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venerdì 12 aprile 2019

Dati personali e sanità: quanti medici sono davvero informati sulla nuova normativa? Il parere dell'Avvocato

G.D.P.R., privacy e sanità in Italia: quanti medici sanno davvero cosa comporti la normativa?

Avvocato Chiarini: "C'è confusione tra i sanitari, necessaria maggiore informazione, per questo ho redatto un vademecum. 

 

Si è fatto un gran parlare dell'ormai ben noto G.D.P.R., il Regolamento UE 2016/679 attuato nel nostro Paese nell'agosto 2018, che va ad integrare e, in alcuni casi, a modificare quella che era la normativa italiana prevista dal Codice della privacy del 2003. Va detto, però, che, sebbene si sia discusso molto di questa novità normativa, accusata spesso di essere troppo rigida, sono molte le persone che non hanno ancora ben chiaro cosa la sua entrata in vigore abbia comportato, anche tra quei professionisti che sono stati, di fatto, toccati in prima persona dal Regolamento Comunitario.

 

Il G.D.P.R., infatti, trova applicazione in moltissimi ambiti, tra i quali anche quello della sanità, nel quale vengono trattati dati personali particolarmente sensibili, legati allo stato della nostra salute. Non tutti i medici e gli operatori sanitari, però, sanno quali siano le modifiche introdotte e in che modo possano, o non possano, gestire queste informazioni delicate. A sottolineare questa situazione di incertezza è Gabriele Chiarini, avvocato cassazionista e dottore di ricerca in diritto civile, specializzato in malasanità, che negli ultimi mesi ha preso atto delle moltissime richieste di chiarimenti e consulenza in materia da parte di medici ed operatori sanitari in genere.

 

"Sembra esserci un diffuso bisogno di maggior chiarezza riguardo le novità previste dal G.D.P.R. – Ha commentato l'avvocato ChiariniSe non si è a conoscenza di cosa comporti la nuova normativa nello svolgimento della propria professione, si può agire in modo errato, seppur con le migliori intenzioni. Credo che sia auspicabile prevedere momenti di formazione specifica che vedano coinvolti avvocati e professionisti del settore, al fine di illustrare nel concreto cosa sia cambiato".

 

Per rendere più chiaro il significato del Regolamento Europeo in ambito sanitario, e alla luce dei chiarimenti recentemente diramati dall'Autorità Garante della privacy, l'avvocato Chiarini ha illustrato i punti principali in una sorta di vademecum pubblicato sul suo sito web, del quale di seguito è riportata una sintesi:

 

§ 1. La disciplina per il trattamento dei dati relativi alla salute in ambito sanitario

Diversamente dal passato, il professionista sanitario (tenuto al segreto professionale) non deve più richiedere il consenso del paziente per i trattamenti necessari alla erogazione delle prestazioni sanitarie. Beninteso, il trattamento di dati che non necessita di consenso è solo quello strettamente necessario alla realizzazione delle specifiche "finalità di cura" previste dal G.D.P.R., pertanto restano esclusi dalla dispensa i trattamenti effettuati per finalità diverse (come quelle promozionali, commerciali, di fidelizzazione della clientela, o magari elettorali).

 

§ 2. Le informazioni da fornire all'interessato e i tempi di conservazione dei dati

Tra i nuovi elementi informativi da fornire all'interessato, merita di essere segnalato il tempo di conservazione dei dati sanitari.

A questo proposito, ricordiamo che gli obblighi di conservazione della documentazione sanitaria non sono stati modificati dal G.D.P.R. e, pertanto, restano pienamente in vigore. Ad esempio:

  • le cartelle cliniche, i referti e resoconti radiologici devono essere conservati per sempre (si tratta di atti ufficiali indispensabili a garantire la certezza del diritto, oltre a costituire preziosa fonte per ricerche di carattere storico-sanitario);
  • le immagini radiologiche e di medicina nucleare devono essere conservate per un periodo non inferiore a dieci anni;
  • la documentazione relativa agli accertamenti effettuati nel corso delle visite per il rilascio dei certificati di idoneità sportiva deve essere conservata, a cura del medico visitatore, per almeno cinque anni.

§ 3. La figura del Responsabile della protezione dei dati (R.P.D.)

Com'è noto, la figura del "Responsabile della Protezione dei Dati" dovrebbe costituire, nelle intenzioni del legislatore europeo, una misura volta a facilitare l'osservanza della disciplina in materia. La nomina del R.P.D.:

  • è obbligatoria per tutte le Aziende Sanitarie pubbliche appartenenti al S.S.N., nonché per le Strutture private che effettuino il trattamento di dati personali "su larga scala";
  • non è obbligatoria per i singoli professionisti sanitari che operino in regime di libera professione a titolo individuale.

 

§ 4. Il Registro delle attività di trattamento

Nel cd. "Registro delle attività di trattamento" debbono essere annotate le principali informazioni relative al trattamento dei dati personali. La regolare tenuta del Registro è un obbligo, senza alcuna esclusione, per tutti:

  • i singoli professionisti sanitari che agiscano in libera professione,
  • i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta,
  • gli ospedali privati e le case di cura,
  • le Residenze Sanitarie Assistenziali,
  • le Aziende Sanitarie appartenenti al S.S.N., nonché
  • le farmacie, le parafarmacie e le aziende ortopediche.


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sabato 6 aprile 2019

Approvata la Direttiva sul copyright | Mogol: la ragione e la cultura hanno vinto sui soldi


Approvata la Direttiva sul copyright

Mogol: la ragione e la cultura hanno vinto sui soldi

 

Giornata storica per i creatori di contenuti. Dopo cinque anni di discussioni e nonostante una massiccia campagna di disinformazione orchestrata dai giganti del web, oggi il Parlamento Europeo ha adottato la Direttiva sul diritto d'autore.

"E' una grande notizia, hanno vinto la ragione e la cultura sui soldi" ha dichiarato il presidente SIAE Giulio Mogol subito dopo l'approvazione della nuova Direttiva che, ha sottolineato, "non impone una tassa ma riconosce un giusto compenso".

"In SIAE abbiamo novantamila iscritti, almeno ventimila guadagnano meno di mille euro al mese senza contributi e spesso sono all'inizio della loro carriera" ha aggiunto Mogol, che ha concluso: "I giovani artisti di oggi saranno poi i grandi di domani".

A seguire i lavori del Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, c'erano il Vicepresidente SIAE Salvo Nastasi, il Direttore Generale Gaetano Blandini, il Maestro Nicola Piovani e una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell'Accademia Silvio D'Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti ieri in pullman da Roma, per sostenere con la loro presenza l'approvazione della Direttiva Copyright.

Per Anders Lassen, Presidente del GESAC, "questa è una vittoria senza precedenti per i creatori europei, che ora potranno esercitare i loro diritti e ricevere un'equa remunerazione da piattaforme come YouTube. L'Europa sta adottando un regolamento equilibrato che consentirà lo sviluppo dell'economia digitale europea di pari passo con il settore creativo ".

 

Roma, 26 marzo 2019



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Normativa. Nel decreto crescita un provvedimento blocca-ecobonus _ l'opinione di Rete IRENE

L'ultima bozza del "Decreto Crescita", che dovrebbe essere discusso dal Consiglio dei Ministri oggi stesso, contiene un provvedimento modificativo del meccanismo di cessione degli incentivi per gli interventi di riqualificazione energetica e miglioramento sismico (ecobonus e sismabonus) che, nelle intenzioni, dovrebbe renderne più semplice l'applicazione e fornire maggiore stimolo alle attività e un contributo alla crescita.

A nostro parere, la formulazione adottata non contribuisce affatto a semplificare e, al contrario, è in grado di indurre gravi problemi di aspettative erronee, elusione fiscale, concorrenza sleale e genererà un'eccessiva concentrazione del mercato. 

L'approvazione del provvedimento causerà confusione, incertezza e rischio di una gran quantità di contenzioso futuro con l'Agenzia delle entrate determinando, per di più, un aggravio per la sostenibilità dei flussi del bilancio pubblico a parità di attività incentivate.

Anziché contribuire alla crescita e alla tutela dell'ambiente, si può prevedere un rallentamento delle decisioni di investimento e una contrazione delle attività.


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mercoledì 3 aprile 2019

GOP vince al TAR in materia di appalti pubblici ed efficienza energetica

GOP VINCE AL TAR IN MATERIA DI APPALTI PUBBLICI ED EFFICIENZA ENERGETICA

 

Milano, 03 aprile 2019 – Lo studio legale internazionale Gianni, Origoni, Grippo, Capelli & Partners ha assistito, con successo, la società Fratelli Carollo S.r.l. nel contenzioso amministrativo innanzi al TAR Veneto relativamente ad un appalto per la progettazione e l'esecuzione dei lavori inerenti al servizio di efficientamento energetico di impianti di pubblica illuminazione.

 

La seconda classificata alla procedura aveva promosso ricorso, con istanza cautelare, contro il provvedimento di aggiudicazione dell'appalto in favore della società Fratelli Carollo S.r.l., che a sua volta ha proposto ricorso incidentale. Aderendo dapprima alla linea difensiva della società ricorrente, in sede cautelare il TAR ha ritenuto di accogliere la richiesta di sospensiva, per poi tuttavia determinarsi in senso diametralmente opposto nel merito con sentenza n. 392 del 29 marzo 2019.

 

La pronuncia in questione, in particolare, ha dettato principi innovativi per il settore degli appalti finalizzati all'efficientamento energetico delle proprietà pubbliche, riconoscendo anzitutto la possibilità per le imprese partecipanti di rivolgersi ad una Esco, in qualità di mera sub-affidataria, ai fini dell'ottenimento dei titoli di efficienza energetica.

 

La società Fratelli Carollo S.r.l. è stata assistita da un team composto dal partner Giuseppe Velluto, dal managing associate Guido Reggiani (in foto), dagli associate Davide Corriero e Michele Girardi.

 

 

 

Nella foto, il managing associate Guido Reggiani del team GOP



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mercoledì 20 marzo 2019

LAZIO. UNA NUOVA LEGGE PER I RIDER, IL CONSIGLIO APPROVA

LAZIO. UNA NUOVA LEGGE per i RIDER, IL CONSIGLIO APPROVA

Così la Regione Lazio intende colmare un vuoto normativo in materia di lavoro a domanda attraverso le piattaforme digitali. Contrario al provvedimento il Movimento 5 stelle

 

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori (Pd), ha approvato - con 24 voti a favore, otto contrari - la proposta di legge regionale n. 40, "Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali", un provvedimento che mira alla tutela dei cosiddetti "rider", vale a dire coloro che effettuano consegne a domicilio utilizzando cicli o motocicli, e, più in generale, di tutti i lavoratori della cosiddetta "gig economy", vale a dire quel modello economico in cui domanda e offerta di servizi e competenze sono gestiti on line attraverso piattaforme e app dedicate.

La nuova legge regionale ha come principio la promozione dello sviluppo responsabile della nuova economia legata alle piattaforme digitali, proteggendo i lavoratori indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma del rapporto di lavoro. In particolare, i tredici articoli della legge approvata oggi introducono: la tutela della salute e della sicurezza, incentivando la formazione obbligatoria a carico delle piattaforme e stabilendo la manutenzione dei mezzi di lavoro a carico della piattaforma; la tutela assistenziale e previdenziale, con l'obbligatorietà della copertura assicurativa e la promozione di forme di tutela integrative; una norma per garantire al lavoratore digitale un'informativa trasparente riguardo il funzionamento dell'algoritmo che determina l'incontro fra la domanda e l'offerta; un principio sul compenso che non può in ogni caso essere inferiore alla misura oraria minima determinata dai contratti collettivi di settore, disponendo un divieto per le piattaforme digitali di ricorrere al compenso a cottimo.

Nel testo sono indicati anche gli strumenti operativi di cui la Regione si dota al fine di promuovere lo sviluppo del lavoro e dell'economia digitale: portale del lavoro digitale, che si compone dell'anagrafe regionale del lavoro digitale e del registro regionale delle piattaforme digitali; Consulta dell'economia e del lavoro digitale, quale organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro; programma annuale degli interventi, che individua le misure, le agevolazioni e le attività che si intende mettere in atto in materia di lavoro digitale, con particolare riferimento al sistema bilaterale; protocolli di intesa con Inps e Inail per l'attuazione delle tutele previdenziali e assicurative. Tra gli emendamenti approvati, un articolo aggiuntivo proposto dai consiglieri di Forza Italia Ciacciarelli, Aurigemma, Palozzi, Simeone, subemendato dall'assessore Claudio Di Berardino, introduce nel provvedimento la "Carta dei diritti dei lavoratori digitali nel contesto urbano della Regione", "con la finalità di promuovere principi, regole e tutele a garanzia dei lavoratori digitali e delle piattaforme digitali". Lo stanziamento previsto è di 2,1 milioni di euro: un milione per ciascuna annualità 2019 e 2020 è destinato al "Fondo per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali", centomila euro sono detinati alla creazione del portale del lavoro digitale della Regione Lazio.

Nel corso della seduta è intervenuta più volte la relatrice di minoranza, Roberta Lombardi (M5s), per ribadire la contrarietà del suo gruppo al provvedimento e per sostenere una serie di emendamenti palesemente ostruzionistici. "Arriviamo alla fine di una farsa – ha detto Lombardi in sede di dichiarazioni di voto - sappiamo tutti i profili di incostituzionalità di questa legge". Si tratta di un provvedimento utile solo a fare "propaganda politica" per la capogruppo del Movimento 5 stelle che rivendica la volontà del governo di legiferare in questa materia. "Noi – ha proseguito Lombardi - condividiamo la necessità di un intervento nazionale sul tema, ma l'urgenza non giustifica interventi palesemente incostituzionali, mettendo una pezza peggiore del buco".

A nome di tutta la maggioranza, in dichiarazione di voto è intervenuta la consigliera Eleonora Mattia (Pd). "La legge approvata oggi – ha dichiarato Mattia - dice chiaramente basta al cottimo, basta alla rincorsa del proprio stipendio a tutti i costi. Non è dignitoso. Questa legge inverte la rotta – ha proseguito Mattia - e dice all'opinione pubblica, al governo, alle imprese che i lavoratori digitali esistono. Questa legge contribuisce a dare alla categoria un'autocoscienza nel sistema delle relazioni industriali. Uscire dall'anonimato – ha concluso Mattia - è il primo passo per comprendere il fenomeno, generare unione, per permettere ai nuovi fattorini e ai lavoratori digitali tutti di unirsi, combattere per i propri diritti, rivendicare dignità, sostituendo alla debolezza del singolo la forza del gruppo".



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giovedì 14 marzo 2019

Renergetica: Il GSE accoglie l'istanza di riesame presentata dalla società controllata Zaon S.r.l. in merito al diritto all'incentivazione per l'impianto fotovoltaico di potenza pari a 697,41kW ubicato nel comune di Lomello (AL) (l"Impianto")

Il GSE accoglie l'istanza di riesame presentata dalla società controllata Zaon S.r.l. in merito al diritto all'incentivazione per l'impianto fotovoltaico di potenza pari a 697,41kW ubicato nel comune di Lomello (AL) (l"Impianto")

 

Genova, 13 Marzo 2019

 

Renergetica S.p.A., società operante nello sviluppo di progetti a fonti rinnovabili sul mercato internazionale, titolare di un proprio portafoglio impianti e attiva nella vendita di servizi di ingegneria e di asset management, rende noto che la sua controllata Zaon S.r.l. ha ricevuto la notifica, da parte del GSE, del provvedimento di accoglimento dell'istanza di riesame depositata in data 1° Ottobre 2018, avente ad oggetto l'annullamento in autotutela del provvedimento di ammissione alle tariffe incentivanti (di cui al prot. FTV_236880 del 12 settembre 2011) e, quale atto consequenziale, della convenzione per l'erogazione della tariffa incentivante contraddistinta dal n. H01F23347607.

 

Con l'emissione del sopracitato provvedimento di accoglimento, e la conseguente riattivazione della convenzione n. H01F23347607, Zaon S.r.l. non è tenuta al rimborso al GSE degli incentivi già erogati, per un importo pari ad Euro 993.673,04 (si rimanda a tale proposito alle sezioni 4.1.3 e 4.1.4 del Documento di Ammissione), ed inoltre acquista il diritto a vedersi riconosciuti – da parte del GSE – gli incentivi non riscossi a seguito dell'annullamento in autotutela, per un importo pari a circa Euro 800.000 (Euro ottocentomila/00), nonché gli incentivi futuri sino 17 ottobre 2027, scadenza naturale della sopramenzionata convenzione.

 

 

RENERGETICA, costituita a Genova nel 2008 e PMI Innovativa da ottobre 2016, opera nel settore delle energie rinnovabili in qualità di Developer, IPP e società di ingegneria, coprendo tutte le attività della value chain a esclusione dell'EPC. Ha sviluppato un importante track-record di sviluppo e competenze in tutti i segmenti delle energie rinnovabili (in particolare fotovoltaico, eolico, mini-idro e biomasse). È attiva in Italia, Cile, Stati Uniti e Colombia. Nel 2017 ha realizzato ricavi pro-forma pari a 5,2 Eu mln con EBITDA margin superiore al 37%. Ha sviluppato internamente Hybrid Grid Smart Controller (HGSC), innovativo software di controllo per l'ottimizzazione delle reti ibride, caratterizzato da elevate prestazioni e affidabilità.



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mercoledì 27 febbraio 2019

Riforma copyright, ANSO: «Il muro contro muro non serve. Ascoltate la voce di chi fa informazione locale tutti i giorni»

Riforma copyright, ANSO: «Il muro contro muro non serve. Ascoltate la voce di chi fa informazione locale tutti i giorni

Appello dell'Associazione Nazionale Stampa Online agli eurodeputati italiani. «Rischiamo di arrivare ad una norma pasticciata che penalizzerà fin da subito i piccoli editori», afferma il presidente Giovannelli

 

Il tempo ormai scarseggia, ma la soluzione positiva appare lontana. Sulla riforma europea del copyright l'Associazione Nazionale Stampa Online - ANSO, pur incassando l'appoggio esterno del sottosegretario all'Editoria Vito Crimi che ha esplicitamente parlato di «una norma sbagliata» che «penalizza di piccoli editori», non vede all'orizzonte un risultato positivo. Soprattutto visti i tempi estremamente ristretti. «Si è scelto un muro a muro e ora la parola passerà ai singoli Stati in attesa dell'ultimo pronunciamento del Parlamento a Bruxelles. Rischierà di uscire un brutto pasticcio e per questo chiediamo di abbandonare gli atteggiamenti manichei ascoltando la voce di chi tutti i giorni lavora per informare le comunità locali», afferma il presidente di ANSO Marco Giovannelli.

Infatti il quadro che si profila è quello di nove Stati, tra cui l'Italia, contrari. Un dato che non garantisce una ridiscussione del testo, quanto presagisce un braccio di ferro. Prosegue Giovannelli: «La nuova disciplina del copyright è argomento molto complesso che può danneggiare in modo serio le piccole testate e i piccoli editori. ANSO si è da subito battuta perché l'Unione europea recepisse le loro istanze. Purtroppo il quadro ad oggi non permette di intravvedere soluzioni positive». Di fatto, i tempi non sono dalla parte della mediazione: martedì 26 febbraio è atteso il voto della commissione Affari giuridici dell'Europarlamento, quindi tra marzo e aprile finirà in plenaria per il via libera definitivo dove il voto degli eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti politici potrà aiutare a bloccare questa condanna per tutti gli editori nativi digitali.



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