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mercoledì 30 ottobre 2019

TRASPORTO, APPROVATE LE NUOVE NORME PER IL NOLEGGIO AUTOBUS CON CONDUCENTE

TRasporto, approvate le Nuove norme

per il noleggio autobus con conducente

Semplificata e uniformata in tutto il territorio regionale la procedura per l'esercizio dell'attività, istituita la carta dei servizi, regolamentate le sanzioni per chi viola la legge

                                

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto nell'occasione da Giuseppe Cangemi, ha approvato con 27 voti favorevoli e 6 astenuti la nuova legge sul noleggio di autobus con conducente. Si tratta di disposizioni regionali che recepiscono la legge statale n. 218 del 2003 e il regolamento comunitario del 2009, norme che regolano la materia improntandosi ai principi di tutela della concorrenza e di trasparenza del mercato e affidano alle Regioni il compito di stabilire le modalità per il rilascio del titolo abilitativo e quello di istituire un registro delle imprese. Il testo approvato individua nei comuni i soggetti competenti al rilascio di tale titolo e rimette a un successivo regolamento della Giunta regionale l'attuazione delle relative disposizioni.

La legge nasce dall'unificazione di due proposte rispettivamente firmate da Emiliano Minnucci (Pd) ed Enrico Cavallari (gruppo misto). 


Punti più significativi sono la funzione della Regione e le modalità di rilascio delle autorizzazioni: non esistono limiti territoriali regionali per l'esercizio dell'attività. Come strumento per l'autorizzazione all'esercizio viene adottata la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), in capo al Comune dove l'impresa ha la sua sede, che andrà presentata allo Sportello unificato delle attività produttive (Suap). In sostanza, si recepisce la legge nazionale, uniformando le regole in tutta la Regione e adottando uno strumento più semplice e rapido. La definizione del dettaglio del contenuto della Scia è demandato a un regolamento, che dovrà essere adottato dalla Giunta, sentita la commissione consiliare competente, entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge. In capo alla Regione resta l'attività di controllo, attraverso una commissione, nella quale saranno rappresentati gli enti locali, le associazioni degli utenti e delle imprese, che acquisirà la documentazione dai singoli Suap, per valutare l'efficacia degli sportelli.

La Regione avrà anche il compito di tenere un registro, nel quale saranno annotati tutti i dati delle imprese, comunicati dai Suap.

Viene, poi, introdotta una carta dei servizi: lo schema tipo sarà predisposto dalla Giunta regionale, sentite le associazioni di categoria. Le imprese dovranno trasmettere la carta dei servizi adottata, con eventuali modifiche allo schema tipo allo Sportello unificato di riferimento.

Vengono, infine, disciplinate le sanzioni, adeguandole alla normativa nazionale, per eventuali infrazioni sulla sicurezza, le regolarità dell'attività, la documentazione, la qualità del servizio.


In sede di dichiarazione di voto Emiliano Minnucci ha sottolineato il lavoro di ascolto delle imprese e degli utenti che ha caratterizzato l'iter della proposta: "Facciamo un passo in avanti significativo per migliorare il settore, ora dobbiamo proseguire il lavoro anche su altri temi, a partire dal trasporto pubblico". Soddisfazione condivisa anche da Enrico Cavallari che ha sottolineato il lavoro fatto, sia in commissione che in Aula. Secondo Antonio Aurigemma (gruppo misto), annunciando l'astensione del suo gruppo ha spiegato che "si poteva fare di più, soprattutto per quanto riguarda la protezione delle aziende del Lazio, in un regime di concorrenza corretta. Accogliamo l'impegno della maggioranza a riprendere l'argomento in un futuro provvedimento". Astensione dichiarata anche da Fabrizio Ghera (FdI) per il quale "sono rimasti dei punti non condivisibili".  

Semplificazione, Decaro: “Nostra proposta di legge garantisce più efficienza ai cittadini. E snellire le procedure farebbe risparmiare”

Semplificazione, Decaro: "Nostra proposta di legge garantisce più efficienza ai cittadini. E snellire le procedure farebbe risparmiare"

 

"È legittimo che un Comune, che sia grande come Roma o piccolo come Morterone, che possa contare su diverse migliaia di dipendenti o soltanto su tre, sia obbligato a tenere aggiornate tra 100 e 150 informazioni e comunicazioni, a cadenze diverse, verso diverse articolazioni dello Stato? È davvero indispensabile che per un concorso bandito per assumere personale nei Comuni, quindi per risolvere una carenza ormai cronica di organico, si debbano attivare 16 procedure amministrative che assorbono fino a un anno e mezzo di tempo? Più ancora che legittima, io e tutti i sindaci italiani ci domandiamo se questa situazione sia logica" dichiara il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro.

"La battaglia per la semplificazione amministrativa che abbiamo attivato oltre un anno fa raccogliendo suggerimenti e indicazioni da tutti i sindaci, parte da questo fatto. È una battaglia di liberazione. Per questo abbiamo chiamato la proposta di legge che oggi illustriamo alla commissione Affari istituzionali della Camera, "Liberiamo i sindaci". Liberando i sindaci, liberiamo le nostre comunità e rendiamo più semplice la vita ai cittadini. Non stiamo ponendo all'attenzione del parlamento questioni che stanno a cuore a qualche dirigente comunale. Si tratta di consentire ai sindaci di mantenere gli impegni assunti quando sono stati eletti, di garantire efficienza ai cittadini e anche di risparmiare. Per tutti gli obblighi informativi e di comunicazione di atti allo Stato, ogni Comune deve tenere impegnato almeno un dipendente, un istruttore amministrativo,  che costa 35mila euro all'anno. Se moltiplichiamo questo costo per il numero dei Comuni, solo snellendo le comunicazioni allo Stato risparmieremmo circa 280 milioni di euro. Siamo convinti che il parlamento sosterrà questa iniziativa che parte dai territori attraverso le proposte dei sindaci italiani".

 

Roma, 30 ottobre 2019



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giovedì 10 ottobre 2019

Protezione civile, Decaro risponde a Borrelli: “Per allerta efficace, snellire la filiera della comunicazione”

Protezione civile, Decaro risponde a Borrelli: "Per allerta efficace, snellire la filiera della comunicazione"

 

"Bene rafforzare i sistemi di allertamento della popolazione con piattaforme unitarie che possano comunicare direttamente ai cittadini l'immediato pericolo, gli allerta meteo severi e altre tipologie di rischi. Da tempo noi sindaci, attraverso l'Anci, abbiamo segnalato il sistema inadeguato degli "alert" gestiti a livello regionale con indici, colori e livelli di rischio differenti tra Regione e Regione, cosa che è stata omogeneizzata a livello nazionale grazie ad un lavoro del dipartimento di protezione civile, insieme ai Comuni e alle stesse Regioni. Adesso si passa al passo successivo è cioè evitare tempi morti tra l'esigenza di comunicare ai cittadini una situazione di pericolo che sta per manifestarsi e i diversi passaggi tra centri di competenza, Regioni, Prefetture, Province e infine i Comuni. Spesso in questa filiera complessa, e non sempre ordinatamente regolata, i sindaci sono stati quelli più esposti perché sono i terminali delle attività. La cosa importante è tenere sempre al centro l'interesse dei cittadini e in particolare rendere sempre più efficienti quei sistemi, grazie alle nuove tecnologie, che sulla Safety e Security possono fare la differenza e salvare vite umane in condizione di imminente pericolo". Lo dichiara il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro.

 

 

Roma, 9 ottobre 2019



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lunedì 7 ottobre 2019

Legge di Bilancio: ANCI e UPI scrivono a Presidente Conte


Legge di Bilancio: ANCI e UPI scrivono a Presidente Conte

Decaro e de Pascale "Subito un tavolo per Città e territori"

 

Il rilancio degli investimenti locali, la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, la stesura dell'Agenda urbana e di un nuovo piano per le periferie, risorse certe per garantire ai cittadini i servizi essenziali, la ristrutturazione del debito degli enti locali: sono queste le priorità su cui il Presidente di ANCI, Antonio Decaro, e il Presidente di UPI, Michele de Pascale, hanno chiesto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l'avvio di un confronto in vista della predisposizione della Legge di Bilancio 2020.

 

Non solo un incontro sottolineano nella lettera inviata al Presidente del Consiglio i due Presidenti, a nome dei sindaci che amministrano i Comuni, le Città metropolitane e le Province – ma l'apertura di un vero e proprio tavolo di confronto "per affrontare insieme questioni che se non risolte metteranno a rischio l'erogazione dei servizi essenziali ai cittadini" e condividere le possibili soluzioni, prima che la Legge di Bilancio sia approvata.

 

Roma, 7 ottobre 2019



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lunedì 23 settembre 2019

Amianto: INPS condannata dalla Corte di Appello di Bari al risarcimento contributivo per esposizione alla fibra killer di un tecnico di terra Alitalia

Amianto: INPS condannata dalla Corte di Appello di Bari al risarcimento contributivo per esposizione alla fibra killer di un tecnico di terra Alitalia

L'Avv. Ezio Bonanni, difensore del lavoratore e presidente ONA: "questa sentenza apre un nuovo filone sul riconoscimento dei diritti di coloro che hanno lavorato in Alitalia, anche come piloti"

 

Bari, 23 settembre 2019 – Il Presidente della Corte di Appello di Bari, Sebastiano L. Gentile, sconfessa il Tribunale di Trani, riforma la sentenza di I grado e condanna l'INPS ad accreditare le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto del dipendente Alitalia G.M. ai fini del prepensionamento. Il tecnico, ancora in vita, è stato esposto ad amianto utilizzato nella componentistica degli aeromobili, dalle guarnizioni, alle coibentazioni, alla struttura, compreso il vano motore, tanto da determinare un'elevata condizione di rischio che supera la soglia di 100 fibre/litro per una media giornaliera di 8 ore lavorative, per un periodo ultradecennale. "Nonostante il Tribunale di Trani avesse inizialmente negato il diritto all'indennizzo contributivo e quindi al prepensionamento, la pronuncia della Corte di Appello di Bari apre un nuovo filone sul riconoscimento di questi diritti per coloro che hanno lavorato in Alitalia, anche come piloti" – commenta l'avv. Ezio Bonanni, legale del lavoratore, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto e componente della Commissione Nazionale Amianto del Ministero dell'Ambiente. "In Puglia vi è un comportamento discutibile dell'INPS che nega il diritto al prepensionamento, e cioè l'applicazione dell'art. 13, comma 8 L. 257/92, per i lavoratori esposti ad amianto e che, per loro fortuna, non si sono ancora ammalati – prosegue – "come ONA siamo operativi sul territorio ormai da 11 anni e abbiamo intensificato sempre più la nostra attività in questa regione perché i problemi sono sempre gli stessi: condizione di rischio, aumento delle patologie da amianto, difficoltà ad ottenere da INPS e INAIL la tutela dei diritti dei lavoratori e dei familiari delle vittime".

L'ONA ha diverse strutture operative in Italia e si avvale della collaborazione del Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale tra i massimi esperti mondiali nella ricerca sul mesotelioma. Tutti i cittadini possono rivolgersi all'associazione attraverso il numero verde 800 034 294. 



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martedì 17 settembre 2019

Legalità: Il Patto dei sindaci per la cura e la bellezza delle città

Legalità: Il Patto dei sindaci per la cura e la bellezza delle città

 

 

L'iniziativa di Anci e Legambiente parte dal paese di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso 9 anni fa. È aperta a tutti i primi cittadini che possono inviare la loro adesione scrivendo alla mail dedicata pattoperlabellezza@anci.it .

 

"Il manifesto per la bellezza che abbiamo immaginato è un patto dei sindaci che formalizza quell'impegno che è naturale per chi, come noi, ama il territorio del quale si occupa: la cura della bellezza e, per raggiungerla, l'attenzione ai beni comuni che compongono lo spazio urbano che ci è affidato, è l'oggetto di questo patto. Una intesa di mutuo sostegno dei sindaci per la difesa della bellezza e della legalità. L'obiettivo è individuare e adottare misure concrete e condivise per promuovere città pulite, ben pianificate, vivibili e sostenibili, città che non lascino indietro nessuno". Lo dichiara Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, lanciando la campagna di adesioni per il "Patto per la cura e la bellezza delle comunità", promosso dall'Anci con il Comune di Pollica, Legambiente e Slow Food Italia. Un Patto già sottoscritto da decine di sindaci. Tra loro Luigi de Magistris (Napoli), Beppe Sala (Milano), Dario Nardella (Firenze), Valeria Mancinelli (Ancona), Jacopo Massaro (Belluno) e Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), ma anche da cinquanta amministratori di Comuni medi e piccoli di tutta Italia che hanno partecipato al lancio dell'iniziativa organizzata in occasione della consegna del premio Vassallo, in memoria del sindaco pescatore di Pollica (Salerno) assassinato nove anni fa.

 

Per inviare la propria adesione basta scrivere alla mail dedicata pattoperlabellezza@anci.it .

"Questo Patto – ha commentato Decaro – continua la missione del premio Anci dedicato a Vassallo: rendere feconda la missione di tanti sindaci che nelle loro città e nei loro paesi difendono la bellezza e la legalità, traducono la loro passione civile in atti, nelle buone pratiche di una bella politica".

 

 

Roma, 17 settembre 2019



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giovedì 12 settembre 2019

Normativa: AMIANTO, LE INSIDIE CHE SI NASCONDONO NEL NUOVISSIMO DECRETO FER1


DECRETO FER1, È DAVVERO UN ADDIO ALL'AMIANTO?

Appello alla semplificazione. Ecco le insidie che si nascondono nel Regolamento Operativo del GSE per l'iscrizione ai Registri e alle Aste

Il benvenuto al Decreto Fer1 rischia di durare pochissimo all'indomani della pubblicazione del provvedimento sulle fonti rinnovabili che prevede anche l'incentivazione alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici con agevolazioni per quelli installati in sostituzione delle coperture in amianto o eternit che hanno diritto, in aggiunta agli incentivi sull'energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l'energia prodotta. Ma è davvero così semplice l'accesso alle agevolazioni per chiunque decida di sostituire un tetto o una copertura in eternit? «In realtà no- spiega uno dei massimi esperti italiani in materia di fotovoltaico e presidente di Enerqos Energy Solutions Giorgio Pucci-. Purtroppo i tempi necessari all'ottenimento dei titoli autorizzativi sono molto più lunghi rispetto alle scadenze previste dal decreto per avere accesso agli incentivi attraverso le due modalità indicate: l'iscrizione ai registri e la partecipazione alle procedure d'asta che sono subordinate alla richiesta dei requisiti generali». Occorre ricordare che per l'accesso agli incentivi i bandi sono organizzati in quattro gruppi. Il gruppo A comprende impianti eolici e fotovoltaici di nuova costruzione; il gruppo A-2 impianti fotovoltaici i cui moduli siano installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la rimozione dell'eternit o dell'amianto: in questo caso, la superficie dei moduli non può essere superiore a quella della copertura rimossa. Il gruppo B include impianti idroelettrici, impianti a gas residuati dei processi di depurazione di nuova costruzione, riattivazione o potenziamento; il gruppo C impianti oggetto di rifacimento totale o parziale. Sono, inoltre, potenziali beneficiari gli impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW; quelli oggetto di interventi di potenziamento, qualora la differenza tra la potenza post e pre intervento sia inferiore a 1 MW e, infine, gli impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW. In riferimento, dunque, al gruppo A-2 spiga ancora Pucci: «Il Decreto Fer1 da una parte ha messo un po' di ordine all'interno del sistema dei registri, che prima non è mai stato sufficientemente funzionale agli obiettivi. Dall'altra, c'è tuttavia da rilevare, in riferimento agli impianti di potenza inferiore a 1MW, che la procedura per la partecipazione alla selezione dei progetti inserita nel Regolamento del GSE è insidiosa se non si dispongono già i requisiti, soprattutto quelli relativi all'ottenimento della SCIA (in media 30/45 giorni) e dell'adeguamento al TICA, Testo integrato delle connessioni attive (circa 60/90 giorni)». I tempi di svolgimento delle procedure decorreranno dal 30 settembre 2019 e, a seguire, ogni 4 mesi fino al 30 settembre 2021, per un totale di 7 bandi per i quali le richieste di iscrizione possono essere inviate esclusivamente nei periodi di apertura. La possibilità di dare un taglio netto all'amianto nel nostro Paese sarebbe realmente determinante per la salute pubblica. Tuttavia, tra l'entrata in vigore del testo (10 agosto scorso) e l'effettiva partenza della "macchina smonta amianto" potrebbe esserci la causa impediente all'effettiva funzionalità del decreto, calcolata sul fattore tempo e relativi termini. «In conclusione, non è corretto dire che gli incentivi siano destinati a chiunque decida di rimuovere il tetto in eternit o coperture varie- chiosa Pucci-. Lo sarebbe se l'appello al nuovo Governo, di semplificazione dei tempi, dei requisiti e delle procedure fosse accolto».



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Normativa: AMIANTO, LE INSIDIE CHE SI NASCONDONO NEL NUOVISSIMO DECRETO FER1


DECRETO FER1, È DAVVERO UN ADDIO ALL'AMIANTO?

Appello alla semplificazione. Ecco le insidie che si nascondono nel Regolamento Operativo del GSE per l'iscrizione ai Registri e alle Aste

Il benvenuto al Decreto Fer1 rischia di durare pochissimo all'indomani della pubblicazione del provvedimento sulle fonti rinnovabili che prevede anche l'incentivazione alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici con agevolazioni per quelli installati in sostituzione delle coperture in amianto o eternit che hanno diritto, in aggiunta agli incentivi sull'energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l'energia prodotta. Ma è davvero così semplice l'accesso alle agevolazioni per chiunque decida di sostituire un tetto o una copertura in eternit? «In realtà no- spiega uno dei massimi esperti italiani in materia di fotovoltaico e presidente di Enerqos Energy Solutions Giorgio Pucci-. Purtroppo i tempi necessari all'ottenimento dei titoli autorizzativi sono molto più lunghi rispetto alle scadenze previste dal decreto per avere accesso agli incentivi attraverso le due modalità indicate: l'iscrizione ai registri e la partecipazione alle procedure d'asta che sono subordinate alla richiesta dei requisiti generali». Occorre ricordare che per l'accesso agli incentivi i bandi sono organizzati in quattro gruppi. Il gruppo A comprende impianti eolici e fotovoltaici di nuova costruzione; il gruppo A-2 impianti fotovoltaici i cui moduli siano installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la rimozione dell'eternit o dell'amianto: in questo caso, la superficie dei moduli non può essere superiore a quella della copertura rimossa. Il gruppo B include impianti idroelettrici, impianti a gas residuati dei processi di depurazione di nuova costruzione, riattivazione o potenziamento; il gruppo C impianti oggetto di rifacimento totale o parziale. Sono, inoltre, potenziali beneficiari gli impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW; quelli oggetto di interventi di potenziamento, qualora la differenza tra la potenza post e pre intervento sia inferiore a 1 MW e, infine, gli impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW. In riferimento, dunque, al gruppo A-2 spiga ancora Pucci: «Il Decreto Fer1 da una parte ha messo un po' di ordine all'interno del sistema dei registri, che prima non è mai stato sufficientemente funzionale agli obiettivi. Dall'altra, c'è tuttavia da rilevare, in riferimento agli impianti di potenza inferiore a 1MW, che la procedura per la partecipazione alla selezione dei progetti inserita nel Regolamento del GSE è insidiosa se non si dispongono già i requisiti, soprattutto quelli relativi all'ottenimento della SCIA (in media 30/45 giorni) e dell'adeguamento al TICA, Testo integrato delle connessioni attive (circa 60/90 giorni)». I tempi di svolgimento delle procedure decorreranno dal 30 settembre 2019 e, a seguire, ogni 4 mesi fino al 30 settembre 2021, per un totale di 7 bandi per i quali le richieste di iscrizione possono essere inviate esclusivamente nei periodi di apertura. La possibilità di dare un taglio netto all'amianto nel nostro Paese sarebbe realmente determinante per la salute pubblica. Tuttavia, tra l'entrata in vigore del testo (10 agosto scorso) e l'effettiva partenza della "macchina smonta amianto" potrebbe esserci la causa impediente all'effettiva funzionalità del decreto, calcolata sul fattore tempo e relativi termini. «In conclusione, non è corretto dire che gli incentivi siano destinati a chiunque decida di rimuovere il tetto in eternit o coperture varie- chiosa Pucci-. Lo sarebbe se l'appello al nuovo Governo, di semplificazione dei tempi, dei requisiti e delle procedure fosse accolto».



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martedì 27 agosto 2019

La Corte dei conti europea esamina nuove tecnologie di produzione/ trattamento delle immagini ai fini del monitoraggio della PAC



Lussemburgo, 27 agosto 2019

La Corte dei conti europea esamina nuove tecnologie di produzione/ trattamento delle immagini ai fini del monitoraggio della PAC

La Corte dei conti europea sta svolgendo un audit per valutare l'uso da parte dell'UE delle nuove tecnologie di produzione/trattamento delle immagini ai fini del monitoraggio della politica agricola comune (PAC). In particolare, esaminerà il sostegno fornito dalla Commissione europea e le pratiche in uso negli Stati membri e analizzerà le problematiche che ostacolano un'applicazione più rapida e diffusa di queste nuove tecnologie.

Ogni anno, gli Stati membri effettuano circa 900 000 controlli in loco sugli aiuti dell'UE nel settore agricolo. Tali controlli coprono tuttavia solo il 5 % dei richiedenti. Le nuove tecnologie di produzione/trattamento delle immagini, invece, possono fornire prove più complete delle attività agricole realmente svolte dagli agricoltori e della loro conformità alle norme della PAC.

La Corte ha pubblicato una rassegna preliminare all'audit sulle nuove tecnologie di produzione/trattamento delle immagini ai fini del monitoraggio agricolo. Questo tipo di documento fornisce ragguagli su un compito di audit in corso e intende costituire una fonte di informazione per tutti coloro che sono interessati alla politica o ai programmi oggetto dell'audit.

L'uso delle nuove tecnologie per il monitoraggio dovrebbe anche accrescere l'efficacia delle future misure climatiche e ambientali della PAC. Potenzialmente, può anche ridurre i costi dei controlli negli Stati membri, esaminando al contempo un numero maggiore di beneficiari.

Da circa due anni, il programma dell'UE che si avvale del satellite Sentinel di Copernicus fornisce immagini ad alta risoluzione disponibili gratuitamente. I dati forniti dal satellite possono facilitare i controlli concernenti, ad esempio, l'attività agricola svolta sulle parcelle, la classificazione delle colture o talune aree di interesse ecologico. La Commissione e gli Stati membri stanno promuovendo anche altri progetti, che prevedono l'uso di foto geo-referenziate e di droni e soluzioni per il monitoraggio dei terreni. Tutti offrono opportunità per monitorare la PAC in un modo più completo, efficace ed efficiente sotto il profilo dei costi.

L'audit della Corte valuterà se la Commissione europea e gli Stati membri abbiano preso provvedimenti per sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie in materia di immagini per il monitoraggio della PAC. In particolare, analizzerà se:

  • la Commissione abbia incoraggiato l'impiego diffuso delle tecnologie in questione;
  • gli Stati membri abbiano preso provvedimenti per porle in atto.

L'audit prevede anche visite informative in quattro Stati membri che hanno iniziato a utilizzare le immagini satellitari per il monitoraggio della PAC, ossia Belgio, Danimarca, Italia e Spagna.

 

Nota agli editori

La pubblicazione della relazione di audit è prevista per l'inizio del 2020.



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martedì 20 agosto 2019

Donazione organi, firmato il regolamento sul Sistema informativo trapianti (Sit). Giulia Grillo: “Dopo 20 anni passaggio fondamentale per l’applicazione della legge sul silenzio-assenso”

Donazione organi, firmato il regolamento sul Sistema informativo trapianti (Sit).

Giulia Grillo: "Dopo 20 anni passaggio fondamentale per l'applicazione della legge sul silenzio-assenso"

 

 

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha firmato il decreto ministeriale che contiene le norme del regolamento sul Sistema Informativo Trapianti (Sit), previsto dalla legge n. 91 del 1° aprile 1999, che regola il principio del silenzio-assenso sulla donazione di organi.

 

"Abbiamo finalmente sbloccato dopo vent'anni un passaggio fondamentale per l'applicazione del silenzio-assenso previsto dalla legge sulla donazione degli organi approvata nel 1999, ma rimasto lettera morta. Due decenni sono troppi per attuare una legge di civiltà di cui il Paese ha bisogno. Potranno così essere salvate molte più vite, ma per farlo i cittadini  devono essere adeguatamente informati e consapevoli e per questo lanceremo una nuova campagna informativa" dichiara il ministro Grillo.

 

Il Sit regolamenta la tracciabilità e la trasparenza dell'intero processo di donazione-prelievo-trapianto di organi. Il decreto ministeriale contiene anche disposizioni relative al Registro nazionale dei donatori di cellule per la procreazione medicalmente assistita eterologa, prevista dalla legge 190 del 2014.

 

Nei prossimi mesi inoltre saranno attuate le altre prescrizione della legge 91/1999, cioè l'adeguamento dell'Anagrafe nazionale degli assistiti (Ana) in tutte le aziende sanitarie.

giovedì 15 agosto 2019

VIOLENZE: UECOOP, 300MILA ANZIANI IN CASE RIPOSO, BENE CONTROLLI

VIOLENZE: UECOOP, 300MILA ANZIANI IN CASE RIPOSO, BENE CONTROLLI

Con aumento longevità cresce bisogno cure e assistenza qualificata per la terza età

 

Con 300 mila anziani in casa di riposo in Italia bene i controlli delle forze dell'ordine per evitare abusi e illegalità. E' quanto afferma Uecoop, l'Unione europea delle cooperative, su dati Sistan in relazione all'indagine della polizia che ha portato all'arresto 9 operatori di una struttura assistenziale di Rovigo accusati di maltrattamenti agli anziani ospiti. L'aumento della speranza di vita con l'invecchiamento della popolazione fa crescere il ruolo delle residenze per la terza età – sottolinea Uecoop – a fronte di una disponibilità di posti letto che in Italia è la metà di quella della Francia ed appena 1/3 rispetto alla Germania evidenzia Uecoop su dati Isimm. E' quindi sempre più importante da un lato garantire una risposta alla maggiore richiesta di assistenza e dall'altro – rileva Uecoop - puntare sulla formazione di personale altamente qualificato sia per le conoscenze tecniche che per l'approccio psicologico e la consapevolezza di un ruolo che va aldilà della semplice figura infermieristica. 

 

Anche perché con oltre 4,3milioni di persone over 80 nel 2019, +3% rispetto all'anno prima – evidenzia Uecoop – lo scenario è quello di una società con una componente anziana importante che ha bisogno di cure e servizi a fronte di network familiari con minori capacità di assistenza rispetto ai parenti più avanti negli anni e con maggiori problemi di autosufficienza. In base agli ultimi dati disponibili – spiega Uecoop –1 anziano su 3 ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine, pulire la casa, mentre addirittura più dell'11% ha problemi a prendersi cura di se stesso: dal fare il bagno o la doccia a sdraiarsi o sedersi sul letto fino a indossare abiti o svestirsi. Una situazione – afferma Uecoop – che impone di organizzare un sistema di welfare in grado di soddisfare la domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato.

 

Una crescita della domanda di assistenza che ha già portato a un aumento del 40% dei posti letto nelle case di riposo private nel decennio compreso fra il 2006 e il 2016 con rette che vanno in media dai 1.500 ai 3.000 euro al mese – rileva Uecoop – mentre 500 milioni di euro sono state investititi negli ultimi anni da parte di società italiane e straniere per comprare strutture fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana. Le dinamiche demografiche in corso impongono una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare a livello nazionale considerando che – conclude Uecoop – gli anziani non autosufficienti diventeranno 5 milioni nel prossimo decennio.



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sabato 1 giugno 2019

GF Legal: sentenza cannabis avrà impatto su decine di migliaia di lavoratori del settore. Danneggiati soprattutto i titolari

GF Legal: sentenza cannabis avrà impatto su decine di migliaia di lavoratori del settore. Danneggiati soprattutto i titolari

La sentenza della Cassazione sulla cannabis light ha decretato ieri che vendere i derivati della cannabis rappresenta un reato, aggiungendo "salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante". Una decisione che potrebbe avere dei riflessi importanti anche sul fronte occupazionale? L'avvocato Mario Fusani dello studio GF Legal ritiene che "l'impatto di questa sentenza potrebbe interessare alcune decine di migliaia di persone in Italia, al di là delle effettive motivazioni che non sono ancora note e che potrebbero meglio tarare la portata della sentenza. I lavoratori coinvolti da questa decisione spaziano dai coltivatori, agli esercizi commerciali che vendono il prodotto. La maggioranza è rappresentata da piccole imprese, considerato che i grandi gruppi della grande distribuzione pare non si fossero ancora impegnati in questo comparto. Rispetto ad alcuni anni fa, la modifica introdotta dal cosiddetto Jobs Act di renziana memoria sicuramente permette di applicare alcuni ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese (fino al 2015 escluse) che subiranno le conseguenze di tale sentenza. In tal senso, il diritto alla Naspi, la vecchia indennità di disoccupazione, dovrebbe essere percepibile anche se l'estrema giovinezza del settore non consentirà di puntare al periodo massimo di 12 mesi di assegno, considerato che il medesimo è proporzionale all'anzianità. Da questi strumenti, però, saranno esclusi i diretti titolari delle micro aziende, che non sono lavoratori subordinati. E ciò vale sia per le imprese agricole familiari, sia per gli esercizi commerciali. Anche da un punto di vista sociale, per l'estrema frammentazione del comparto sarà difficile immaginare una mobilitazione efficace che porti il Ministero dello Sviluppo Economico o il Ministero del Lavoro ad aprire un tavolo di confronto. A parte qualche prevedibile mobilitazione, il dubbio consiste nel capire se in termini sia di "popolazione" sia di durata della mobilitazione si raggiungeranno dei livelli tali da far muovere l'apparato esecutivo affinché questo intervenga con un ulteriore supporto sul fronte dell'occupazione. Ciò ovviamente a prescindere dalle eventuali iniziative sul merito della questione, la legittimità o meno dell'uso della cannabis, che indirettamente potrebbero avere impatto anche sui lavoratori comunque addetti".




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