CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news sulla Normativa

Cerca nel blog

sabato 1 giugno 2019

GF Legal: sentenza cannabis avrà impatto su decine di migliaia di lavoratori del settore. Danneggiati soprattutto i titolari

GF Legal: sentenza cannabis avrà impatto su decine di migliaia di lavoratori del settore. Danneggiati soprattutto i titolari

La sentenza della Cassazione sulla cannabis light ha decretato ieri che vendere i derivati della cannabis rappresenta un reato, aggiungendo "salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante". Una decisione che potrebbe avere dei riflessi importanti anche sul fronte occupazionale? L'avvocato Mario Fusani dello studio GF Legal ritiene che "l'impatto di questa sentenza potrebbe interessare alcune decine di migliaia di persone in Italia, al di là delle effettive motivazioni che non sono ancora note e che potrebbero meglio tarare la portata della sentenza. I lavoratori coinvolti da questa decisione spaziano dai coltivatori, agli esercizi commerciali che vendono il prodotto. La maggioranza è rappresentata da piccole imprese, considerato che i grandi gruppi della grande distribuzione pare non si fossero ancora impegnati in questo comparto. Rispetto ad alcuni anni fa, la modifica introdotta dal cosiddetto Jobs Act di renziana memoria sicuramente permette di applicare alcuni ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese (fino al 2015 escluse) che subiranno le conseguenze di tale sentenza. In tal senso, il diritto alla Naspi, la vecchia indennità di disoccupazione, dovrebbe essere percepibile anche se l'estrema giovinezza del settore non consentirà di puntare al periodo massimo di 12 mesi di assegno, considerato che il medesimo è proporzionale all'anzianità. Da questi strumenti, però, saranno esclusi i diretti titolari delle micro aziende, che non sono lavoratori subordinati. E ciò vale sia per le imprese agricole familiari, sia per gli esercizi commerciali. Anche da un punto di vista sociale, per l'estrema frammentazione del comparto sarà difficile immaginare una mobilitazione efficace che porti il Ministero dello Sviluppo Economico o il Ministero del Lavoro ad aprire un tavolo di confronto. A parte qualche prevedibile mobilitazione, il dubbio consiste nel capire se in termini sia di "popolazione" sia di durata della mobilitazione si raggiungeranno dei livelli tali da far muovere l'apparato esecutivo affinché questo intervenga con un ulteriore supporto sul fronte dell'occupazione. Ciò ovviamente a prescindere dalle eventuali iniziative sul merito della questione, la legittimità o meno dell'uso della cannabis, che indirettamente potrebbero avere impatto anche sui lavoratori comunque addetti".




--
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 20 maggio 2019

Pratica commerciale scorretta. Escluso il controllo dell’Antitrust sull’attività di recupero crediti

Pratica commerciale scorretta:Escluso il controllo dell'Antitrust sull'attività di recupero crediti



Il Consiglio di Stato, irrompendo rispetto a innumerevoli precedenti adottati per la stessa materia, in un procedimento patrocinato dall'Avv. Gelsomina CIMINO, ha infine riconosciuto che L'Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato non ha competenza circa l'applicazione di sanzioni a carico di società di recupero di crediti, già assoggettate al rilascio di apposita Licenza di Polizia (art. 115 Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) ad opera della Questura.

Con la Sentenza n. 3102 pubblicata il 13.05.2019 la Sezione Sesta del Consiglio di Stato ha così definitivamente risolto la vicenda che ha visto come protagonista l'Agenzia Riscossioni Esattoria con sede in Roma, tacciata da più parti di essere la "FINTA" Agenzia delle Entrate, vanificando in tal modo l'opera commissionata da diversi Enti Pubblici, consistita nell'intraprendere attività di recupero crediti, sostituendosi – e in modo assolutamente efficace, con risultati ben superiori ad ogni aspettativa e certo mai conseguiti attraverso gli ordinari canali della riscossione statale – agli Enti normalmente preposti.

I Giudici di Palazzo Spada hanno infatti riconosciuto che "il regolare e corretto esercizio dell'attività in questione è rimessa – non già all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, bensì – all'esame degli organi specificamente preposti al rilascio del titolo autorizzativo ed al controllo di conformità della condotta ad esso"

E ancora, scendendo nel dettaglio delle censure mosse dall'Avv. Gelsomina CIMINO avverso il provvedimento sanzionatorio dell'AGCM, il Supremo Giudice Amministrativo ha escluso che ai destinatari delle lettere denominate "Preavviso di esecuzione" possa essere applicata la speciale disciplina consumeristica dettata dal Codice del Consumo e ciò in accoglimento della tesi offerta per cui, il "trasgressore" di una sanzione amministrativa giammai può assumere la qualifica di "consumatore" ai sensi dell'art. 3 del Codice del Consumo.

Tale impostazione risponde d'altronde, alla scelta legislativa (vds art. 35 del D.L. 50/2017) di attribuire alle amministrazioni locali il potere di affidare ad un soggetto preposto alla riscossione nazionale, il ruolo di "esattore" delle entrate tributarie e patrimoniali dell'Ente.

@Produzione Riservata

Studio Legale Gelsomina Cimino

recapiti: 06.47823397



--
www.CorrieredelWeb.it

giovedì 9 maggio 2019

A Automotive Dealer Day anche confronto con politica. Vanini (Autotorino): a Salvini proposte per nuovo piano normativo

AUTO, ALL'AUTOMOTIVE DEALER DAY ANCHE IL CONFRONTO TRA POLITICA E LA FILIERA CHE VALE 75 MILIARDI DI GETTITO FISCALE

 

VANINI (AUTOTORINO): "AL VICEPREMIER SALVINI LE PROPOSTE PER UN NUOVO PIANO NORMATIVO, A PARTIRE DA DEFISCALIZZAZIONE"

 

(Verona, 9 maggio 2019). Business, ma anche politiche di filiera in primo piano all'Automotive Dealer Day di Quintegia, al via da martedì 14 al 16 maggio a Veronafiere. A partire dal confronto sul settore tra il vicepremier Matteo Salvini e Plinio Vanini, presidente del primo gruppo concessionario italiano, in programma nel corso della prima giornata alle ore 18.30. "I concessionari italiani – ha detto Vanini – sono i frontmen di un settore che rende il 16% del gettito fiscale del Paese, l'equivalente di 75 miliardi di euro l'anno. Siamo contenti di essere così centrali per le casse dello Stato e l'economia del Paese, ma se vogliamo rimanere tali serve una scossa per reagire a un parco auto che è diventato il più vecchio e più inquinante d'Europa, a un mercato che è tornato in forte recessione, ai recenti provvedimenti che hanno ulteriormente confuso la domanda". Secondo Vanini, l'incontro al Dealer day sarà l'occasione per fare proposte concrete al rappresentante di Governo: "Serve subito un nuovo sistema normativo a tutela del settore e dei dealer sia in ambito nazionale che europeo, ed è ciò che illustreremo al vicepremier Salvini a Verona. Occorre – ha concluso - lavorare sulla fiscalità auto con detrazioni e deducibilità finalmente allineate agli altri mercati europei, ma anche con crediti d'imposta per la sostituzione di veicoli inquinanti, oltre a un piano energetico/infrastrutturale nazionale serio".

Secondo le elaborazioni Quintegia, dal periodo pre-crisi (2007) si vendono il 20% di auto in meno, con una contrazione degli imprenditori della distribuzione auto che a fine anno arriverà a -57% (-28% i punti vendita, 2019 vs 2007). E se l'età media dell'auto è cresciuta fino a 10,9 anni, con oltre 12,4 milioni di vetture ante-euro 4, i dealer in questi anni sono riusciti a operare un cambio di rotta, con una progressiva crescita dei grandi gruppi in grado di sostenere, anche finanziariamente, gli sbalzi del mercato. Business Remix è il tema del 17° Automotive Dealer day, che dedicherà particolare attenzione ai contenuti legati all'elettrico e alle nuove tecnologie. La giornata di apertura dell'evento europeo di riferimento per la distribuzione auto comincia con una conferenza congiunta delle associazioni di settore (Anfia, Federauto e Unrae, ore 14.00) volta, secondo i rappresentanti delle case estere, "a sottolineare la gravità e l'urgenza della situazione". A seguire (ore 16.30), il focus Quintegia sulla mobilità elettrica, sostenibile e intelligente, con Enel X, Mercedes-Benz Italia, MIT Senseable City Lab, Autoscout24 e Cami (Center for Automotive and Mobility Innovation) dell'Università Ca' Foscari. Non mancano, nei 60 appuntamenti in programma fino al 16 maggio, gli incontri con le voci più autorevoli del comparto, come il co-fondatore e presidente di Hyperloop Transportation Tecnologies, "Bibop" G. Gresta e Luca de Meo, presidente di Seat (intervista video).

 


 

AUTOMOTIVE DEALER DAY. Nasce nel 2003 per rispondere alla domanda di formazione e informazione del comparto in seguito all'entrata in vigore della normativa europea per il sistema auto. Il successo della proposta, che già dalla prima edizione registra la partecipazione di 800 operatori del settore, si fonda sulla necessità per il mondo dell'auto di fare dell'informazione un momento di incontro tra professionisti, e del networking un'occasione di formazione. Questo format innovativo, ideato dal presidente Leonardo Buzzavo, chiude il cerchio nel 2008 grazie al coinvolgimento delle case automobilistiche e delle associazioni di marca, un matching inedito tra produttori, reti e filiera che rende l'Automotive Dealer Day l'hub di riferimento per il b2b dell'ecosistema auto in tutta Europa. Con la partecipazione record di 4.500 operatori, nel 2018 la 16^ edizione di Automotive Dealer Day ha registrato la presenza di più del 60% dei concessionari italiani, 15 case automobilistiche e 6 associazioni di categoria, per un programma di 60 appuntamenti tra assemblee di concessionari, workshop, meeting e incontri con la stampa.

Fisco: Anedda (CNPADC), importante una voce unica della categoria dei commercialisti

Fisco: Anedda (CNPADC), importante una voce unica della categoria dei commercialisti

           Apprezzabile l'iniziativa degli Stati Generali


"Sottolineiamo l'importanza della necessità di una voce unitaria della categoria dei dottori commercialisti nei rapporti con il governo e la politica, voce che non può non essere che quella della massima espressione di tutti i professionisti, cioè il Consiglio Nazionale e il suo presidente, che ha il compito di fare una sintesi delle diverse sensibilità che possano convivere all'interno della categoria". Lo afferma il presidente della Cassa Nazionale di Previdenza dei Dottori Commercialisti (CNPADC), Walter Anedda, commentando i lavori degli Stati Generali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in corso a Roma al centro congressi La Nuvola.

"Siamo certi che tutta la categoria apprezzi l'iniziativa degli Stati Generali, con la quale si è riusciti a sintetizzare le richieste di attenzione per la salvaguardia e l'evoluzione della nostra professione, e per aver colto l'occasione per un utile confronto con primari esponenti delle forze politiche e del governo, intervenuti all'evento, i quali hanno mostrato una ammirevole capacità di ascolto delle nostre istanze". Il Presidente della CNPADC Anedda, ha infine plaudito alla scelta, annunciata dal Presidente del Consiglio Nazionale, Massimo Miani, di voler avviare una campagna di comunicazione con l'obiettivo di rivisitare il ruolo del dottore commercialista, spesso finora rappresentato con un'immagine stereotipata".

giovedì 25 aprile 2019

Un’Europa più equa e sostenibile è quello che chiediamo ai prossimi parlamentari europei


Un'Europa più equa e sostenibile è quello che chiediamo

ai prossimi parlamentari europei

 

Il movimento del Commercio Equo e Solidale insieme ad altre organizzazioni della società civile

europea, tra le quali CIDSE e FOCSIV, lanciano la campagna "The Fair Times" per chiedere

un'Europa più equa e sostenibile entro il 2024.

 

Milano, aprile 2018 - Cinque organizzazioni europee della società civile hanno unito le forze per sollecitare i prossimi candidati alle elezioni europee sul tema della produzione e del consumo responsabili. The Fair Times è la campagna che le unisce in vista delle elezioni del 26 maggio 2019 che rinnoveranno il Parlamento europeo fino al 2024.

Sergi Corbalán, direttore esecutivo del Fair Trade Advocacy Office (FTAO) spiega: "Abbiamo pensato ad una campagna che parli a nome di molte organizzazioni della società civile europea e che danno voce alle proposte di trasformazione europea per un modello di produzione e consumo sostenibili e responsabili per l'uomo e per il pianeta".

Equo Garantito, Fairtrade Italia, FOCSIV e Associazione Botteghe del Mondo, rilanciano in Italia la campagna "The Fair Times" promossa a livello europeo dal Fair Trade Advocacy Office, da IFOAM – organizzazione per l'agricoltura biologica, CIDSE (International family of Catholic social justice organisations), RIPESS Europe (la rete Europea per la promozione dell'economia solidale e sociale) ed ECOLISE (la rete europea delle iniziative di comunità sulla sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico) per agire sui candidati e le candidate italiani.

La coalizione ha redatto e promosso "The Fair Times" un giornale ambientato nel 2024, anno nel quale terminerà il prossimo mandato legislativo, e ha l'obiettivo di fornire molti esempi di cosa può essere trasformato in termini di politiche adottate dall'Unione Europea per raggiungere la sostenibilità nella produzione e nei consumi.

Gli strumenti della campagna sono stati realizzati per i candidati al fine di fornire ispirazione per azioni concrete da realizzare una volta eletti al Parlamento Europeo. Si parla di tematiche come l'agricoltura biologica, la finanza etica e le iniziative locali per promuovere gli acquisti pubblici. Il giornale descrive le diseguaglianze e le differenze di potere nelle filiere produttive, promuove la solidarietà sociale delle imprese e richiama l'attenzione sull'azione di difesa delle risorse naturali costantemente minacciate.

Giovanni Paganuzzi presidente di Equo Garantito afferma che: "l'impegno delle organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale per la costruzione di una società più giusta e sostenibile è sempre stato al centro delle nostre attività. L'attivazione e il dialogo con le istituzioni sui temi chiave dello sviluppo locale e globale è una delle strade da perseguire per promuovere politiche di cambiamento anche a livello Europeo".

"Interpretare la sostenibilità dalla parte degli agricoltori è la sfida che il prossimo Parlamento europeo dovrà affrontare: il commercio equo certificato si impegna da sempre per creare le condizioni affinché i contadini siano più forti e in grado di sostenere produzioni nel rispetto di standard ambientali, sociali ed economici", spiega Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia.

"Focsiv è impegnata da tempo nell'accompagnare le comunità più povere e vulnerabili a migliorare le loro condizioni di vita, e ciò richiede un forte impegno a trasformare un sistema di produzione e consumo che sfrutta le loro risorse in modo sostenibile. È per questo che le prossime elezioni del Parlamento europeo rappresentano un momento di cittadinanza attiva: i candidati dovranno informare sui loro programmi politici di trasformazione di un modello di produzione e consumo ingiusto e insostenibile, per rispondere alla crescente pressione dei giovani e delle comunità sfruttate."  sottolinea Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.

"L'occasione delle elezioni europee è importante e imprescindibile per un futuro più equo, con una maggiore giustizia sociale. Le decisioni politiche sono l'ossatura istituzionale delle buone pratiche dei territori che le organizzazioni di commercio equosolidale promuovono. È fondamentale quindi, rilanciare il ruolo centrale delle istituzioni europee, come attivatori dei processi di sviluppo sostenibile, l'unico possibile per l'uomo e per il pianeta", conclude Massimo Renno, presidente di Associazione Botteghe del Mondo.

Le elezioni europee sono un momento decisivo in cui i cittadini e la società civile possono far sentire la propria voce votando e mettendo al centro temi fondamentali per lo sviluppo dell'Europa. Attraverso la promozione delle buone pratiche che esistono in Europa e chiedendo una maggiore attenzione per le politiche ambientali, l'obiettivo della campagna è motivare i candidati a capire l'impatto degli attuali modelli di produzione e consumo. In tal senso, se eletti, attraverso il loro impegno ci potranno essere cambiamenti reali del processo decisionale a livello europeo.

The Fair times è stato realizzato grazie al contributo dei partner del network sopra citato e nell'ambito del progetto "Trade Fair Live Fair" EC-finanziato dalla EU Development Education and Awareness-Raising Programme. 


--
www.CorrieredelWeb.it

venerdì 12 aprile 2019

Dati personali e sanità: quanti medici sono davvero informati sulla nuova normativa? Il parere dell'Avvocato

G.D.P.R., privacy e sanità in Italia: quanti medici sanno davvero cosa comporti la normativa?

Avvocato Chiarini: "C'è confusione tra i sanitari, necessaria maggiore informazione, per questo ho redatto un vademecum. 

 

Si è fatto un gran parlare dell'ormai ben noto G.D.P.R., il Regolamento UE 2016/679 attuato nel nostro Paese nell'agosto 2018, che va ad integrare e, in alcuni casi, a modificare quella che era la normativa italiana prevista dal Codice della privacy del 2003. Va detto, però, che, sebbene si sia discusso molto di questa novità normativa, accusata spesso di essere troppo rigida, sono molte le persone che non hanno ancora ben chiaro cosa la sua entrata in vigore abbia comportato, anche tra quei professionisti che sono stati, di fatto, toccati in prima persona dal Regolamento Comunitario.

 

Il G.D.P.R., infatti, trova applicazione in moltissimi ambiti, tra i quali anche quello della sanità, nel quale vengono trattati dati personali particolarmente sensibili, legati allo stato della nostra salute. Non tutti i medici e gli operatori sanitari, però, sanno quali siano le modifiche introdotte e in che modo possano, o non possano, gestire queste informazioni delicate. A sottolineare questa situazione di incertezza è Gabriele Chiarini, avvocato cassazionista e dottore di ricerca in diritto civile, specializzato in malasanità, che negli ultimi mesi ha preso atto delle moltissime richieste di chiarimenti e consulenza in materia da parte di medici ed operatori sanitari in genere.

 

"Sembra esserci un diffuso bisogno di maggior chiarezza riguardo le novità previste dal G.D.P.R. – Ha commentato l'avvocato ChiariniSe non si è a conoscenza di cosa comporti la nuova normativa nello svolgimento della propria professione, si può agire in modo errato, seppur con le migliori intenzioni. Credo che sia auspicabile prevedere momenti di formazione specifica che vedano coinvolti avvocati e professionisti del settore, al fine di illustrare nel concreto cosa sia cambiato".

 

Per rendere più chiaro il significato del Regolamento Europeo in ambito sanitario, e alla luce dei chiarimenti recentemente diramati dall'Autorità Garante della privacy, l'avvocato Chiarini ha illustrato i punti principali in una sorta di vademecum pubblicato sul suo sito web, del quale di seguito è riportata una sintesi:

 

§ 1. La disciplina per il trattamento dei dati relativi alla salute in ambito sanitario

Diversamente dal passato, il professionista sanitario (tenuto al segreto professionale) non deve più richiedere il consenso del paziente per i trattamenti necessari alla erogazione delle prestazioni sanitarie. Beninteso, il trattamento di dati che non necessita di consenso è solo quello strettamente necessario alla realizzazione delle specifiche "finalità di cura" previste dal G.D.P.R., pertanto restano esclusi dalla dispensa i trattamenti effettuati per finalità diverse (come quelle promozionali, commerciali, di fidelizzazione della clientela, o magari elettorali).

 

§ 2. Le informazioni da fornire all'interessato e i tempi di conservazione dei dati

Tra i nuovi elementi informativi da fornire all'interessato, merita di essere segnalato il tempo di conservazione dei dati sanitari.

A questo proposito, ricordiamo che gli obblighi di conservazione della documentazione sanitaria non sono stati modificati dal G.D.P.R. e, pertanto, restano pienamente in vigore. Ad esempio:

  • le cartelle cliniche, i referti e resoconti radiologici devono essere conservati per sempre (si tratta di atti ufficiali indispensabili a garantire la certezza del diritto, oltre a costituire preziosa fonte per ricerche di carattere storico-sanitario);
  • le immagini radiologiche e di medicina nucleare devono essere conservate per un periodo non inferiore a dieci anni;
  • la documentazione relativa agli accertamenti effettuati nel corso delle visite per il rilascio dei certificati di idoneità sportiva deve essere conservata, a cura del medico visitatore, per almeno cinque anni.

§ 3. La figura del Responsabile della protezione dei dati (R.P.D.)

Com'è noto, la figura del "Responsabile della Protezione dei Dati" dovrebbe costituire, nelle intenzioni del legislatore europeo, una misura volta a facilitare l'osservanza della disciplina in materia. La nomina del R.P.D.:

  • è obbligatoria per tutte le Aziende Sanitarie pubbliche appartenenti al S.S.N., nonché per le Strutture private che effettuino il trattamento di dati personali "su larga scala";
  • non è obbligatoria per i singoli professionisti sanitari che operino in regime di libera professione a titolo individuale.

 

§ 4. Il Registro delle attività di trattamento

Nel cd. "Registro delle attività di trattamento" debbono essere annotate le principali informazioni relative al trattamento dei dati personali. La regolare tenuta del Registro è un obbligo, senza alcuna esclusione, per tutti:

  • i singoli professionisti sanitari che agiscano in libera professione,
  • i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta,
  • gli ospedali privati e le case di cura,
  • le Residenze Sanitarie Assistenziali,
  • le Aziende Sanitarie appartenenti al S.S.N., nonché
  • le farmacie, le parafarmacie e le aziende ortopediche.


--
www.CorrieredelWeb.it

sabato 6 aprile 2019

Approvata la Direttiva sul copyright | Mogol: la ragione e la cultura hanno vinto sui soldi


Approvata la Direttiva sul copyright

Mogol: la ragione e la cultura hanno vinto sui soldi

 

Giornata storica per i creatori di contenuti. Dopo cinque anni di discussioni e nonostante una massiccia campagna di disinformazione orchestrata dai giganti del web, oggi il Parlamento Europeo ha adottato la Direttiva sul diritto d'autore.

"E' una grande notizia, hanno vinto la ragione e la cultura sui soldi" ha dichiarato il presidente SIAE Giulio Mogol subito dopo l'approvazione della nuova Direttiva che, ha sottolineato, "non impone una tassa ma riconosce un giusto compenso".

"In SIAE abbiamo novantamila iscritti, almeno ventimila guadagnano meno di mille euro al mese senza contributi e spesso sono all'inizio della loro carriera" ha aggiunto Mogol, che ha concluso: "I giovani artisti di oggi saranno poi i grandi di domani".

A seguire i lavori del Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, c'erano il Vicepresidente SIAE Salvo Nastasi, il Direttore Generale Gaetano Blandini, il Maestro Nicola Piovani e una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell'Accademia Silvio D'Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti ieri in pullman da Roma, per sostenere con la loro presenza l'approvazione della Direttiva Copyright.

Per Anders Lassen, Presidente del GESAC, "questa è una vittoria senza precedenti per i creatori europei, che ora potranno esercitare i loro diritti e ricevere un'equa remunerazione da piattaforme come YouTube. L'Europa sta adottando un regolamento equilibrato che consentirà lo sviluppo dell'economia digitale europea di pari passo con il settore creativo ".

 

Roma, 26 marzo 2019



--
www.CorrieredelWeb.it

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *