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lunedì 2 ottobre 2017

Il welfare aziendale nell'epoca della digitalizzazione

Viviamo in un'epoca caratterizzata dalla connessione e dalla digitalizzazione di tutto, persino dei sentimenti!

Fortunatamente, quello che viene spesso visto come un limite al sano sviluppo delle relazioni umane, in realtà porta con sé un potenziale non indifferente che, applicato all'argomento "welfare aziendale", sta conducendo a risultati decisamente apprezzabili.

Questa rivoluzione digitale del welfare amplifica esponenzialmente la connettività e la relazionalità tra tutte le figure coinvolte, riducendo le distanze tra chi fornisce un servizio e chi deve usufruirne.

In pratica, si tratta della realizzazione di un enorme e non localizzato "mercato", all'interno del quale, grazie a piattaforme web che ne riassumono gran parte dei servizi, è possibile mettersi in contatto con la struttura che maggiormente interessa il lavoratore/fruitore.

In questo modo si abbatte il muro, anche di pregiudizi, che da sempre caratterizza il rapporto tra datore di lavoro e operaio.
Non solo, queste piattaforme digitali di welfare aziendale, una tra tutte Jointly (www.jointly.pro) di cui avevamo parlato in un precedente articolo, rendono il lavoratore consapevole dei propri diritti e forniscono soluzioni reali a problemi che spesso vengono ignorati da chi dovrebbe garantire un ambiente di lavoro più confortevole.

Immaginiamo la vecchia trafila, spesso caratterizzata da interventi esterni, che prevedeva il doversi necessariamente affidare alla conoscenza, in senso più ampio, di qualcuno al di fuori dell'ambiente di lavoro vero e proprio, magari del sindacato.

Oggi, attraverso il web, è possibile creare più network che permettono al lavoratore di essere informato su diritti e servizi con un semplice click.
Il mondo sta cambiando rapidamente, ancor di più il mondo del lavoro. Per questo motivo il nostro Paese non può perdere l'occasione restando ancorato a vecchie modalità ormai vetuste.

Welfare aziendale

mercoledì 2 agosto 2017

Lavoratori immigrati: contribuenti senza accesso al Welfare Aziendale

Abbiamo più volte sentito parlare, soprattutto in questi giorni, di quanto il nostro sistema pensionistico abbia bisogno di nuovi lavoratori contribuenti per non collassare sotto il peso delle pensioni erogate. Gran parte di linfa vitale al caro e vecchio INPS verrebbe dai lavoratori stranieri, regolarmente residenti in Italia e con un lavoro stabile. Secondo Tito Boeri, presidente dell'INPS, i contributi previdenziali dei lavoratori immigrati sono fondamentali per la tenuta del sistema pensionistico, tuttavia si fa di tutto per impedire agli stranieri l'accesso alle misure di Welfare Aziendale
Secondo Morena Piccinini, presidente Inca: “i lavoratori stranieri, regolarmente residenti in Italia, a seconda della tesi che si intende dimostrare, diventano un macigno insopportabile o una ricchezza irrinunciabile, con un’interpretazione delle leggi e delle normative europee decisamente fantasiosa
Non solo, l'INPS preferisce di gran lunga affrontare un iter giudiziario e una sentenza contraria, piuttosto che regolarizzare immediatamente la propria posizione, appellandosi a un cavillo burocratico che vede l'accesso alle prestazioni di welfare subordinato al possesso del permesso per lungo soggiornanti.
In questo modo si ottiene l'effetto di inibire qualsiasi richiesta di servizi da parte dei lavoratori stranieri con conseguente tutela delle casse dell'istituto. 
Eppure, le sentenze che obbligano l'INPS a rivedere tale parametro non sono affatto poche e fioccano da ogni tribunale d'Italia.  
"Sarebbe anche un bel segnale da dare alle istituzioni europee, che renderebbe più autorevole la legittima richiesta dell’Italia di condivisione degli oneri per assicurare la doverosa accoglienza a chi sbarca sulle nostre coste per fuggire da guerre e miseria” conclude Morena Piccinini".
Vogliamo davvero continuare a fare finta di nulla e a usufruire di tale ricchezza senza concedere il minimo beneficio? La palla passa all'INPS.

giovedì 27 luglio 2017

Welfare e sprechi: una falla del sistema a cui porre rimedio

Come combattere gli sprechi del Welfare Aziendale

welfare e sprechi
Con gli interventi previsti dalla Legge di Stabilità 2017 è stato fatto un interessante passo in avanti nella dura lotta all'affermazione di un nuovo concetto di Welfare aziendale.
Abbiamo già visto in che modo un lavoratore sereno è anche un lavoratore produttivo, tuttavia, sebbene molto sia stato fatto e altro risulta essere in cantiere, il sistema di Welfare italiano sembrerebbe avere una falla non indifferente.

Ma procediamo con ordine.

Sappiamo bene che il nostro sistema di Welfare è caratterizzato dal trasferimento di ingenti somme di denaro che, nei piani, dovrebbero andare a finanziare l'erogazione di servizi finalizzati al soddisfacimento dei bisogni delle famiglie.

Secondo alcune stime, circa 60 miliardi, più o meno il 50% del fondo sanitario nazionale, sarebbe finanziato direttamente o indirettamente dallo Stato.

Indifferentemente dalle perimetrazioni utilizzate per tale calcolo, e conseguentemente dall'istituto che se ne è occupato, solo 7-8 miliardi si trasformano in veri servizi erogati alle famiglie dai Comuni, tutto il resto rimane liquidità non spesa.

Chiaramente, non possiamo sapere con certezza quanto di questa somma sia destinato a lavori di cura autoprodotti dai caregiver (acquisto servizi, assistenza, infermieri ecc..), sappiamo tuttavia che tali rapporti lavorativi sono caratterizzati da dinamiche irregolari e da forte evasione fiscale.

Una soluzione a questa degenerazione del concetto d Welfare potrebbe essere quella di accrescere maggiormente il ruolo degli organi di intermediazione, con conseguente controllo su una parte più considerevole della somma e sulla qualità complessiva dei servizi erogati. 

Tale intervento ridurrebbe sensibilmente gli sprechi di denaro (incidendo non poco sulla spesa pubblica) e permetterebbe di avere un quadro più chiaro delle domande/offerte, così da offrire a ogni persona la giusta soluzione ai propri problemi.

mercoledì 19 luglio 2017

Il Welfare Aziendale al centro della Legge di stabilità 2017

Un dipendente felice è un dipendente produttivo e fa dell'azienda una risorsa per l'intero Stato. 

Dopo anni di ostinata miopia, anche 'Italia sembrerebbe essersi adeguata alle nuove tendenze in tema di Welfare Aziendale e con la Legge di stabilità 2017 è stato fatto un importante passo in avanti che porta il Bel Paese più vicino agli Stati del nord Europa. 

Tra le misure di Welfare più importanti inserite nella Legge di stabilità 2017, oltre a quelle relative ai premi produzione, sono da segnalare una serie di interventi a tutela della natalità e della conciliazione.

Tale concetto di Welfare Aziendale vuole dunque promuovere nuove modalità di interpretazione del rapporto lavoro/vita privata, dando maggiore penso all'essere umano.


Welfare aziendale

Misure di Welfare Aziendale previste dalla legge di stabilità 2017

Bonus Mamma domani

Si tratta di un premio di 800 euro che viene corrisposto alla nascita o all'adozione di un minore. Tale premio non concorrerà alla formazione del reddito e verrà corrisposto direttamente dall'INPS.

Voucher asili nido

Si tratta di un buono dal valore di 1000 euro che verrà versato per tutti i nati dal 1 gennaio 2016, al fine di facilitarne la frequentazione di un asilo nido pubblico o privato

Verrà inoltre offerto un servizio di assistenza domiciliare per i bambini di età inferiore ai tre anni e affetti da gravi patologie croniche. 

Esistono numerosi network per agevolare i genitori nella ricerca della struttura più idonea, uno tra tutti è Jointly (https://jointly.pro/) ma l'elenco è infinito, e quindi non dovrebbe essere particolarmente complesso usufruire di tale servizio.

Congedo per padre lavoratore

Tale congedo parentale aumenta a 2 giorni per il 2017, e 4 per il 2018, e può essere richiesto entro 5 mesi dalla nascita.

Voucher baby sitter

Vale quanto detto per gli asili nido. Si tratta della possibilità per madri lavoratrici di richiedere voucher per servizi di baby sitting per un valore di 600 euro mensili erogabili per 6 mesi. 

Fondo di sostegno alla natalità per accesso al credito

Viene istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un fondo rotativo per sostenere le famiglie e incentivare la natività. 

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