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sabato 21 luglio 2018

Fipe, non siano esercenti a pagare stop Consip a Qui!Group

STOP DA CONSIP A QUI!GROUP, FIPE: "PREOCCUPATI, SI APRA URGENTEMENTE UN TAVOLO DI CONFRONTO"

Roma, 20 luglio 2018 – "Apprezziamo che finalmente anche Consip abbia preso atto di un problema che denunciamo da mesi, ma adesso è il momento di concordare un piano di azione per evitare che sulle nostre imprese si scarichino gli effetti negativi determinati da questa situazione di grave incertezza. È per questo che chiediamo a Consip di avviare al più presto un tavolo di confronto per valutare in che modo debba essere gestita questa fase di transizione dal momento che, tra le ipotesi formulate, quella in cui si invitano le pubbliche amministrazioni a portare i contratti fino a scadenza naturale non ci piace per niente perché significa che saremo noi a rimanere con il cerino acceso in mano. Da questo punto di vista condividiamo la richiesta dei sindacati della funzione pubblica per un intervento del Ministro Giulia Bongiorno finalizzato a fare chiarezza sui buoni ancora in circolazione. La decisione di Consip è la conferma di quanto la Federazione sollecita da tempo, ovvero della necessità di inserire il rating di affidabilità degli emettitori come criterio fondamentale per l'assegnazione delle gare".

Questa la posizione di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, espressa dal Vice Presidente Vicario Aldo Mario Cursano, in merito alla risoluzione da parte di Consip della convenzione "Buoni Pasto ed 7" – relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia) e lotto 3 (Lazio) aggiudicati alla Qui!Group SpA, per i buoni pasto delle pubbliche amministrazioni.



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Lombardi Segni e Associati e lo Studio Clarich vincono in Consiglio di Stato per Siram S.p.A.

Lombardi Segni e Associati e lo Studio Clarich vincono in Consiglio di Stato per Siram S.p.A.

Milano, 20 luglio 2018 - All'esito di un lungo e complesso iter processuale, lo studio Lombardi Segni e Associati e lo studio Clarich, con – rispettivamente – il partner Mauro Pisapia e il prof. Marcello Clarich (entrambi in foto), hanno ottenuto dal Consiglio di Stato nell'interesse di Siram S.p.A. (società leader nel settore dei servizi energetici e facente parte della multinazionale francese Veolia) la revocazione di due sentenze precedentemente emesse dallo stesso Consiglio di Stato in relazione a due rilevanti commesse Consip relative al servizio integrato energia per le Pubbliche Amministrazioni (c.d. gara SIE3), del valore complessivo di oltre 220 milioni di euro.

A seguito di tali pronunce, nell'ambito delle quali hanno tra l'altro trovato applicazione principi che l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha di recente fissato con diretto e specifico riguardo alla posizione di Siram S.p.A., quest'ultima è riuscita a farsi riconoscere nuovamente dal Giudice amministrativo l'aggiudicazione di due lotti di cui aveva già ottenuto l'affidamento in sede di gara, ma che le erano stati sottratti con le due sentenze ora revocate.



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giovedì 12 luglio 2018

La Corte Costituzionale annulla la legge veneta sulle sanzioni da 3600 euro per chi disturba i cacciatori. Zanoni: Un sonoro ceffone a Zaia e Berlato



La Corte Costituzionale annulla la legge veneta sulle sanzioni da 3600 euro per chi disturba i cacciatori. Zanoni: "Un sonoro ceffone a Zaia e Berlato che promulgano e propongono leggi indecenti e incostituzionali"

 

Venezia, 13 luglio 2018 

Dopo che il Governo il 10 marzo 2017 aveva impugnato alla Corte Costituzionale la legge 1/2017 che prevedeva sanzioni da 600 a 3600 euro per chi disturba o turba i cacciatori, perché ritenuta incostituzionale, ora arriva il responso della Corte Costituzionale che con la Sentenza 148 /2018 depositata oggi 11 luglio 2018 annulla definitivamente la legge veneta.

Si legge nella Sentenza della Corte: "Le norme impugnate, quindi, attengono a comportamenti che pregiudicano la «ordinata e civile convivenza nella comunità nazionale» (tra le altre, sentenze n. 108 del 2017, n. 300 del 2011, n. 274 del 2010, n. 129 del 2009), e in quanto tali sono riconducibili alla materia «ordine pubblico e sicurezza» di cui alla lettera h) del secondo comma dell'art. 117 Cost., pur nella lettura rigorosa che questa Corte ha operato della stessa.(… omissis …)  "per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Veneto 17 gennaio 2017, n. 1 (Norme regionali in materia di disturbo all'esercizio dell'attività venatoria e piscatoria: modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 "Norme regionali per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio" e alla legge regionale 28 aprile 1998, n. 19 "Norme per la tutela delle risorse idrobiologiche e della fauna ittica e per la disciplina dell'esercizio della pesca nelle acque interne e marittime interne della Regione Veneto")."

Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd e Vice presidente della Commissione Ambiente ha dichiarato: "Sono estremamente felice di questo esito perché contro questa legge indecente, voluta da Berlato e promulgata da Zaia, ho condotto, sia nelle commissioni che in aula, una strenua battaglia provvedendo ad inviare, dopo la sua approvazione, una nota al Governo affinché la impugnasse.  Questo è un sonoro ceffone a Zaia e Berlato che continuano a promulgare e proporre leggi indecenti e incostituzionali.

Questa bocciatura era nell'aria perché era chiaro dall'arringa del relatore, il giudice Giancarlo Coraggio, del 5 giugno scorso, nell'udienza pubblica alla quale ho voluto essere presente a Roma, che questa norma era ritenuta incostituzionale e perciò da cassare. Come può una regione civile pensare che sia legittimo far sanzionare un libero cittadino che vuole difendersi con la sola protesta e con le sole parole, dalla prepotenza di un cacciatore armato fino ai denti che gli spara sotto casa, addirittura con una multa di 3.600 euro?

Berlato sarà ormai alla disperazione, prima la bocciatura da parte dei sindaci del Parco Colli della sua norma taglia parco, poi la bocciatura della Corte Costituzionale della L.R.18/2016 su nomadismo venatorio, caccia al Cormorano, deroghe all'opzione di caccia, caccia da natante, consigli direttivi dei Comprensori alpini, adesso la L.R.1/2017 sulle sanzioni da 3600 euro ai cittadini veneti che disturbano o turbano i cacciatori. Berlato nel tempo non fa altro che collezionare sonore e continue bocciature per incostituzionalità delle sue fantasiose e indecenti leggi

Chissà che Berlato decida finalmente di mettersi a studiare quanto meno l'abc del diritto e soprattutto la Costituzione! Sarebbe il caso che Berlato si dedicasse all'ippica, forse lì otterrebbe maggiori successi dato che finora a vantaggio dei sui sostenitori, i cacciatori veneti in deroga, è riuscito solo a far cambiare il loro menu: da polenta e "osei" come i Fringuelli a polenta e Nutrie, l'unica legge che non gli hanno bocciato.

Zaia poi dovrebbe farla finita una buona volta di promulgare e assecondare queste leggine nate già morte dato che poi, nella pratica, le bizzarre manie legislative inconcludenti di Berlato si traducono in un esborso certo di denaro dalle tasche dei cittadini: basti pensare alle ore di dibattito delle commissioni, del Consiglio, le ore di lavoro degli uffici regionali,  i costi da sostenere per i contenziosi in sede costituzionale, quando in Veneto sul tavolo di lavoro ci sono problematiche di gravissimo rilievo che giacciono da mesi.

Questa è una vittoria dei cittadini onesti e rispettosi della legalità, una vittoria delle associazioni che hanno scritto al Governo contro la legge come LAC, LAV, ENPA, Legambiente, LIPU, WWF, Grig, IAMS, e di quelle che assieme alle prime hanno manifestato ripetutamente e tenacemente a Venezia come Oipa, Uepa, Liberi Tutti, CPV, Meta nonché di tutti quei cittadini che hanno manifestato e scritto email di protesta.





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FISCO: CARTELLE ESATTORIALI ANNULLABILI SOTTO I 100.000 EURO, MA SOLO FINO AL 2014

FISCO: CARTELLE ESATTORIALI SOTTO I 100.000 EURO, ANNULLABILI MA SOLO FINO AL 2014

Il Difensore Patrimoniale: "Flat Tax non attuabile con le cifre recuperabili dalla Pace Fiscale". E nel frattempo piovono ipoteche e pignoramenti

 

Milano, 13 luglio 2018 – Nei giorni scorsi, durante il suo intervento alla cerimonia del 244esimo anniversario della Guardia di Finanza, il Ministro degli interni Salvini ha lanciato la proposta di "Chiudere da subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100mila euro". "Si tratta però di un provvedimento che toccherebbe esclusivamente i debiti fino al 2014, mentre resterebbero comunque fuori tutti i debiti dal 2015 in poi, per i quali continuerebbero ad arrivare pignoramenti, fermi amministrativi ecc.", afferma Carmine Carlo, fondatore di CFC Legal, la prima azienda legale in Italia, specializzata in consulenza ed assistenza in procedimenti giudiziali e stragiudiziali a difesa dei contribuenti, imprenditori e aziende dall'azione dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

 

C'è poi un'ulteriore domanda: "Parliamo di cartelle fino a 100.000 euro o di debiti complessivi fino a 100.000 euro? Può sembrare la stessa cosa ma c'è una bella differenza. Se, come si legge sui giornali, si parlasse di singole cartelle ci troveremmo di fronte a un paradosso: un contribuente con una cartella ed un debito complessivo di 101.000 euro non potrebbe aderire alla pace fiscale mentre un contribuente con 9 cartelle da 99.999 euro per un debito complessivo di circa 1 milione di euro potrebbe aderire. Molto probabilmente ci si riferisce ai debiti complessivi e allora cosa succede se un contribuente ha 99.999 euro di debiti ed un altro 101.000? Il secondo potrà aderire alla pace fiscale per 100.000 euro o invece sarà completamente escluso per avere superato la soglia di soli 1.000 euro?", si chiede ancora Carmine Carlo.

 

Il Governo sta inoltre cercando le risorse per accelerare la pace fiscale. Pace Fiscale e Flat Tax sono argomenti che tengono banco ormai da qualche settimana. Non solo perché toccano da vicino ogni imprenditore e professionista ma anche perché, seppur condivisibili e auspicabili, radicano la propria attuabilità in alcune inesattezze. Per dirla con Carlo Carmine, "I conti non tornano".

 

Iniziamo dalla Flat Tax che, quale punto qualificante del programma del Centro Destra alle scorse elezioni, è sotto i riflettori: "Per attuarla serviranno circa 50 miliardi di euro da intercettare nell'attuazione della seconda grande manovra prevista e connessa: la Pace Fiscale", spiega Carlo, specializzato in Diritto Tributario Internazionale presso l'Università Bocconi di Milano e, successivamente, in Fiscalità Internazionale e Fiscalità Finanziaria e delle Operazioni Straordinarie di Imprese, oltre che autore del libro "Liberati da Equitalia | AER" (Bruno Editore).

 

"Qui nascono le prime perplessità poiché, secondo le stime dell'attuale Governo, la Pace Fiscale dovrebbe restituire alle casse dello Stato circa 50 miliardi di euro. Ma non sono stati valutati alcuni 'dettagli' fondamentali – prosegue Carlo – In termini pratici, la Pace verrebbe raggiunta attraverso il versamento di una somma pari al 6% del dovuto per imposte, sanzioni, interessi e accessori (ma non per i contributi Inps), nel caso in cui il debitore non sia proprietario di alcun immobile ed abbia indicato nell'ultima dichiarazione dei redditi un imponibile inferiore a 18 mila euro, del 10% per un reddito dichiarato imponibile inferiore ai 24 mila euro e del 25% per tutti gli altri (per un debito massimo pari a 200 mila euro)".

A proporre la "Pace", attraverso l'"Atto Camera n. 3170 del 15 giugno 2015", è stato l'onorevole Fedriga della Lega.

 

L'obiettivo della proposta è rintracciare i fondi per finanziare la Flat Tax ma, secondo Carlo, proprio qui arriva il primo intoppo. "I fondi necessari si fermerebbero, nella migliore delle ipotesi, a soli 10 miliardi di euro del 'saldo e stralcio'".

Come dichiarato dall'ex n° 1 di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, i debiti ad oggi esigibili dallo Stato sarebbero di 817 miliardi di euro. "Una cifra notevole, a cui si arriva però considerando le somme dovute anche da soggetti falliti, da persone decedute, da imprese cessate, da nullatenenti, dai tanti per cui la riscossione è sospesa per i provvedimenti di autotutela emessi da enti creditori o sentenze dell'autorità giudiziaria e da quanto dovuto da contribuenti rispetto ai quali Equitalia ha già tentato invano azioni di riscossione. Le azioni di recupero potrebbero ragionevolmente avere efficacia su appena 51,9 miliardi di euro di quella cifra".

 

Ma non è finita: "Dai 52 miliardi in "magazzino" si scende a 41 dopo aver sottratto le somme della Rottamazione e delle Rottamazione Bis, incluse sanzioni e interessi", aggiunge il Difensore Patrimoniale.

"La raccolta sarebbe molto più bassa rispetto alle attese, e, seppur ipotizzassimo la massima adesione alla manovra - ma non sarà così perché aliquote, debiti e patrimoni includono saldi e stralci per anche il 6% - con l'applicazione unanime dell'aliquota del 25%, si potrebbe contabilizzare un introito massimo 10,25 miliardi, pagabile in due anni. Una cifra di gran lungo lontana dai 50 miliardi prospettati, dichiarati e attesi", chiarisce ancora Carlo.

 

"Da Difensore Patrimoniale che giorno per giorno vive le richieste e le esigenze degli imprenditori italiani, mi sento di condividere due scetticismi – prosegue Carlo - Il primo, dati alla mano, è riferito ai numeri e al fatto che con la Pace Fiscale non sarebbe possibile in alcun modo raggiungere l'attesa somma per rimpinguare le casse dello Stato e finanziare la Flat Tax considerando, oltretutto, che un annuncio del genere sta facendo vacillare tutti quei contribuenti pronti a versare la prima rata della Rottamazione Bis, con la quale lo sconto atteso era in media del 30% (mentre con la Pace Fiscale si potrebbe arrivare addirittura al 94%)".

Il secondo aspetto negativo è presto deducibile. "Mentre imprenditori e professionisti attendono le decisioni del Governo non sanano le proprie situazioni. Ne consegue che, soprattutto in questo periodo, sono moltissimi quelli che decidono di non pagare, non affrontando di fatto la situazione pendente. Sono convinto che la Pace Fiscale possa aiutare davvero tanti contribuenti che, per via della crisi, si trovano in difficoltà con l'Agenzia delle Entrate/Riscossione, ma di è fondamentale importanza la tempistica. Gli annunci ed i proclami fanno male a tutti. Alle casse dello Stato perché le persone attendono e non pagano, alle aziende e alle famiglie che nell'attesa ricevono ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi", conclude Carmine Carlo.

 


CFC Legal è la prima azienda legale in Italia, specializzata in procedimenti a difesa di cittadini e aziende dall'azione dell'Agenzia delle Entrare Riscossione.  Offre una vasta gamma di servizi e consulenza legale, fiscale e contabile, opponendosi da sempre all'illegittimità delle procedure di riscossione tasse e tributi. 

Grazie all'esperienza dei soci fondatori nel settore legale e fiscale e alla selezione dei collaboratori, la CFC Legal assiste ogni giorno professionisti e imprenditori nelle questioni relative ai procedimenti contro Equitalia | AER, annullando pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche e intimazioni di pagamento. 



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martedì 10 luglio 2018

Normativa. Stop dell'Antitrust alle clausole di esclusiva dei radiotaxi a seguito della segnalazione di mytaxi Italia

Antitrust sul mercato taxi: stop alle attuali clausole di esclusiva dei radiotaxi di Milano e Roma a seguito della segnalazione pervenuta da parte di mytaxi Italia
 
  • L'Antitrust conclude le istruttorie sulle clausole di esclusiva dei radiotaxi di Milano e Roma
  • Accertato che le clausole di esclusiva costituiscono reti di intese verticali restrittive della concorrenza, limitando la libertà di scelta di tassisti e la possibilità di usufruire di un servizio di qualità per i passeggeri
 
Milano, 10 luglio 2018 - L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è pronunciata in merito al mercato taxi, stabilendo che le clausole di esclusiva presenti nei regolamenti dei principali radiotaxi di Milano e Roma risultano restrittive della concorrenza. Si sono, infatti, conclusi i due procedimenti istruttori avviati dall'Antitrust a gennaio 2017, su segnalazione di mytaxi Italia, per analizzare le conseguenze sul settore dell'esclusiva imposta ai tassisti, che da ieri per l'Autorità costituisce "reti di intese verticali restrittive della concorrenza in violazione dell'articolo 101 del TFUE, nella misura in cui vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi". L'Autorità ha inoltre verificato che la presenza delle clausole di esclusiva non ha alcuna giustificazione di natura giuridica o economica.
 
"Siamo decisamente soddisfatti dell'esito pronunciato dall'Antitrust in merito alle clausole di esclusiva. Il provvedimento permetterà ai tassisti di scegliere liberamente con quali e quanti operatori lavorare e a tutti i nostri passeggeri di avere a disposizione una flotta taxi più ampia ed un servizio ancor più efficiente e di qualità. – commenta Barbara Covili, General Manager di mytaxi Italia – Operiamo in tutta Europa solo con tassisti con licenza e nel pieno rispetto delle leggi vigenti, innovando un settore storicamente tradizionale senza però stravolgerne le fondamenta. Le clausole di esclusiva limitavano le possibilità di scelta dei tassisti e la nostra segnalazione all'antitrust è nata proprio per rispondere a una esigenza fortemente sentita da tutti i tassisti, ovvero quella di poter lavorare con più operatori contemporaneamente, come già accade in altri paesi europei, come ad esempio la Germania."
 
La decisione dell'Antitrust, in relazione ai radiotaxi di Roma e Milano, garantisce dunque a tutti gli operatori del settore, di poter sviluppare il loro business secondo le proprie potenzialità e il principio di leale concorrenza nel mercato, puntando anche ad una ottimizzazione del matching tra domanda e offerta. Ciò si traduce, infatti, per gli utenti del taxi, in una riduzione dei tempi di attesa e, di conseguenza, del costo della corsa, mentre, per i tassisti, nella possibilità di utilizzare diverse fonti di dispacciamento corse, aumentando il proprio lavoro e le proprie entrate.
 
"La portata storica della decisione dell'Antitrust avrà conseguenze nel settore taxi non solo in Italia ma anche all'estero", aggiunge Andy Batty, Direttore Generale ad interim di mytaxi.  "mytaxi è, infatti, un'azienda innovativa basata su una app che opera su larga scala in tutta Europa, ma che, allo stesso tempo, rispetta le regole locali di ogni mercato in cui è presente, collaborando con clienti, tassisti e amministrazioni pubbliche per mantenere gli standard del servizio elevati e per garantire la migliore esperienza possibile a bordo di un taxi. La pronuncia dell'Antitrust ci permetterà di espandere ulteriormente i numerosi benefici apportati da mytaxi, come l'internazionalità, la facilità di utilizzo e la trasparenza del servizio, anche in nuove città italiane in cui siamo pronti a lanciare."
 

About mytaxi
mytaxi è stata fondata nel giugno del 2009 ed è la prima taxi-app al mondo a stabilire un collegamento diretto tra tassista e passeggero. Con oltre 10 milioni di passeggeri e 100.000 tassisti, mytaxi è la App leader in Europa nel settore delle chiamate taxi. Da settembre 2014, mytaxi è parte di Daimler Mobility Services GmbH (Gruppo Daimler). A luglio 2016, mytaxi ha annunciato la fusione con Hailo, App leader in Regno Unito e Irlanda per la prenotazione dei taxi, raggiungendo un importante traguardo che ha permesso di rafforzare ulteriormente la sua leadership di mercato. Con più di 500 dipendenti in 26 uffici, mytaxi è presente in oltre 150 città europee. Eckart Diepenhorst è il CEO ad interim di mytaxi. 


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venerdì 6 luglio 2018

Il Parlamento UE blocca la Direttiva sul copyright. ANSO: «Una vittoria per i piccoli editori»

Il Parlamento UE blocca la Direttiva sul copyright. ANSO: «Una vittoria per i piccoli editori»

Il Parlamento Europeo ha respinto la riforma del copyright. Con 318 voti contrari, 278 a favore e 31 astenuti, è la prima volta che il Parlamento di Strasburgo vota contro un mandato di una commissione. 

Una settimana fa, infatti, la commissione Affari giuridici (JURI) aveva dato parere favorevole alla direttiva, portandola così alla votazione nella plenaria di oggi, giovedì 5 luglio, e ponendo gli europarlamentari davanti alla scelta di dare il via al mandato o di rimandare il fascicolo alla commissione JURI per essere ridiscusso. 

L'esito, per nulla scontato, è stato il secondo: la plenaria ha respinto il mandato negoziale proposto dalla commissione giuridica.

L'Associazione nazionale della stampa online (ANSO) è stata l'unica in Italia ad aver denunciato ripetutamente i pericoli di questa direttiva e, a differenza delle altre associazioni di editori, si è apertamente schierata contro, dando vita a Media Publishers, la coalizione europea di editori innovativi di cui ANSO e altre 8 importanti associazioni europee del settore fanno parte.


«Quando abbiamo iniziato questa nostra battaglia - spiega Matteo Rainisio, vicepresidente di ANSO - eravamo osteggiati da tutti, ma non ci siamo fermati davanti alle grandi lobby e al peso della Commissione Europea. Come Davide contro Golia abbiamo continuato a far sentire la nostra voce e non ci siamo mai fermati nemmeno dopo il voto in commissione. Oggi per noi piccoli editori è un giorno di festa: internet è ancora libero e i link sono salvi».

Molte organizzazioni europee, tra cui Wikipedia, che ha protestato chiudendo le sue pagine, si sono schierate contro questa nuova riforma considerata "una minaccia per Internet".

«A nome di tutti gli editori nativi digitali, ANSO ringrazia tutti gli europarlamentari italiani che hanno votato contro la direttiva e in particolare la decisione di esponenti di spicco dell'attuale governo per essersi schierati apertamente contro la volontà della commissione europea», conclude Rainisio.



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giovedì 5 luglio 2018

INDUSTRY 4.0: LA LEGGE DI BILANCIO 2018 RICONFERMA GLI INCENTIVI

INDUSTRY 4.0: LA LEGGE DI BILANCIO 2018 RICONFERMA GLI INCENTIVI

 

La quarta rivoluzione industriale, la cosiddetta Smart Manufacturing o Industry 4.0, seppur con livelli di diffusione e maturità diversi, è già in atto anche nel nostro Paese. Secondo i dati elaborati dall'ultimo Osservatorio sullo Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano le imprese italiane hanno iniziato ad investire in tecnologie come Internet of Things, Big Data e Cloud computing, sistemi di produzione automatizzati, dispositivi wearable e nuove interfacce uomo/macchina o stampa 3D, facendo rilevare un buon fermento: sono state individuate 135 applicazioni, in ambiti molto diversi, all'interno di 43 aziende manifatturiere analizzate.

 

"Come evidenziato anche nel rapporto del Politecnico, l'innovazione digitale nelle fabbriche potrebbe rappresentare la chiave di svolta per la ripresa ed il rilancio dell'industria italiana che vede, nell'interconnesione dei processi, la possibilità per le imprese di recuperare in efficienza e flessibilità ad oggi, elementi imprescindibili per competere su un mercato in continua e rapida evoluzione." Commenta Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia che aggiunge: "Gli imprenditori ne stanno prendendo sempre più consapevolezza ed hanno sempre più iniziato ad introdurre, all'interno delle loro strategie, componenti tecnologiche più o meno sofisticate. Ne sono una conferma i dati divulgati nel rapporto "Piano Nazionale Impresa 4.0" del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che evidenziano come dal 2017* gli investimenti in innovazione digitale delle imprese italiane siano incrementati di circa 10Mld di Euro."

 

Gli ambiti più toccati, secondo il rapporto, riguardano principalmente i Software, l'IoT, il Cloud e la Cybersecurity. Le medie e le grandi industrie sono più attive, rispetto alle piccole, con ottime previsioni di crescita anche per il 2018, anno in cui si stima un importante aumento, di circa il 38%, degli investimenti in formazione e, del 25%, in reclutamento di forza lavoro qualificata.

 

"Risulta evidente, dunque, come ancora elevate siano le barriere per il pieno sviluppo della fabbrica del futuro. Alcune puramente strutturali, legate all'assenza di infrastrutture adeguate altre, invece, relative alla mancanza di una "cultura digitale" nelle decisioni aziendali, alla difficoltà di orientarsi sul mercato, caratterizzato da molteplici fornitori e da un'offerta tecnologica sempre più ampia e complessa ed alla necessità di aggiornare le competenze digital interne, per poter gestire questo cambiamento." Interviene Papadopoulos che continua "Le misure a sostegno del processo di digitalizzazione del sistema produttivo, varate dal Governo italiano, con il piano Industria 4.0, hanno fortemente contribuito a trainare la crescita dal 2016 ad oggi. Dai dati riportati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nel 2017* gli incentivi legati al Superammortamento e all'Iperammortamento hanno riscosso un grande successo tra le imprese, con un'adesione rispettivamente del 62% e del 48%, tanto da essere riconfermati anche nella Legge di Bilancio del 2018. Una nuova chance, dunque, per le aziende, per pianificare la propria roadmap verso il rinnovamento e la fabbrica connessa, in un'ottica di miglioramento e crescita continua"

 

Generalmente gli ammortamenti si applicano a beni materiali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti, nonché sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità, dispositivi per l'interazione uomo macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0. Ad essi si aggiungono incentivi per software che migliorino la gestione della supply chain, la fruizione immersiva, quindi realtà virtuale e aumentata, per la gestione e il coordinamento della logistica. Sono inclusi, dunque, dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l'integrazione, la sensorizzazione e/o l'interconnessione e il controllo automatico dei processi, utilizzati anche nell'ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti.

 

In tal senso Allnet.Italia, grazie alla collaborazione con Partner tecnologici di eccellenza, mette a disposizione degli operatori del settore un ampio ventaglio di soluzioni di ultima generazione. Componenti chiave, ad esempio, che rappresentano l'essenza nel mondo delle applicazioni per l'IoT, sono tag ed antenne utili alla realizzazione di evoluti impianti RFID Gen2 in banda UHF (Ultra High Frequency). Una tecnologia innovativa, oggi largamente impiegata per la gestione inventariale, per il tracciamento dei prodotti ed il controllo accessi, che permette di connettere in rete gli oggetti "taggati" e di scrivere o leggere, in tempo reale, informazioni personalizzate. Fanno parte sempre del ricco portfolio di Allnet.Italia: i dispositivi M2M e servizi cloud, completamente integrati e progettati per accelerare lo sviluppo delle applicazioni IoT, sistemi elettronici per la trasmissione dati wireless ed Ethernet in tutto il mondo tra cui, router 3G e LTE, sistemi di controllo flotta, tracker GPS per la sicurezza personale e gate controller per il controllo remoto di porte e, inoltre, soluzioni di monitoraggio Wireless all-in-one, in grado di rispondere efficacemente alla crescente richiesta di applicazioni verticali Machine-to-Machine in cui, l'osservazione da remoto di scenari diviene elemento di cruciale importanza in termini di manutenzione predittiva delle rotture e dei fuori servizio, con una ricaduta positiva a livello economico. Infine, completano l'offerta dell'azienda una vasta linea di differenti tipologie di sensori, in grado di fornire dati utili ed elaborarli in informazioni di alto livello.

 

"L'applicazione dei sensori nell'ambito dell'Industrial IoT assicura la rilevazione, in tempo reale, di tutta una serie di parametri all'interno della linea, che consentono di ottimizzare la produzione a garanzia di una più elevata qualità nel processo di manifattura." Aggiunge Emiliano Papadopoulos che conclude "E' importante però sottolineare che questo processo di digitalizzazione e di efficentamento, sta conoscendo un rapido sviluppo anche in Agricoltura e nelle gestione delle città. Si sente, infatti, sempre di più parlare di Smart agriculture e Smart Cities. Nel primo caso, i big data raccolti, ad esempio, dai sensori per il controllo delle condizioni micro-climatiche, permettono di ottimizzare i raccolti, di accrescerne la qualità e di rendere, altresì, più efficiente l'intera filiera produttiva. Anche per le aziende agricole italiane, il passaggio verso un'agricoltura 4.0 diventerà, presto, uno step obbligato per restare competitive sul mercato. Nella costruzione, invece, delle "smart cities" la rivoluzione digitale è ancora agli inizi. In tal senso, dagli edifici intelligenti, alla gestione del traffico, dei rifiuti e dell'illuminazione, i dati raccolti verranno analizzati con l'obiettivo di ottimizzare i consumi, ridurre gli sprechi e puntare ad un utilizzo più consapevole delle risorse. In tutti i casi, dunque, il processo di decisione è supportato da una maggiore informazione e consapevolezza dell'ambiente analizzato, a garanzia di interventi mirati e tempestivi volti ad assicurare prestazioni più elevate. "

 

*Fonte: Istat

 

ALLNET.ITALIA - Distributore ad alto valore aggiunto, specializzato in soluzioni innovative, nell'informatica e nelle telecomunicazioni. Fondata nel 2000 a Bologna si rivolge ai mercati professionali verticali, lavorando a stretto contatto con System integrator, ISP, installatori e rivenditori certificati, fornendo soluzioni di infrastruttura ed applicazioni ICT complete e personalizzate per le piccole e medie imprese, la pubblica amministrazione, il settore bancario e quello industriale. 



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martedì 3 luglio 2018

Normativa. DL TERRA DEI FUOCHI, M5S: CON COSTA AMBIENTE AL CENTRO DELL'AGENDA POLITICA

DL TERRA DEI FUOCHI, M5S: CON COSTA AMBIENTE AL CENTRO DELL'AGENDA POLITICA

ROMA, 3 LUGLIO 2018 - «Mettere al centro la Terra dei Fuochi, il tema del dissesto idrogeologico e quello dell'economia circolare vuol dire rimettere al centro dell'agenda politica l'ambiente e la salute dei cittadini». 

«Finalmente il Ministero dell'Ambiente potrà avere un ruolo attivo sui nostri territori, sia per quanto riguarda le competenze che i fondi. Ieri, con l'approvazione del dl in Consiglio dei Ministri, il Ministro Costa ha ribadito un concetto che per noi è fondamentale: l'ambiente rappresenta la spina dorsale del Movimento 5 Stelle». 

Ad affermarlo sono i senatori M5S della commissione ambiente.   


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BONUS IDRICO: PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO GRUPPO CAP SCENDE IN CAMPO PER RIDURRE I COSTI IN BOLLETTA DEI CITTADINI IN DIFFICOLTÀ

BONUS IDRICO: PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO GRUPPO CAP SCENDE IN CAMPO PER RIDURRE I COSTI IN BOLLETTA DEI CITTADINI IN DIFFICOLTà

 

Dal 1 luglio il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano insieme all'Ente di Governo dell'Ambito (EGA) stanzia 870 mila euro per il bonus idrico integrativo. Oltre al bonus standard, 15 euro in più per ogni componente dei nuclei famigliari aventi diritto

 

Si rinnova per il terzo anno consecutivo l'impegno di Gruppo CAP per offrire un sostegno concreto ai cittadini a basso reddito. Il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, insieme all'Ente di Governo dell'Ambito (EGA), ha stanziato 870.000 euro per il bonus idrico integrativo da assegnare alle famiglie numerose o in situazioni di disagio economico nei comuni serviti dall'azienda pubblica. Il contribuito prevede 15 euro per ogni componente dei nuclei famigliari aventi diritto, che si andrà a sommare al bonus sociale idrico erogato da ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambienti.

 

"Non solo efficienza del servizio e delle rete idrica: essere presenti sul territorio da 90 anni significa pensare in sinergia con i Comuni e l'ATO (Ambito Territoriale Ottimale) a iniziative di welfare concrete che mirino a migliorare la qualità della vita dei cittadini, spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Anche quest'anno, attraverso il bonus idrico integrativo vogliano offrire una forma di sostegno reale a favore delle famiglie a basso reddito, lavorando insieme alle amministrazioni comunali per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio".

 

A ogni famiglia che ne ha diritto, il bonus idrico di ARERA garantisce la fornitura di 18,25 metri cubi di acqua all'anno, pari a 50 litri al giorno per ogni componente del nucleo famigliare. Nell'ottica di dare continuità a un'iniziativa che si rinnova ormai dal 2016 a favore delle fasce più deboli, Gruppo CAP ha previsto quest'anno una quota integrativa che verrà assegnata automaticamente agli aventi diritto.

 

La domanda va presentata, in forma di autocertificazione, presso il proprio Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune come il CAF (Centro di Assistenza Fiscale), utilizzando gli appositi moduli. Tutte le domande accettate riceveranno automaticamente anche il bonus integrativo di Gruppo CAP.

 

Per ricevere maggiori informazioni e accedere alla modulistica, è possibile consultare il sito di ARERA o la sezione apposita del sito dell'ANCI. Per qualsiasi informazione è possibile anche consultare il sito di Gruppo CAP. 



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"Noi, minacciati e aggrediti dai detenuti", la richiesta di aiuto al Governo degli educatori delle carceri

"Noi, minacciati e aggrediti dai detenuti", la richiesta di aiuto al Governo degli educatori delle carceri 

Minacciati, oltraggiati e aggrediti. Dicono basta gli educatori dell'amministrazione penitenziaria, costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio. Gli ultimi episodi di Ariano Irpino e Sulmona, verificatisi ai danni del personale di Polizia Penitenziaria, rappresentano la spia di una situazione di criticità che ha ormai raggiunto il livello di guardia.  
Dopo aver costituito il coordinamento dei funzionari "giuridico-pedagogici", hanno chiesto alle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria di avviare un'azione comune per attivare sinergie tra i diversi operatori e migliorare un servizio pubblico indispensabile all'interno delle case circondariali.  

"La riforma penitenziaria, apprezzabile per alcuni aspetti e meno per altri  - osserva il presidente dell'Associazione nazionale Funzionari del Trattamento, Stefano Graffagnino, che lavora nel carcere di Caltanissetta -  non ha previsto alcun riconoscimento per il ruolo di tutti gli operatori che lavorano a contatto con il detenuto. Una scelta incomprensibile. E' urgente unire le posizioni e parlare con una sola voce".   

"Il funzionario giuridico-pedagogico - aggiunge Graffagnino - non è un "civile" come gli altri. Sullo stesso grava parte della responsabilità della restituzione alla società libera dei detenuti o della permanenza in carcere degli stessi. In molte strutture vive a contatto con i detenuti molte ore al giorno,  percepisce i loro disagi e frustrazioni e fronteggia le loro recriminazioni.  Gli operatori della sicurezza condividono con noi un contesto difficile, usurante, pericoloso. Da qui la necessità di sviluppare una strategia solidale.     
Il coordinamento, diventato nel frattempo "Associazione Nazionale funzionari del trattamento", preso atto della costituzione del nuovo governo, chiede adesso di interloquire in maniera più efficace con i vertici politico-amministrativi del Ministero della giustizia, per affrontare e risolvere le tante contraddizioni che presenta il sistema carcerario, esplicitate più volte anche dal Consiglio d'Europa".

Associazione nazionale Funzionari del Trattamento
Sede Legale via Borremans n. 98/B Caltanissetta
Sede Operativa via Del Segugio n. 24 Palermo


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domenica 1 luglio 2018

Normativa ambientale e efficientemento energetico. X-Monitor di Kerberos: la soluzione ideale per il Decreto 102

Il 4 luglio 2014 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 102 in attuazione della direttiva europea 2012/27/UE sull'efficientamento energetico.

Tale decreto trova applicabilità nel settore pubblico, nell'industria, nel privato e nei trasporti.

In modo particolare le grandi aziende - identificabili come strutture che occupano più di 250 persone e riportano un fatturato superiore ai 50 milioni di euro od un bilancio annuo superiore ai 43 milioni di euro - e le imprese "energivore CSEA" - realtà caratterizzate da elevati assorbimenti energetici - dovevano presentare all'ENEA entro il 5 dicembre 2015 (e successivamente ogni 4 anni) la Diagnosi Energetica relativa alla stima di consumo dei processi aziendali. Sebbene una buona parte delle realtà produttive abbiano adempiuto a quanto richiesto dalla normativa, le medesime sono tenute ad inoltrare entro il 5 dicembre 2019 un report delle misure di consumo provenienti da auditing o campagne di monitoraggio dei siti sottoposti alla Diagnosi Energetica con rilevazione dei dati per un periodo esteso a 12 mesi.

Quindi se in prima battuta per ottemperare alla legge era richiesta semplicemente una dichiarazione basata su calcoli di estimo, quanto prima occorre dotarsi di sistemi di monitoraggio e controllo precisi, affidabili e certificati.

Per evitare di incorrere in una sanzione pari a 40.000 euro per ogni anno di mancato adempimento, le aziende possono affidarsi a X-monitor, il sistema integrato chiavi in mano per il monitoraggio e la contabilizzazione analitica dei vettori energetici creato da Kerberos, azienda del gruppo EGO specializzata nello sviluppo di soluzioni per lo smart metering.

Rispetto alle soluzioni tradizionali, X-Monitor si distingue per il funzionamento 100% wireless a reti a maglie con tecnologia mesh: i parametri rilevati dai sensori/meter sono trasmessi via radio al gateway, pre-processati ed inviati alla piattaforma su canali 3G/4G mediante apposite SIM machine to machine su rete dedicata.

I dati raccolti sono quindi disponibili per la visualizzazione su X-Platform, la dashboard cloud based che permette di cogliere immediatamente anomalie nelle curve di consumo, temperature inattese o semplicemente accedere ai dati analitici storici per l'elaborazione precisa ed affidabile di report a consuntivo. My kerberos è già compatibile con le più diffuse piattaforme BI per un calcolo predittivo dei consumi.

I vantaggi di questo tipo di tecnologia sono evidenti. Se da un lato i collegamenti radio e i dispositivi alimentati a batteria abbattono i costi di cablaggio per l'installazione e rendono X-Monitor indicato per implementazioni retrofit degli impianti preesistenti, dall'altro veicolare i dati su rete APN dedicata, garantisce la massima sicurezza ed indipendenza dalla rete ethernet aziendale. Inoltre, la rete X-Monitor è autoriparante: la rete adatta le proprie connessioni alle diverse condizioni che si verificano a causa di cambiamenti ambientali, fisici ed elettromagnetici.



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giovedì 21 giugno 2018

Orari negozi, chiusure festive. Aspettiamo le decisioni del governo per il nuovo ordine. Più di un dubbio….

Orari negozi, chiusure festive. Aspettiamo le decisioni del governo per il nuovo ordine. Più di un dubbio….

Firenze, 21 Giugno 2018. Il ministro del Lavoro ha ripreso un suo motivo conduttore contro la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Lo aveva sostenuto quando era all'opposizione e lo sostiene ora che ha responsabilità esecutive. Coerente. Vedremo. Si ha l'impressione che, vista la materia e la sua marginalità pratica (sicuramente non teorica e di tendenza) rispetto alle questioni economiche generali, che si tratti più che altro di una tentazione per distinguersi dai precedenti dicasteri, soprattutto da quello del vituperato governo Monti che fece approvare la liberalizzazione, accusato dal nostro ministro di sudditanza agli affamatori eurocrati di Francoforte e Bruxelles. Che, anche se ora sembra che il cavallo di battaglia dell'uscita dall'euro (su cui aveva battagliato in campagna elettorale) sia stato messo in soffitta, una "bottarella" all'amico del presidente dell'epoca Giorgio Napolitano, sembra ci stia sempre bene (1). E l'occasione
sembra sia d'oro.
Il nostro ministro sembra che abbia i numeri in Parlamento per farsi valere in merito. Non solo, ma sembra che abbia anche un rilevante consenso da parte delle corporazioni del settore, sindacati e associazioni dei commercianti in primis. I numeri sono numeri. Ne prendiamo atto. Certo, ci sono anche i numeri che dicono il contrario di quello che sostiene il nostro ministro, cioé che la deregolamentazione degli orari abbia portato benefici a consumi e posti di lavoro ed equilibri urbani, ma siccome si tratta di numeri pronunciati da chi oggi non è maggioranza, veri o non-veri che siano, non contano niente. L'esposizione delle forze politiche dominanti, si sa, è maggiore, soprattutto quando i media fanno la corsa ad essere consenzienti. Era anche prima così, ed è altrettanto oggi (2).
E' molto probabile che, quindi, non andremo più a fare la spesa di domenica. Le chiese cattoliche non si riempiranno per questo di fedeli recuperati (la Chiesa romana ha sempre osteggiato le aperture domenicali, addebitando ad esse la colpa dello svuotamento delle chiese…. bontà loro). Ci saranno meno posti di lavoro (tecnicamente impossibile il contrario). Le zone urbane saranno più intasate grazie alla maggiore concentrazione di traffico e mobilità in orari più ristretti di quelli attuali. Inoltre, alcuni consumatori avranno meno tempo per scegliere con più dovizia i loro acquisti (con un calo della loro qualità di vita, quindi), perche' dovranno correre di più e farlo in orari mediamente ai limiti di quelli del loro lavoro: tutto a vantaggio di quei lavoratori che potranno andare a fare la spesa anche in orario di lavoro (lecito o meno che sia), e di quelle famiglie in cui l'angelo femminile del focolare potrà continuare ad essere tale perché non lavora fuori di
casa (sempre meno, in verità e – meno male, aggiungiamo noi -, ma questo sembra che non sia considerato nella razionalità delle decisioni).
E intanto continueranno ad esistere gli invisibili (considerati tali dagli anti-liberalizzatori). Cioé quei lavoratori che, domenica o non domenica, se venissero meno ci creerebbero non pochi problemi a tutti: ferrovieri e autisti vari, nonché taxisti, portuali e simili; dipendenti aeroporti, piloti e assistenti di volo; baristi e ristoratori; dipendenti ospedalieri; visto che siamo d'estate: dipendenti dei bagni marini; forze dell'ordine di ogni tipo; dipendenti di servizi idrici, energetici e delle telecomunicazioni; dipendenti dei media; dipendenti di musei e altre strutture pubbliche simili; … insomma, crediamo di aver ben esplicitato di cosa stiamo scrivendo.
E poi c'e' la Rete. Dove compriamo in posti che talvolta non sappiamo dove sono e a quale fuso orario fanno riferimento. Chissà se quelli soggetti alla legge italiana dovranno "chiudere" nei giorni festivi.
Tutte attività che continueranno a creare uno scombussolamento generale e diffuso di quell'ordine che dovrebbe essere invece instaurato dalle chiusure festive. Cambieranno? Vedremo.
Ci viene più di un dubbio che non si tratti di ordine…. Ma probabilmente abbiamo concetti e pratiche diverse di ordine pubblico rispetto al nostro ministro.

1 -  Certo, chissà cose sarebbe l'Italia oggi se Napolitano avesse fatto scelte diverse, ma questa è storia, un'altra storia.
2 – Anche se la parte politica del nostro ministro, quando era opposizione, tra le sue battaglie aveva anche quella delle verità mediatiche contrapposte alle mediatizzazioni di regime. Ma – nessuna novità – il potere fa questo e altro.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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