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L'impegno dei Ministeri dell'Interno e dell'Economia a prendere in considerazione il rinvio alla fine di ottobre del termine per avviare i lavori finanziati dal fondo di 500 ml che la legge di bilancio 2020(commi 29-37) ha stanziato per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. E' quanto ha ottenuto l'Anci nel corso della Conferenza Stato – Città che si è svolta al Viminale.
Il risultato dà seguito all'azione svolta dall'Anci che aveva perorato, già in fase di conversione del dl Semplificazioni, una proroga del termine inizialmente fissato al 15 settembre facendo leva sulle problematiche connesse all'emergenza Covid-19 e sulle numerose segnalazioni pervenute dai Comuni interessati. Il mancato rispetto del termine per dare avvio ai lavori avrebbe infatti comportato la revoca delle risorse già assegnate dal Ministero dell'interno per gli interventi programmati dalle singole amministrazioni comunali. Una conseguenza eccessiva venendo subito dopo una fase di grandi difficoltà organizzative e operative sia per i Comuni che per le imprese affidatarie delle opere.
Roma, 10 settembre 2020
STORICA SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO DELLA CALIFORNIA NEL CASO BOLGER CONTRO AMAZON.
LE PIATTAFORME MARKETPLACE RESPONSABILI IN SOLIDO PER I DIFETTI DEI PRODOTTI VENDUTI ANCHE DA RIVENDITORI TERZI.
Davide Rossi, Presidente di OPTIME:
"Giusto riconoscere la responsabilità delle piattaforme di intermediazione online non solo nei confronti degli utenti ma anche del fisco".
Ecco la sentenza: https://cases.justia.com/
Ed ecco il commento dell'Avv. Massimiliano Dona, presidente della Unione Nazionale Consumatori: https://www.facebook.com/
Davide Rossi, Presidente di OPTIME - Osservatorio per la Tutela del Mercato dell'Elettronica in Italia, commenta la rivoluzionaria sentenza della Corte d'Appello della California sul caso di una batteria per laptop esplosa in faccia all'acquirente alcuni mesi dopo l'acquisto:
"Bene quanto deciso dalla Corte d'Appello della California in merito alla sentenza Bolger vs. Amazon, che è assolutamente in linea con quanto OPTIME sostiene da tempo. Questa sentenza scardina l'"intangibilità" di Amazon così come quella di tutte le piattaforme analoghe.
I Marketplace online, in virtù dei molti ruoli che ricoprono nel processo di vendita e, soprattutto, della fiducia che i consumatori ripongono in essi, non possono essere considerati meri intermediari, e non possono pertanto sottrarsi alle proprie responsabilità.
Ci auguriamo che questa illuminata sentenza apra la strada a un ripensamento delle direttive europee in materia di e-commerce, che compiono vent'anni, e sono ormai arretrate e non rispondenti ai problemi attuali.
Intervenire nelle sedi europee competenti è ormai un passo imprescindibile non solo a tutela dei diritti dei consumatori ma anche per garantire concretamente la leale concorrenza tra operatori.
Non si pensi però che questo significhi lasciare le cose come stanno fino a quanto le nuove norme entreranno in vigore, già oggi è possibile applicare in via giurisprudenziale in Italia e in Europa i medesimi princìpi adottati dalla Corte californiana e daremo battaglia in tutte le sedi competenti affinché questo avvenga".
In allegato inviamo comunicato stampa e immagine di Davide Rossi, Presidente OPTIME.
FEDERAZIONE OPTIME
Ente senza scopo di lucro e interamente finanziato con risorse proprie delle associazioni e delle imprese aderenti, che ha come missione principale la tutela della leale concorrenza tra imprese operanti nel settore dell'elettronica di consumo in Italia e il rispetto delle norme imperative che disciplinano il settore a tutela dei consumatori e dell'economia nazionale nel suo complesso.
Nella propria gestione Optime adotta principi di trasparenza, inclusione e collegialità.
CHIUSURA ATTIVITÀ DI INTRATTENIMENTO
SILB: "NON CI SENTIAMO RESPONSABILI. DISCOTECHE CAPRO ESPIATORIO"
Roma, 16 agosto 2020 - "La conferenza Stato regioni decreta la chiusura delle attività di intrattenimento. Prendiamo atto del provvedimento, basato su un aumento dei contagi. Non ci sentiamo responsabili. Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte. In spiaggia, al bar, per strada, ovunque. Nonostante ciò tutte le attività restano aperte!" Così Maurizio Pasca, Presidente Silb Fipe - Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo - commenta la decisione di chiudere i locali da ballo.
"Ma la discoteca è come sempre un grandioso capro espiatorio. - continua Pasca - Capro espiatorio di piaghe sociali come l'alcol, la droga, la violenza, che secondo le statistiche trovano sfogo al di fuori di essa e non dentro. E ora, capro espiatorio di un virus che ci risulta di carica virale bassissima. Secondo il titolare del reparto di microbiologia di Treviso, addirittura difficile da trovare. Abbiamo sanificato, tracciato, imposto regole come tutti. E ora pare che l'avanzamento del virus sia imputabile a noi, ai giovani e alle vacanze! Ma una cosa faremo: osserveremo nei prossimi mesi se a discoteche chiuse il "contagio" si fermerà! Lo osserveremo attentamente. e agiremo di conseguenza. Per ora, chiediamo al Governo aiuti fattivi per le nostre aziende, che sono chiuse da fine febbraio e hanno dipendenti, affitti, tasse da pagare come tutte le altre realtà imprenditoriali".
"A fine emergenza, chiariremo a media e opinione pubblica la sostanza di un pregiudizio vergognoso. -conclude Pasca - Qualunque categoria sociale ha le pecore nere. Ciò non significa che la categoria sia nera. Se un insegnante vessa i ragazzi non significa che tutto il corpo docente sia da infamare. Se uno su tremila non rispetta le regole non significa che gli altri 2.999 siano rei di comportamenti irresponsabili. La discoteca è un luogo come altri. Gestita da imprenditori che fanno rispettare le regole. I comportamenti non sono imputabili al luogo, bensì agli esseri umani che li compiono. Dentro una discoteca così come altrove".
L'Azienda Sanitaria aveva negato con forza il rilascio dei files relativi al soccorso di una donna poi deceduta. Avv. Chiarini: "Per la prima volta, questo strumento è usato per ottenere l'adempimento di quanto previsto dalla legge Gelli in tema di ostensione della documentazione sanitaria ai pazienti. Una vittoria per i diritti di tutti"
I files audio delle chiamate al 118 sono una prova del comportamento dei sanitari e, in quanto tali, costituiscono parte della documentazione medica, e possono essere utilizzati in caso di accertamenti di condotte di malpractice sanitaria. A riconoscerlo ora è anche il Tribunale di Torino, che si è espresso in favore della famiglia di una donna residente a Torino, ora deceduta.
La donna aveva accusato un malore mentre si trovava in compagnia del marito. Subito era stato allertato il personale medico attraverso il 118. Dopo diversi minuti, l'ambulanza non era ancora arrivata e la donna sembrava peggiorare, l'uomo, quindi, aveva richiamato più volte i sanitari, sollecitando un loro pronto intervento, visto il rapido peggioramento della situazione. Nonostante l'arrivo dei sanitari, la donna, purtroppo, è deceduta, verosimilmente per attacco cardiaco.
La vicenda meritava senz'altro un approfondimento, in particolare sulla tempestività dei soccorsi, anche perché i dati della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione Onlus, dimostrano che, in caso di infarto, per ogni 10 minuti di ritardo si registra un 3% addizionale di mortalità. Il marito della donna aveva, quindi, richiesto i files audio delle chiamate fatte al 118, per poter valutare la condotta del personale medico. A tale richiesta, però, si era visto rispondere con un brusco diniego immotivato e ingiustificato, ottenendo il solo rilascio della scheda di intervento del 118, che presentava anche un errore circa la data del soccorso.
L'uomo, quindi, si è rivolto all'Avvocato Gabriele Chiarini, esperto di malpractice sanitaria, che ha presentato al Tribunale di Torino una richiesta formale di tale documentazione.
"Il messaggio più importante che possiamo trarre da questa vicenda è un monito di correttezza, rivolto a tutte le Strutture Sanitarie, in particolar modo quelle pubbliche, che devono contribuire al buon andamento e all'imparzialità della Pubblica Amministrazione ai sensi dell'art. 97 della Costituzione – Commenta l'Avvocato Chiarini - Solo attraverso un dialogo leale e costruttivo tra tutti gli operatori coinvolti sarà possibile garantire un equilibrio sostenibile in un campo tanto delicato qual è quello della responsabilità sanitaria, gettando le basi per una nuova "alleanza terapeutica" tra medico e paziente."
Chi è tormentato dai debiti ora potrà fare affidamento su un nuovo supereroe: Capitan Sdebito!
Legge3 .it, in collaborazione con Copy 'n Comics, ha realizzato un originale albo a fumetti che, ripercorrendo la storia personale di Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3 .it, vuole illustrare ai cittadini quali sono gli strumenti a loro disposizione per uscire da situazioni di sovraindebitamento.
Un fumetto che non ha nulla da invidiare ai classici Dylan Dog o Batman, che mostra la genesi di un supereroe, che poi decide di dedicare la vita ad aiutare chi è in difficoltà. Per la prima volta, uno strumento leggero e alla portata di tutti, anche dei bambini, come un albo a fumetti viene utilizzato per veicolare i contenuti di una legge.
Come in tutte le migliori storie di super eroi, il fumetto si apre con Bertollo alle prese con i suoi problemi economici e un cumulo di debiti che non fa che aumentare.
Sembra che non ci sia alcuna via di uscita, finché riceve una chiamata che gli cambia la vita.
Il suo avvocato è venuto a conoscenza della Legge 3, nota anche come Salva-Suicidi, che potrebbe aiutarlo a venire fuori da quella situazione, risolvendo i problemi con banche, finanziarie ed Equitalia.
Un provvedimento che, gli spiega, è poco noto perché relativamente recente e, soprattutto, poco sponsorizzato e sono pochi gli avvocati in grado di attuarlo.
Bertollo riesce ad uscire dai suoi guai, ma quante persone là fuori si trovano nella sua stessa situazione?
E se non avessero la fortuna di incontrare qualcuno in grado di applicare quella legge che gli ha salvato la vita?
Nascono, dunque, Capitan Sdebito e la sua azienda Legge3 .it, con l'unico scopo di far conoscere questiimportantissimi strumenti a quante più persone possibile, aiutando privati e cittadini ad uscire dai debiti.
"Decidere di mettermi a nudo in questo modo e raccontare un periodo della mia vita così delicato non è stato semplice. – Commenta Gianmario Bertollo – Credo, però, che la mia storia possa essere di aiuto a migliaia di persone che stanno vivendo oggi lo stesso inferno che ho vissuto io. Per me è impensabile no cercare di condividere con quante più persone possibile ciò che ho imparato. Oggi stiamo vivendo una situazione di forte crisi economica, che per molti aspetti ricorda quella del 2008, ed è compito di tutti fare ciò che si può per evitare che si verifichi lo stesso epilogo, con milioni di persone cadute in disgrazia e migliaia di suicidi per ragioni economiche."
Milano, 5 agosto 2020 - Torna a far discutere il decreto-legge recante "disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili" collegato alla legge di bilancio 2020, il cui articolo 36 faceva riferimento alla detassazione prevista dalla cosiddetta "Tremonti Ambiente" (art. 6, commi da 13 a 19, L. 388/2000) la quale prevedeva la possibilità, per gli imprenditori che avevano fatto investimenti nel mondo delle energie rinnovabili, di avere indietro il 20% della somma investita sotto forma di beneficio fiscale. Il decreto, emanato a ottobre del 2019, sostanzialmente sosteneva che i soggetti che hanno beneficiato di entrambe le misure avrebbero dovuto rinunciare agli sgravi fiscali e che le società che detengono impianti e che godono del III, IV e V conto energia, per mantenere il diritto alle tariffe incentivanti, avrebbero dovuto pagare una "somma determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione relativa alla detassazione per investimenti ambientali l'aliquota d'imposta pro tempore vigente".
Il Tar del Lazio si era già espresso i termini di legittimità del cumulo con sentenza n. 6784 depositata il 29 maggio 2019, chiarendo in termini inequivocabili che "il quadro normativo di riferimento depone nel senso della cumulabilità dei benefici in argomento, non risultando per nulla condivisibile la lettura a esso data dal GSE e dal Ministero dello Sviluppo Economico".
Ciononostante, il decreto legge di ottobre invitava gli imprenditori a restituire la somma percepita 'ingiustamente' entro il 30 giugno di quest'anno, pena la decurtazione o la perdita dell'incentivo del fotovoltaico, indipendentemente dal fatto che avessero usufruito o meno di tale beneficio.
Aceper si è fatta più volte portavoce dei diritti degli imprenditori tramite una denuncia presentata in commissione europea a fine gennaio, tramite diversi appelli ai vari Enti statali, e infine con una lettera indirizzata direttamente al Presidente Conte per chiedere la sospensione della scadenza del 30 giugno, al pari di tutte le altre scadenze fiscali, ma fino a oggi nulla si è mosso.
Fino a oggi, appunto, quando in Commissione Senato i senatori leghisti Montani, Arrigoni e Saviane si sono schierati a fianco di Aceper e hanno proposto un emendamento per chiedere al Governo di abolire il decreto legge e in particolare l'articolo 36, chiedendo anche la restituzione delle cifre ingiustamente già versate allo Stato e rinnovando l'istanza di dichiarazione di legittimità del cumulo Tremonti-incentivi, come già in passato aveva stabilito il Tar del Lazio.
"Siamo stupiti di come il Governo, considerata la situazione economica in cui versano imprenditori e aziende e l'estrema difficoltà ad adempiere a tutti gli adempimenti fiscali, non abbia tenuto conto dei nostri appelli così come di quelli di altre associazioni di categoria, di sospendere almeno il termine del 30 giugno. A ciò si aggiunge il fatto che continuiamo a considerare tale Decreto Legge illegittimo, a maggior motivo poiché la sua emanazione è avvenuta successivamente alla sentenza definitiva di un giudice che si è espresso in senso contrario", commenta a latere della vicenda Veronica Pitea, Presidente di Aceper.
ACEPER (Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili) nasce nel 2014 dall'iniziativa di un gruppo di imprenditori che ha investito nelle energie rinnovabili. Agendo come un hub di competenze e best practices, ACEPER assiste gli associati nella gestione delle problematiche legate agli impianti già installati, informandoli in modo comprensibile e tempestivo sulle novità di carattere legislativo, tecnologico ed economico. A fine 2018 l'associazione conta 1.770 aziende produttrici iscritte, per oltre 2.000 impianti di generazione di energia rinnovabile in tutt'Italia.
Roma, 31 lug – Snellire le normative agricole attraverso la definizione di Testi Unici su settori chiave per il Made in Italy, come già fatto per il vino; consentire la cessione del credito d'imposta previsto dal piano nazionale "Impresa 4.0" agli agricoltori che ne sono beneficiari; estendere l'ecobonus al 110% anche ai fabbricati rurali; eliminare l'obbligo di denuncia dei depositi di carburante per usi privati, agricoli e industriali. Queste le richieste principali di Cia-Agricoltori Italiani al Governo, nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del Dl Semplificazioni, ora al Senato.
Nel dettaglio, secondo Cia, sono più che mai necessari strumenti agili di semplificazione per il lavoro agricolo, da affiancare a uno snellimento delle norme, attraverso l'introduzione del Testo Unico anche in altri settori, come la zootecnia, per riunire in un unico atto tutte le regole e le disposizioni in materia, in modo snello e sistematico.
In una fase in cui la ripresa del sistema produttivo passa necessariamente anche per l'innovazione, è necessario consentire ai soggetti beneficiari del credito d'imposta del piano "Impresa 4.0", tra i quali gli agricoltori, la possibilità di optare per la cessione, anche parziale, del credito stesso. Un'opzione strategica di semplificazione -spiega Cia- che potrebbe allargare la platea dei destinatari e ampliare gli investimenti in digitalizzazione, come previsto dal piano del Mise e in linea con le sfide del Next Generation Eu.
Per Cia, inoltre, è opportuno far rientrare nel super ecobonus al 110% anche i fabbricati agricoli (come stalle, depositi, magazzini) e gli agriturismi, sempre in un'ottica di riqualificazione ed efficientamento energetico anche a tutela dell'ambiente, con soluzioni ad alto contenuto tecnologico, dai cappotti termici alla domotica.
Infine, per proseguire sulla strada della sburocratizzazione in agricoltura, Cia chiede la soppressione, con il Decreto Semplificazioni, dell'obbligo di denuncia dei depositi di carburante per usi privati, agricoli e industriali, per ora prorogato al primo gennaio 2021.
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