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martedì 16 febbraio 2016

Zootecnia, Cia: arriva l'aumento delle percentuali di compensazione Iva su latte, bovini e suini

Il presidente della Cia Dino Scanavino: "Un intervento atteso dagli allevatori, che serve a ridare un po' di sollievo a settori produttivi in forte difficoltà".   

 

            Gli allevatori possono tirare un primo sospiro di sollievo: arriva finalmente l'aumento delle percentuali di compensazione Iva su latte, bovini e suini. Lo afferma la Cia-Agricoltori Italiani.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, infatti, ha reso noto con un comunicato stampa che il decreto interministeriale di revisione delle percentuali di compensazione Iva è stato emanato e registrato alla Corte dei Conti, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il decreto -ricorda la Cia- rende operativa la norma contenuta nella Legge di Stabilità 2016 che interviene a sostegno del settore lattiero-caseario e zootecnico. Nel dettaglio, quindi, dal primo gennaio 2016 la percentuale di compensazione Iva sul latte aumenta dell'1,2% arrivando al 10%, quella sui bovini passa al 7,65% e sui suini al 7,95%. 

"Si tratta di un intervento importante e atteso -evidenzia il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino- che si rivolge a settori produttivi in forte difficoltà. Ora la comunicazione del MEF consente agli agricoltori interessati di poterne beneficiare già dalla liquidazione Iva di gennaio 2016".




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Riforma della Pubblica Amministrazione - Ministro Marianna Madia Convegno - Palazzo Greppi, Università degli Studi, Milano - Assoedilizia

LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E I DECRETI DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 124/ 2015 (LEGGE MADIA).

Alla presenza e con l'intervento di Marianna MADIA, Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione,

VENERDÌ 26 FEBBRAIO 2016

ORE 15.00-18.00

SALA NAPOLEONICA
Palazzo Greppi, Università degli Studi, Via S. Antonio 10, Milano, si svolge il convegno



L'iniziativa avviene nell'ambito dei Seminari di Alta qualificazione del Dottorato di Ricerca in Diritto Pubblico, Internazionale ed Europeo ed è attuata con il patrocinio di A.I.C. (Associazione Italiana dei Costituzionalisti) e A.I.P.D.A. (Associazione italiana Professori di Diritto amministrativo).


Saluti istituzionali: Gianluca VAGO, Rettore dell'Università degli Studi di Milano;
Nerina BOSCHIERO, Presidente del Comitato di direzione della Facoltà di Giurisprudenza;
Lorenza VIOLINI, Direttrice del Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale.
Presiede: Alessandro PAJNO, Presidente del Consiglio di Stato.


Ne discutono:

Marilisa D'AMICO, ordinario di Diritto costituzionale nell'Università degli Studi di Milano, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa;
Erminio FERRARI, ordinario di Diritto amministrativo nell'Università degli Studi di Milano;
Diana-Urania GALETTA, ordinario di Diritto amministrativo nell'Università degli Studi di Milano, coordinatrice del Dottorato di Diritto pubblico, Internazionale ed Europeo;
Guido GRECO, ordinario di Diritto amministrativo nell'Università degli Studi di Milano; 
Maria Alessandra SANDULLI, ordinario di Diritto amministrativo nell'Università di Roma Tre, Presidente dell'Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo.


Foto: Marilisa D'Amico con valerio Onida e Achille Colombo Clerici

lunedì 15 febbraio 2016

WARTSILA | GNL: ISTITUZIONI E OPERATORI A CONFRONTO ALLA VIGILIA DELLA RIAPERTURA DEL TAVOLO PER IL PIANO STRATEGICO NAZIONALE

GNL: ISTITUZIONI E OPERATORI A CONFRONTO ALLA VIGILIA DELLA RIAPERTURA DEL TAVOLO PER IL PIANO STRATEGICO NAZIONALE

SAFE e Wärtsilä organizzano l'incontro in occasione della Cerimonia di Apertura della XVII edizione del Master SAFE in "Gestione delle Risorse Energetiche",

 

Roma, 15 febbraio 2016 – "Ambiente, tecnologie e infrastrutture: nuovi scenari di sviluppo per il GNL". E' il titolo dell'incontro che si è tenuto oggi, alla Camera dei Deputati, organizzato da SAFE in collaborazione con Wärtsilä Italia, nell'ambito della Cerimonia di Apertura della XVII edizione del Master SAFE in "Gestione delle Risorse Energetiche", che contribuisce ogni anno alla formazione multidisciplinare di giovani talenti del settore energetico-ambientale.

Obiettivo dell'incontro, favorire il dialogo tra istituzioni e operatori per facilitare lo sviluppo della filiera del GNL in Italia e individuare, oltre alle linee evolutive del mercato, le ricadute energetico-ambientali per i settori dell'industria e dei trasporti, alla vigilia della riapertura del tavolo per il piano strategico nazionale e alla luce dei recenti indirizzi della COP21 di Parigi.

Hanno aperto i lavori Raffaele Chiulli - Presidente di SAFEIgnazio Abrignani - Vicepresidente Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati, e Janne Taalas - Ambasciatore di Finlandia. Ulf Berg, apprezzato top manager, ha tenuto una Lectio Magistralis dal titolo "The energy sector and future perspectives"  che ha fornito un quadro di riferimento del settore energetico toccando anche gli aspetti relativi al ruolo delle tecnologie nella sfida per lo sviluppo sostenibile.

Sergio Razeto, Presidente e CEO di Wärtsilä Italia ha presentato la visione, le aspettative e le criticità della filiera del GNL dal punto di vista di un operatore che ha costruito la sua esperienza sul campo, lungo tutta la catena del valore. Razeto si è espresso nei confronti del legislatore chiedendo da una parte che favorisca l'impiego di GNL per mantenere la sua competitività, dall'altra una politica di incentivazione della filiera industriale collegata all'utilizzo del GNL attraverso sistemi di finanziamento di nuove costruzioni. Razeto ha inoltre sottolineato come il supporto dalla parte del legislatore per l'attivazione della filiera su GNL comporterebbe un impatto occupazionale rilevante.

È poi intervenuto il Direttore Generale per la Sicurezza e le Infrastrutture Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, Gilberto Dialuce, che ha fatto riferimento ai lavori del tavolo per la definizione della Strategia nazionale sul GNL, attraverso cui, il Governo Italiano, al fine di ridurre l'impatto ambientale dei motori diesel nel trasporto via mare e su strada, nonché di ridurre i costi di gestione e per sviluppare l'uso del GNL, esprime la volontà di realizzare centri di stoccaggio e ridistribuzione e adottare norme per la realizzazione dei distributori di GNL, in tutto il territorio nazionale.

Ha concluso l'incontro Gianni Murano, Presidente del gruppo ExxonMobil in Italia, che ha presentato l'analisi dell'azienda secondo cui il fabbisogno mondiale di GNL triplicherà entro il 2040, andando a rappresentare circa il 18% dell'offerta globale di gas. Sul piano europeo si prevede che le importazioni di GNL e di gas via pipeline, che nel 2014 rappresentavano il 50% della domanda mondiale di gas, cresceranno del 70% a seguito di una diminuzione nella produzione locale. Mentre in Italia, il terminale Adriatic LNG – entrato in esercizio nel 2009 - contribuisce alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico nazionale grazie alla sua capacità di rigassificazione pari a 8 miliardi di metri cubi l'anno.

Nel tardo pomeriggio si è dato inizio alla Cerimonia della XVII edizione del Master SAFE in "Gestione delle Risorse Energetiche" con l'intervento di Sandro De Poli, Presidente & AD di General ELectric Italia e Israele, che ha illustrato l'opportunità offerta dal gas in aree del Mediterraneo geopoliticamente complesse, le sfide e i progressi tecnologici sempre più impegnativi in campo impiantistico e le applicazioni comuni ad altri settori soprattutto nel digitale, dell'advanced manufacturing, della gestione e diagnostica prescrittiva e dei big data. Poli ha concluso dichiarando che "GE è orgogliosa di partecipare ad iniziative come il Master SAFE, dove giovani talenti hanno la possibilità, grazie alla collaborazione tra il mondo dell'industria e quello della politica, di seguire un percorso di formazione completo, che porta vantaggi reali non solo ai partecipanti ma all'intero sistema Paese".

Sono stati inoltre presentati alcuni project work che i partecipanti al Master realizzeranno in collaborazione con aziende partner di SAFE. Sono intervenuti a introdurre i progetti Andrea Chinellato AD di Electra Italia, Luca Alippi AD di EP Produzione, Paolo Grossi AD di RWE Innogy Italia, Claudio Allevi Responsabile Sviluppo Tecnologico di Saras, Benedetta Celata Responsabile Public Affairs di Sogin.



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L’industria europea manifesterà oggi a Bruxelles per fermare il dumping cinese e rifiutare il MES


Bruxelles, 15 febbraio 2016 – 5.000 lavoratori di 17 nazioni europee manfesteranno oggi a Brussels per esortare i leader europei a cessare il dumping e negare alla Cina lo Statuto di Economia di Mercato (MES).

Milan Nitzschke, portavoce di AEGIS Europe, ha dichiarato: "Stiamo manifestando oggi a Bruxelles a migliaia per dare un chiaro messaggio ai diregenti europei: "SÌ all'occupazione e al commercio corretto; NO al MES per la Cina! ".
 
AEGIS Europe è un'alleanza di circa 30 settori industriali europei che insieme genera oltre 500 milliardi € di fatturato annuo e milioni di posti di lavoro.
 
La manifestazione di oggi a Bruxelles inizierà alle 11.30 presso la rotonda Schuman, di fronte alla Commissione europea. I lavoratori e le aziende leader nel settore, provenienti da 17 nazioni europe (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Polonia, Romania, Spagna, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) sono uniti dal Manifesto Industriale Europeo per un Commercio Libero e Corretto.
 
"Il 75% di tutte le misure antidumping dell'UE coinvolge la Cina.  Nelle ultime settimane, il Commissario europeo per il Commercio Malmström é stato sommerso di nuovi reclami relativi a pratiche sleali da parte della Cina. Mentre giornalemente le fabbriche chiudono in tutta Europa, come può la Commissaria europea parlare pubblicamente di concedere il MES alla Cina? ", ha commentato Nitzschke.
 
"Gli obiettivi UE per il 2020 comprendono la riduzione di CO2 del 20%, l'innalzamento del tasso di occupazione e l'incremento del contributo dell'industria al PIL portandolo al 20%. Se l'UE dovesse concedere il MES alla Cina, questi obiettivi diventerebbero obsoleti. Il MES lascerebbe l'Europa senza diffese contro  una marea di importazioni cinesi che ridurrebbero i posti di lavoro europei e dannegerebbero l'ambiente" ha commentato Nitzschke.
 
La Commissione europea ha ammesso, lo scorso 9 febbraio in occasione dell'inizio della valutazione d'impatto, che la Cina non è riuscita a dimostrare di essere un'economia di mercato e che il MES rappresenta un rischio reale per l'occupazione e gli investimenti nell'UE.  L'Economic Policy Institute ha stimato che fino a 3,5 milioni di posti di lavoro nell'UE e 228 miliardi € di PIL annuo sono minacciati dalla concessione prematura e unilaterale del MES.
 
"Concedere il MES alla Cina sarebbe come dare una licenza illimitata al dumping cinese. Oggi  il dibattito europeo é concentrato sull'effetto distruttivo del dumping sull'acciaio, i pannelli solari, la ceramica e la fibbra ottica. Se l'UE concede la qualifica di MES alla Cina, ci ritrovermeo presto davanti a un commercio sleale nel settore automobilistico, ma anche nell'ingegneria meccanica, materiali avanzati, telecommunicazioni e tanti altri settori strategici europei ", ha concluso Nitzschke.



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Immigrazione e decreto flussi 2016. Bipolarismo ipocrita di un governo a caccia di consensi

Firenze, 15 Febbraio 2016. E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 febbraio 2016 (n. 26) il decreto flussi 2016 per quote di lavoro subordinato e stagionale. Le domande possono essere presentate dalle 9 del mattino del 9 febbraio 2016 per subordinati e autonomi, mentre per gli stagionali il via è per il prossimo 17 febbraio 2016, ore 9. 

Gli ingressi consentiti per motivi di lavoro subordinato stagionale sono 13.000, riservati alle seguenti nazionalità: Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Ucraina, Tunisia. 

Fra queste, 1.500 posti sono riservati a chi sia venuto in Italia per motivi di lavoro stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

Gli ingressi autorizzabili per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, sono 17.850. Le quote sono tutte riservate a particolari categorie di persone: 1.000 cittadini stranieri extracomunitari che abbiano completato i programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d'origine ai sensi del Testo unico, e  2.400 cittadini stranieri extracomunitari per le seguenti tipologie di lavoro autonomo: 
a) imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l'economia italiana, che preveda l'impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonche' la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
b) liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
c) titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo;
d) artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati;
e) cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative».

Si aggiungono 100 posti per lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza (residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile), e 100 lavoratori cittadini dei Paesi non comunitari che hanno partecipato all'Esposizione Universale di Milano 2015.

Da ultimo, le conversioni. Sarà possibile convertire in permessi di soggiorno per lavoro subordinato:
- 4.600 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;
- 6.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
- 1.300 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altri Stati membri dell'Unione europea e convertire in permessi di soggiorno per lavoro autonomo:
- 1.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
- 350 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati da altri Stati membri dell'Unione europea.

Questo il contenuto del decreto, ora qualche considerazione. A conti fatti, non ci sono ingressi per motivi di lavoro subordinato o autonomo fuori dalle riserve gia' indicate. Apprendiamo quindi con un certo stupore che l'Italia non ha più bisogno di colf, badanti e lavoratori subordinati, ma necessità di una immigrazione più qualificata, più d'élite potremmo dire: colletti bianchi, manager, professionisti e imprenditori con 500,000 euro da investire. Un Paese che accoglie e cerca di attrarre fughe di cervelli, di capitali e di imprenditori dall'estero. Ma quanto a fughe di cervelli l'Italia è più paese di emigrazione che non di immigrazione. 

Forse l'Italia non ha più bisogno di manodopera straniera, e quella che oggi lavora a nero, senza contributi e senza versare le proprie tasse all'erario, può restare tale. Più probabilmente il Governo si nasconde dietro una politica formalmente restrittiva (decreti flussi a numero reale 0, espulsioni, criminalizzazione dell'irregolarità) che poi ignora l'occupazione irregolare di centinaia di migliaia di stranieri, e così facendo alimenta il malaffare legato al lavoro nero e alla compravendita di "quote" dei decreti flussi.

Ci pare una incapacità politica da testa sotto la sabbia, da struzzo. La politica migratoria italiana  ha fallito e sta continuando a fallire (1), perché non crea canali di accesso legali e si accontenta di far lavorare i clandestini a nero, senza diritti e con grandi vantaggi per chi sfrutta il lavoro nero.

E quello che dovrebbe essere uno strumento accessorio ad una seria politica immigratoria – le espulsioni – diventa in Italia lo strumento principale, affiancato alla criminalizzazione della irregolarità, ancora oggi reato (2), per  paura delle ripercussioni sul consenso dell'elettorato che vede l'immigrazione come una piaga (ma nel frattempo tiene la badante a nero).

(1) http://www.aduc.it/articolo/stranieri%20buoni%20stranieri%20cattivi%20come%20fare_13712.php
(2) http://www.aduc.it/articolo/immigrazione+depenalizzazione+reato+immigrazione_22139.php


Emmanuela Bertucci, legale Aduc



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domenica 14 febbraio 2016

Parità di genere nei Consorzi di tutela: imposizione assurda

AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazione Geografica, che rappresenta circa il 95% della produzione DOP – IGP e FEDERDOC, Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari Tutela Denominazioni dei Vini Italiani, che rappresenta circa l’85% della produzione DO, sono rimaste sbalordite dall’ approvazione nella Commissione Agricoltura della Camera di un emendamento che obbligherebbe i Consorzi volontari di tutela a
modificare entro sei mesi i loro statuti per garantire la parità dei generi nei loro Consigli di amministrazione.

Questa misura è stata presa senza la benché minima consultazione dei Consorzi ed esprime la totale non conoscenza circa la struttura, il ruolo, la rappresentatività che questi
organismi di tutela dei prodotti italiani delle Denominazioni di Origine Protette, Indicazioni Geografiche Protette ed Attestazioni di Specificità rivestono, nonché sulla composizione dei Consigli di Amministrazione che li reggono. Questi infatti sono organismi eletti in base alla composizione della base sociale di ogni Consorzio, cioè delle diverse categorie degli utilizzatori delle Denominazioni, secondo all’ entità della produzione rappresentata.


Di riflesso, conclude il Presidente AICIG, anche la composizione dei CdA del Consorzi riflette tale dato di fatto e non si capisce la ragione nel voler imporre una parità di genere che sarebbe nei fatti impossibile avere, perché non esiste alla base sociale>.
La rappresentatività in seno al CdA del Consorzio di tutela è legata alla produzione di quella Denominazione ed i suoi componenti sono i rappresentanti legali delle aziende associate o loro delegati, secondo norme statutarie approvate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Pertanto, le persone che compongono i CdA dei Consorzi di tutela riflettono solo ed esclusivamente la base produttiva della Denominazione e da questa sono nominate,
indipendentemente dal genere.

Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc, afferma dubbio e stupore in merito alla ragione di tale provvedimento>.
 

Non è pensabile come una presenza paritaria o comunque equilibrata dei generi all’interno del CdA, imposta per legge, possa meglio rappresentare la base produttiva delle Denominazioni, in special modo se uno dei due generi è quasi del tutto assente dal sistema.
AICIG e FEDERDOC restano totalmente disponibili per fornire tutte le informazioni relative a quanto asserito, auspicando che tale provvedimento, comunque equilibrata dei generi all’interno del CdA, imposta per legge, possa meglio rappresentare la base produttiva delle Denominazioni, in special modo se uno dei due generi è quasi del tutto assente dal sistema. AICIG e FEDERDOC restano totalmente disponibili per fornire tutte le informazioni relative a quanto asserito, auspicando che tale provvedimento, comunque nella realtà inapplicabile, possa venire ripreso durante il dibattito in Aula.

venerdì 12 febbraio 2016

H3G e Mobilepay: attivazione servizi non richiesti. Denuncia all'Antitrust e istruzioni per i consumatori

Firenze, 12 Febbraio 2016. Quella degli utenti internet che usano smartphone e tablet, da una parte, e dei gestori telefonici dall'altra e' una guerra senza quartiere. Vince chi non molla e chi controlla nevrastenicamente sms ricevuti e pattuglia metodicamente le bollette alla ricerca di voci di debito che non tornano. Solo così si riesce a capire se ci è stato attivato qualche servizio a sovrapprezzo. Oppure ce ne accorgeremo quando riceveremo un conto particolarmente salato.
Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni sui servizi attivati da H3G tramite Mobileplay, senza che l'utente li avesse richiesti, alla "modica" cifra di euro 4,99 a settimana. Questo un esempio di sms ricevuto (cambia il nome del "servizio"): "Kamgaroo:abbonamento attivato.Costo 4.99E a settimana. Vai su Kamgaroo.com. Per info e disatt 02-89980612 o selfcare.mobilepay.it". Il consumatore riceve questo messaggio e potrebbe ignorarlo, pensando sia pubblicità, sapendo bene di non aver richiesto alcun abbonamento. Poi pero' si trova addebitati in fattura 20,00 euro al mese perchè in realtà si tratta di servizi a pagamento non richiesti e/o richiesti inconsapevolmente. 
A nostro avviso si tratta di una pratica commerciale scorretta, posta in essere in violazione del Codice del Consumo, mediante omissioni ingannevoli e modalità aggressive di prestazione del servizio non richiesto, tali da indurne il pagamento anche immediato (scalando il credito dalla sim ricaricabile o tramite l'addebito su conto corrente) da parte del consumatore, così falsandone il comportamento economico.
Abbiamo verificato il sito internet in questione. Scopriamo così che si tratta di un "servizio in abbonamento disponibile per clienti delle Compagnie di telefonia mobile, TIM, Vodafone, Wind e H3G", per il quale i gestori telefonici – H3G compresa – hanno "creato" una piattaforma di pagamento denominata Mobilepay. Sempre sul sito internet (1) si legge, nelle "condizioni di contratto": "Il servizio è offerto disponibile per clienti delle Compagnie di telefonia mobile, TIM, Vodafone, Wind e H3G il cui accesso è garantito dall'attivazione di un abbonamento che ogni singolo utente deve attivarescaricando un contenuto tra quelli presenti su servizio, l'attivazione – mediante accettazione e sottoscrizione dell'offerta di abbonamento – in tal modo, garantirà all'utente il diritto ad accedere a tutti i contenuti multimediali presenti nel sito. Condizione necessaria per registrarsi al Servizio è inserire il proprio numero di telefono cellulare.
E' consentita la creazione di un solo profilo per ciascun numero di telefono cellulare". 

Va da sè che l'utente non ha chiesto alcun abbonamento; non ha scaricato alcun contenuto; non ha accettato nè sottoscritto alcuna offerta; non ha inserito in alcun luogo il proprio numero di utenza cellulare; non ha creato alcun profilo personale e che pertanto la pratica commerciale posta in essere a danno della sottoscritta da H3G Spa e PREMIUM TELECOM, S.L. appare alla scrivente illegittima, scorretta e aggressiva. 
Cliccando sul link "gestione del servizio" si atterra su una pagina esterna relativa al sito Mobilepay (2), che reca il logo della H3G, dove si legge: "SelfCare - Gestisci i tuoi acquisti - SelfCare è l'area riservata che ti permette di gestire i tuoi acquisti: storico pagamenti, disattivazione abbonamenti e referenze per il supporto". Per "accedere" al "self care" viene richiesto l'inserimento del numero di telefono e del proprio gestore. Da quanto sembra, cosi' facendo si riceve una password per utilizzare il sito. Ciò è, tra l'altro, segno evidente che non vi è mai stata pregressa registrazione, come invece avrebbe dovuto essere stando a quanto previsto dalle condizioni di servizio. Piuttosto, è in quel momento che ci si registra. Si aggiunge, quanto al sito Mobilepay che, come si apprende dal sito stesso (3), trattasi di "marchio" di cui sono cotitolari gli operatori di telefonia, fra i quali H3G.
Di ciò se ne ha conferma anche dal sito della H3G (4): "9,07 milioni di clienti a fine anno. La copertura UMTS raggiunge il 91% della popolazione. Avviato un piano di investimenti da 1 miliardo di euro per potenziare la rete. 3 Italia si aggiudica il 25% delle frequenze LTE messa a gara dal governo italiano. Lancio della piattaforma MobilePay - in collaborazione con i principali operatori di TLC - per pagare contenuti e servizi digitali attraverso il credito telefonico. Presentata WebFamily, nuova gamma di hot-spot Wi-Fi per navigare sulla rete veloce di "3" .
Di tutta evidenza quindi, la pratica commerciale contestata è posta in essere congiuntamente dalla società H3G e da PREMIUM TELECOM, S.L. e consiste nell'attivazione mediante silenzio assenso di servizi non richiesti, in violazione della normativa prevista dal codice del consumo.
Per questo motivo abbiamo denunciato la pratica commerciale scorretta e aggressiva all'Antitrust, chiedendo che ordini l'immediata sospensione delle pratiche commerciali contestate e che inibisca a H3G e Premium Telecom la prosecuzione di queste pratiche.
Invitiamo i consumatori che avessero ricevuto messaggi dal marchio Mobilepay per servizi non richiesti a: 
- disattivare il servizio chiamando il numero indicato nell'sms ricevuto e inviando una mail alla società relativa al servizio attivato;
- intimare con raccomandata AR e/o pec ad entrambe le società la disattivazione del servizio e la restituzione degli importi pagati;
- in caso di mancata ottemperanza procedere con il tentativo obbligatorio di conciliazione innanzi al Corecom;  (5)
- in ogni caso, segnalare l'accaduto all'Agcm (6).

(1) http://www.kamgaroo.com/#/it/legal/info_tyc
(2) http://selfcare.mobilepay.it/mpay-fe-selfcare/jsp/insert-msisdn.jsp
(3) http://www.mobilepay.it/fe-mobilepay/privacy_mobilepay?lang=it_IT
(4) http://www.tre.it/3italia/chi-siamo/storia
(5) http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
(6) http://www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html

Emmanuela Bertucci, legale Aduc

REFERENDUM TRIVELLE, LA SOCIETÀ CIVILE SCRIVE AL PRESIDENTE MATTARELLA: “NON FIRMI IL PROVVEDIMENTO CHE FISSA LA DATA DEL 17 APRILE”

ROMA, 12.02.16 - "Chiedere al Governo di rivedere il provvedimento in favore di un election day che accorpi il voto alla prossima tornata elettorale delle amministrative e non firmare la deliberazione governativa che istituisce la data del 17 aprile per il voto referendario". È la richiesta rivolta a Sergio Mattarella da associazioni ambientaliste, sociali e studentesche, organizzazioni sindacali, comitati e testate giornalistiche che hanno scritto oggi al presidente della Repubblica in merito alla data fissata ieri dal Governo per il referendum popolare sulle trivellazioni in mare.

Nella lettera inviata al presidente Mattarella, i firmatari ribadiscono le ragioni a sostegno della necessità di un election day che accorpi il referendum alle prossime elezioni amministrative: una "richiesta avanzata da Regioni, parlamentari, associazioni ambientaliste, comitati e rappresentanti della società civile" e ignorata dal Governo, nonostante fosse "un'opzione perseguibile in tempi brevi, adottando lo strumento del decreto legge".

"Il motivo primo per cui avanziamo tale richiesta - si legge nella lettera al Presidente della Repubblica - è per favorire e salvaguardare la democrazia e la partecipazione, che dovrebbero caratterizzare un voto popolare, quale quello di un referendum abrogativo, per di più su un tema così importante che riguarda la tutela dell'ambiente e lo sviluppo energetico ed economico del nostro Paese. Stabilire di andare al voto in tempi così ravvicinati di certo non permetterebbe di condurre un'adeguata campagna referendaria e di conseguenza non consentirebbe che gli elettori siano adeguatamente informati sul referendum".

"La decisione del Governo, inoltre, non tiene conto di ulteriori due elementi oggettivamente importanti" prosegue l'appello a Sergio Mattarella. Il primo è di carattere economico: "l'election day è fondamentale al fine di risparmiare una cifra stimabile tra i 350 e i 400 milioni di euro, un quantitativo di denaro pubblico enorme, che potrebbe altrimenti essere impiegato per meglio garantire diritti essenziali alla popolazione italiana". Il secondo riguarda l'iter dei quesiti referendari. "Dinanzi alla Corte Costituzionale pendono conflitti di attribuzione per altri due quesiti sullo stesso argomento su cui, qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, si potrebbe votare in un'unica data. Diversamente vorrebbe dire che nel 2016 gli italiani potrebbero essere chiamati alle urne fino a cinque volte: per i due referendum abrogativi sulla questione trivellazioni (ad aprile sul primo quesito ed eventualmente, in seguito alla decisione della Corte Costituzionale, per gli altri due), per le elezioni amministrative (primo turno e ballottaggio) e in autunno per il referendum costituzionale. Una simile concentrazione di tornate elettorali determinerebbe un notevole dispendio di risorse, ingenerando, peraltro confusione negli elettori".

Firmano la lettera al presidente Mattarella: Adusbef, Arci, Coordinamento FREE, Coordinamento nazionale NO TRIV, Cospe, Enpa, Fairwatch, Federazione Italiana Media Ambientali, Filt-Cgil Roma e Lazio, Fiom-Cgil, Fondazione UniVerde, Giornalisti nell'Erba, Green Cross Italia, Greenpeace, Italia Nostra, Kyoto Club, La Nuova Ecologia, LAV, Legambiente, Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Marevivo, Progressi, Pro-natura, QualEnergia, Rete della Conoscenza, Rete Studenti Medi, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Uisp, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, WWF, Altra Trento - Altra Rovereto, CIES, Coalizione Mantovana per il Clima, Gruppo Impegno Missionario di  Germignaga, Murales, Oltre La Crescita, Resilienza Verde, RSU Almaviva, Soc. Coop. E' nostra, TerrediLago.

Collegato agricolo: qualcosa di buono per i giovani si inizia a vedere, ma la strada per un vero ricambio generazione nel settore è lunga

Apprezzamento di Agia-Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia per il lavoro della Commissione agricoltura sulla Legge di Stabilità, il presidente Maria Pirrone: "Società di affiancamento e Banca delle terre agricole sono due temi importanti per gli Under 40".

Qualche spiraglio di luce si intravede nel collegato agricolo alla nuova Legge di Stabilità, in discussione alla Camera, per quanto concerne le opportunità per i giovani. L'impegno della Commissione sembra andare nella direzione giusta, in particolare sugli articoli 6 e 10 che riguardano le Società di affiancamento e la Banca delle Terre agricole.

Questo il commento di Maria Pirrone, Presidente Agia-Cia sul lavoro che sta portando avanti la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, sul testo del collegato agricolo alla Legge di Stabilità.

"Sono due capitoli -ha detto il presidente di Agia- su cui la nostra Associazione si è molto impegnata e sono proposte che sentiamo nostre, quindi non possiamo che accoglierle con favore.  Certamente -ha continua Maria Pirrone- non sono la panacea per dare vigore a quel ricambio generazione nel settore tanto auspicato, ma sono strumenti che potranno rivelarsi utili. Auspichiamo nel completamento dell'iter -ha concluso il presidente di Agia- con il voto favorevole del Parlamento, e continueremo ad avanzare proposte che guardino con attenzione ai giovani che lavorano nel settore e soprattutto quelli che vorrebbero entrarci.

PARI OPPORTUNITA'. LEMBI (ANCI), CONDANNARE SENZA AMBIGUITA’ VIOLENZE, ANCHE VERBALI, SULLE DONNE

"A settant'anni di distanza dal primo voto libero, democratico, per la prima volta a suffragio universale, è grave dover constatare che persone o gruppi che godono dei principi sanciti dalla Repubblica, si permettano di contraddirli proferendo feroci intimidazioni rivolte ad un gruppo di donne che manifestano pacificamente".


Lo afferma il presidente del Consiglio comunale di Bologna e presidente della Commissione Pari opportunità dell'ANCI commentando quanto avvenuto lo scorso 31 Gennaio a Magenta, quando "nell'ambito di un presidio democratico tenuto ai margini di una manifestazione, alle donne dell'Anpi è stato urlato 'dovete essere violentate dai clandestini come a Colonia'".


"In qualità di presidente della commissione Pari opportunità dell'ANCI mi sento in dovere di esprimere – aggiunge Lembi - piena vicinanza e solidarietà alle donne coinvolte e condanna per le gravi frasi minacciose a loro rivolte. Quando, pubblicamente, si inneggia al reato di violenza sessuale, le forze democratiche e le istituzioni pubbliche devono condannare quei fatti e mantenere un'alta vigilanza. Tali comportamenti, proprio perché estranei alla civile convivenza e inammissibili per la Costituzione – conclude - vanno condannati senza ambiguità".

 

Roma, 12 Febbraio 2016

giovedì 11 febbraio 2016

CONSUMO SUOLO: M5S, QUESTA LEGGE E' INVOTABILE, VA CAMBIATA

ROMA, 11 febbraio 2016 – "Una legge che regolamenti il consumo di suolo è una necessità, in un Paese in cui le ricadute dellacementificazione selvaggia sono ormai sotto gli occhi di tutti, eppure dopo un iter lunghissimo, quella che si appresta ad arrivare in Aula non è certo la legge di cui il territorio avrebbe bisogno". Così il deputato 5stelle Massimo De Rosa.

"Ogni secondo che passa perdiamo 8 metri quadrati di territorio, 55 ettari al giorno che cedono irreversibilmente il passo al cemento. Intanto abbiamo un testo stravolto dalla maggioranza, tanto che quello in discussione è un testo a favore del consumo di suolo.E' illogica la definizione di 'area urbanizzata' che considera area edificata anche i parchi urbani e i lotti e gli spazi inedificati interclusi".

"Contradditorio e pericoloso anche il concetto di 'compensazione ambientale' per il quale è consentito il consumo di suolo agricolo, se si deimpermeabilizza il suolo già impermeabilizzato, un passaggio che scientificamente richiede centinaia di anni. Per non parlare dell'incomprensibile invenzione dei compendi agricoli neorurali, che di fatto semplifica la possibilità ditrasformare in edificabili i terreni agricoli"

"Questo testo abbia poco o nulla a che spartire con quello da me proposto. In Aula, come Movimento 5 Stelle, non mancheremo di portare avanti la nostra battaglia e sapremo essere portavoce delle istanze che continuamente arrivano da territorio ed associazioni ambientaliste. Se il nostro e il loro parere, sarà deliberatamente ignorato, non voteremo il testo".

RIFORMA PA: FASSINO (ANCI) INCONTRA MINISTRO MADIA

Si è svolto oggi, presso il ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, un incontro tra il ministro Marianna Madia ed il presidente dell’ANCI Piero Fassino, incentrato sulle disposizioni in materia di personale della Pa contenute nella legge di Stabilità 2016, ed in particolare sui temi della nuova disciplina delle assunzioni e delle misure in materia di dirigenti degli enti locali.

L’incontro si è svolto in un clima cordiale e costruttivo, ed ha rappresentato un primo importante confronto sulle disposizioni che interessano maggiormente i Comuni e sulla loro adeguata applicazione per garantire la continuità dei servizi e la semplificazione delle procedure.

Nell’occasione il presidente Fassino ha infine analizzato con il Ministro lo stato dell’arte dei decreti attuativi della legge di riforma della Pa (124/2015) che avranno impatto anche sul comparto dei Comuni, avviando anche in questo caso un confronto collaborativo in vista dei necessari passaggi in Conferenza Unificata.

Roma, 11 Febbraio 2016

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