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lunedì 16 ottobre 2017

MANOVRA: WWF, BENE INCENTIVO A VERDE URBANO

 


 
 
 
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MANOVRA: WWF, BENE INCENTIVO A VERDE URBANO
 
La misura per far crescere il verde di cui le nostre città e i cittadini hanno un fortissimo bisogno, annunciata nella Legge di Bilancio varata oggi dal Consiglio dei Ministri è certamente un fatto importante. Lo si legge in una nota del WWF Italia che ieri, con l'iniziativa Urban Nature (più di 100 iniziative in oltre 50 città), la festa della natura in città, ha voluto puntare l'attenzione sulla biodiversità urbana e sulla necessità di un grande piano per il verde urbano.
Aumentare la quantità di verde nelle nostre città è un passaggio indispensabile per renderele resilienti, mitigare gli effetti del cambiamento climatico, assorbire e ridurre gli inquinanti atmosferici, depurare le acque e aumentare il drenaggio naturale oltre che migliorare la salute e il benessere dei cittadini, soprattutto i bambini, che vivono nelle nostre città.
La scelta di valorizzare attraverso un meccanismo fiscale innovativo il verde, in particolare quello urbano, è certamente una scelta positiva oltre che un meccanismo utile per averee aree urbane più amiche della natura e della salute.

Roma, 16 ottobre 2017

 
 
 
 


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Nctm Studio Legale diventa partner del MIA | Mercato Internazionale dell'Audiovisivo

Nctm partner di MIA | Mercato Internazionale dell'Audiovisivo

 

Nctm Studio Legale diventa partner del MIA | Mercato Internazionale dell'Audiovisivo che si svolgerà a Roma dal 19 al 23 ottobre. La sala conferenze Nctm di Roma sarà una delle quattro sedi della manifestazione, che quest'anno si concentra nel "Distretto Barberini": Palazzo Barberini, Cinema Barberini, Hotel Bernini e Nctm.

 

Con 1.500 partecipanti accreditati, provenienti da 58 paesi, il MIA è l'appuntamento per i produttori e distributori di contenuti high-end per tutti i segmenti del prodotto audiovisivo.

 

L'evento sarà suddiviso in tre sezioni: CINEMA, TV e DOC, per ognuno dei quali sono previste attività di forum, mercato di co-produzione, 'talks' di approfondimento e spazi dedicati al networking.

Nctm ospiterà eventi relativi a tutte le categorie presenti al MIA, tra cui il seminario sul cinema BE kind, Re-make con la partecipazione di Lorenzo Attolico, responsabile del settore Entertainment Law di Nctm.

 

MIA I Mercato Internazionale Audiovisivo è un progetto ideato e realizzato da ANICA(Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche e Audiovisive) e APT (Associazione Produttori Televisivi), finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e da ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dal programma MEDIA e dal fondo EURIMAGES.

 

 

 

Nctm Studio Legale

Con oltre 250 professionisti, 57 soci e 5 uffici operativi in Italia e all'estero (Milano, Roma, Bruxelles, Londra e Shanghai), Nctm è riconosciuto come uno tra i più importanti studi legali indipendenti italiani sia per dimensioni che per numero e rilevanza delle operazioni seguite. Caratterizzato da una corporate governance innovativa e trasparente, Nctm offre, a clienti nazionali e internazionali, assistenza in tutte le aree del diritto, attraverso team di lavoro multidisciplinari, costruiti sulle specifiche esigenze dell'assistenza richiesta.

L'approccio distintivo dello studio si traduce nei sei concetti cardine di leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza.



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Latte: scatta obbligo etichetta Made in Italy

LATTE: COLDIRETTI, SCATTA OBBLIGO ETICHETTA MADE IN ITALY

TUTTI I GIORNI A TAVOLA PER LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI, I CONSIGLI

Scatta definitivamente l'obbligo di indicare obbligatoriamente in etichetta l'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt per impedire di spacciare come Made in Italy i prodotti ottenuti degli allevamenti stranieri. 

Lo rende noto la Coldiretti nell'annunciare che è scaduto il termine di 180 giorni per smaltire le scorte di confezioni con il sistema di etichettatura precedente all'entrata in vigore dal decreto Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Il consiglio ai consumatori italiani è di verificare L'obbligo di indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, si applica - spiega la Coldiretti - al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale e sarà riconoscibile in etichetta dalle seguenti diciture:

a)    "Paese di mungitura": nome del Paese nel quale è stato munto il latte;

b)    "Paese di confezionamento e trasformazione": nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.
Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: "origine del latte": nome del Paese. 
Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate - precisa la Coldiretti - le seguenti diciture: "latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. 
Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di piu' Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: "latte di Paesi non UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi non UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. 
Per le violazioni si applicano le sanzioni di cui all'art. 4, comma 10, della legge 3/2/2011, n. 4.

1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia ma anche pecore, capre e bufale possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che - sottolinea la Coldiretti – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d`Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 50 formaggi a denominazione di origine protetta realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione. 

L`obbligo di indicare l`origine in etichetta - continua la Coldiretti - salva dall`omologazione l`identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale.

Si conclude positivamente una lunga battaglia della Coldiretti che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l`etichetta riporti il Paese d`origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione" ha affermato  Moncalvo. Con l'etichettatura di origine si dice finalmente basta all'inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura  cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta, ha continuato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si tratta anche di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario dove occorre proseguire nella l'impegno per la trasparenza".

Il prossimo appuntamento - ha concluso Moncalvo - è per il 16 febbraio 2018 per il riso e il 17 febbraio 2018 per la pasta con l'entrata in vigore dei due decreti interministeriali per introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda già pubblicati in Gazzetta ufficiale.


domenica 15 ottobre 2017

GLOBAL STARNET PROSEGUE L’ATTIVITÀ IN ATTESA DELLA CAMERA DI CONSIGLIO



Roma, 10 ottobre 2017 – La Global Starnet Limited, in data 09.10.2017, ha presentato ricorso avverso il provvedimento emesso da ADM in data 29.09.2017, poichè in evidente contrasto con quanto statuito dal Consiglio di Stato con ordinanza del 22.09.2017.

L'udienza per la discussione dell'istanza di sospensiva del provvedimento im pugnato è stata fissata dal TAR LAZIO in data 8novembre 2017.

Unitamente all'istanza di sospensione cautelare del provvedimento impugnato, la Global Starnet ha ​ richiesto anche l'emissione di un decreto presidenziale "inaudita altera parte", che tuttavia non è statoconcesso dal TAR LAZIO ritenendo non sussistenti "le condizioni per disporre l'accoglimento dell'istanza anzidetta nelle more della celebrazione della camera di consiglio" dove appunto si discuterà sulla richiesta di sospensiva.

In ogni caso, la Società comunica che l'attività continua in modo regolare e confida che la camera di consiglio per la trattazione collegiale, fissata per l'8 novembre, possa accogliere le motivazioni addotte dai propri legali.

Global Starnet Ltd, società fondata e costituita nel Regno Unito nel 2004, offre soluzioni tecnologiche integrate per la gestione dei flussi finanziari connessi alle attività dello Stato, gestite in concessione.

In Italia, Global Starnet Ltd è concessionaria, dal 2004, per l'attivazione e conduzione operativa della rete telematica finalizzata alla gestione del gioco lecito, mediante gli apparecchi da divertimento e intrattenimento.

Al suo interno operano direttamente circa 200 persone cui si affiancano altre 150 di società esterne.

Global Starnet non opera nell'esercizio di attività di gaming (produzione/noleggio slot, gestione di sale bingo, piattaforme di gioco on line eccetera).



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UNI. Arrivano a Padova gli stati generali della normazione ambientale

ARRIVANO A PADOVA GLI STATI GENERALI DELLA NORMAZIONE AMBIENTALE
Una riunione ISO per definire le linee guida strategiche per la gestione ambientale di prodotto

Padova, 15 ottobre 2017 - Dal 16 al 18 ottobre 2017 si svolgeranno presso l'Università di Padova i tavoli di normazione internazionale ISO (International Organization for Standardization) per la definizione delle linee guida strategiche per la gestione ambientale di prodotto dei prossimi anni. Trenta delegati provenienti da tutto il mondo si confronteranno su temi quanto mai attuali quali Il Life Cycle Assessment (Analisi del ciclo di vita) e le "impronte climatiche". L'UNI -Ente Italiano di Normazione- è rappresentato ai lavori ISO dal Centro Studi Qualità Ambiente dell'Università di Padova (CESQA), che coordina il prestigioso appuntamento patrocinato dal Ministero dell'Ambiente. 
CESQA (Centro Studi Qualità e Ambiente dell'Università di Padova) vanta una ricca esperienza nella ricerca pura e applicata per lo sviluppo di politiche di sostenibilità ambientale a livello internazionale e da più di 10 anni partecipa ai tavoli ISO come rappresentante per l'Italia.
Un evento prestigioso che fa dell'ateneo patavino un fulcro mondiale della ricerca nel campo delle scienze ambientali, una ricerca ora dedicata in particolare alle normative tecniche in tema di impronte e impatti ambientali durante tutte le attività umane e il ciclo di vita dei prodotti e dei servizi, a supporto della salvaguardia dell'ambiente e delle risorse naturali.
Antonio Scipioni, Direttore del CSQA, spiega: "i Tavoli ISO si concentreranno sulle metodologie tecnico scientifiche per le valutazioni delle impronte ambientali delle attività e dei prodotti, secondo la metodologia detta dell'LCA (Life Cycle Assessment o valutazione sul ciclo di vita), ovvero con una precisa verifica di tutti gli aspetti ambientali connessi, ma soprattutto durante tutto l'arco temporale degli effetti considerati sull'ambiente, prima, durante e dopo l'utilità umana."
Alessandro Manzardo, di CESQA - Dipartimento Ingegneria Industriale dell'Università di Padova nonché coordinatore del Gruppo di lavoro UNI "Gestione ambientale di prodotto", aggiunge: "in questa occasione si andrà a definire il quadro di riferimento con cui tutte le aziende impegnate nella salvaguardia dell'ambiente si dovranno confrontare. Si parlerà di come rendere più affidabili i risultati delle analisi di LCA oltre che di processi decisionali per minimizzare gli impatti ambientali dei prodotti e dei processi industriali."
Infatti troppo spesso attività e prodotti della civiltà contemporanea vengono valutati solo per i benefici immediati che danno allo sviluppo economico, senza pensare alle ripercussioni negative determinate dai suoi effetti sul lungo periodo, in termini di compromissione dell'ambiente o di sfruttamento irreversibile di risorse. "L'impronta che l'uomo lascia sul nostro pianeta dev'essere compatibile con il delicato equilibrio naturale", spiega ancora Antonio Scipioni. "Dovrebbe essere quindi più simile a un'impronta del piede sulla sabbia della spiaggia, del tutto reversibile, piuttosto che a quella di un escavatore che cava materiale per l'industria estrattiva."
L'impatto sull'atmosfera, in termini di emissioni di anidride carbonica data prevalentemente dalle fonti energetiche fossili, viene calcolato con la cosiddetta Carbon Footprint, o impronta di carbonio: tanto minore è l'impronta di un'attività umana, tanto maggiore è il contributo alla lotta ai cambiamenti climatici.
Ma, in abbinata, da qualche anno proprio CESQA è capofila degli studi di ricerca europei sulla Water Footprint, ovvero l'impronta di acqua, che guarda all'impatto sulle risorse idriche, sempre più a rischio per quantità e qualità. "Dai consumi per le attività antropiche alla depurazione delle acque, dalla conservazione dei ghiacciai alla tutela dei corpi idrici, l'acqua dolce è una risorsa assai limitata sul pianeta, esposta sia alle aggressioni umane per usi civili e produttivi, sia ai cambiamenti climatici, tanto che sempre più spesso anche i flussi migratori in vaste aree del pianeta sono ricondotti proprio alla carenza di acqua", annota Scipioni.
La riunione ISO di Padova – realizzata grazie alla collaborazione di partner quali AccrediaANBI(Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), Serenissima Ristorazione e Sammontana, tutti impegnati da anni insieme a CESQA ad incentivare una crescita ambientale sostenibile e intelligente - rappresenta un importante appuntamento destinato ad ampliare la rete internazionale di conoscenze tecniche e scientifiche all'avanguardia e la partecipazione attiva alla definizione di quegli standard cui tutti gli scienziati del mondo sono chiamati ad uniformarsi.
A Padova, dopo tre giorni di confronti, la sostenibilità ambientale potrà dire di aver fatto un altro passo avanti, segnando con una impronta, questa volta positiva, il futuro del nostro pianeta.


Chi è l'UNI
L'Ente italiano di normazione è un'associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, realtà della Pubblica Amministrazione. 
Dal 1921 svolge attività di normazione tecnica in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. 

Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo, servizio o professione, secondo lo stato dell'arte e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. 

In estrema sintesi, sono documenti che specificano "come fare bene le cose" garantendo sicurezza, rispetto per l'ambiente e prestazioni certe. Il ruolo dell'UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dal Regolamento europeo n. 1025/2012 sulla normazione tecnica. UNI partecipa, in rappresentanza dell'Italia, all'attività di normazione internazionale ISO ed europea CEN.


lunedì 2 ottobre 2017

Il welfare aziendale nell'epoca della digitalizzazione

Viviamo in un'epoca caratterizzata dalla connessione e dalla digitalizzazione di tutto, persino dei sentimenti!

Fortunatamente, quello che viene spesso visto come un limite al sano sviluppo delle relazioni umane, in realtà porta con sé un potenziale non indifferente che, applicato all'argomento "welfare aziendale", sta conducendo a risultati decisamente apprezzabili.

Questa rivoluzione digitale del welfare amplifica esponenzialmente la connettività e la relazionalità tra tutte le figure coinvolte, riducendo le distanze tra chi fornisce un servizio e chi deve usufruirne.

In pratica, si tratta della realizzazione di un enorme e non localizzato "mercato", all'interno del quale, grazie a piattaforme web che ne riassumono gran parte dei servizi, è possibile mettersi in contatto con la struttura che maggiormente interessa il lavoratore/fruitore.

In questo modo si abbatte il muro, anche di pregiudizi, che da sempre caratterizza il rapporto tra datore di lavoro e operaio.
Non solo, queste piattaforme digitali di welfare aziendale, una tra tutte Jointly (www.jointly.pro) di cui avevamo parlato in un precedente articolo, rendono il lavoratore consapevole dei propri diritti e forniscono soluzioni reali a problemi che spesso vengono ignorati da chi dovrebbe garantire un ambiente di lavoro più confortevole.

Immaginiamo la vecchia trafila, spesso caratterizzata da interventi esterni, che prevedeva il doversi necessariamente affidare alla conoscenza, in senso più ampio, di qualcuno al di fuori dell'ambiente di lavoro vero e proprio, magari del sindacato.

Oggi, attraverso il web, è possibile creare più network che permettono al lavoratore di essere informato su diritti e servizi con un semplice click.
Il mondo sta cambiando rapidamente, ancor di più il mondo del lavoro. Per questo motivo il nostro Paese non può perdere l'occasione restando ancorato a vecchie modalità ormai vetuste.

Welfare aziendale

venerdì 29 settembre 2017

Anci - Piccoli Comuni, Decaro: "Con legge si afferma loro specificità, ora più fondi e semplificazione"

Risultati immagini per Piccoli Comuni
PICCOLI COMUNI, DECARO (ANCI): “CON LEGGE SI AFFERMA LORO SPECIFICITA’, ORA PIU’ FONDI E SEMPLIFICAZIONE”

“La legge sui piccoli Comuni rappresenta per noi sindaci la presa d’atto da parte del governo della specificità dei territori scarsamente popolati. Questa legge sancisce chiaramente il principio per cui il problema da combattere non è la minore dimensione demografica, ma la tendenza allo spopolamento di certi territori. E’ il primo passo per la realizzazione di quell’agenda controesodo che l’Anci sta cercando di costruire. Adesso chiediamo fondi più congrui e semplificazione”. Lo afferma il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, intervistato da Radio Uno sul via libera definitivo del Senato al disegno di legge sui piccoli Comuni.

“Favorire il ripopolamento delle aree interne e dei borghi, abitarli, è importante – aggiunge Decaro – perché rappresentano un fondamentale presidio sul territorio: i piccoli Comuni in Italia sono il 70% del totale, e coprono il 54% del territorio nazionale: combatterne lo spopolamento vuol dire tutelare scrigni di grandissime ricchezze culturali, archeologiche e religiose, rilanciando l’attrattività turistica dei centri storici; vuol dire evitare il dissesto idrogeologico, ripristinare la viabilità nelle aree interne, ristrutturare le scuole e ridare servizi ai cittadini”.

“Chiediamo adesso – conclude il presidente dell’Anci – di integrare i fondi messi a disposizione dalla legge e di semplificare la vita dei piccoli Comuni: amministrazioni di pochi abitanti e con pochissimo personale, spesso ancora con il turn over bloccato, sono costrette ad adempiere alla consegna di una serie di documenti come il Dup o gli allegati allo stato patrimoniale, con le stesse complicate procedure e scadenze dei Comuni più grandi. Chiediamo infine di eliminare la legge che obbliga i Comuni ad associare le funzioni: l’associazionismo va incentivato, ma su base volontaria”.


Roma, 29 Settembre 2017

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