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giovedì 30 luglio 2020

Approvata Direttiva sulle Radiazioni Ionizzanti - La soddisfazione di AIFM

APPROVATA LA DIRETTIVA 2013/59/EURATOMSULLE RADIAZIONI IONIZZANTI

UN PASSO AVANTI IMPORTANTE PER LA SICUREZZA DEI PAZIENTI, LAVORATORI E POPOLAZIONE

Grande soddisfazione da parte dell'AIFM

Milano, 30 Luglio. Il Consiglio dei Ministri di ieri sera, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola, del Ministro della salute Roberto Speranza, del Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, ha approvato il decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2013/59/Euratom che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom.

 

Rispetto al testo approvato in via preliminare il 26 gennaio 2020, sono state diverse le modifiche apportate a causa degli interventi della Conferenza Stato Regioni edelle Commissioni Parlamentari.

 

Termina così il lungo e faticoso cammino, iniziato a gennaio 2014, verso il recepimento della Direttiva 2013/59/EURATOM. Il Dott. Michele Stasi, Presidente AIFM, commenta il raggiungimento di questo primotraguardo: "Finalmente viene approvata la legge di recepimento della direttiva che dà una risposta più adeguata ai pazienti, ai lavoratori e alla popolazione, in termini di sicurezza e protezione contro le radiazioni ionizzanti. Terminato questo percorso, siamo ora pronti a intraprendere un nuovo cammino, davvero molto importante, verso una corretta applicazione della norma, che sappiamo essere molto complessa e articolata". 

 

AIFM, è pronta a fare la propria parte a supporto delle aziende sanitarie pubbliche e private e delle istituzioni, per garantire una radioprotezione in ambito sanitario efficace, efficiente e ottimizzata, e presenterà a settembre il nuovo disposto normativo attraverso un webinar che coinvolgerà anche i principali estensori istituzionali della norma e quanti hanno rappresentato le istituzioni per i pareri richiesti alla Conferenza Stato Regioni.



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giovedì 23 luglio 2020

Welfare – Penisola Sociale, Vecchi: “Spazio di confronto per riflettere sul sistema di welfare italiano a vent’anni dalla Legge 328”

Welfare – Penisola Sociale, Vecchi: "Spazio di confronto per riflettere sul sistema di welfare italiano a vent'anni dalla Legge 328"

Penisola Sociale: a venti anni dalla Legge 328 del 2000 uno spazio di confronto sulle politiche sociali locali. L'iniziativa di Cittalia Fondazione ANCI, Fondazione IFEL in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre.


"Penisola sociale è uno spazio di confronto e di collaborazione delle amministrazioni locali e di attori del territorio, per costruire percorsi di integrazione dei saperi tecnici e professionali", sottolinea il delegato Anci al welfare e sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.
"L'iniziativa – prosegue – promossa insieme con l'Università Roma Tre, in collaborazione con Cittalia e IFEL, è un importante segnale per avviare un percorso che non vuole celebrare la Legge ma aiutare a riflettere su quel che rimane ancora da riprendere e valorizzare dal lascito che la 328 ha consegnato al sistema di welfare italiano".
A vent'anni dall'introduzione della 328/2000 che ha promosso un processo di sviluppo del sistema dei servizi sociali territoriali, "Penisola sociale" rappresenta una occasione di confronto su come le novità introdotte dalla Legge hanno indotto al cambiamento i servizi sociali di cui sono titolari le autonomie locali. Un sito, in continuo aggiornamento, sulle esperienze più innovative nell'implementazione dei servizi sociali dei Comuni italiani. Uno spazio di approfondimenti e documenti dedicati anche alle trasformazioni che hanno registrato i sistemi locali di welfare a partire dall'impatto e dai cambiamenti derivanti dall'attuale stato di emergenza epidemiologica (COVID 19). Sono già disponibili on-line in totale oltre 400 documenti relativi a delibere, regolamenti, progettualità, analisi e ricerche promosse dai Comuni italiani per implementare il sistema locale di welfare, articolati sia per ambiti della domanda che si rivolge ai servizi sociali (anziani, minori e famiglie, casa, politiche per l'integrazione, povertà, disabilità e non autosufficienza, salute mentale, violenza di genere, carceri, comunità romanì, dipendenze, marginalità estreme) sia per elementi caratterizzanti la Legge 328 (come: il sistema di welfare locale, il ruolo e le funzioni dei professionisti, i rapporti interistituzionali e con il Terzo settore, la spesa sociale, l'innovazione e la formazione e l'aggiornamento).
"Le università sono sempre state osservatori attenti delle dinamiche del welfare locale. Oggi questo vale su scala nazionale soprattutto per definire l'identità e le competenze dei professionisti che si andranno a impegnare nei servizi alla persona", rimarca il direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci. Un'iniziativa che mette in evidenza la necessità di andare verso la promozione di percorsi di integrazione tra chi gestisce il welfare, i Comuni italiani, chi forma i professionisti, l'Università, chi studia e fornisce servizi per l'accoglienza e l'integrazione a livello nazionale, Cittalia e IFEL.

 "Il progetto – aggiunge Fiorucci- sta raccogliendo consenso e contributi significativi da parte non solo dei ricercatori e degli esperti, ma soprattutto degli operatori e dei tecnici dei Comuni italiani perché le esperienze promosse dai territori possano davvero arrivare a costituire una comunità di pratiche".

"Siamo convinti che la condivisione di pratiche possa essere una risposta efficace per favorire percorsi di trasformazione del welfare, anche coerenti con le nuove istanze portate da cittadini con background culturale diverso, nonché per rispondere in maniera sempre più adeguata alle sfide sociali collegate al momento che sta vivendo il Paese", conclude Matteo Biffoni delegato Anci all'immigrazione e sindaco di Prato.


Roma, 23 luglio 2020



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Il sistema di difesa delle imprese dell’UE dalla concorrenza sleale funziona bene, afferma la Corte dei conti europea



Il sistema di difesa delle imprese dell'UE dalla concorrenza sleale funziona bene, afferma la Corte dei conti europea

L'Unione europea si impegna a favore del libero scambio. Tuttavia, qualora le industrie europee risentano di pratiche commerciali sleali da parte di paesi non-UE, quali il dumping o la concessione di sovvenzioni a importazioni, l'UE può rispondere tramite gli strumenti di difesa commerciale. Dopo aver esaminato, per la prima volta, questo settore, la Corte conclude che la Commissione è riuscita ad applicare la politica di difesa commerciale, ma che l'efficacia di quest'ultima può essere migliorata, specie considerate le crescenti tensioni della politica commerciale a livello mondiale.

Quale membro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), determinata a difendere i propri valori, l'UE si impegna a favore di un sistema commerciale aperto e regolamentato. La Commissione europea può avvalersi degli strumenti di difesa commerciale per combattere pratiche competitive sleali che violano le norme internazionali, come il dumping (vendite all'esportazione a prezzi inferiori a quelli nazionali) e le sovvenzioni (aiuti di Stato ingiustificati per i prodotti esportati).

"Un sistema commerciale aperto crea opportunità per le imprese europee, se vi è parità di condizioni. Nel corso dell'audit, la Corte ha rilevato che la Commissione è riuscita a difendere gli interessi dei produttori dell'UE a fronte di una concorrenza sleale", ha dichiarato Ildikó Gáll-Pelcz, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. "A nostro avviso, le imprese europee dovrebbero essere maggiormente informate riguardo all'impegno dell'UE contro le pratiche sleali. È possibile, inoltre, migliorare il monitoraggio e la fissazione delle priorità di intervento per raccogliere le sfide future nel commercio internazionale".

Di norma, le misure di difesa commerciale assumono la forma di dazi supplementari intesi a compensare le perdite subite dall'industria dell'UE a seguito di pratiche sleali. La politica commerciale è di esclusiva competenza dell'UE, ossia spetta alla Commissione europea realizzare inchieste e imporre dazi per conto degli Stati membri. A giudizio della Corte, la Commissione ricorre attivamente agli strumenti di cui dispone, svolgendo inchieste adeguate e giustificando debitamente le eventuali misure imposte. Nella maggior parte dei casi, queste misure di difesa sono destinate ai prodotti industriali piuttosto che ai prodotti di consumo, con un'eccezione di rilievo: le biciclette (normali ed elettriche). La Corte ha riscontrato, infatti, che gli strumenti di difesa commerciale avevano avuto un chiaro impatto positivo per il settore delle biciclette elettriche: in assenza di tali strumenti, la produzione in Europa sarebbe probabilmente cessata. Secondo la Corte, inoltre, gli strumenti di difesa commerciale rappresentano un'importante fonte di sostegno per il settore siderurgico, mentre l'impatto sul settore dei pannelli solari è limitato. Quest'ultimo settore, tuttavia, è fortemente influenzato dalle decisioni politiche in materia di ambiente e lotta ai cambiamenti climatici.

In generale, la Corte raccomanda alla Commissione di sensibilizzare le parti interessate all'uso degli strumenti di difesa commerciale, dal momento che attualmente solo un numero limitato di industrie vi ricorre: settori come quello siderurgico e dei prodotti chimici conoscono bene tali strumenti, mentre altri – in particolare le piccole e medie imprese (PMI) – hanno con essi ben poca dimestichezza, e pertanto potrebbero non cercare misure di protezione qualora sperimentassero distorsioni commerciali. La Corte raccomanda altresì alla Commissione, che agisce per conto dell'UE nel commercio mondiale, di migliorare il monitoraggio dell'efficacia complessiva della politica e di stabilire meglio l'ordine di priorità di alcune azioni (ad esempio, in seno all'organizzazione mondiale per il commercio).

Note

La difesa commerciale è una questione di carattere globale ed è pertanto regolamentata a tale livello. Gli accordi dell'OMC definiscono il quadro normativo ed istituzionale relativo agli strumenti di difesa commerciale, specificando quando possono essere applicati e le norme da seguire durante le inchieste. La normativa UE è tenuta a rispecchiare in pieno le norme dell'OMC, ma in taluni casi può introdurre ulteriori requisiti prima di adottare misure, come avvenuto per la verifica dell'interesse dell'Unione. I principali atti legislativi dell'UE in materia di strumenti di difesa commerciale sono il "regolamento antidumping di base" e il "regolamento antisovvenzioni di base" del 2016, ai quali sono state apportate recenti ed importanti modifiche nel 2017 e nel 2018.

Nel 2019 la Commissione ha avviato 11 nuove inchieste antidumping e 5 nuove inchieste antisovvenzioni. Le inchieste hanno riguardato sei paesi; la maggior parte di esse sono state avviate nei confronti della Cina (7) e dell'Egitto (4). A fine 2019, erano 109 le misure antidumping e antisovvenzioni in vigore.

L'audit ha riguardato le attività realizzate dalla Commissione nel periodo 2016‑2019. Non ha riguardato l'efficacia del lavoro delle autorità doganali nazionali, a cui spetta in via esclusiva riscuotere i dazi imposti in esito alle inchieste di difesa commerciale. La Corte ha esaminato tematiche correlate nella relazione speciale 19/2017: "Procedure di importazione: le carenze del quadro normativo e un'applicazione inefficace pregiudicano gli interessi finanziari dell'UE" e nella relazione speciale n. 2/2014: "I regimi di scambi preferenziali sono gestiti in modo adeguato?"

La relazione speciale 17/2020 intitolata "Strumenti di difesa commerciale: il sistema di difesa delle imprese dell'UE dalle importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni funziona bene" è disponibile in 23 lingue dell'UE sul sito della Corte (eca.europa.eu).



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martedì 7 luglio 2020

Viaggi coronavirus e rimborsi. Il giudice italiano deve disapplicare le norme nazionali in contrasto con quelle Ue. Il Modulo Aduc per ottenere il rimborso in denaro.

Viaggi coronavirus e rimborsi. Il giudice italiano deve disapplicare le norme nazionali in contrasto con quelle Ue. Il Modulo Aduc per ottenere il rimborso in denaro. 

Firenze, 7 Luglio 2020. Gli operatori turistici si rifiutano di rimborsare con soldi i viaggiatori per i servizi annullati a causa del coronavirus, e danno loro un voucher del medesimo importo da spendere entro un anno. Lo ha stabilito la legge straordinaria italiana per l'emergenza pandemia.
Questo è contro la legge italiana * e quella comunitaria **.
Lo ha già rilevato l'Antitrust italiano e – soprattutto – la Commissione Ue ha avviato per questo motivo una procedura d'infrazione presso la Corte di Giustizia di Lussemburgo.
Per avere rimborsi occorre quindi aspettare la pronuncia della Corte, chissà fra quanto tempo e quando tutti si saranno dimenticati della vicenda?

NO! SI PUÒ' E SI DEVE AGIRE SUBITO!
La Corte Costituzionale ha esplicitamente (389/1989) stabilito che i giudici italiani, nel caso di norme europee dotate di efficacia diretta sono giuridicamente tenuti a disapplicare le norme interne incompatibili al diritto dell'Unione. Proprio questo è il nostro caso.

Per procedere Aduc ha predisposto uno specifico modulo da inviare al proprio creditore per intimare il rimborso e poi, nel caso rivolgersi al giudice:
https://sosonline.aduc.it/modulo/rimborso+viaggi+coronavirus+modulo_31438.php


Qui la cronistoria della vicenda, dall'approvazione del Dpcm alla sua trasformazione in legge, dalla pronuncia dell'Antitrust alle varie posizioni della Commissione Ue, fino alle indicazioni dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile): https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+rimborso+viaggi+punto+sulla+situazione_31185.php
Alcuni vettori aerei, intanto, hanno cominciato di loro iniziativa a rimborsare in soldi e non in voucher: https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+rimborso+voli+aerei+ryanair+rimborsa_31431.php


QUI IL MODULO ADUC PER IL RIMBORSO
https://sosonline.aduc.it/modulo/rimborso+viaggi+coronavirus+modulo_31438.php


Qui per farsi due risate: https://youtu.be/3E5MwWlKfL4?t=37

NOTE
* codice del consumo: https://sosonline.aduc.it/generale/files//allegati/codiceconsumo.pdf
**  regolamento CE 261/2004 (compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1551283075722&uri=CELEX:32004R0261) e direttiva Ue 2015/2302 (pacchetti viaggio: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32015L2302)


Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it  
Ufficio stampa: Tel.336672969 – Email: ufficiostampa@aduc.it

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Se non vuoi più ricevere i comunicati stampa dell'Aduc, scrivi un messaggio a ufficiostampa@aduc.it





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domenica 5 luglio 2020

Telecomunicazioni. Attivazione servizi non richiesti. La procura indaga. Intanto... che fare?

Tlc. Attivazione servizi non richiesti. La procura indaga. Intanto... che fare?

Firenze, 4 Luglio 2020. Con l'avvio delle indagini della procura di Milano per l'attivazione di servizi non richiesti si sono accorti dell'esistenza di un pentolone pieno di putrido (1). Per il momento riguarda aziende veicolate da Wind-Tre, ma giustamente la procura sta estendo le indagini. Pentolone che tutti gli utenti di telecomunicazioni conoscono da molto tempo e che in questi anni hanno continuato a denunciare alle autorità e ai loro fornitori di servizi. Ora il caso è esploso perché come utente ne è stato coinvolto anche uno degli esponenti di punta della procura milanese. Ne prendiamo atto e non ci facciamo domande su perché solo ora.

5 euro al giorno di indennizzi oltre alla restituzione del maltolto
Sarà bene ricordare che è dal 2012 che esiste la possibilità, stabilita dalla specifica Autorità (Agcom) di indennizzi per questo tipo di prelievi. Quasi sempre ben nascosti nelle pieghe delle bollette, e quando l'utente se ne accorge e chiede al proprio gestore il blocco, gli viene spesso risposto negativamente e solo quando si dà da da fare con diffide e anche rivolgendosi alle autorità di conciliazione (Corecom), gli viene riconosciuta la ragione. Va da sé che la pretesa viene scoraggiata e solo i più tenaci vanno avanti (2).
Per l'attivazione di servizi o profili tariffari non richiesti, oltre alla restituzione di quanto indebitamente pagato deve essere versato dal gestore un indennizzo di 5 euro al giorno per ogni giorno di attivazione. Questa norma è valida anche per tanti altri disservizi (2).

A "margine" di questa indagine stanno emergendo anche altre problematiche che tutti gli utenti di telefonia conoscono e denunciano alle autorità ma che, per l'appunto, … meglio tardi che mai. Una delle più noiose e invadenti sono le telefonate promozionali che vengono fatte per cercare di vendere qualcosa, anche da parte di presunti rappresentanti di gestori diversi da quello proprio. Telefonini e linee fisse sono prese d'assalto, agli orari più incredibili da venditori che si presentano nei modi più fantasiosi per cercare di ingannare le loro vittime. E questo accade anche se, nella stipula del proprio contratto l'utente abbia evidenziato di non voler ricevere informazioni promozionali. Gli elenchi di questi numeri circolano a cura di aziende molto informate su tutti gli aggiornamenti e modifiche di un'utenza che, di conseguenza, possa essere suscettibile di aggressione commerciale.

Siccome stiamo parlando di business miliardari, ad opera di aziende (tutti i grandi e piccoli gestori tlc ne sono coinvolti) speriamo che da questo momento in poi, le procure prestino più attenzione alle denunce che ricevono senza archiviarle come questioni "bagatellari" o semplici inadempimenti contrattuali.
Curiosi, e vigili per ridurre i danni ai singoli utenti che chiedono il nostro aiuto, aspettiamo gli sviluppi.

Qui uno spaccato delle vicende degli utenti vittime di questi problemi, lettere che ci vengono inviate e a cui giornalmente rispondiamo: https://tlc.aduc.it/lettera/


1- https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/03/news/truffe_nei_servizi_a_pagamento_su_cellulari_perquisita_wind-tre-260841492/

2 - Delibera AGCOM 124/10/CONS e Delibera 347/18/CONS (per dettagli sugli indennizzi vedi Allegato A): https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&p_p_id=101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO&p_p_lifecycle=0&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_assetEntryId=11379803&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_type=document

Tutti i particolari per richieste e tempi in questa nostra scheda pratica: https://sosonline.aduc.it/scheda/telefonia+guida+veloce+ai+diritti+alle+tutele_1378.php

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sabato 4 luglio 2020

Coronavirus e rimborso viaggi. Le falsità delle associazioni di categoria per giustificare i soldi trattenuti senza dare servizi in cambio

Coronavirus e rimborso viaggi. Le falsità delle associazioni di categoria per giustificare i soldi trattenuti senza dare servizi in cambio

Firenze, 3 Luglio 2020. La vicenda è nota: hai prenotato un viaggio annullato per coronavirus? La legge italiana consente all'operatore turistico di rimborsarti in denaro o voucher di uguale valore. Tutti gli operatori danno solo voucher. Commissione Ue, Antitrust, Enac.. riferendosi alla normativa comunitaria, fanno sapere che non è lecito questo comportamento. La Commissione ha denunciato lo Stato italiano alla Corte di Giustizia che non potrà che condannare l'Italia… e la multa la pagheremo ovviamente tutti noi contribuenti (1).
Le associazioni di categoria degli operatori turistici sono insorte con un lungo comunicato (2) che, a nostro avviso, è lo specchio di quella piccola Italia che, appena può togliere qualche cosa a chi è più debole, non esita a tirarsi indietro. E siccome questo "togliere" avviene col consenso della legge di Stato, fanno anche gli arroganti nei confronti dei deboli a cui sono stati scippati i soldi.

Quello che rileviamo in questo contesto, è questa frase:
"A distanza di quattro mesi dallo stop dei viaggi, le imprese della filiera del turismo organizzato non hanno ancora ricevuto altre misure di sostegno e risorse adeguate per garantire la propria sopravvivenza".

Menzogna allo stato puro,
visto che lavoratori e aziende del settore, al pari di qualunque altro lavoratore e qualunque altra azienda, ha ricevuto (coi tempi  e i difetti della nostra burocrazia) forme di sostegno (cassa integrazione, prestiti agevolati, sconti fiscali, etc), con l'aggiunta del "bonus vacanze", che altre categorie non hanno avuto e che è stato concepito proprio per dare a loro più soldi a loro che non ad altri (3). Altre categorie che, come quelle turistiche, hanno anch'esse da pagare bollette, tasse, affitti ed hanno incassi vicini allo zero o stanno per chiudere.

Ma l'arroganza di chi si è visto approvare una legge ad hoc per giustificare quello che nella legislazione comunitaria (che ha valore superiore a quella nazionale) è previsto come furto, non ha limiti.

Le nostre associazioni aggiungono un'altra motivazione per sentirsi ancor più arroganti e uguali rispetto agli altri:
"se dovessimo restituire i soldi che i viaggiatori ci hanno anticipato per viaggi che non hanno effettuato, noi falliremmo e i consumatori resteranno senza neanche un voucher. Non solo, ma noi siamo così buoni che abbiamo previsto che se entro 18 mesi (periodo da noi allungato rispetto ai 12 previsto dalla legge) il viaggiatore non usufruisce del voucher, noi gli restituiamo i soldi".  Quindi i viaggiatori sono costretti a prestare soldi a tasso zero, senza nessuna garanzia che verranno restituiti dopo il periodo di validità del voucher e – soprattutto - … a noi risulta (ci scrivono centinaia di vittime) che sono un numero insignificante gli operatori che hanno detto che restituiranno i soldi del voucher (restituzione non prevista dalla legge) se non utilizzati e che la validità è stata ampliata da 12 a 18 mesi. Non solo, ma stiamo annoverando forme di voucher tra le più fantasiose: non ti do' un buono di quanto hai pagato ma ti trattengo una penale; il buono lo puoi
spendere solo per un viaggio identico, anche se nel frattempo costerà di più e dovrai versare la differenza; hai dato un anticipo? Ti dò un buono, ma quell'anticipo lo potrai utilizzare solo per uno stesso identico viaggio anche se costerà di più… e dovrai pagare la differenza; etc etc..

Queste le nostre categorie a cui spesso affidiamo le nostre vacanze, la nostra cultura e la nostra felicità.



1 – Qui tutte le informazioni del caso, anche per fare opposizione alle pretese degli operatori: https://www.aduc.it/comunicato/rimborso+viaggi+pandemia+partita+procedura_31425.php
2 - https://www.astoi.com/press/infrazione-voucher-il-governo-difenda-la-posizione-dell-italia-in-caso-contrario-assisteremo-alla-morte-sicura-di-migliaia-di-imprese-e-alla-perdita-di-milioni-di-posti-di-lavoro-tra-trasporti-e-turismo-organizzato-id-12650.html
3 - https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/bonus+vacanze+tutto+pronto+far+fare+soldi+agli_31402.php


Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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giovedì 2 luglio 2020

Rimborso viaggi e pandemia. Partita la procedura d’infrazione Ue. Cosa bisogna subito fare

Rimborso viaggi e pandemia. Partita la procedura d'infrazione Ue. Che fare

Firenze, 2 Luglio 2020. Si sapeva che la procedura d'infrazione sarebbe arrivata a meno che l'Italia entro lo scorso 28 maggio non avesse preso in seria considerazione l'avvertimento della Commissione Ue: la legge italiana che fa scegliere agli operatori turistici se rimborsare un servizio (trasporti e pacchetti viaggio) in voucher o soldi, non è conforme al diritto europeo. E il diritto europeo vale più di quello italiano. Tutti lo sapevano e lo sanno, ma i tutti che ci governano e gli operatori del settore hanno fatto finta di nulla, e intanto hanno trattenuto i soldi delle loro vittime. Viaggiatori vittime due volte: degli scriteriati operatori turistici (non appagati dalle sovvenzioni dello Stato, al pari degli altri), e dello Stato (che aveva trovato un doppio metodo per dare soldi al settore… letteralmente rubandoli per legge).
Migliaia di persone sono incappate in questa squallida e triste situazione, in una sorta di guerra tra poveri dove, complice lo Stato e il Parlamento, si è voluta creare la figura del donatore obbligato.
Ora siamo al dunque e auspichiamo che sia un dunque veloce.
La Corte di Giustizia dovrà esaminare la denuncia della Commissione e sentenziare.
Auspichiamo, ovviamente, per evitare un bagno di soldi con la multa che sicuramente lo Stato italiano riceverà (e i soldi dello Stato italiano sono quelli di tutti noi contribuenti), che i nostri governanti e legislatori vi rimedino prima della sentenza della Corte di Lussemburgo, con sostanziali scuse e rimborsi alle vittime.
Aduc si è mossa fin dall'inizio contro questo scempio giuridico. Consigliando alle centinaia di persone che si sono rivolte a noi di non rassegnarsi, di pretendere soldi e non voucher, come stabilito dalle norme europee e da quelle italiane del codice del consumo (temporaneamente sospese dalla legislazione d'emergenza votata dal Parlamento).
E oggi, più che mai, forti di questa procedura d'infrazione avviata dalla Commissione, è opportuno e necessario non rassegnarsi all'ingordigia degli operatori turistici e dello Stato.
Abbiamo già messo a disposizione modulistica e argomentazioni per queste legittime pretese (https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+rimborso+viaggi+punto+sulla+situazione_31185.php).
Occorre subito diffidare con raccomandata A/R la propria controparte perché adempia: https://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
e in mancanza di risposta procedere:
-   al giudice italiano se l'operatore turistico ha sede in Italia (https://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php)
o con la procedura europea se l'operatore è comunitario (https://sosonline.aduc.it/scheda/controversie+stranieri+procedimento+europeo_19220.php)

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domenica 21 giugno 2020

Coronavirus e rimborso viaggi. Il punto sulla situazione. Che fare

Coronavirus e rimborso viaggi. Il punto sulla situazione. Che fare

Firenze, 21 giugno 2020
Cosa deve fare il viaggiatore?
Il nostro consiglio è di far valere i propri diritti così come sanciti dal diritto UE (1) - che prevale sul diritto italiano!-, dalla pronuncia dell'Antitrust (2) e dalle indicazioni di Enac (3)
attraverso una raccomandata A/R o PEC di messa in mora all'operatore (4).
Potrà farlo anche chi ha già accettato il voucher, qualora sia stato costretto dagli operatori a firmare una rinuncia al rimborso in denaro con la minaccia di perdere sia soldi che voucher.

Cosa è accaduto per arrivare a questo punto
Diverse migliaia di viaggiatori che si sono ritrovati obbligati per legge ad essere anche donatori di obolo agli operatori turistici e compagnie aeree, si stanno chiedendo se vivono in un film distopico, dove le cose non sono dove e come dovrebbero essere o se è solo un brutto sogno.

Per la legge italiana, voluta dal Governo e approvata dal Parlamento,chi ha pagato un servizio turistico da effettuarsi nel periodo 23 febbraio - 31 luglio, ma non ha potuto usufruirne a causa dell'emergenza sanitaria, deve sottostare alla decisione dell'operatore: rimborso in denaro oppure con voucher valido un anno.
Va da sé che, salvo rare eccezioni, gli operatori offrono solo voucher, con il rischio più che concreto di non poterlo utilizzare e quindi di perdere tutto.
Come siamo arrivati a questo:
- Il decreto legge "Cura Italia" lo prevedeva in forma ambigua sin dalla sua emanazione a marzo, distinguendo tra recesso del consumatore e annullamento da parte dell'operatore;
- Aduc lo ha subito contestato perché in contrasto con la normativa dell'Unione Europea (5), oltre perché è impensabile far pagare la crisi del settore turistico ai clienti.
- Il Parlamento ha convertito in legge il decreto "Cura Italia" a fine aprile (6), eliminando ogni possibile ambiguità: decide l'operatore turistico in tutti i casi, punto e basta. Questa è la norma nazionale oggi in vigore!

Cosa è accaduto nel frattempo in Italia:
- gli operatori turistici offrono solo voucher, e anche su questi molti di loro fanno la cresta: diminuzione del valore del voucher al netto di penali inventate; validità del voucher per periodi più limitati; obbligo di fruire del voucher solo per servizi con prezzi indicizzati al momento della fruizione, con conseguente obbligo di dover pagare altri soldi per fruirne; etc.

Cosa è accaduto nel frattempo in Unione Europea:
- altri Stati membri hanno emulato l'Italia;
- la Commissione Ue dapprima non ha detto niente, poi ha ondivagato tra commissari che chiedevano una procedura d'infrazione contro l'Italia e Co. (la vicepresidente Margrethe Vestager) e chi faceva finta di farlo (la commissaria ai Trasporti Adina Valean).
- nel frattempo, la Commissione si è data da fare per fornire delle linee guida per "salvare" la prossima estate turistica (7).

Fino a quando la Commissione UE ha deciso di far valere il diritto europeo lo scorso 15 maggio:
- Cari Stati membri, Italia inclusa, avete tempo fino al 28 maggio per adeguare le vostre legislazioni alle norme comunitarie:a decidere tra rimborso in denaro e voucher è solo il viaggiatore. Se non lo fate scatta la procedura d'infrazione (1).

Di conseguenza in Italia, il 28 maggio 2020 - Antitrust
L'autorità Antitrust è intervenuta stigmatizzando la normativa italiana che viola quella comunitaria (2)

E il 19 Giugno 2020 interviene Enac
Enac (Ente nazionale Aviazione Civile) è intervenuta per sostenere che, secondo loro, dal 3 giugno scorso le compagnie aeree non possono imporre i voucher come rimborso (3)

Cosa deve fare il viaggiatore?
Il nostro consiglio è di far valere i propri diritti così come sanciti dal diritto UE (1) - che prevale sul diritto italiano!-, dalla pronuncia dell'Antitrust (2) e dalle indicazioni di Enac (3)
attraverso una raccomandata A/R o PEC di messa in mora all'operatore (4).
Potrà farlo anche chi ha già accettato il voucher, qualora sia stato costretto dagli operatori a firmare una rinuncia al rimborso in denaro con la minaccia di perdere sia soldi che voucher.


NOTE
1 - http://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/coronavirus+turismo+ue+verso+procedura+infrazione_31184.php
2 - http://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+viaggi+non+rimborsati+ora+anche_31252.php
3 - http://www.aduc.it/notizia/pandemia+rimborsi+voli+enac+dal+giugno+soldi+non_137039.php
4 – https://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
5 - https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/coronavirus+turismo+imporre+voucher+al+consumatore_30998.php
6 - https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+viaggi+parlamento+nega+rimborsi_31089.php
7 - https://salute.aduc.it/coronavirus/notizia/linee+guida+della+commissione+agli+stati+non_136962.php


COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
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venerdì 19 giugno 2020

Pandemia e rimborso voli. Il tardivo e ambiguo intervento dell’Enac… ma la legge italiana viola sempre il diritto europeo. Che fare

Pandemia e rimborso voli. Il tardivo e ambiguo intervento dell'Enac… ma la legge italiana viola sempre il diritto europeo. Che fare


Firenze, 19 Giugno 2020. L'Enac è intervenuta ieri sera per dirci che secondo lei dal 3 giugno i vettori aerei non possono decidere loro se rimborsare un volo annullato esclusivamente con un voucher, ma che spetta al viaggiatore decidere se vuole i soldi o meno (1).
Meglio tardi che mai? Certo. Ma è un tardi che lascia con l'amaro in bocca perché le cose che dice Enac sono valide sempre, anche prima del 3 giugno, perché il diritto europeo ha sempre valore superiore a quello nazionale, così come rilevato già da Antitrust e dalla Commissione Ue che sta per aprire una procedura d'infrazione contro il nostro Paese.
Comunque, Enac o non Enac, la situazione non cambia perché la legge italiana è sempre la stessa. Voli e prodotti turistici di cui non si fruisce più causa Covid-19, continuano ad essere un mezzo che ogni singolo malcapitato ha utilizzato per finanziare gli operatori del settore.
Aduc continua a consigliare chiunque a pretendere il rimborso in denaro.
Qui le indicazioni: https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+rimborso+viaggi+punto+sulla+situazione_31185.php

1 -
https://www.aduc.it/notizia/pandemia+rimborsi+voli+enac+dal+giugno+soldi+non_137039.php


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Porno libero in libero Stato. Bloccare la norma che vuole di fatto vietare il porno online

Porno libero in libero Stato. Bloccare la norma che vuole di fatto vietare il porno online

Firenze, 19 Giugno 2020. Le emissioni pornografiche potranno essere bloccate in automatico su Internet. Blocco disattivabile solo su esplicita richiesta del titolare del contratto. L'intento, secondo il senatore Simone Pillon, sarebbe quello di tutelare i minori.
Così è previsto da un emendamento della Lega (art.7bis) "Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio" (1), nell'attuale testo di conversione della legge sulla Giustizia, dove il tutto va chiuso entro il 29 giugno (tempi stretti visto l'andazzo parlamentare). Ed è molto probabile che venga approvato in quanto, al momento, il nostro Parlamento esprime voto favorevole o meno solo con voti di fiducia, che se non riconosciuta aprirebbe una crisi di governo.
Sarà "interessante" verificare chi stabilirà (e quali saranno) i criteri dei contenuti da inserire in queste liste di offerte mediatiche. Rispetto a quale morale, quale ideologia, quali comportamenti. E' evidente che il motivo che questo viene fatto per tutelare i minori non regge, visto che questi minori, per esempio, dovrebbero/potrebbero avere i loro genitori che facilmente possono avere sui loro device dei sistemi di controllo ed inibizione che si trovano ovunque.
L'intento dei proponenti è marcatamente quello di rendere difficile l'accesso, a tutti, a contenuti che secondo la loro ideologia sono riprovevoli. E' la stessa logica di chi vuole vietare o rendere difficile l'aborto solo perché loro sono contrari a quella pratica, come hanno fatto per il divorzio e come continuano a fare per l'eutanasia o il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Tutte opinioni e ideologie che vengono vissute dai loro fedeli solo come necessaria imposizione a chiunque altro.
Sembra di dover tornare indietro nella storia, così come sta accadendo per esempio con l'aborto farmacologico in Umbria, dove lo si è reso più complicato di quello chirurgico e così scoraggiare le donne a farne ricorso (2).
Una concezione dello Stato e delle leggi in cui i cittadini sono sudditi e non individui responsabili delle proprie scelte.
Ecco che lo slogan "Porno libero in libero Stato" ci sta proprio bene.


1 - "I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto"; "Questi servizi devono essere gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto". "Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche assicurano altresì adeguate forme di pubblicità di tali servizi in modo da assicurare che i consumatori possano compiere scelte informate". "In caso di violazione degli obblighi di cui ai commi precedenti l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ordina all'operatore la cessazione della condotta e la restituzione delle eventuali somme ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando in ogni caso un termine non inferiore
a sessanta giorni entro cui adempiere". (La Repubblica del 19/06/2020)

2 - https://www.aduc.it/articolo/aborto+ru486+dal+caso+umbria+bagno+nella+realta_31350.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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lunedì 15 giugno 2020

Decreto Rilancio: Parlamento alla prova dei fatti


 

Decreto Rilancio, FNOPI: "Infermiere di famiglia occasione per far decollare l'assistenza sul territorio. Parlamento alla prova dei fatti"

 

"Il potenziamento e l'innovazione dell'assistenza sul territorio soprattutto grazie all'investimento sui servizi infermieristici distrettuali, con i 9.600 infermieri che entreranno nel 2020, e l'introduzione strutturale dell'infermiere di famiglia e comunità, è davvero il valore aggiunto che i deputati hanno dato con i loro emendamenti segnalati al decreto Rilancio". 

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), sottolinea l'importanza che già alla Camera, dove la Commissione Affari sociali deve oggi esprimere il suo parere rispetto alle misure sanitarie del decreto,  si aprano le porte al nuovo modello di assistenza sul territorio, finora assolutamente carente, multidisciplinare e che disegni un ruolo di rilievo, autonomia, professionalità e collaborazione tra le professioni realmente accanto ai cittadini. Infermieri in testa. 

"Ora - sottolinea - i parlamentari sono alla prova: hanno davvero un'occasione da non perdere per dare il via  a un nuovo modello di assistenza che corregga gli errori del passato e apra le porte a una prossimità con i cittadini richiesta da questi a gran voce e soprattutto necessaria, come ha anche dimostrato l'emergenza della pandemia, ma anche a prescindere da questa, per assistere davvero i più fragili senza che nessuno sia mai lasciato solo con i suoi bisogni di salute, in tutte le aree del Paese anche quelle 'disagiate'".

"Le richieste della FNOPI su questo specifico tema sono state praticamente tutte raccolte e portate avanti dai deputati di maggioranza e opposizione, a dimostrazione della fondatezza delle politiche professionali della nostra Federazione, – spiega Mangiacavalli - e di questo li ringraziamo. È evidente che la conversione in Legge del Decreto Rilancio sarà considerata dagli oltre 450mila infermieri del nostro Paese un vero e proprio banco di prova della politica. Una prova che dal nostro punto di vista sarà superata solo se saranno messi al centro i reali bisogni dei cittadini e il bisogno di innovazione e sostenibilità del Ssn". 

Da qui parte, inoltre, un percorso che sicuramente può puntare a traguardi professionali più alti come quello delle specializzazioni e di un'area dedicata all'assistenza infermieristica. 

Ovviamente ci sono anche molte altre richieste che la FNOPI ha già avanzato a maggio nella sua lettera a Conte, Speranza e Bonaccini, come "una rivalutazione economica della retribuzione degli infermieri – aggiunge Mangiacavalli -, oggi tra le più basse d'Europa, e un'identificazione professionale che vada al di là di regole allargate a tutte le figure del comparto sanità, non solo sanitarie, di cui indubbiamente l'infermiere fa anche parte, ma che stanno ormai strette alla sua professionalità, alla sua formazione e alla sua reale attività. Cosa questa dimostrata negli ultimi mesi sul campo, ma che da sempre caratterizza la nostra professione".

"Tutte questioni, quest'ultime, anche al centro delle iniziative organizzate in questi giorni da diverse sigle sindacali, che meritano risposte concrete da parte delle Istituzioni  – sottolinea ancora la presidente FNOPI -. Ora è davvero il momento e l'opportunità di cambiare a favore dei cittadini e dei professionisti che tutelano la salute. È il momento, come ha sottolineato il ministro della Salute Speranza nella sua recente informativa alle Camere, di aprire davvero la stagione delle riforme".



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giovedì 11 giugno 2020

Decreto Rilancio, Global Blue: dimenticata la filiera del turismo internazionale




Decreto Rilancio, Global Blue: dimenticata la filiera del turismo internazionale

 


Milano, 11 giugno 2020

«Si sta facendo il grande errore, difficilmente recuperabile, di dimenticare il settore imprenditoriale dedicato al turismo internazionale. Questo comparto ripartirà nei prossimi mesi con maggiore cautela rispetto a quello dei viaggi interni, ma cedere su questo fronte significa mandare in fumo anni di lavoro per posizionare l'Italia tra le mete preferite – se non "la" preferita – dai viaggiatori stranieri, perdendo una fetta fondamentale di mercato».

 

Così Stefano Rizzi, Country Manager di Global Blue Italia, la principale società per i servizi di tax free shopping, un settore inscindibilmente legato ai flussi dei viaggiatori extra-UE, in merito ai lavori parlamentari di conversione del Dl Rilancio che avrebbero escluso la possibilità di votare alcuni emendamenti dedicati proprio agli strumenti per il turismo internazionale, in particolare all'abbassamento della soglia minima di spesa per il tax free shopping.

 

«Anche nel piano definito dal Comitato presieduto da Vittorio Colao lo shopping di lusso, soprattutto dei turisti esteri, è stato indicato come uno dei "prodotti sui quali l'Italia possa esprimere elementi distintivi"» sottolinea Rizzi. «Intorno al turismo, come in questi mesi hanno spesso sottolineato sia il Ministro Dario Franceschini sia la Sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi, ruota gran parte del rilancio dell'economia italiana, essendo un settore particolarmente importante per l'intero PIL. Ma nei fatti, almeno fino a oggi, le proposte della filiera che lavora con i turisti internazionali, coloro che hanno elevate capacità di spesa quando viaggiano, sono state quasi del tutto ignorate».

 

«Dal nostro osservatorio, da tempo segnaliamo come l'Italia rischi di perdere competitività se non si allinea agli altri diretti competitor europei. Se lo shopping è diventato un elemento in grado di influenzare e indirizzare un viaggiatore a preferire un Paese piuttosto che un altro, sappiamo che un elemento di forte attrattiva per chi viene da Paesi extra-UE in questa scelta è la possibilità di fare acquisti personali e avere il rimborso dell'Iva» prosegue il Country Manager di Global Blue Italia.

 

«Paesi come Germania, Gran Bretagna, Spagna hanno eliminato da tempo la soglia minima di spesa per il tax free shopping: significa che da loro il rimborso è previsto spendendo qualsiasi cifra, anche pochi euro. In Italia, al contrario, abbiamo ancora una delle soglie più alte in Europa: per poter avere il rimborso dell'Iva i turisti devono spendere per ogni acquisto almeno 154,95 euro, le vecchie 300.000 lire del 1993. Alla Camera sono stati presentati alcuni emendamenti che proponevano di abbassare anche in Italia questo livello minimo di spesa, ma sembra che tra i 1.200 emendamenti che verranno posti in votazione non ci sia spazio per questo tema. Sarebbe stata un'occasione davvero importante, per consentire agli operatori di avere uno strumento in più di attrazione nei confronti dei turisti e per non lasciare sul campo un ulteriore pezzetto di competitività italiana nei confronti dei nostri vicini europei».



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