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mercoledì 5 maggio 2021

Rimborso voucher viaggi. La violenza delle istituzioni contro i consumatori

Rimborso voucher viaggi. La violenza delle istituzioni contro i consumatori

Un emendamento al dl Sostegni approvato oggi in commissione Bilancio e Finanze del Senato prevede che il bonus vacanze sia valido fino alla fine dell'anno, ma nel contempo prevede che i voucher emessi per il rimborso dei viaggi dell'anno scorso, siano validi 24 mesi e non più 18.
A parte il bonus vacanze è innegabile che la beffa dei voucher continua. Non è bastato andare contro il codice civile, contro la normativa Ue, contro le delibere dell'Antitrust e dell'Enac, la protervia non ha limiti. Le passate norme avevano deciso che i viaggiatori erano obbligati a finanziare operatori e strutture turistiche non ricevendo il rimborso dei viaggi non effettuati causa covid, ma evidentemente non era una violenza istituzionale sufficiente, occorreva andare oltre. Arrivati per molti viaggiatori alla scadenza dei 18 mesi, ecco la proroga. Un esempio di come Parlamento e Governo siano contrari agli interessi  ai diritti dei consumatori.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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martedì 4 maggio 2021

Voucher come coercizione dei diritti? Viaggi, palestre, spettacoli… i prossimi?

Voucher come coercizione dei diritti? Viaggi, palestre, spettacoli… i prossimi?

Con l'approvazione di un emendamento in commissione Bilancio del Senato, oggi i parlamentari hanno sancito che il voucher va considerato come coercizione dei diritti, visto che a decidere se emetterlo o meno, invece del rimborso in denaro, sono i singoli operatori.
Viaggi. Prolungata da 18 a 24 mesi la validità: https://www.aduc.it/comunicato/rimborso+voucher+viaggi+violenza+istituzioni+contro_32604.php
Spettacoli. Prolungata da 18 mesi a 3 anni la validità.
Palestre. Voucher validi fino a sei mesi dalla fine dell'emergenza nazionale (quando finirà?).

Avevamo avuto una qualche speranza nella nuova maggioranza che sostiene il governo Draghi, ma probabilmente ci siamo sbagliati. L'emendamento approvato oggi è solo una coercizione dei diritti, obbligare i consumatori a finanziare le singole strutture, come se i consumatori non fossero coinvolti anch'essi nella crisi economica generale e come se queste aziende avessero diritti di valore superiore a quelli di ogni altra persona. Vergogna? Probabilmente chi decide queste cose non sa cosa sia la vergogna!!


Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

giovedì 14 gennaio 2021

DECRETI SEMENTI-OGM: BENE LE RICHIESTE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA

DECRETI SEMENTI-OGM: BENE LE RICHIESTE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA

Roma, 14.01.2021: Esprimendo la nostra preoccupazione per una situazione governativa così difficile che colpisce proprio il settore dell'Agricoltura, accogliamo con grande soddisfazione i pareri condizionati votati ieri dalla Commissione Agricoltura della Camera ai decreti del Ministero dell'Agricoltura, che tentavano di forzare un'apertura illegittima agli OGM "vecchi" e "nuovi" (le New Breeding Techniques – NBT) e di negare la possibilità per gli agricoltori di svolgere attività quali il reimpiego delle sementi o lo scambio di parte del raccolto come sementi o materiale di moltiplicazione.

Grazie all'apertura al dialogo con le organizzazioni agricole biologiche e contadine, le associazioni di tutela ambientale e dei consumatori da parte dei relatori incaricati, e al sostegno dei membri della Commissione Agricoltura della Camera, questo tentativo è stato per il momento sventato.

La brutta pagina del parere espresso dalla Commissione Agricoltura del Senato è, così, superata. Il futuro ministro dell'Agricoltura sarà chiamato a rispettare i vincoli posti dai pareri espressi alla Camera. In tutti si chiede, infatti, il rispetto  della sentenza della Corte europea di Giustizia che ha stabilito che alle NBT si applicano senza eccezioni o deroghe le norme oggi esistenti per gli OGM, unitamente allo stralcio dei riferimenti relativi agli OGM nei decreti in esame, a conferma della natura di Paese libero da OGM dell'Italia.

Ci impegniamo comunque a monitorare le decisioni del Mipaaf, affinchè sia rispettata la volontà democratica espressa alla Camera.

*Comunicato stampa per conto di: Acu; Aiab; Altragricoltura Bio; Ari; Asci; Ass. Agr. Biodinamica; Civiltà Contadina; Coord. Zero OGM; Crocevia; Deafal; Égalité; European Consumers; European Coordination Via Campesina; Fair Watch; FederBio; Firab; Greenpeace; Isde; Legambiente; Lipu; Navdanya; Pro Natura; Slow Food; Terra!; Unaapi; Wwf.



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giovedì 19 novembre 2020

Lockdown e limitazione alle libertà personali: «Sessanta milioni agli arresti domiciliari?», il nuovo volume di The Skill Press

Diritto e società nell'Italia della prima ondata «Sessanta milioni agli arresti domiciliari?», il nuovo volume di The Skill Press 

 

«Sessanta milioni agli arresti domiciliari?» è il primo dei pamphlet della Collana «Covid» della casa editrice The Skill Press e raccoglie i resoconti degli incontri promossi dallo studio di comunicazione The Skill (specializzato in comunicazione di vicende mediatico giudiziarie (litigation pr), di crisi, legale e in reputation management) durante il primo lockdown.

Nel volume è possibile leggere il confronto – tra gli altri – di penalisti del calibro di Giuseppe Fornari e Giandomenico Caiazza (presidente nazionale delle Camere Penali), di psicoterapeuti come il docente dell'Università di Padova, Gian Pietro Turchi, di magistrati e medici come Massimiliano Siddi (sostituto procuratore a Viterbo) e Riccardo Memeo (cardiologo a Bari) che, coordinati dalla responsabile della comunicazione legale di The Skill Federica Fantozzi, hanno colto lo spunto del primo confinamento domestico collettivo come occasione per riflettere sulle conseguenze sociali, economiche, di salute psico-fisica e giuridiche di una prolungata e costretta permanenza dentro quattro mura, siano esse domestiche per ragioni di tutela della salute o carcerarie, a seguito di un ordine di custodia cautelare.

Il professor Gian Pietro Turchi ha osservato: «Il tema centrale […] riguarda l'incertezza che troviamo nel tempo Anno Domini 2020, dove si sta pensando di andare su Marte, e forse non riusciamo neanche più a vivere su questa Terra. […] Il ritorno di questa tematica dell'incertezza è dunque un tema rispetto al quale stiamo facendo i conti, in particolare nell'attuale situazione emergenziale sanitaria. Uno degli aspetti che genera maggiore incertezza è l'utilizzo in termini sinonimici di due espressioni che noi usiamo, salute e sanità. Ci accorgiamo però che dire salute è diverso da dire sanità».

L'avvocato Giuseppe Fornari, protagonista di alcuni dei processi più significativi degli ultimi anni, ha affermato: «Una serie di criticità rispetto a come viene gestita questa fase derivano da una certa cultura democratica del Paese. Perché quando noi chiamiamo arresti domiciliari la condizione in cui siamo in qualche modo costretti in questa fase, così come quando evochiamo l'abuso, il rischio della possibile deriva autoritaria o comunque lo scavalcamento dei principi costituzionali, dobbiamo riconoscere che in realtà queste nostre osservazioni derivano dalla cultura che possiede l'intero Paese nelle fasi normali».

Da parte sua, il sostituto procuratore Massimiliano Siddi ha sostenuto: «Il discorso principale io credo sia […] un discorso proprio di tenuta dei principi dello stato democratico; questo è il piano che secondo me deve allarmare più di tutto i cittadini. […] Per la prima volta dal dopoguerra, vi è stata una rottura dei principi dello stato di diritto, rottura più strettamente filosofica, ma fondamentalmente anche giuridica. Perché questo? Perché attraverso la legislazione emergenziale si è affermato il principio che si possono comprimere, in nome di un valore assoluto, importante, fondamentale, quasi trascendente potremmo dire, qual è il valore del diritto alla vita, le libertà individuali; quelle libertà che non stanno poi molto sotto il valore del diritto alla vita».

Per l'avvocato Caiazza, infine: «Da un certo punto di vista verrebbe da dire che c'è qualcosa di autenticamente provvidenziale in questo esperimento che consente a tutti i cittadini di valutare fino in fondo il valore irrinunciabile dei diritti di libertà: nel momento in cui tutti siamo toccati sulla nostra libertà questo consentirà una rivalutazione sociale di un bene e di un diritto e quindi delle riflessioni, delle argomentazioni, dei temi che ruotano intorno al tema della libertà. Più in generale in una democrazia politica qualunque limitazione della libertà deve essere spiegata, giustificata. C'è un potere di limitazione attribuito a soggetti che istituzionalmente possono disporne e perfino di fronte ad un'emergenza sanitaria occorre che la limitazione di libertà che ne consegue debba essere spiegata, condivisa, credibile».




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lunedì 9 novembre 2020

Bonus banda larga e bonus mobilità, novità da oggi

Bonus banda larga e bonus mobilità, novità da oggi

Firenze, 9 Novembre 2020. Dovrebbe partire oggi 9 novembre il cosiddetto BONUS BANDA LARGA  destinato alle famiglie con Isee inferiore a 20.000 euro per la fruizione di servizi a banda larga, ovvero per la sottoscrizione di nuovi contratti con eventuale fornitura di tablet o pc. Sul sito Infratel, il gestore del bonus, si trovano annunci ed istruzioni (1), compreso il modulo che deve essere presentato al gestore telefonico per l'attivazione del particolare contratto incentivato. Ci sono però delle limitazioni territoriali da verificare. 
Rimangono irrisolti i problei relativi al perché bisognerebbe acquistare un pc o un tabel ad un prezzo mediamente doppio rispetto al mercato (2).
INFORMAZIONI sul bonus e link utili si trovano nel nostro articolo aggiornato Bonus banda larga al via. Istruzioni per l'uso

Per quanto riguarda il BONUS MOBILITÀ, o BONUS BICI, dopo le polemiche seguite al blocco delle richieste causato dal malfunzionamento di PosteID con Spid (3), riaprono da oggi nuovi termini di PRE-registrazione, possibile fino al 9 dicembre, per chi deve richiedere il rimborso. Sul sito apposito, buonomobilita.it, è comunque precisato che "La pre-registrazione non dà diritto ad alcun beneficio, serve al Ministero dell'ambiente al fine di quantificare le risorse per un puntuale rifinanziamento del Programma Sperimentale Buono Mobilità". Per ulteriori passi, quindi, si dovrà poi aspettare che il fondo dedicato venga rifinanziato.

INFORMAZIONI sul bonus e link utili si trovano nel nostro articolo BONUS MOBILITÀ, fissate modalità e tempi (lunghi) di richiesta dei buoni e dei rimborsi: https://www.aduc.it/articolo/bonus+mobilit+fissate+modalita+tempi+lunghi_31686.php


NOTE
1 - https://www.infratelitalia.it/archivio-news/notizie/piano-voucher-aggiornamenti
2 - https://www.aduc.it/comunicato/bonus+500+euro+connettivita+internet+perche_31862.php
3 - https://www.aduc.it/comunicato/bonus+mobilita+ministro+costa+invita+cittadini_31965.php


Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo


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giovedì 8 ottobre 2020

Infermieri: nella legge sull'eutanasia sia inserito il riferimento ai Codici deontologici


 

Infermieri: nella legge sull'eutanasia sia inserito il riferimento ai Codici deontologici

 

Infermieri e medici devono potersi attenere ai loro codici deontologici e la proposta di legge all'esame della Camera ("Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia" ) deve tenerne conto e metterlo nero su bianco.

Il principio è quello contenuto nell'audizione della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) alle Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera sulla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale nell'ambito dell'esame della proposta di legge.

La Corte Costituzionale (sentenza 242/2019) colmando un vuoto normativo che si è creato dopo l'approvazione della legge 219/2017 sulle DAT, afferma che sta alla coscienza del sanitario esaudire o no, in questo caso estremo, la volontà del malato e dichiara  l'incostituzionalità dell'articolo 580 del Codice penale nella parte in cui non esclude la punibilità di chi agevola il proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formato, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche, ma che resta pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.

Secondo il Codice deontologico degli infermieri – come hanno spiegato all'audizione Cosimo Cicia, componente del Comitato centrale della Federazione e Aurelio Filippini, Presidente Opi Varese ed esperto di Bioetica - non è accettazione passiva dell'esplicitazione di un diritto di scelta legato all'intima conoscenza della persona assistita rispetto alla proporzionalità delle cure che affronta, argomento caro alla professione paragonate alla qualità della propria vita, ma una attiva vicinanza professionale e accompagnamento per collaborare a chiarire e definire al meglio il percorso di vita che porta alla sua fine, definendolo come percorso di cura, all'interno della pianificazione condivisa.

Consapevoli che, indipendentemente da quanto una legge possa indicare, la pianificazione condivisa delle cure prevede indiscutibilmente un approccio di équipe multidisciplinare, in un percorso che comprende la palliazione, il conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale e spirituale.

Il gesto di cura, secondo FNOPI, proprio delle professioni di aiuto, prende significato come modalità di assistere competente (scienza) e etica (coscienza), a questo fine infatti è enfatizzato come nella presa in carico l'infermiere accoglie, nel pieno rispetto della persona, le emozioni e facilita l'espressione della sofferenza come elementi indispensabili per conoscere l'altro e condividerne un cammino.

Il coinvolgimento della professione infermieristica nel percorso di scelta della persona assistita è legato anche alla responsabilità all'interno delle organizzazioni sanitarie e al contributo nelle scelte organizzative e di allocazione delle risorse oltre che assistenziali e della rilevazione documentata dell'espressione di assenso o diniego alle prestazioni infermieristiche che la persona assistita può e deve manifestare all'interno del percorso di cura

"La sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale e le iniziative legislative in corso di esame – spiega la FNOPI nell'audizione - superano la visione, ormai remota, della vita come bene indisponibile e oggetto di ingerenza pubblica, a favore di un principio di autodeterminazione del paziente, peraltro coerente con la legge n. 219 del 2017.

L'integrazione normativa, che già si attua, tra norme statali e Codice Deontologico, dovrà essere tenuta in considerazione in sede di percorso legislativo parlamentare, in coerenza con il Codice e con l'esperienza infermieristica diffusa, che nel Codice ha trovato la sua traduzione normativa, anche in funzione della attuale limitata considerazione che alle professioni infermieristiche viene data nella legge n. 219 del 2017.

"Si ritiene opportuno – conclude l'audizione FNOPI - che venga inserito nella legge in corso di elaborazione un riferimento ai Codici deontologici di infermieri e dei medici, che potrebbe costituire una validazione della natura normativa integrata che essi recano in sé e della necessità che i professionisti della sanità possano, con evidenza, coerenza e chiarezza, adempiere linearmente sia ai doveri giuridici derivanti dalle norme statali sia ai doveri deontologici".

 

 

 

 




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lunedì 21 settembre 2020

Ristoratori rispettosi delle norme igieniche anti-covid per 9 clienti su 10_Fipe-Confcommercio: “Bar e ristoranti sono luoghi sicuri per tutti”


ESERCENTI RISPETTOSI DELLE NORME IGIENICHE ANTI-COVID PER 9 CLIENTI SU 10

FIPE-CONFCOMMERCIO: "BAR E RISTORANTI SONO LUOGHI SICURI PER TUTTI"

Secondo un'indagine di Format Research la quasi totalità degli intervistati, circa il 92%, ritiene che i ristoratori siano attenti nell'applicazione delle misure di sicurezza anti-covid ma paura del contagio (66,5%) e smart working (35%) tra le principali motivazioni che inducono a non mangiare fuori.

 

Roma, 21 settembre 2020 – I ristoranti sono luoghi sicuri, a confermarlo i loro stessi clienti. Ecco quanto emerge da una recente indagine condotta da Format Research secondo cui per ben il 92% degli intervistati l'osservanza delle norme di sicurezza sanitaria da parte dei ristoratori è stata «molto o abbastanza» soddisfacente. Esercenti virtuosi, dunque, in materia di norme anti-Covid. La tutela della sicurezza è inoltre ai primissimi posti tra le motivazioni che inducono i consumatori a scegliere un posto piuttosto che un altro. Sempre secondo l'indagine l'attenzione alle norme igieniche è l'aspetto più importante da valutare per il 47,4% dei consumatori, mentre a seguire ci sono il distanziamento dei tavoli (per il 35,2%), la dotazione di tavoli all'aperto (per il 34%), e l'attenzione al numero di persone all'interno del locale (per il 20%). Ulteriore conferma arriva dall'analisi delle principali motivazioni che inducono a non mangiare fuori. A farla da padrone la paura del contagio per il 66,5% e la scarsa godibilità dell'esperienza dovuta alle rigide regole per il 41,5%. Una larga parte degli intervistati, il 35%, non mangia più fuori a causa dello smart working.

"Bar e ristoranti sono luoghi sicuri sia per i clienti che per i lavoratori - si legge in una nota delle Federazione - Anche gli ultimi dati diffusi dall'Inail sui contagi da Covid-19 nei luoghi di lavoro, letti nel modo giusto, ne danno conferma. Al netto di un leggero e fisiologico aumento dell'incidenza dei casi nel settore del turismo dovuto ad effetti stagionali le attività di ristorazione restano tra i luoghi più sicuri. Distanziamento tra i tavoli, mascherine al personale, accessi differenziati per i clienti in entrata e quelli in uscita, monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti, pulizia e sanificazione dei locali e gel igienizzante a disposizione di tutti, sono solo alcune delle rigide regole che tutti gli esercenti stanno seguendo e devono necessariamente

continuare a rispettare per lavorare in sicurezza. Oltre a questo, come Federazione sosteniamo con convinzione la campagna a favore dell'utilizzo dell'App IMMUNI, che riteniamo possa essere uno strumento efficace per contrastare la diffusione del contagio. A questo proposito invitiamo tutti i nostri associati a esporre nei propri locali il QR code dell'app per consentire ai loro clienti di scaricarla".




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