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domenica 17 dicembre 2017

Biotestamento. I medici cattolici di Milano salutano con favore la legge approvata

A.M.C.I. - Associazione medici cattolici italiani - Sezione di Milano

L'obiezione del medico non si pone perché il medico può disattendere le DAT quando sono palesemente incongrue


17 dicembre 2017 – I Medici Cattolici di Milano salutano con favore la norma sul biotestamento approvata dal Parlamento.

La mediazione trovata a livello parlamentare risponde in più parti al documento promosso da A.M.C.I. Milano sul tema disposizioni anticipate pubblicato nel 2009 anche sul tema alimentazione\idratazione.

"La legge, frutto di un onorevole compromesso, rispetta i dettami della Costituzione e la carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (diritto alla vita e alla salute). Rispetta l'autonomia decisionale del malato e al contempo l'autonomia professionale e responsabilità del medico. Valorizza la relazione di cura nella forte alleanza terapeutica medico-paziente e familiari, attraverso decisioni partecipate nella pianificazione delle cure. Garantisce la libertà del malato nella sua fragilità per non sentirsi abbandonato, né oggetto di un'applicazione rigida e impersonale di schemi terapeutici inadeguati o sproporzionati. Dice un no chiaro all'eutanasia e va ben oltre l'accanimento terapeutico. L'obiezione del medico non si pone perché il medico può disattendere le DAT quando sono palesemente incongrue"
– sottolinea il Dott. Alberto Cozzi, Presidente Associazione Medici Cattolici italiani – Sezione di Milano.

Legge su biotestamento: la soddisfazione della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI)

GRANDE SODDISFAZIONE DEI LUTERANI IN ITALIA PER IL VARO DELLA LEGGE SUL FINE VITA

Pochi mesi fa, la Chiesa Luterana aveva auspicato che venisse presto colmato il vuoto normativo in materia di biotestamento.



Roma, 17 dicembre 2017– La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell'intera penisola, rende noto – attraverso le parole del Decano Heiner Bludau – di aver accolto con grandissima soddisfazione l'approvazione della legge sul cosiddetto testamento biologico avvenuta ieri da parte del Parlamento italiano.

"Il risultato raggiunto – dopo tanti mesi di incertezze e confronti anche aspri in Assemblea – colma un vuoto normativo che, per anni, ha determinato effetti pesanti e drammatici su troppe famiglie italiane. Come già dichiarai nei mesi scorsi, per noi luterani, nessuno al di fuori di Dio può o deve disporre il momento della morte propria o altrui. Ecco perché abbiamo sempre rifiutato qualsiasi ipotesi di aiuto attivo a morire, quale l'eutanasia attiva o l'assistenza al suicidio. Ma la nuova legge riconosce un principio per noi fondamentale: quando la morte è inevitabile, è preferibile dare la priorità a una fine dignitosa rispetto a un artificiale prolungamento della vita. Quel vuoto normativo, peraltro, abbandonava alla propria solitudine non solo il morente e i propri familiari, ma anche medici e operatori di cura, proprio nel momento dell'assunzione di decisioni di enorme rilievo. Da oggi non è più così" afferma il Decano Bludau.

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, nello scorso marzo, aveva rivolto un appello affinché venisse presto colmato il vuoto normativo sul tema, proprio in occasione dell'avvio del dibattito sul disegno di legge presso la Camera dei Deputati e in concomitanza con la pubblicazione del "Vademecum per il fine vita da una prospettiva cristiana" elaborato dalla stessa CELI per offrire un orientamento sul tema delle direttive anticipate di trattamento da molteplici prospettive: teologica, etica, medica e giuridica.

"Sono davvero convinto che – come in tanti hanno sottolineato – oggi l'Italia abbia compiuto un grande passo di civiltà. Il Salmo 90,12 recita: 'Facci capire che abbiamo i giorni contati, allora troveremo la vera saggezza'. Ecco, la concezione luterana è fondata sulla Bibbia da cui ha origine l'attitudine ad accettare il limite della vita e a integrare il poter-dover lasciar andare. Al contempo, era inevitabile che la regolamentazione normativa di una materia tanto complessa portasse spesso il confronto d'idee a sfociare in contrasti ideologici, talvolta anche esasperati. Ora è importante superare questi contrasti, comprendendo anche chi, oggi, si sente smarrito davanti a un cambiamento così rilevante per ciascun individuo, ogni famiglia, l'intera società" conclude il Decano Bludau.



Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI)
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, statutariamente bilingue, italiana e tedesca, è un ente ecclesiastico che attualmente raggruppa 15 comunità, dalla Sicilia all'Alto Adige. I suoi rapporti con la Repubblica Italiana sono regolati dalla legge n° 520 del 1995 (Intesa secondo l'art. 8 della Costituzione).

La più antica comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano Martin Lutero nel 1517.

Capace di evolvere con la società, oggi la CELI è fortemente impegnata non solo nella cura delle anime, ma anche in numerosi ambiti quali cultura, sanità, scuola, assistenza a poveri e immigrati, educazione ambientale, pari opportunità uomo-donna, difesa delle diversità e lotta alle discriminazioni, partecipazione al dibattito etico, religioso e politico.

Proprio per questo impegno, la Chiesa Luterana – una chiesa senza grandi patrimoni - riceve ogni anno la fiducia e il sostegno di tantissimi italiani che scelgono di destinarle l'otto per mille sulla dichiarazione dei redditi: così, dal resoconto 2016, emerge che nel 2012 (ultimo dato disponibile) le firme a favore della CELI sono state circa 48.000.



Redazione del CorrieredelWeb.it

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