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venerdì 29 settembre 2017
Anci - Piccoli Comuni, Decaro: "Con legge si afferma loro specificità, ora più fondi e semplificazione"
giovedì 28 settembre 2017
Legge piccoli Comuni, Decaro (Anci): "Finalmente avviata l'agenda controesodo: ai borghi servono politiche differenziate"
LEGGE PICCOLI COMUNI, DECARO (ANCI): "FINALMENTE AVVIATA L'AGENDA CONTROESODO: AI BORGHI SERVONO POLITICHE DIFFERENZIATE"
"La dimensione demografica non è un difetto, lo spopolamento lo è. Ma lo spopolamento non è una sorte ineluttabile. Con l'approvazione di questa legge finalmente si sancisce la specificità dei piccoli Comuni, si fissa il principio basilare che questi centri hanno bisogno di politiche differenziate e di sostegno specifico rispetto alle loro peculiarità. E si mette un passo fondamentale per invertire la tendenza. Per quella "agenda controesodo" che l'associazione dei Comuni ha lanciato durante i lavori dell'assemblea del 30 giugno a San Benedetto del Tronto". Lo ha dichiarato il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, che, con un gruppo di sindaci di piccoli Comuni, ha assistito ieri ai lavori del Senato che hanno portato, questa mattina, all'approvazione del ddl il cui primo firmatario è Ermete Realacci.
I piccoli Comuni, definizione che ricomprende tutti quelli al di sotto dei cinquemila abitanti, sono 5.591 e rappresentano il 69,9% dei Comuni italiani. Occupano il 54% del territorio nazionale, e sono il luogo in cui vivono 11 milioni di persone. Dal 1971 al 2015 in quasi 2.000 piccoli Comuni la popolazione è diminuita di più del 20%. Ci sono problemi gravi in tremila comuni.
Un'inversione di tendenza, anche sulla base di una analisi statistica condotta da Anci è però possibile: 581 piccoli Comuni hanno fatto registrare un trend demografico positivo del 9 per cento circa tra il 2008 e il 2015. Dove si registra questo "controesodo" il reddito imponibile medio cresce più velocemente. Per consolidare questa controtendenza, sostiene Decaro, occorre "un finanziamento stabile, un bando destinato alle aree interne, sul modello del bando periferie, in sintesi serve uno strumento di sviluppo affidato ai Comuni".
"La legge appena approvata – spiega Decaro - mette a disposizione i primi fondi mirati, 155 milioni, e individua criteri precisi per la loro ripartizione tra i Comuni e i territori con particolari criticità: Comuni in aree con dissesto idrogeologico, con decremento della popolazione residente, con disagio insediativo, con inadeguatezza dei servizi sociali essenziali. Dà cioè gli strumenti per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni e per la riqualificazione e il recupero dei loro centri storici".
I primi cento milioni sono destinati al finanziamento di investimenti per tutela dell'ambiente e beni culturali, mitigazione rischio idrogeologico, salvaguardia e riqualificazione urbana dei centri storici, messa in sicurezza di infrastrutture stradali e istituti scolastici, promozione e sviluppo economico e sociale, insediamento di nuove attività produttive. A queste risorse si aggiungono altri 54 milioni per la progettazione e la realizzazione del sistema nazionale di ciclovie turistiche: ci sono i percorsi Verona-Firenze (Ciclovia del Sole), Venezia-Torino (Ciclovia Vento), da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) attraverso la Campania, di Basilicata e Puglia (Ciclovia dell'acquedotto pugliese), e per interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge i piccoli Comuni potranno presentare progetti e accedere a bandi pubblici istituiti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per il loro finanziamento. I piccoli Comuni avranno inoltre la precedenza nell'accesso ai finanziamenti pubblici per la banda larga.
"Sono tante le battaglie che l'Anci ha fatto per i piccoli Comuni – continua Decaro –. Penso alle risorse per oltre un milione e 400 mila euro per potenziare le attività di protezione civile e all'innalzamento del turn over dal 25 al 75 per cento o al 100 per cento (Comuni con popolazione tra i mille e i tremila abitanti). Penso al bando aree urbane degradate, che guardano ai centri più piccoli, finanziato con 78 milioni ma che deve essere rifinanziato per coprire i 451 progetti ammessi, e alla nostra proposta di revisione della legge Calderoli per le gestioni associate che devono essere su base volontaria, incentivate e alle quali deve conseguire una reale semplificazione normativa. Ora ci aspettiamo che questa legge serva anche come orientamento nella costruzione o rivisitazione delle norme spesso inadatte ai Comuni di minore dimensione demografica. La sfida per recuperare il valore dei piccoli Comuni delle aree marginalizzate del nostro Paese deve partire quanto prima dall'avvio di politiche differenziate che consentano agli amministratori locali di avere strumenti variabili in funzione delle caratteristiche delle comunità che devono governare".
Roma, 28 Settembre 2017
Piccoli Comuni, Pella (Anci ): "Legge importante, ora continuiamo confronto su decreti attuativi"
PICCOLI COMUNI, PELLA (ANCI): "LEGGE IMPORTANTE,
ORA CONTINUIAMO CONFRONTO SU DECRETI ATTUATIVI"
"Si tratta di una legge importante, che ha raccolto unanime consenso e che ha visto il sottoscritto, insieme a Massimo Castelli e alla consulta Anci dei piccoli Comuni, fortemente impegnato negli ultimi mesi in uno sforzo di coinvolgimento e sensibilizzazione dei parlamentari e dei gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione per arrivare a questo risultato condiviso, e - ribadisco, approvato all'unanimità. Affinché le previsioni di questa legge possano concretizzarsi in provvedimenti rilevanti per i piccoli Comuni, l'Anci dovrà continuare a essere interlocutore primo, in quanto portavoce delle istanze dei sindaci, sia verso il governo sia nei confronti del Parlamento, nel percorso di declinazione dei contenuti, nel merito e nella sostanza, attraverso i decreti attuativi".
Lo afferma il vice presidente vicario dell'Anci, Roberto Pella, che aggiunge: "Ringrazio il presidente Antonio Decaro e il segretario generale Veronica Nicotra per aver considerato tema prioritario dell'agenda Anci una delle grandi risorse del Paese, i piccoli Comuni; e in questa direzione andrà un ancor maggior impegno da parte mia, come vice presidente vicario e soprattutto come sindaco di un piccolo Comune, per un grande lavoro di squadra coordinato dalla consulta Anci".
"Un'ultima considerazione – chiosa Pella - riguarda le risorse, ancora esigue e inadeguate rispetto alle necessità e alle potenzialità dimostrate da questi territori: insieme ai colleghi, sarà importante lavorare perché anche nell'agenda dei programmi elettorali delle prossime elezioni politiche trovi spazio questo tema, alla luce dei confortanti dati positivi sulla crescita e sull'andamento dell'economia nazionale che dovranno consentire un fattore moltiplicativo rispetto agli attuali stanziamenti.
L'obiettivo primario è rendere i piccoli Comuni luoghi attrattivi per i cittadini, con un'alta qualità di vita garantita da servizi sicuri e quasi 'personalizzati', luoghi il cui sviluppo darà forza all'economia locale e valorizzerà i beni artistici, il patrimonio storico-culturale e naturalistico che li caratterizzano come unici".
mercoledì 20 settembre 2017
Dichiarazione Ente Nazionale Circhi su approvazione norma in Senato
In seguito all'approvazione della norma che riguarda l'uso degli animali nei circhi, prendo atto che il Senato ha sepolto il principio della eliminazione degli animali dai circhi per ripiegare sul "graduale superamento", circostanza che si presta ad una rivisitazione nell'ambito di un dibattito approfondito, di natura socio-culturale.
La battaglia del circo italiano si sposta ora alla Camera dei Deputati. Non molleremo e continueremo a far sentire la nostra voce. Manifesteremo la nostra disapprovazione con studi scientifici alle mani in cui risulta che gli animali non possono vivere senza il circo e il circo senza animali. Senza animali, il circo perderà la sua ragione di esistere, morirà e verranno ridotti migliaia posti di lavoro.
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sabato 16 settembre 2017
AIGET alle audizioni parlamentari su Ddl Fatturazione. Promuovere un’equa attribuzione di responsabilità tra distributori e venditori
Cassazione: riaffermata la responsabilità genitoriale
Lo psicologo a scuola senza consenso è "violenza privata".
CCDU: soddisfazione per il pronunciamento dell'Ordine degli Psicologi; ora va cancellata la limitazione della genitorialità introdotta dalla legge 170
Roma. La Corte di Cassazione (Sez. 5, n. 40291/17) ha recentemente riaffermato il rispetto della responsabilità genitoriale, attestando che uno psicologo a scuola senza il consenso dei genitori è una "violenza privata". La sentenza ha riscosso l'entusiasta approvazione di parecchi cittadini, professionisti della scuola, associazioni a tutela dei minori e genitori. Lo stesso Ordine degli Psicologi, ripetendo ciò che il CCDU ha sempre sostenuto, ha commentato in una nota: "La Corte di Cassazione ha ribadito quanto è già previsto nelle procedure professionali degli psicologi, i quali operano sempre nei contesti minorili col consenso dei genitori e nell'esclusivo interesse del minore."
La Prof.ssa Vincenza Palmieri, fondatrice dell'Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, che da anni ribadisce la necessità di un intervento sulla didattica, e condanna con forza l'approccio medicalizzato che ha investito la scuola a seguito della L. 170 sui DSA (i cosiddetti Disturbi Specifici dell'Apprendimento - dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia), si è occupata personalmente di interventi concreti in favore di bambini e famiglie vittime di abusi diagnostici e, nel corso di una Conferenza Stampa congiunta con la Senatrice Enza Blundo sul tema «DSA e abuso diagnostico a Scuola – Gli interventi istituzionali verso il cambiamento annunciato», aveva riaffermato l'urgenza di una riforma.
Secondo la Prof.ssa Palmieri la sentenza della Cassazione rappresenta: "Un risultato che afferma un punto di vista irrinunciabile: il rispetto della Genitorialità, della Scuola deputata a istruire e formare e non a fare test «predittivi» del disturbo che «sarà», della dignità delle Professioni. La Legge 170 sui DSA deroga su questo e nelle sue linee guida introduce anche screening e valutazioni, dando origini ad equivoci interpretativi. La Cassazione, con questo, fuga i dubbi: interesse del minore e consenso dei genitori! Ripensiamo alla Didattica, ai ragazzi, alle famiglie e ai bravi docenti di cui è piena la nostra Scuola."
"Vediamo tutti i giorni i danni causati sui bambini dalla legge 170, soprattutto per quanto concerne il diritto all'apprendimento" – dichiara Antonella Marzaroli, ex insegnante elementare, Responsabile Nazionale contro la Medicalizzazione della scuola del CCDU Onlus. "La sentenza della Cassazione rafforza quanto noi sosteniamo da anni: le linee guida sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) stanno trasformando gli insegnanti da esperti della didattica in una sorta di psicologi clinici che osservano i bambini per individuare i sintomi di questi disturbi inseriti nel Manuale Diagnostico Statistico - il testo sacro della psichiatria. Questa sentenza rafforza i nostri dubbi di legittimità su alcuni aspetti della legge 170 già criticati da più parti in relazione al rischio di medicalizzazione della scuola. Secondo la Cassazione, infatti, la mancanza dell'esplicito consenso da parte di chi è legittimato a prestarlo «integra certamente una compressione della libertà di autodeterminazione del soggetto passivo»."
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus
giovedì 17 agosto 2017
P.A.: M5S, TAR ABRUZZO BOCCIA SOPPRESSIONE FORESTALI, AVEVAMO VISTO GIUSTO
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sabato 12 agosto 2017
EQUO COMPENSO, APPELLO DA INGEGNERI E ARCHITETTI CATANIA
Appello Ordini di Ingegneri e Architetti di Catania, a seguito di Ddl per prestazioni legali
«EQUO COMPENSO, TUTTI I PROFESSIONISTI HANNO PARI DIGNITÀ»
Cascone e Amaro: «Al più presto organizzeremo incontro con on. Berretta per sollecitare adozione del provvedimento»
CATANIA – «I professionisti non possono più attendere: l'equo compenso dev'essere esteso a tutte le categorie, primi tra tutti architetti e ingegneri, che scontano una concorrenza spesso poco leale e uno squilibrio nei rapporti contrattuali con i clienti, con una situazione di crisi ormai imperante. Criticità più volte denunciate in questi ultimi mesi, che delineano una situazione di vera emergenza sociale». A parlare sono i presidenti degli Ordini di Ingegneri e Architetti di Catania, rispettivamente Santi Cascone e Alessandro Amaro, che intervengono a seguito dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del ddl sull'equo compenso per gli avvocati, avvenuta lo scorso 6 agosto.
«L'approvazione del disegno di legge - sottolineano Cascone e Amaro - è senza dubbio un passo avanti e rappresenta una presa di coscienza da parte del Governo, adesso però occorre attenzionare anche le condizioni dei professionisti delle categorie che rappresentiamo, che rimangono più volte legati a offerte di prestazioni al ribasso. Al più presto organizzeremo un incontro con l'onorevole Giuseppe Berretta - primo firmatario della proposta di legge che mira a restituire valore alle competenze delle categorie professionali - per sollecitare l'adozione di un provvedimento che possa ripristinare l'equo compenso».
In questa situazione a rimetterci sono soprattutto i giovani professionisti che, così come dichiarato alcuni giorni fa dal ministro della Giustizia Orlando "sono fortemente sottoposti a una vera e propria forma di caporalato intellettuale". «I giovani meritano grande attenzione - continuano i presidenti - ma non dimentichiamo che anche i professionisti veterani oggi versano in gravissima difficoltà per la mancanza di investimenti pubblici e privati e per l'assenza di regole che consentano la certezza dei pagamenti e tariffe minime adeguate alle prestazioni professionali».
Un'azione decisa e condivisa dai due Ordini che già il 13 maggio scorso, a Roma, sono scesi in piazza per reclamare i propri diritti, chiedendo il superamento della Legge 248/2006, che ha portato di fatto a una corsa ai ribassi e al conseguente svilimento della dignità dei professionisti.
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lunedì 7 agosto 2017
Assoprovider scrive al ministro Calenda: «Incentivi e sgravi anche per i piccoli operatori telefonici»
Dino Bortolotto, presidente Assoprovider: «Ripensiamo i contributi per le frequenze licenziate, con misure a costo zero per accelerare il business dei piccoli provider italiani»
Si tratta di operatori economici tipici del tessuto imprenditoriale italiano, che ISTAT certifica essere costituito per il 95% da imprese con meno di 15 addetti. Più di 5.000 PMI delle TLC che generano complessivamente un giro di affari annuo superiore al Miliardo di Euro con importanti ricadute nell’indotto e nell’occupazione (specialmente giovanile). Le sole Aziende associate ad Assoprovider sviluppano un giro d’affari di 150milioni di euro pur rappresentando poco meno del 10% delle PMI impegnate nel settore TLC. Si disegna così un importante comparto del mondo delle telecomunicazioni che finora non ha mai usufruito di aiuti economici da parte dello Stato e che chiede al Governo di facilitare, con semplici misure, l’accelerazione degli investimenti che stanno facendo con il Fixed Wireless e la fibra ottica sul territorio.
Giova ricordate che sono queste le aziende che hanno contribuito realmente e in modo significativo alla riduzione del digital divide nelle zone a bassa densità abitativa, ossia quelle che vengono unanimemente considerate a fallimento di mercato dalle Big Telco. Grazie al modello di business "ad alto rapporto benefici/costi" delle PMI, costituito da una filiera corta e di prossimità con il territorio, sono possibili significativi ritorni economici anche in zone poco popolate.
Rimodulare opportunamente questi contributi amministrativi - oltre ad accrescere il gettito dei contributi stessi per via dell'ampliamento della platea di soggetti interessati ad accedere al parco frequenziale - darebbe ai piccoli operatori nuove opportunità di crescita e quindi maggiore copertura digitale al Paese, con l'opportunità di creare un maggior numero di posti di lavoro diretti e indotti.
Questa che proponiamo è una misura di facile attuazione con benefici per le casse dello, che può esser attuata per decreto ministeriale. Contiamo quindi che il Ministro confermi la sua dinamicità nell’attuazione delle iniziative volte alla digitalizzazione del Paese, attuando misure “inclusive” di questi attori essenziali per lo sviluppo del Paese, rappresentato dalle PMI delle Telecomunicazioni.
ASSOPROVIDER
Dino Bortolotto
AIGET su approvazione DDL Concorrenza. Tutti al lavoro per assicurare un assetto di mercato competitivo
Milano, 7 agosto 2017 – Con l’approvazione del DDL Concorrenza è stata (finalmente!) individuata una data certa per il completamento del processo di liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas. Come abbiamo sostenuto in più occasioni nel corso del lungo e complesso iter di approvazione della legge, la rimozione delle tariffe regolate dell’energia rappresenta un passaggio indispensabile per il futuro del mercato energetico.
Ci auguriamo quindi che il processo possa sin da ora scorrere rapido verso l’obiettivo finale, e perché questo avvenga è necessario che sin da subito siano intrapresi da parte delle istituzioni responsabili i necessari passi di avvicinamento alla data del 1 Luglio 2019 previsti dalla Legge, attraverso un processo solidamente partecipativo e comprimendo, laddove praticabile, i tempi massimi necessari alla realizzazione dei singoli adempimenti. Tra questi giocherà certamente un ruolo chiave la pubblicazione, da parte dell’Autorità per l’Energia, del Rapporto di monitoraggio dei mercati della vendita, che dovrebbe inquadrare il livello di completezza e rispetto della regolazione funzionale ad un efficiente funzionamento del mercato e, soprattutto, “dare il la” per il decreto attuativo MiSE che disciplinerà le misure necessarie a garantire la fine dei prezzi tutelati e l’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali, secondo meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato.
La sola cessazione dei regimi di tutela di prezzo non è, infatti, elemento di per sé sufficiente a garantire che l’assetto finale del mercato sia effettivamente competitivo. E’ necessario che la fine dei prezzi regolati sia associata a contestuali misure volte ad impedire il “trascinamento” da parte degli attuali fornitori dei clienti ad oggi serviti in regime di tutela. Viceversa l’esito sarebbe quello di un mercato con livelli di concentrazione inaccettabili, a tutto svantaggio dei clienti finali che dovrebbero nei fatti essere i reali beneficiari della liberalizzazione. Restiamo quindi fiduciosi che il Ministero dello Sviluppo Economico, in coordinamento con l’AEEGSI e l'AGCM, saprà ben perseguire questo obiettivo nell’azione attuativa che farà seguito all’approvazione della Legge e ci rendiamo come sempre disponibili a lavorare di concerto con le istituzioni con l’obiettivo di definire regole del gioco che consentano a tutti i venditori di energia di competere lealmente e ad armi pari per fornire ai consumatori beni e servizi sempre più convenienti, innovativi e rispondenti alle proprie esigenze.
AIGET - associazione italiana di grossisti di energia e trader - è l’associazione che raggruppa i fornitori di energia e gas nuovi entranti nel mercato italiano, attiva da circa 15 anni e con sede a Milano. Si tratta di circa 60 aziende di diversa dimensione, nazionali ed estere, che puntano a rappresentare un’alternativa ai fornitori tradizionali per i clienti finali. www.aiget.it
giovedì 3 agosto 2017
FISE ARE accoglie l’approvazione del Ddl Concorrenza: decade l'esclusiva di Poste Italiane per notifiche di multe e atti giudiziari. Un mercato da 359 milioni di euro si apre alla libera concorrenza.

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mercoledì 2 agosto 2017
Lavoratori immigrati: contribuenti senza accesso al Welfare Aziendale
Disclaimer
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