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venerdì 19 ottobre 2018

AGRICOLTURA: MONTECITORIO APPROVA LA LEGGE SULLA FILIERA CORTA

AGRICOLTURA: MONTECITORIO APPROVA LA LEGGE SULLA FILIERA CORTA

Agricoltura sostenibile e tutela del made in Italy sono gli obiettivi che si pone la proposta di legge sulla "filiera corta" ed il "chilometro zero o utile". Si attende ora l'ok del Senato.

 

La Camera dei Deputati ha approvato, con 228 sì e 174 no, la proposta di legge sulla "filiera corta" ed il "chilometro zero o utile".  La norma prevede la vendita diretta nei mercati alimentari dei prodotti a chilometro zero o utile, cui si aggiungono i prodotti della pesca freschi, pescati e trasformati a una distanza massima di 70 chilometri rispetto al luogo di vendita, e di quelli a filiera corta, vale a dire venduti con non più di un'intermediazione tra produttore e consumatore. Il testo mira a rispondere all'esigenza dei consumatori, che sempre più costantemente prediligono i prodotti locali, di avere maggiori informazioni su ciò che acquistano. Al contempo, la normativa si rivela essere un sostegno alle economie locali dei diversi territori italiani.

 

"Con questa legge scegliamo l'agricoltura sostenibile e tuteliamo il nostro made in Italycommenta il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, componente M5S della Commissione Agricoltura alla CameraQuesto provvedimento, infatti, risponde ai bisogni dei cittadini che vogliono sulle loro tavole prodotti locali e di chiara provenienza. Con appositi marchi garantiremo che i prodotti acquistati provengono da un territorio che dista un massimo di 70 km dal luogo di vendita, e chi dichiarerà il falso sarà sanzionato. Si darà così un concreto sostegno a contadini, allevatori e pescatori, favorendo la crescita dell'economia locale e aiutando anche l'ambiente, perché si evitano i lunghi trasporti, l'uso di imballaggi e la conservazione nei frigoriferi".

 

Con decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo sono istituiti il logo "chilometro zero o utile" e il logo "filiera corta" per i prodotti agricoli e alimentari. Inoltre, vengono stabilite le condizioni e le modalità di attribuzione del logo che sarà esposto nel luogo di vendita diretta, nei mercati, negli esercizi commerciali o di ristorazione. Nonché pubblicato in piattaforme informatiche di acquisto o distribuzione che forniscono i prodotti agricoli e alimentari, all'interno dei locali, anche della grande distribuzione, e in spazi espositivi appositamente dedicati. Si permette così agli esercizi commerciali ed ai ristoranti di distinguersi dagli altri. Oltre ciò, si dispone che i Comuni possano riservare agli imprenditori agricoli almeno il 20% del totale dei posteggi situati nelle aree pubbliche. Un sostegno concreto che fa bene sia alle piccole che alle medie imprese, e un incentivo in più affinché i prodotti e le risorse restino nei territori.

 

"La Camera ha anche approvato tre ordini del giornoprosegue Giuseppe L'Abbate (M5S)che impegnano il Governo a prevedere un fondo per la promozione e la valorizzazione dei prodotti a chilometro zero o utile e provenienti da filiera corta, a coinvolgere gli istituti scolastici in concorsi per ideare e disegnare i loghi e, infine, a sostenere attività di informazione e sensibilizzazione nei confronti dei consumatori e promuovere progetti di educazione alimentare nelle scuole".

Si attende ora il passaggio della proposta di legge al Senato per l'approvazione definitiva del testo e per la sua successiva entrata in vigore.

 




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NORME SU ISCHIA NEL DECRETO GENOVA | WWF: SI RISCHIA DI PRODURRE EMERGENZA PERMANENTE - SERVONO ‘PALETTI’ CHIARI PER CORREGGERE CORREGGERE IL PROVVEDIMENTO


 
 
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NORME SU ISCHIA NEL DECRETO GENOVA

WWF: SI RISCHIA DI PRODURRE EMERGENZA PERMANENTE
SERVONO 'PALETTI' CHIARI PER CORREGGERE CORREGGERE IL PROVVEDIMENTO 
 
La sanatoria edilizia per Ischia prevista nel Capo III del decreto legge per Genova non dà garanzie sulla stabilità degli edifici e la sicurezza delle persone e può diventare un colpo di spugna per chi ha l'ordine di demolizione da parte della magistratura penale. Lo evidenzia il WWF argomentando che dare tempi troppo stretti (sei mesi), a fronte di 27 mila domande di condono e di 600 ordini di abbattimento di case abusive previsti nell'isola senza prevedere "paletti" rispetto alle certificazioni statiche richieste e al patrimonio illegale che va rimosso invece di risolvere un'emergenza, la fa diventare permanente.
Per questo il WWF Italia insieme al FAI, alla LIPU, e al TOURING CLUB ITALIANO ha recentemente inviato ai capogruppo della Camera e ai membri delle commissioni Ambiente e Trasporti le proprie osservazioni e richieste di emendamento in cui propone che siano inseriti "paletti" chiari per correggere il provvedimento nella sostanza.
Il terremoto, che ha avuto come epicentro Casamicciola Terme, ha colpito Ischia il 21 agosto 2017 con una magnitudo di 4.0. La scossa ha provocato il crollo di numerose case e ha provocato, purtroppo, 2 vittime, 42 feriti e 2600 sfollati. Proprio a causa della sproporzione tra la portata dell'evento sismico e i danni prodotti il WWF ricorda che sono sorti forti dubbi sulla qualità dei materiali di costruzione e su quanto avesse inciso il pesante e diffuso fenomeno dell'abusivismo che assume dimensioni particolarmente preoccupanti nell'isola. 
In un territorio densamente urbanizzato come quello ischitano è necessario un chiaro segnale di svolta rispetto ad una situazione che è ormai al limite di guardia. Come ricordano i ricercatori dell'Università dell'Aquila, che collaborano da anni con il WWF: a Ischia le aree urbanizzate negli ultimi 50 anni sono più che triplicate (da 410 ettari a 1300 ettari circa) e il tasso di urbanizzazione è quindi passato dal 9% (cinque volte quello nazionale del periodo) al 30% circa (3 volte l'attuale densità di urbanizzazione nazionale).
Per il WWF deve essere verificato che le case costruite prima del 1971 (data prima della quale l'obbligo non esisteva) abbiano il collaudo statico e rileva che per avere maggiori garanzie non può bastare l'idoneità sismica introdotta con le legge sul condono del 1985 (legge n. 47/1985) ma deve essere verificata la certificazione  di idoneità statica. Inoltre per il WWF deve essere chiaro ed esplicitato che non siano concessi condoni e contribuiti illegittimi in presenza di un ordine di demolizione o ripristino stabilito dal giudice penale, posto il problema dell'esecuzione penale che grava su migliaia di immobili abusivi situati nell'isola di Ischia in concorrenza agli ordini di ripristino e demolizione adottati dai Comuni.

Alcuni dati sull'isola di Ischia:
L'isola di Ischia è estesa per 46 chilometri quadrati ripartito in 6 diversi comuni. La popolazione attualmente residente è pari a circa 64.000 abitanti, il doppio rispetto al dato del 1950 con un trend che ancora oggi è in crescita (+ 3000 abitanti dal 2011 al 2017 ed un indice di vecchiaia di poco superiore a 1). I dati relativi all'urbanizzazione dell'isola dagli anni '50 fino ai primi anni del 2000 evidenziano come le aree urbanizzate siano più che triplicate (da 410 ettari a 1300 ettari circa) con una perdita netta di suolo pari a 872 ettari equivalenti a 17 ettari/anno (500 metri quadrati ogni giorno). Il tasso di urbanizzazione è quindi passato dal 9% (cinque volte quello nazionale del periodo) al 30% circa (3 volte l'attuale densità di urbanizzazione nazionale). L'energia del fenomeno, come del resto in tutta Italia, è diminuita negli ultimi anni ed i dati dell'ISPRA mostrano per l'isola di Ischia una ulteriore perdita di suoli pari a 0,53 ha tra il novembre del 2015 ed il maggio del 2016. I dati ISTAT relativi al censimento degli edifici e delle abitazioni rivelano come nell'isola il patrimonio edilizio-abitativo sia quasi quintuplicato tra il 1946 ed il 2001. Sono stati infatti costruiti circa 10.000 nuovi edifici ad uso residenziale (1 edificio ogni 2 nuovi abitanti). I dati dell'ultimo censimento ISTAT denunciano ulteriori 500 edifici costruiti tra il 2001 ed il 2011 con il 20% delle abitazioni che risultano essere vuote (valore questo inferiore alla media nazionale). Tutti i comuni rientrano nella seconda classe di pericolosità sismica secondo OPCM N.3519 del 28 Aprile 2006).

Roma, 18 ottobre 2018




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GLIFOSATO, GIANNUZZI (M5S): EFSA VALUTI RISCHI TENENDO LONTANO INTERESSI MULTINAZIONALI

GLIFOSATO, GIANNUZZI (M5S): EFSA VALUTI RISCHI TENENDO LONTANO INTERESSI MULTINAZIONALI

ROMA, 18 OTTOBRE - «La lotta al glifosato resta un punto fermo per il Movimento 5 Stelle. Lo abbiamo confermato ieri in audizione, quando abbiamo udito il funzionario dell'EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, Alberto Spagnolli».

Lo afferma la senatrice M5s e membro della commissione

«Con il dirigente ho toccato il punto dolente dell'intera questione: la posizione della Unione Europea sul glifosato, ritenuto "potenzialmente cancerogeno" dallo IARC, l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ma ritenuto non pericoloso dall'Efsa e quindi ammesso in agricoltura dalla Commissione Europea. Posizione che ha consentito al glifosato di arrivare sulle nostre tavole, per esempio nella pasta»

«C'è un fatto nuovo - continua la senatrice M5s - due mesi fa, la corte di San Francisco ha riconosciuto un risarcimento di 289 milioni a carico della Monsanto, per Dewayne Johnson, un giardinere che aveva usato per decenni un diserbante a base di glifosato ed oggi malato terminale di cancro, stabilendo così per la prima volta un nesso incontrovertibile di causa-effetto tra la sostanza e gli effetti cancerogeni sull'uomo».

«Partendo da questa storica sentenza - conclude Giannuzzi -, ho chiesto al funzionario di sapere se non sembrava arrivato il tempo per la EFSA di produrre una valutazione sui rischi dell'uso del glifosato, principale ingrediente della maggior parte degli erbicidi utilizzati in agricoltura, che sia più coerente con i rilievi scientifici e giuridici, e suoni meno vicina agli interessi delle multinazionali».



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Unione Naz. Consumatori su rc auto: no a compensazioni tra Napoli e Bolzano

Manovra: Garavaglia, Rc auto norma mai vista o condivisa

UNC: no a compensazioni tra Napoli e Bolzano

 

Il viceministro all'Economia, Massimo Garavaglia, ha dichiarato oggi che la norma sull'rc auto non l'ha mai vista o condivisa.

"Il fatto che non l'abbia vista non ci rassicura, il fatto che non l'abbia condivisa, invece, ci fa sperare in una modifica" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

"Con tutta la simpatia che possiamo avere per i nostri amici napoletani, non esiste che la riduzione del loro premio sia pagato dagli automobilisti di Bolzano, dato che è ovvio che le compagnie traslerebbero lo sconto obbligatorio verso i consumatori che risiedono nelle province più virtuose. No, quindi, a compensazioni tra Napoli e Bolzano" prosegue Dona.

"Siamo contrari, non solo perché si tratterebbe del solito gioco delle 3 carte, che il ministro Di Maio aveva escluso, ma perché alla fine i premi aumenterebbero per tutti" prosegue Dona.

"Si introdurrebbe, infatti, un meccanismo di compensazione inefficiente, considerato che è normale che un'impresa consideri nel calcolo del premio la sinistrosità di quella zona. Si avrebbe, quindi, un riallineamento che, premiando le zone con più incidenti a danno di quelle con meno sinistri, peggiorerebbe l'efficienza del mercato e finirebbe per determinare uno svantaggio per i consumatori nel loro complesso, facendo innalzare il premio medio" conclude Dona.




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AUDIZIONE OSSERVATORIO AMIANTO IN COMMISSIONE LAVORO CAMERA - BONANNI: PRESENTATE ISTANZE SU MAGGIORE TUTELA VITTIME CON CONVERGENZA TUTTE FORZE POLITICHE - CS

Audizione in commissione Lavoro della Camera su amianto: il presidente ONA Bonanni "presentate nostre istanze su necessità di maggior tutela delle vittime con convergenza di tutte le forze politiche"   

 

Roma, 18.10.2018 – Prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e maggior tutela del personale delle Forze Armate del comparto sicurezza (Carabinieri, Polizia di stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco) ed estensione anche a loro dei benefici contributivi amianto per il prepensionamento, sono queste, in sintesi le istanze che l'ONA, rappresentata dal suo Presidente, l'Avv. Ezio Bonanni, ha formulato oggi nella XI commissione Lavoro della Camera che ha preso atto delle richieste con convergenza di tutte le forze politiche.

L'audizione sul tema è stata convocata a fronte degli atti di Sindacato Ispettivo, promossi rispettivamente dalle On. Carla Cantone e Debora Serracchiani (Partito Democratico), dall'On. Maria Pallini (Movimento 5 Stelle), dall'on. Walter Rizzetto  (Fratelli d'Italia), dell'On. Guglielmo Epifani (Liberi e Uguali), dell'On. Paolo Zangrillo (Forza Italia), che hanno assunto come punto centrale "i dati pubblicati nel libro bianco delle morti di amianto in Italia dall'Osservatorio Nazionale Amianto a metà 2018". La pubblicazione Ona, infatti, rileva che i morti per patologie legate all'amianto sono aumentati nel 2017, raggiungendo 6.000 casi in totale: 3.600 per tumore polmonare, 1.800 per mesotelioma e 600 per asbestosi. Secondo le rilevazioni il trend sarebbe in aumento dalla fine degli anni '80 e l'Ona stima che continuerà nei prossimi anni raggiungendo il picco negli anni 2025-2030.

Lo stesso Osservatorio denuncia l'esistenza di 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare e circa un milione di siti contaminati, relativi sia a edifici privati che pubblici: 2.400 scuole, 250 ospedali e oltre mille tra biblioteche e altri edifici culturali. I dati rilevati da Ona sono ancora più preoccupanti se si considerano quelli resi noti dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che per lo stesso anno 2017 ha contato in tutto il mondo, solo per origine professionale, ben 104 mila decessi legati all'amianto. Sul punto le proposte avanzate dall'ONA: 1. Abrogazione dell'art. 47 commi 1 e 5, Legge 326/2003, con conseguente possibilità per tutti i lavoratori esposti di inoltrare la richiesta di riconoscimento degli indennizzi contributivi per esposizione ad amianto; 2. riconoscimento del diritto al prepensionamento per esposizione ad amianto anche al personale civile e militare delle Forze Armate e del comparto sicurezza, con particolare riferimento a coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate, riconosciute come causa di servizio; 3. Riconoscimento della qualità di superstite di vittima del dovere anche ai figli non conviventi e/o non a carico dei genitori defunti per causa di servizio e/o quali vittime del dovere, in modo da mettere fine al contenzioso in essere, a maggior ragione dopo l'ultima sentenza delle Sezioni Unite n. 22753/18, che sembra in contrasto con la precedente delle SS.UU. 7761/2017.



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Unione Naz. Consumatori su Bankitalia: consumi ristagnano, serve riforma fiscale

Bankitalia: consumi famiglie ristagnano

Unc: ripresa reddito insufficiente, serve riforma fiscale

 

Secondo il Bollettino di Bankitalia, dopo il forte rialzo del primo trimestre, in primavera i consumi delle famiglie hanno ristagnato, registrando una variazione nulla.

"Il fatto che il reddito disponibile sia ripreso a crescere, ma i consumi ancora ristagnino, attesta che le famiglie sono ancora in difficoltà. Insomma, l'aumento del reddito non è ancora sufficiente per far ripartire la spesa delle famiglie. Anche quelli che potrebbero permetterselo, preferiscono risparmiare piuttosto che spendere" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

"Ecco, perché, accanto al reddito di cittadinanza, utile a far ripartire i consumi delle famiglie in povertà, serve ancora una riforma fiscale che, a differenza della flat tax, concentri la riduzione della pressione fiscale solo su quel 46,1% di italiani che ancora non possono permettersi una settimana di ferie all'anno" conclude Dona.



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Cannabis legale. Roba da scoppiatelli? Così per media e business italici

Cannabis legale. Roba da scoppiatelli? Così per media e business italici

Firenze, 18 ottobre 2o18. Da ieri 17 ottobre il consumo e la produzione di cannabis è legale a livello federale in Canada, che diventa il secondo Paese al mondo con una legge in merito (il primo è stato l'Uruguay), e il primo tra i grandi Paesi del mondo. La notizia ha fatto e continua a fare il giro del mondo, con grande risalto mediatico anche sulle prime pagine cartacee e non solo. Secondo la Bbc si tratta di un "tentativo seguito con interesse da tutti gli altri Paesi del mondo". E' evidente che la British Broadcasting Corporation non ha preso in considerazione l'Italia, visto che nel nostro Paese, mediaticamente, c'é stato un deserto; a parte qualche articolo striminzito e senza neanche un tentativo di approfondimento della grande stampa (pur se qualcuno ha messo un richiamo in prima pagina), a cui si affiancano silenzi assoluti o trafiletti ripresi da agenzie stampa, che dimostrano la mediatizzazione di routine dell'evento. Cioè, non è un notizia, un evento
su cui riflettere, informare, far parlare i protagonisti nel mondo e in Italia delle varie campagne di legalizzazione, far parlare anche i "soloni" del business nostrano (1). Quasi nulla e nulla. Non ci stupiamo.
Uno dei due partiti di governo (M5S) sostiene in modo distratto, e dietro le tende, di essere per la legalizzazione, ma che questo obiettivo non rientra nel suo programma di governo con la la Leganord, partito che non disdegna mai, quelle rare volte che si esprime in merito, di pronunciarsi con le più banali, inutili e dannose affermazioni del tradizionale bagaglio degli ignoranti (per scelta e volontà): il suo leader, ministro dell'Interno, dà fuoco alla sua funzione nel trattare la questione esclusivamente in termini di maggiore repressione (come se in questi ultimi decenni non fosse stato fatto altrettanto e i risultati disastrosi e peggiorativi non fossero sotto gli occhi di tutti). Comunque, non ci aspettiamo niente di diverso da chi ci governa, ognuno fa i patti che crede con gli elettori e spetta a lui rispettarli.  Rimaniamo invece perplessi per il comportamento dei media, partendo dal presupposto che al momento vigono ancora normative che consentono di dissentire da
chi ci governa e ci amministra; pur se siamo consapevoli che la censura più dolorosa è quella che, ai fini del proprio business, i media e gli individui si impongono.
Una situazione che dovrebbe continuare ad alimentare la nomea che la legalizzazione della cannabis è una questione da "scoppiatelli", cannaioli, viziati. Ma il mondo (quello che ci ricorda la Bbc) va in altro modo. Le libertà individuali, l'ordine pubblico, il business, i posti di lavoro, l'imprenditoria, la finanza, ovunque la legalizzazione sta prendendo forma (Canada al primo posto) sono argomento all'ordine del giorno, con risultati, speranze, entusiasmo, attenzioni, studi, confronti. In Italia, invece, si dedicano pagine ed editoriali ai successi della Fca (la ex-Fiat oggi made in Usa), con elogi e sperticate emozioni e valutazioni. Ma si ignora che quello della produzione di automobili non è il business del futuro, ma solo quello del passato che sopravvive e che se dà qualche percentuale positiva, sono solo ultimi colpi di coda di un corpo molto vicino a diventare cadavere e che, non a caso nella storia Fiat, per evitare lo sfacelo totale, ha dovuto rivolgersi
lì dove la finanza e il capitale muove ancora qualcosa (Usa). Il business della cannabis? Non esiste. Il giornale degli ex-padroni italiani del vapore ne dà notizia con uno trafiletto di routine, forse sfuggito alla direzione che sembra intenta solo a rosicare un qualche zero virgola in più al governo, coi suoi titoloni e i suoi approfondimenti, per far accumulare qualche euro in più ai membri della propria corporazione. Sviluppo? Suvvia, lo slogan e la realtà sono solo sopravvivenza, anche se poi in qualche simposio gli affiliati di questa corporazione si sprecano lamentando la scarsa attenzione agli investimenti dei provvedimenti governativi.
Il mondo, come sempre, va altrimenti. E' quello ben descritto dalla Bbc. L'Italia? In panchina a vedere dove gira il vento, e senza neanche prepararsi ai più che molto probabili cambiamenti. Sembra proprio che non faccia parte del proprio DNA.


1 – il giornale della Confindustria, IlSole24Ore, ne ha dato notizia con un trafiletto

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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