DNV GL supporta le aziende con i requisiti ambientali previsti dalla nuova Direttiva UE sulla Sicurezza delle Attività Offshore
La Direttiva UE sulla Sicurezza delle Attività Offshore1
recentemente implementata è ora obbligatoria e richiede
l'identificazione degli incidenti ambientali gravi (major environmental
incidents - MEI) e degli elementi critici per la sicurezza e l'ambiente
(safety and environmental critical elements - SECE)2.
Tuttavia, nel settore, ad oggi non c'è un approccio comune né per la
determinazione dei SECE e degli elementi critici per l'ambiente
(Environmental Critical Elements - ECE), né per la definizione degli
indicatori di performance correlati. DNV GL, advisor tecnico leader per
il settore dell'oil & gas, ha pubblicato una nuova Recommended
Practice (RP) per affrontare la questione.
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La
Recommended Practice RP-G104 "Identificazione e gestione delle barriere
ambientali" prende in esame la gestione delle barriere identificate per
quanto concerne conoscenza, comunicazione e gestione degli incidenti
gravi.
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Fornisce
linee guida e raccomandazioni per i processi di identificazione dei
principali incidenti ambientali e degli elementi critici per la
sicurezza e l'ambiente (MEI, SECE, ECE) con specifico riferimento alle
installazioni e alle operazioni offshore. Stabilisce, inoltre,
indicatori di performance, in linea con quanto previsto dalle normative,
dalle pratiche di settore per la gestione dei rischi relativi alla
sicurezza e dalle best practice in materia di gestione delle barriere.
In ultimo, la RP fornisce anche una guida per l'implementazione di
attività di assurance e verifica volte a dimostrare il rispetto dei
livelli di performance richiesti per gli elementi critici per la
sicurezza e l'ambiente (SECE, ECE).
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Le
line guida prendono spunto e sono allineate con gli approcci adottati
per la gestione dei rischi relativi alla sicurezza in caso di incidenti
gravi. Sfruttano, inoltre, i punti di contatto che esistono tra gli
studi sulla sicurezza e sull'ambiente, integrando studi e best practices
in campo ambientale, come gli assessment degli impatti ambientali,
quelli relativi alla valutazione dei rischi di sversamento e le attività
di pianificazione degli interventi in caso di emergenza.
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Tobias Rosenbaum, Regional Manager Europa Continentale e Nord Africa di DNV GL - Oil & Gas,
commenta che "i player italiani del settore, operativi in Europa e
anche a livello internazionale, possono fare riferimento alla RP per
definire il proprio approccio nell'identificazione e gestione dei
rilasci che possono avere un impatto significativo sull'ambiente e dei
rischi ad essi associati, attraverso una gestione degli elementi critici
in linea con la Direttiva, rispondendo in questo modo anche alle
aspettative degli stakeholder".
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Elisabeth Tørstad, CEO di DNV GL - Oil & Gas,
ha dichiarato: "I proprietari e gli operatori hanno ora la
responsabilità di dimostrare di avere adottato tutte le misure
necessarie a tutelare l'ambiente da ogni tipo di incidente grave
mediante un approccio sistematico di gestione dei rischi. Le nostre
Recommended Practices vengono messe a disposizione di tutti gli
operatori del settore affinchè possano essere preparati ad affrontare i
cambiamenti normativi e possano garantire attività più sicure, più smart
e più verdi".
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La Recommended Practice è disponibile a questo link.
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DNV GL
Dal 12 settembre 2013, DNV e GL si dono fuse in DNV GL. Con l'obiettivo di salvaguardare la vita, la proprietà e l'ambiente, DNV GL consente alle organizzazioni di incrementare la sicurezza e la sostenibilità delle proprie attività. DNV GL fornisce servizi di classificazione e verifiche tecniche oltre a software e a servizi di consulenza indipendente per i settori marittimo, oil & gas e dell'energia. Inoltre, fornisce servizi di certificazione a clienti operanti in svariati settori. Con origini che risalgono al 1864, DNV GL opera oggi a livello globale. È presente in oltre 100 Paesi con 16.000 professionisti impegnati ad aiutare i propri clienti a rendere il mondo più sicuro, più smart e più verde. |
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DNV GL - Oil & GAS
Nel settore dell'oil & gas, GL Noble Denton e DNV Oil & Gas hanno unito le forze per garantire performance migliori, sicure, affidabili sia per quanto riguarda i progetti, sia la gestione delle operazioni. Offre un'ampia gamma di servizi tra cui technical assurance; marine assurance e advisory , la consulenza nell'ambito del risk management e la classificazione offshore. I nostri 4.000 professionisti possono contare su esperienza, capacità multidisciplinari e di innovazione per risolvere le sfide che i propri clienti si trovano a dover affrontare. Con i nostri partner, contribuiamo allo sviluppo del settore attraverso lo sviluppo di standard e best practice per l'intero ciclo di vita degli asset. |
Ultime news sulla Normativa
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giovedì 10 settembre 2015
Nuova Direttiva UE sulla Sicurezza delle Attività Offshore, il supporto di DNV GL
Rifugiati: modificare le norme di Dublino, visti umanitari e strategia globale
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Spreco alimentare: sfida da affrontare con urgenza, interessante la proposta di legge presentata alla Camera
In un'epoca in cui i temi dell'approvvigionamento alimentare e della sostenibilità ambientale della produzione agricoltura diventano sfide da affrontare con sempre maggiore urgenza, ridurre lo spreco è una necessità concreta e urgente. Così il Presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino sulla proposta di legge, (a prima firma degli onorevoli Gadda e Fiorio), recante "Norme per la limitazione degli sprechi, l'uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale" che ieri è stata oggetto di un'audizione presso la Commissione affari sociali della Camera dei Deputati. Lo spreco alimentare, continua Scanavino, rappresenta uno degli enormi paradossi del nostro tempo. Ogni anno va buttato o perduto un terzo del cibo prodotto nel mondo, 1,3 miliardi di tonnellate. I principali responsabili sono da ricercare soprattutto tra le nazioni più sviluppate, che ogni anno gettano via 222 milioni di tonnellate di alimenti. Un problema che coinvolge tutti gli anelli della filiera alimentare, incluso i consumatori chiamati ad un'assunzione di responsabilità per garantire il diritto ad un cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti. Recuperare efficienza nell'utilizzo delle risorse -continua Scanavino- è quindi sia un obbligo morale, per permettere alle generazioni future di godere della stessa ricchezza di offerta di cui abbiamo goduto noi, sia un obbligo dal punto di vista economico e politico. In tal senso, il lavoro parlamentare di questi ultimi mesi rappresenta un'importante opportunità da cogliere. Le imprese agricole con il loro sforzo e il loro impegno svolgono un ruolo centrale nella riduzione degli sprechi durante la fase di produzione. Per queste ragioni -conclude il Presidente della Cia- siamo pronti e disponibili a fornire il contributo necessario per agevolare l'iter legislativo delle proposte parlamentari in cantiere.
10 Settembre 2015
mercoledì 9 settembre 2015
Migrazione e crisi dei rifugiati: i deputati europei reagiscono alle nuove proposte della Commissione
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I deputati chiedono istruzione pubblica libera e uguaglianza di genere per tutti i bambini
martedì 8 settembre 2015
Stop alla vendita di prodotti derivati dalle foche: Il Parlamento rafforza il divieto d'importazione
Il divieto è stato contestato dal Canada e dalla Norvegia all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Nel giugno 2014, la sentenza ha stabilito che il divieto potrebbe essere giustificato sul piano morale rispetto al benessere delle foche, ma è necessaria maggiore chiarezza sulle eccezioni. Per rispondere alle preoccupazioni dell'OMC, la Commissione europea ha proposto una modifica delle attuali norme europee in febbraio 2015.
Secondo le modifiche, già concordate con i governi europei, agli Inuit continuerà a essere consentito di vendere prodotti derivati dalle foche nell'Unione europea, ma solo se i loro metodi di caccia tengono conto del benessere degli animali, rappresentano una parte della loro tradizione e contribuiscono alla sussistenza.
Al contrario, il voto di oggi rimuove la deroga per quanto riguarda i prodotti derivati dalla caccia alle foche per la protezione degli stock ittici.
Un'adeguata informazione e valutazione d'impatto
Grazie ai deputati europei, la Commissione dovrà informare il pubblico e i funzionari doganali sulle nuove regole e sull'eccezione Inuit. Il Parlamento ritiene che questo potrebbe aiutare a contrastare gli stereotipi e le incomprensioni legati alla caccia alle foche condotte dagli Inuit e dalle altre popolazioni indigene.
Inoltre, la Commissione dovrà pronunciarsi entro la fine del 2019 sull'applicazione delle nuove norme, con particolare attenzione al loro impatto sulla comunità Inuit.
Prossime tappe
Per entrare in vigore, le nuove regole devono essere formalmente approvate dal Consiglio UE.
Il Parlamento Europeo vuole estendere divieto di clonazione animale alla prole e alle importazioni
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Deputati europei su Iniziativa Right2water: risposta Commissione non sufficiente
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Diritti fondamentali: i deputati criticano gestione migranti e austerità
I deputati affermano che l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero mettere la solidarietà e il rispetto dei diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo al centro delle politiche migratorie dell'UE. Gli Stati membri dovrebbero adottare misure obbligatorie per prevenire ulteriori tragedie in mare, aggiungono. Essi chiedono inoltre l'istituzione di un sistema di asilo comune efficace e un'equa distribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri.
I deputati deplorano il modo in cui la crisi finanziaria ed economica, insieme alle restrizioni di bilancio, hanno influenzato negativamente i diritti economici, civili, sociali e culturali.
Al momento di decidere e attuare misure correttive e tagli di bilancio, le istituzioni dell'UE e gli Stati membri dovrebbero eseguire una valutazione d'impatto sui diritti fondamentali e garantire che risorse sufficienti siano messe a disposizione per salvaguardarli, dicono i deputati. Essi aggiungono che si devono garantire "livelli minimi essenziali per il godimento dei diritti civili, economici, culturali e sociali, prestando particolare attenzione ai gruppi maggiormente vulnerabili e socialmente svantaggiati".
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lunedì 7 settembre 2015
Caporalato: bene il rafforzamento della legislazione contro il caporalato ma anche l'approccio ispettivo nei confronti di un settore fondamentalmente sano deve cambiare
domenica 6 settembre 2015
Presidio di Legambiente contro l’art. 35 dello Sblocca Italia. Torino, martedì 8 settembre
La manifestazione è stata indetta da Zero Waste Italy insieme ad un ampio cartello di associazioni alla vigilia della Conferenza Stato-Regioni del 9 settembre a Roma in cui dovrebbe essere approvato il decreto attuativo dell'articolo 35 che autorizza 12 nuovi inceneritori nel Paese e che prevede che lo Stato pianifichi sulla gestione dei rifiuti, ponendo il veto anche su delibere e atti degli Enti Regionali.
Le associazioni chiederanno al presidente della conferenza Stato Regioni Sergio Chiamparino di accogliere una delegazione e gli consegneranno un documento tecnico-legale da utilizzare per impugnare l'articolo 35 del decreto Sblocca Italia.
venerdì 4 settembre 2015
Intestazione temporanea di veicoli a noleggio, Tar Lazio: illegittimo chiedere il pagamento dei diritti di Motorizzazione
Accolte le principali richieste avanzate nel ricorso dalle società di noleggio.
Roma, 4 settembre2015 – E' illegittimo chiedere il pagamento dei diritti di motorizzazione nei casi di intestazione temporanea dei veicoli a noleggio oltre i 30 giorni.
Le società clienti possono delegare le aziende di noleggio ad espletare tutti gli adempimenti previsti dal Codice della Strada.
Sono queste le principali conclusioni delle sentenze del TAR del Lazio (n. 11004/2015 e n. 11006/2015) a seguito dei ricorsi promossi dalle maggiori società di noleggio veicoli contro le circolari con cui il Ministero dei Trasporti aveva regolamentato a fine 2014 l'articolo 94 (comma 4 bis) del Codice della Strada.
La norma, risalente al 2010 e concepita per contrastare l'elusione e le intestazioni fittizie, prevede l'obbligo di comunicare all'Archivio Nazionale del MIT le generalità dell'utilizzatore del veicolo per un periodo superiore ai 30 giorni.
L'applicazione pratica, tuttavia, si è rilevata di estrema difficoltà amministrativa, specialmente per le 65.000 aziende e le 2.700 PA clienti delle imprese di noleggio, che comunque già dal 2012 comunicano regolarmente all'Anagrafe Tributaria le generalità complete della clientela.
Come si legge nella sentenza del TAR, il versamento di 9 euro a veicolo per diritti di motorizzazione (oltre ai 21 € di imposta di bollo per un totale di circa 8 milioni di euro l'anno), stabilito dalle circolari del MIT, non trova fondamento normativo per il settore del noleggio in quanto la ricevuta rilasciata in questo caso dalla Motorizzazione non è riconducibile alla tabella legislativa di riferimento (Legge 870/1986).
Il TAR ha inoltre specificato che la clientela potrà conferire delega generale all'impresa di noleggio per ogni adempimento legislativo e amministrativo relativo all'articolo 94 del Codice della Strada.
"Siamo davvero soddisfatti che Il TAR abbia ragionevolmente accolto le istanze del settore, clientela ed aziende di noleggio", ha evidenziato il Presidente ANIASA - Fabrizio Ruggiero, "con specifico riferimento all'ingiustificato aumento dei costi, senza paragoni in Europa, che avrebbe ulteriormente appesantito un settore sempre più strategico per la mobilità aziendale. Nel condividere in toto gli obiettivi legislativi di sicurezza nella circolazione, va rimarcato che il comparto fornisce, per sua natura, un valido contributo alla certezza dell'utilizzatore del veicolo".
Disclaimer
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