROPOSTE PER UN NUOVO PIANO NORMATIVO, A PARTIRE DA DEFISCALIZZAZIONE"

 

(Verona, 9 maggio 2019). Business, ma anche politiche di filiera in primo piano all'Automotive Dealer Day di Quintegia, al via da martedì 14 al 16 maggio a Veronafiere. A partire dal confronto sul settore tra il vicepremier Matteo Salvini e Plinio Vanini, presidente del primo gruppo concessionario italiano, in programma nel corso della prima giornata alle ore 18.30. "I concessionari italiani – ha detto Vanini – sono i frontmen di un settore che rende il 16% del gettito fiscale del Paese, l'equivalente di 75 miliardi di euro l'anno. Siamo contenti di essere così centrali per le casse dello Stato e l'economia del Paese, ma se vogliamo rimanere tali serve una scossa per reagire a un parco auto che è diventato il più vecchio e più inquinante d'Europa, a un mercato che è tornato in forte recessione, ai recenti provvedimenti che hanno ulteriormente confuso la domanda". Secondo Vanini, l'incontro al Dealer day sarà l'occasione per fare proposte concrete al rappresentante di Governo: "Serve subito un nuovo sistema normativo a tutela del settore e dei dealer sia in ambito nazionale che europeo, ed è ciò che illustreremo al vicepremier Salvini a Verona. Occorre – ha concluso - lavorare sulla fiscalità auto con detrazioni e deducibilità finalmente allineate agli altri mercati europei, ma anche con crediti d'imposta per la sostituzione di veicoli inquinanti, oltre a un piano energetico/infrastrutturale nazionale serio".

Secondo le elaborazioni Quintegia, dal periodo pre-crisi (2007) si vendono il 20% di auto in meno, con una contrazione degli imprenditori della distribuzione auto che a fine anno arriverà a -57% (-28% i punti vendita, 2019 vs 2007). E se l'età media dell'auto è cresciuta fino a 10,9 anni, con oltre 12,4 milioni di vetture ante-euro 4, i dealer in questi anni sono riusciti a operare un cambio di rotta, con una progressiva crescita dei grandi gruppi in grado di sostenere, anche finanziariamente, gli sbalzi del mercato. Business Remix è il tema del 17° Automotive Dealer day, che dedicherà particolare attenzione ai contenuti legati all'elettrico e alle nuove tecnologie. La giornata di apertura dell'evento europeo di riferimento per la distribuzione auto comincia con una conferenza congiunta delle associazioni di settore (Anfia, Federauto e Unrae, ore 14.00) volta, secondo i rappresentanti delle case estere, "a sottolineare la gravità e l'urgenza della situazione". A seguire (ore 16.30), il focus Quintegia sulla mobilità elettrica, sostenibile e intelligente, con Enel X, Mercedes-Benz Italia, MIT Senseable City Lab, Autoscout24 e Cami (Center for Automotive and Mobility Innovation) dell'Università Ca' Foscari. Non mancano, nei 60 appuntamenti in programma fino al 16 maggio, gli incontri con le voci più autorevoli del comparto, come il co-fondatore e presidente di Hyperloop Transportation Tecnologies, "Bibop" G. Gresta e Luca de Meo, presidente di Seat (intervista video).

 


 

AUTOMOTIVE DEALER DAY. Nasce nel 2003 per rispondere alla domanda di formazione e informazione del comparto in seguito all'entrata in vigore della normativa europea per il sistema auto. Il successo della proposta, che già dalla prima edizione registra la partecipazione di 800 operatori del settore, si fonda sulla necessità per il mondo dell'auto di fare dell'informazione un momento di incontro tra professionisti, e del networking un'occasione di formazione. Questo format innovativo, ideato dal presidente Leonardo Buzzavo, chiude il cerchio nel 2008 grazie al coinvolgimento delle case automobilistiche e delle associazioni di marca, un matching inedito tra produttori, reti e filiera che rende l'Automotive Dealer Day l'hub di riferimento per il b2b dell'ecosistema auto in tutta Europa. Con la partecipazione record di 4.500 operatori, nel 2018 la 16^ edizione di Automotive Dealer Day ha registrato la presenza di più del 60% dei concessionari italiani, 15 case automobilistiche e 6 associazioni di categoria, per un programma di 60 appuntamenti tra assemblee di concessionari, workshop, meeting e incontri con la stampa.

Fisco: Anedda (CNPADC), importante una voce unica della categoria dei commercialisti

Fisco: Anedda (CNPADC), importante una voce unica della categoria dei commercialisti

           Apprezzabile l'iniziativa degli Stati Generali


"Sottolineiamo l'importanza della necessità di una voce unitaria della categoria dei dottori commercialisti nei rapporti con il governo e la politica, voce che non può non essere che quella della massima espressione di tutti i professionisti, cioè il Consiglio Nazionale e il suo presidente, che ha il compito di fare una sintesi delle diverse sensibilità che possano convivere all'interno della categoria". Lo afferma il presidente della Cassa Nazionale di Previdenza dei Dottori Commercialisti (CNPADC), Walter Anedda, commentando i lavori degli Stati Generali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in corso a Roma al centro congressi La Nuvola.

"Siamo certi che tutta la categoria apprezzi l'iniziativa degli Stati Generali, con la quale si è riusciti a sintetizzare le richieste di attenzione per la salvaguardia e l'evoluzione della nostra professione, e per aver colto l'occasione per un utile confronto con primari esponenti delle forze politiche e del governo, intervenuti all'evento, i quali hanno mostrato una ammirevole capacità di ascolto delle nostre istanze". Il Presidente della CNPADC Anedda, ha infine plaudito alla scelta, annunciata dal Presidente del Consiglio Nazionale, Massimo Miani, di voler avviare una campagna di comunicazione con l'obiettivo di rivisitare il ruolo del dottore commercialista, spesso finora rappresentato con un'immagine stereotipata".

giovedì 25 aprile 2019

Un’Europa più equa e sostenibile è quello che chiediamo ai prossimi parlamentari europei


Un'Europa più equa e sostenibile è quello che chiediamo

ai prossimi parlamentari europei

 

Il movimento del Commercio Equo e Solidale insieme ad altre organizzazioni della società civile

europea, tra le quali CIDSE e FOCSIV, lanciano la campagna "The Fair Times" per chiedere

un'Europa più equa e sostenibile entro il 2024.

 

Milano, aprile 2018 - Cinque organizzazioni europee della società civile hanno unito le forze per sollecitare i prossimi candidati alle elezioni europee sul tema della produzione e del consumo responsabili. The Fair Times è la campagna che le unisce in vista delle elezioni del 26 maggio 2019 che rinnoveranno il Parlamento europeo fino al 2024.

Sergi Corbalán, direttore esecutivo del Fair Trade Advocacy Office (FTAO) spiega: "Abbiamo pensato ad una campagna che parli a nome di molte organizzazioni della società civile europea e che danno voce alle proposte di trasformazione europea per un modello di produzione e consumo sostenibili e responsabili per l'uomo e per il pianeta".

Equo Garantito, Fairtrade Italia, FOCSIV e Associazione Botteghe del Mondo, rilanciano in Italia la campagna "The Fair Times" promossa a livello europeo dal Fair Trade Advocacy Office, da IFOAM – organizzazione per l'agricoltura biologica, CIDSE (International family of Catholic social justice organisations), RIPESS Europe (la rete Europea per la promozione dell'economia solidale e sociale) ed ECOLISE (la rete europea delle iniziative di comunità sulla sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico) per agire sui candidati e le candidate italiani.

La coalizione ha redatto e promosso "The Fair Times" un giornale ambientato nel 2024, anno nel quale terminerà il prossimo mandato legislativo, e ha l'obiettivo di fornire molti esempi di cosa può essere trasformato in termini di politiche adottate dall'Unione Europea per raggiungere la sostenibilità nella produzione e nei consumi.

Gli strumenti della campagna sono stati realizzati per i candidati al fine di fornire ispirazione per azioni concrete da realizzare una volta eletti al Parlamento Europeo. Si parla di tematiche come l'agricoltura biologica, la finanza etica e le iniziative locali per promuovere gli acquisti pubblici. Il giornale descrive le diseguaglianze e le differenze di potere nelle filiere produttive, promuove la solidarietà sociale delle imprese e richiama l'attenzione sull'azione di difesa delle risorse naturali costantemente minacciate.

Giovanni Paganuzzi presidente di Equo Garantito afferma che: "l'impegno delle organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale per la costruzione di una società più giusta e sostenibile è sempre stato al centro delle nostre attività. L'attivazione e il dialogo con le istituzioni sui temi chiave dello sviluppo locale e globale è una delle strade da perseguire per promuovere politiche di cambiamento anche a livello Europeo".

"Interpretare la sostenibilità dalla parte degli agricoltori è la sfida che il prossimo Parlamento europeo dovrà affrontare: il commercio equo certificato si impegna da sempre per creare le condizioni affinché i contadini siano più forti e in grado di sostenere produzioni nel rispetto di standard ambientali, sociali ed economici", spiega Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia.

"Focsiv è impegnata da tempo nell'accompagnare le comunità più povere e vulnerabili a migliorare le loro condizioni di vita, e ciò richiede un forte impegno a trasformare un sistema di produzione e consumo che sfrutta le loro risorse in modo sostenibile. È per questo che le prossime elezioni del Parlamento europeo rappresentano un momento di cittadinanza attiva: i candidati dovranno informare sui loro programmi politici di trasformazione di un modello di produzione e consumo ingiusto e insostenibile, per rispondere alla crescente pressione dei giovani e delle comunità sfruttate."  sottolinea Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.

"L'occasione delle elezioni europee è importante e imprescindibile per un futuro più equo, con una maggiore giustizia sociale. Le decisioni politiche sono l'ossatura istituzionale delle buone pratiche dei territori che le organizzazioni di commercio equosolidale promuovono. È fondamentale quindi, rilanciare il ruolo centrale delle istituzioni europee, come attivatori dei processi di sviluppo sostenibile, l'unico possibile per l'uomo e per il pianeta", conclude Massimo Renno, presidente di Associazione Botteghe del Mondo.

Le elezioni europee sono un momento decisivo in cui i cittadini e la società civile possono far sentire la propria voce votando e mettendo al centro temi fondamentali per lo sviluppo dell'Europa. Attraverso la promozione delle buone pratiche che esistono in Europa e chiedendo una maggiore attenzione per le politiche ambientali, l'obiettivo della campagna è motivare i candidati a capire l'impatto degli attuali modelli di produzione e consumo. In tal senso, se eletti, attraverso il loro impegno ci potranno essere cambiamenti reali del processo decisionale a livello europeo.

The Fair times è stato realizzato grazie al contributo dei partner del network sopra citato e nell'ambito del progetto "Trade Fair Live Fair" EC-finanziato dalla EU Development Education and Awareness-Raising Programme. 


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venerdì 12 aprile 2019

Dati personali e sanità: quanti medici sono davvero informati sulla nuova normativa? Il parere dell'Avvocato

G.D.P.R., privacy e sanità in Italia: quanti medici sanno davvero cosa comporti la normativa?

Avvocato Chiarini: "C'è confusione tra i sanitari, necessaria maggiore informazione, per questo ho redatto un vademecum. 

 

Si è fatto un gran parlare dell'ormai ben noto G.D.P.R., il Regolamento UE 2016/679 attuato nel nostro Paese nell'agosto 2018, che va ad integrare e, in alcuni casi, a modificare quella che era la normativa italiana prevista dal Codice della privacy del 2003. Va detto, però, che, sebbene si sia discusso molto di questa novità normativa, accusata spesso di essere troppo rigida, sono molte le persone che non hanno ancora ben chiaro cosa la sua entrata in vigore abbia comportato, anche tra quei professionisti che sono stati, di fatto, toccati in prima persona dal Regolamento Comunitario.

 

Il G.D.P.R., infatti, trova applicazione in moltissimi ambiti, tra i quali anche quello della sanità, nel quale vengono trattati dati personali particolarmente sensibili, legati allo stato della nostra salute. Non tutti i medici e gli operatori sanitari, però, sanno quali siano le modifiche introdotte e in che modo possano, o non possano, gestire queste informazioni delicate. A sottolineare questa situazione di incertezza è Gabriele Chiarini, avvocato cassazionista e dottore di ricerca in diritto civile, specializzato in malasanità, che negli ultimi mesi ha preso atto delle moltissime richieste di chiarimenti e consulenza in materia da parte di medici ed operatori sanitari in genere.

 

"Sembra esserci un diffuso bisogno di maggior chiarezza riguardo le novità previste dal G.D.P.R. – Ha commentato l'avvocato ChiariniSe non si è a conoscenza di cosa comporti la nuova normativa nello svolgimento della propria professione, si può agire in modo errato, seppur con le migliori intenzioni. Credo che sia auspicabile prevedere momenti di formazione specifica che vedano coinvolti avvocati e professionisti del settore, al fine di illustrare nel concreto cosa sia cambiato".

 

Per rendere più chiaro il significato del Regolamento Europeo in ambito sanitario, e alla luce dei chiarimenti recentemente diramati dall'Autorità Garante della privacy, l'avvocato Chiarini ha illustrato i punti principali in una sorta di vademecum pubblicato sul suo sito web, del quale di seguito è riportata una sintesi:

 

§ 1. La disciplina per il trattamento dei dati relativi alla salute in ambito sanitario

Diversamente dal passato, il professionista sanitario (tenuto al segreto professionale) non deve più richiedere il consenso del paziente per i trattamenti necessari alla erogazione delle prestazioni sanitarie. Beninteso, il trattamento di dati che non necessita di consenso è solo quello strettamente necessario alla realizzazione delle specifiche "finalità di cura" previste dal G.D.P.R., pertanto restano esclusi dalla dispensa i trattamenti effettuati per finalità diverse (come quelle promozionali, commerciali, di fidelizzazione della clientela, o magari elettorali).

 

§ 2. Le informazioni da fornire all'interessato e i tempi di conservazione dei dati

Tra i nuovi elementi informativi da fornire all'interessato, merita di essere segnalato il tempo di conservazione dei dati sanitari.

A questo proposito, ricordiamo che gli obblighi di conservazione della documentazione sanitaria non sono stati modificati dal G.D.P.R. e, pertanto, restano pienamente in vigore. Ad esempio:

  • le cartelle cliniche, i referti e resoconti radiologici devono essere conservati per sempre (si tratta di atti ufficiali indispensabili a garantire la certezza del diritto, oltre a costituire preziosa fonte per ricerche di carattere storico-sanitario);
  • le immagini radiologiche e di medicina nucleare devono essere conservate per un periodo non inferiore a dieci anni;
  • la documentazione relativa agli accertamenti effettuati nel corso delle visite per il rilascio dei certificati di idoneità sportiva deve essere conservata, a cura del medico visitatore, per almeno cinque anni.

§ 3. La figura del Responsabile della protezione dei dati (R.P.D.)

Com'è noto, la figura del "Responsabile della Protezione dei Dati" dovrebbe costituire, nelle intenzioni del legislatore europeo, una misura volta a facilitare l'osservanza della disciplina in materia. La nomina del R.P.D.:

  • è obbligatoria per tutte le Aziende Sanitarie pubbliche appartenenti al S.S.N., nonché per le Strutture private che effettuino il trattamento di dati personali "su larga scala";
  • non è obbligatoria per i singoli professionisti sanitari che operino in regime di libera professione a titolo individuale.

 

§ 4. Il Registro delle attività di trattamento

Nel cd. "Registro delle attività di trattamento" debbono essere annotate le principali informazioni relative al trattamento dei dati personali. La regolare tenuta del Registro è un obbligo, senza alcuna esclusione, per tutti:

  • i singoli professionisti sanitari che agiscano in libera professione,
  • i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta,
  • gli ospedali privati e le case di cura,
  • le Residenze Sanitarie Assistenziali,
  • le Aziende Sanitarie appartenenti al S.S.N., nonché
  • le farmacie, le parafarmacie e le aziende ortopediche.


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sabato 6 aprile 2019

Approvata la Direttiva sul copyright | Mogol: la ragione e la cultura hanno vinto sui soldi


Approvata la Direttiva sul copyright

Mogol: la ragione e la cultura hanno vinto sui soldi

 

Giornata storica per i creatori di contenuti. Dopo cinque anni di discussioni e nonostante una massiccia campagna di disinformazione orchestrata dai giganti del web, oggi il Parlamento Europeo ha adottato la Direttiva sul diritto d'autore.

"E' una grande notizia, hanno vinto la ragione e la cultura sui soldi" ha dichiarato il presidente SIAE Giulio Mogol subito dopo l'approvazione della nuova Direttiva che, ha sottolineato, "non impone una tassa ma riconosce un giusto compenso".

"In SIAE abbiamo novantamila iscritti, almeno ventimila guadagnano meno di mille euro al mese senza contributi e spesso sono all'inizio della loro carriera" ha aggiunto Mogol, che ha concluso: "I giovani artisti di oggi saranno poi i grandi di domani".

A seguire i lavori del Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, c'erano il Vicepresidente SIAE Salvo Nastasi, il Direttore Generale Gaetano Blandini, il Maestro Nicola Piovani e una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell'Accademia Silvio D'Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti ieri in pullman da Roma, per sostenere con la loro presenza l'approvazione della Direttiva Copyright.

Per Anders Lassen, Presidente del GESAC, "questa è una vittoria senza precedenti per i creatori europei, che ora potranno esercitare i loro diritti e ricevere un'equa remunerazione da piattaforme come YouTube. L'Europa sta adottando un regolamento equilibrato che consentirà lo sviluppo dell'economia digitale europea di pari passo con il settore creativo ".

 

Roma, 26 marzo 2019



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Normativa. Nel decreto crescita un provvedimento blocca-ecobonus _ l'opinione di Rete IRENE

L'ultima bozza del "Decreto Crescita", che dovrebbe essere discusso dal Consiglio dei Ministri oggi stesso, contiene un provvedimento modificativo del meccanismo di cessione degli incentivi per gli interventi di riqualificazione energetica e miglioramento sismico (ecobonus e sismabonus) che, nelle intenzioni, dovrebbe renderne più semplice l'applicazione e fornire maggiore stimolo alle attività e un contributo alla crescita.

A nostro parere, la formulazione adottata non contribuisce affatto a semplificare e, al contrario, è in grado di indurre gravi problemi di aspettative erronee, elusione fiscale, concorrenza sleale e genererà un'eccessiva concentrazione del mercato. 

L'approvazione del provvedimento causerà confusione, incertezza e rischio di una gran quantità di contenzioso futuro con l'Agenzia delle entrate determinando, per di più, un aggravio per la sostenibilità dei flussi del bilancio pubblico a parità di attività incentivate.

Anziché contribuire alla crescita e alla tutela dell'ambiente, si può prevedere un rallentamento delle decisioni di investimento e una contrazione delle attività.


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mercoledì 3 aprile 2019

GOP vince al TAR in materia di appalti pubblici ed efficienza energetica

GOP VINCE AL TAR IN MATERIA DI APPALTI PUBBLICI ED EFFICIENZA ENERGETICA

 

Milano, 03 aprile 2019 – Lo studio legale internazionale Gianni, Origoni, Grippo, Capelli & Partners ha assistito, con successo, la società Fratelli Carollo S.r.l. nel contenzioso amministrativo innanzi al TAR Veneto relativamente ad un appalto per la progettazione e l'esecuzione dei lavori inerenti al servizio di efficientamento energetico di impianti di pubblica illuminazione.

 

La seconda classificata alla procedura aveva promosso ricorso, con istanza cautelare, contro il provvedimento di aggiudicazione dell'appalto in favore della società Fratelli Carollo S.r.l., che a sua volta ha proposto ricorso incidentale. Aderendo dapprima alla linea difensiva della società ricorrente, in sede cautelare il TAR ha ritenuto di accogliere la richiesta di sospensiva, per poi tuttavia determinarsi in senso diametralmente opposto nel merito con sentenza n. 392 del 29 marzo 2019.

 

La pronuncia in questione, in particolare, ha dettato principi innovativi per il settore degli appalti finalizzati all'efficientamento energetico delle proprietà pubbliche, riconoscendo anzitutto la possibilità per le imprese partecipanti di rivolgersi ad una Esco, in qualità di mera sub-affidataria, ai fini dell'ottenimento dei titoli di efficienza energetica.

 

La società Fratelli Carollo S.r.l. è stata assistita da un team composto dal partner Giuseppe Velluto, dal managing associate Guido Reggiani (in foto), dagli associate Davide Corriero e Michele Girardi.

 

 

 

Nella foto, il managing associate Guido Reggiani del team GOP



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mercoledì 20 marzo 2019

LAZIO. UNA NUOVA LEGGE PER I RIDER, IL CONSIGLIO APPROVA

LAZIO. UNA NUOVA LEGGE per i RIDER, IL CONSIGLIO APPROVA

Così la Regione Lazio intende colmare un vuoto normativo in materia di lavoro a domanda attraverso le piattaforme digitali. Contrario al provvedimento il Movimento 5 stelle

 

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori (Pd), ha approvato - con 24 voti a favore, otto contrari - la proposta di legge regionale n. 40, "Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali", un provvedimento che mira alla tutela dei cosiddetti "rider", vale a dire coloro che effettuano consegne a domicilio utilizzando cicli o motocicli, e, più in generale, di tutti i lavoratori della cosiddetta "gig economy", vale a dire quel modello economico in cui domanda e offerta di servizi e competenze sono gestiti on line attraverso piattaforme e app dedicate.

La nuova legge regionale ha come principio la promozione dello sviluppo responsabile della nuova economia legata alle piattaforme digitali, proteggendo i lavoratori indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma del rapporto di lavoro. In particolare, i tredici articoli della legge approvata oggi introducono: la tutela della salute e della sicurezza, incentivando la formazione obbligatoria a carico delle piattaforme e stabilendo la manutenzione dei mezzi di lavoro a carico della piattaforma; la tutela assistenziale e previdenziale, con l'obbligatorietà della copertura assicurativa e la promozione di forme di tutela integrative; una norma per garantire al lavoratore digitale un'informativa trasparente riguardo il funzionamento dell'algoritmo che determina l'incontro fra la domanda e l'offerta; un principio sul compenso che non può in ogni caso essere inferiore alla misura oraria minima determinata dai contratti collettivi di settore, disponendo un divieto per le piattaforme digitali di ricorrere al compenso a cottimo.

Nel testo sono indicati anche gli strumenti operativi di cui la Regione si dota al fine di promuovere lo sviluppo del lavoro e dell'economia digitale: portale del lavoro digitale, che si compone dell'anagrafe regionale del lavoro digitale e del registro regionale delle piattaforme digitali; Consulta dell'economia e del lavoro digitale, quale organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro; programma annuale degli interventi, che individua le misure, le agevolazioni e le attività che si intende mettere in atto in materia di lavoro digitale, con particolare riferimento al sistema bilaterale; protocolli di intesa con Inps e Inail per l'attuazione delle tutele previdenziali e assicurative. Tra gli emendamenti approvati, un articolo aggiuntivo proposto dai consiglieri di Forza Italia Ciacciarelli, Aurigemma, Palozzi, Simeone, subemendato dall'assessore Claudio Di Berardino, introduce nel provvedimento la "Carta dei diritti dei lavoratori digitali nel contesto urbano della Regione", "con la finalità di promuovere principi, regole e tutele a garanzia dei lavoratori digitali e delle piattaforme digitali". Lo stanziamento previsto è di 2,1 milioni di euro: un milione per ciascuna annualità 2019 e 2020 è destinato al "Fondo per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali", centomila euro sono detinati alla creazione del portale del lavoro digitale della Regione Lazio.

Nel corso della seduta è intervenuta più volte la relatrice di minoranza, Roberta Lombardi (M5s), per ribadire la contrarietà del suo gruppo al provvedimento e per sostenere una serie di emendamenti palesemente ostruzionistici. "Arriviamo alla fine di una farsa – ha detto Lombardi in sede di dichiarazioni di voto - sappiamo tutti i profili di incostituzionalità di questa legge". Si tratta di un provvedimento utile solo a fare "propaganda politica" per la capogruppo del Movimento 5 stelle che rivendica la volontà del governo di legiferare in questa materia. "Noi – ha proseguito Lombardi - condividiamo la necessità di un intervento nazionale sul tema, ma l'urgenza non giustifica interventi palesemente incostituzionali, mettendo una pezza peggiore del buco".

A nome di tutta la maggioranza, in dichiarazione di voto è intervenuta la consigliera Eleonora Mattia (Pd). "La legge approvata oggi – ha dichiarato Mattia - dice chiaramente basta al cottimo, basta alla rincorsa del proprio stipendio a tutti i costi. Non è dignitoso. Questa legge inverte la rotta – ha proseguito Mattia - e dice all'opinione pubblica, al governo, alle imprese che i lavoratori digitali esistono. Questa legge contribuisce a dare alla categoria un'autocoscienza nel sistema delle relazioni industriali. Uscire dall'anonimato – ha concluso Mattia - è il primo passo per comprendere il fenomeno, generare unione, per permettere ai nuovi fattorini e ai lavoratori digitali tutti di unirsi, combattere per i propri diritti, rivendicare dignità, sostituendo alla debolezza del singolo la forza del gruppo".



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giovedì 14 marzo 2019

Renergetica: Il GSE accoglie l'istanza di riesame presentata dalla società controllata Zaon S.r.l. in merito al diritto all'incentivazione per l'impianto fotovoltaico di potenza pari a 697,41kW ubicato nel comune di Lomello (AL) (l"Impianto")

Il GSE accoglie l'istanza di riesame presentata dalla società controllata Zaon S.r.l. in merito al diritto all'incentivazione per l'impianto fotovoltaico di potenza pari a 697,41kW ubicato nel comune di Lomello (AL) (l"Impianto")

 

Genova, 13 Marzo 2019

 

Renergetica S.p.A., società operante nello sviluppo di progetti a fonti rinnovabili sul mercato internazionale, titolare di un proprio portafoglio impianti e attiva nella vendita di servizi di ingegneria e di asset management, rende noto che la sua controllata Zaon S.r.l. ha ricevuto la notifica, da parte del GSE, del provvedimento di accoglimento dell'istanza di riesame depositata in data 1° Ottobre 2018, avente ad oggetto l'annullamento in autotutela del provvedimento di ammissione alle tariffe incentivanti (di cui al prot. FTV_236880 del 12 settembre 2011) e, quale atto consequenziale, della convenzione per l'erogazione della tariffa incentivante contraddistinta dal n. H01F23347607.

 

Con l'emissione del sopracitato provvedimento di accoglimento, e la conseguente riattivazione della convenzione n. H01F23347607, Zaon S.r.l. non è tenuta al rimborso al GSE degli incentivi già erogati, per un importo pari ad Euro 993.673,04 (si rimanda a tale proposito alle sezioni 4.1.3 e 4.1.4 del Documento di Ammissione), ed inoltre acquista il diritto a vedersi riconosciuti – da parte del GSE – gli incentivi non riscossi a seguito dell'annullamento in autotutela, per un importo pari a circa Euro 800.000 (Euro ottocentomila/00), nonché gli incentivi futuri sino 17 ottobre 2027, scadenza naturale della sopramenzionata convenzione.

 

 

RENERGETICA, costituita a Genova nel 2008 e PMI Innovativa da ottobre 2016, opera nel settore delle energie rinnovabili in qualità di Developer, IPP e società di ingegneria, coprendo tutte le attività della value chain a esclusione dell'EPC. Ha sviluppato un importante track-record di sviluppo e competenze in tutti i segmenti delle energie rinnovabili (in particolare fotovoltaico, eolico, mini-idro e biomasse). È attiva in Italia, Cile, Stati Uniti e Colombia. Nel 2017 ha realizzato ricavi pro-forma pari a 5,2 Eu mln con EBITDA margin superiore al 37%. Ha sviluppato internamente Hybrid Grid Smart Controller (HGSC), innovativo software di controllo per l'ottimizzazione delle reti ibride, caratterizzato da elevate prestazioni e affidabilità.



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mercoledì 27 febbraio 2019

Riforma copyright, ANSO: «Il muro contro muro non serve. Ascoltate la voce di chi fa informazione locale tutti i giorni»

Riforma copyright, ANSO: «Il muro contro muro non serve. Ascoltate la voce di chi fa informazione locale tutti i giorni

Appello dell'Associazione Nazionale Stampa Online agli eurodeputati italiani. «Rischiamo di arrivare ad una norma pasticciata che penalizzerà fin da subito i piccoli editori», afferma il presidente Giovannelli

 

Il tempo ormai scarseggia, ma la soluzione positiva appare lontana. Sulla riforma europea del copyright l'Associazione Nazionale Stampa Online - ANSO, pur incassando l'appoggio esterno del sottosegretario all'Editoria Vito Crimi che ha esplicitamente parlato di «una norma sbagliata» che «penalizza di piccoli editori», non vede all'orizzonte un risultato positivo. Soprattutto visti i tempi estremamente ristretti. «Si è scelto un muro a muro e ora la parola passerà ai singoli Stati in attesa dell'ultimo pronunciamento del Parlamento a Bruxelles. Rischierà di uscire un brutto pasticcio e per questo chiediamo di abbandonare gli atteggiamenti manichei ascoltando la voce di chi tutti i giorni lavora per informare le comunità locali», afferma il presidente di ANSO Marco Giovannelli.

Infatti il quadro che si profila è quello di nove Stati, tra cui l'Italia, contrari. Un dato che non garantisce una ridiscussione del testo, quanto presagisce un braccio di ferro. Prosegue Giovannelli: «La nuova disciplina del copyright è argomento molto complesso che può danneggiare in modo serio le piccole testate e i piccoli editori. ANSO si è da subito battuta perché l'Unione europea recepisse le loro istanze. Purtroppo il quadro ad oggi non permette di intravvedere soluzioni positive». Di fatto, i tempi non sono dalla parte della mediazione: martedì 26 febbraio è atteso il voto della commissione Affari giuridici dell'Europarlamento, quindi tra marzo e aprile finirà in plenaria per il via libera definitivo dove il voto degli eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti politici potrà aiutare a bloccare questa condanna per tutti gli editori nativi digitali.



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domenica 17 febbraio 2019

Dl Semplificazioni. Giulia Grillo “Payback svolta storica. La prossima sfida è sulle assunzioni nel Ssn”

Dl Semplificazioni. Giulia Grillo: "Payback svolta storica. La prossima sfida è sulle assunzioni nel Ssn"

  

"Posso tirare un sospiro di sollievo: la norma sul payback farmaceutico nel decreto Semplificazioni, approvato ieri in via definitiva alla Camera, è una svolta storica. Abbiamo creato i presupposti per recuperare 2,4 miliardi che andranno alle Regioni e cioè ai cittadini. Ma non mi fermo, la battaglia sul personale è il prossimo obiettivo" dichiara il ministro della Salute, Giulia Grillo.

L'approvazione del dl Semplificazioni porta ai cittadini tutta una serie di norme fondamentali. Per la sanità, in particolare quella sul payback farmaceutico.

 
"Abbiamo finalmente risolto un braccio di ferro tra imprese del farmaco e Regioni che durava da 6 anni" E prosegue: "L'accordo sul payback per gli anni 2013-17 impegna le industrie a erogare 2,4 miliardi allo Stato per ripianare lo sforamento della spesa farmaceutica. Questo significa un importante flusso di risorse che giungerà alle Regioni dopo anni di stallo causato da ricorsi ai tribunali. L'accordo permette a tutti noi di guardare avanti con più serenità al futuro del nostro Servizio sanitario nazionale e garantisce anche ai produttori una migliore programmazione. Rivendico il merito di aver fatto sedere al tavolo le parti che fino a quel momento non erano riuscite a trovare un accordo" chiarisce.

 

"Questo Dl certamente non poteva contenere tutte le norme che il Movimento e io come ministro avremmo voluto. Ma m'impegno a portare avanti le nostre grandi battaglie per la sanità pubblica. La prossima sfida da vincere è il superamento del tetto dell'1,4% per il personale per lo sblocco delle assunzioni in sanità, anche a costo di un confronto serrato con una parte della Ragioneria dello Stato, che pure fa il suo lavoro, ma credo che sia totalmente anacronistica. Non ci si può più abbarbicare a regole che sono state giuste in un tempo completamente diverso. Bisogna guardare la realtà. Il Ssn ha bisogno di nuove assunzioni" puntualizza il ministro.

 

"Rivendico anche l'importanza di un'altra   norma inserita nel decreto  che darà ossigeno alla medicina generale" spiega, "per far fronte al grave problema della carenza di medici di famiglia, diamo la possibilità, anche a chi non avrà ancora completato il corso di formazione, di poter ricevere l'incarico fino al 31 dicembre 2021. Questo permetterà di ampliare l'offerta dei medici di famiglia e garantirà linfa nuova al sistema. Ed è solo uno degli step che riguardano il post laurea dei medici che intendo riformare profondamente per garantire un futuro alla sanità del nostro Paese. È uno dei miei obiettivi inderogabili" conclude Giulia Grillo.

Nel decreto Semplificazioni è infine prevista una norma che estende la validità delle graduatorie per le procedure concorsuali per l'assunzione di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, bandite dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale fino al 31 dicembre 2019.

 




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venerdì 11 gennaio 2019

AICAL SU DDL LEGALIZZAZIONE



AICAL - ASSOCIAZIONE ITALIANA CANNABIS LIGHT - su DDL MANTERO

 

Necessari decreti attuativi per regolamentare la filiera della canapa sativa

 

 

Roma, 11 gennaio 2019. Il disegno di legge depositato dal senatore Matteo Mantero (M5S) in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati è una chiara apertura ideologica nei confronti di una tematica molto dibattuta nel nostro Paese. Come AICAL non possiamo che ringraziare il senatore per questa iniziativa che si pone l'obiettivo di tutelare anche la filiera della canapa light che - nonostante la L. 242/16 - resta ancora oggi in un limbo giuridico in mancanza dei successivi decreti attuativi.

 

E proprio per tale ragione, riteniamo che - prima ancora di procedere all'eventuale legalizzazione delle cosiddette droghe leggere - sia indispensabile porre delle concrete basi affinché si attui quanto prima una regolamentazione relativa alla filiera della cannabis light, consentendo a un comparto in fortissima espansione di commercializzare tutti i prodotti derivati dalla sua coltivazione, tra i quali anche le infiorescenze finalizzate al consumo umano con livello di THC non superiori allo 0,5% e quindi privi di effetti psicotropi. Il tutto prevedendo una serie di restrizioni alla vendita e al consumo di un prodotto che - seppur differente dalle droghe leggere - deve necessariamente confrontarsi con l'esigenza di tutela delle fasce di popolazioni ritenute sensibili; in primis i minori.

 

Come sostenuto dal senatore Mantero, le infiorescenze di canapa sativa provenienti dalla filiera italiana sono sottoposte a rigidi controlli e i prodotti che vengono messi sul mercato sono sicuri e rispettano tutte le leggi attualmente in vigore. Per questo motivo il comparto che rappresentiamo non dev'essere penalizzato, bensì sostenuto e regolamentato.

 

La nostra Associazione rappresenta ad oggi 7 aziende, con oltre 2 mila punti vendita sparsi sul territorio. Si tratta di un mercato in crescita, con un giro d'affari complessivo superiore ai 40 milioni di euro e con un indotto destinato ad aumentare.

 

Pertanto, nell'ottica di avviare un confronto costruttivo con le Istituzioni e in particolare con il movimento proponente, AICAL si rende sin da subito disponibile a un incontro con il Senatore Mantero. 



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martedì 8 gennaio 2019

Educazione alla cittadinanza, i sindaci consegnano oltre 75 mila firme a sostegno della loro proposta di legge. Al via l'iter parlamentare

Educazione alla cittadinanza, i sindaci consegnano oltre 75 mila firme a sostegno della loro proposta di legge. Al via l'iter parlamentare

 

Raggiunte oltre 75 mila firme, ben più della soglia minima di cinquantamila per le iniziative di legge popolari, la proposta di legge dei sindaci per introdurre l'Educazione alla cittadinanza tra i banchi di scuola approda ora alla Camera. Una delegazione dell'Anci, guidata dal sindaco di Firenze Dario Nardella e composta dalla vicesindaca di Bologna Marilena Pillati e dall'assessore del Comune di Firenze Massimo Fratini, ha depositato in Parlamento le firme raccolte nel corso di questi ultimi cinque mesi. Un importante obiettivo raggiunto grazie all'impegno di sindaci, amministratori locali, cittadini, studenti, editori di giornali ma anche di volti noti del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno creduto nell'iniziativa.

"Siamo felici di aver non solo raggiunto ma anche superato le cinquantamila firme necessarie – ha detto il sindaco Nardella – e siamo orgogliosi di depositarle oggi alla Camera affinché cominci l'iter parlamentare per far diventare legge l'insegnamento dell'educazione alla cittadinanza. E' dalla scuola che dobbiamo ripartire ed è ai più giovani tra i cittadini che è necessario far conoscere l'educazione civica, l'educazione ambientale, la legalità, la Costituzione, il diritto italiano e quello europeo. L'entusiasmo che abbiamo trovato nel raccogliere firme ci ha fatto capire che questo insegnamento è un'esigenza per moltissimi cittadini. Un ringraziamento speciale va all'Anci, a tutti i sindaci che si sono impegnati nella raccolta firme e a tutti coloro che ci hanno sostenuto".

 

La campagna, partita lo scorso giugno con il deposito della proposta di legge in Corte di Cassazione, punta all'insegnamento non solo dei principi fondamentali della Costituzione nelle scuole ma prevede anche molte novità: come lo studio del diritto del lavoro, delle Istituzioni europee, dell'educazione ambientale, digitale, alimentare e degli Eenti locali con il supporto dei Comuni a cui è riconosciuto il compito di promuovere iniziative di integrazione dell'offerta formativa delle scuole sul funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi.

 

"Considero questo risultato una grande vittoria non solo dei sindaci ma dei cittadini che hanno a cuore le loro città, che si spendono perché siano vivibili facendo la loro parte - commenta il presidente dell'Anci, Antonio Decaro -. La vittoria di quei cittadini che non pensano che il problema sia sempre qualcun altro, il vicino incivile, il vigile che sanziona, il netturbino poco efficiente, ma al contrario, giustamente pretendendo servizi da chi amministra, tuttavia si assumono un pezzo di responsabilità rispetto alla cura della città. Il proprio pezzo".

 

 

Roma, 4 gennaio 2019



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