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mercoledì 20 giugno 2018

Estate Romana, Villa Ada sospesa: il Tar Lazio boccia Roma Capitale ecco perché

ESTATE ROMANA, VILLA ADA: IL TAR LAZIO BOCCIA LA SCELTA DI ROMA CAPITALE E DÀ RAGIONE A NOSB/VITECULTURE

Il programma artistico presentato lo scorso anno, in sede di bando, dagli attuali assegnatari di Villa Ada, non è stato rispettato poichè 10 artisti su 21 erano già contrattualizzati con la società concorrente NOSB, come dimostrato dai fatti. A fronte di ciò il Tar Lazio, con la sentenza pubblicata lo scorso 12 giugno, ha annullato il programma delle manifestazioni della "Estate romana triennio 2017-2019", comprendente la "Graduatoria definitiva delle progettualità triennali 2017-2019" nella parte in cui ha incluso tra le attività utilmente collocate in graduatoria l'iniziativa "Villa Ada – Roma incontra il mondo", proposta da D'Ada S.r.l.

Nel Bando non sono state presentate 54 attività, come sostiene la controparte in molteplici interventi sulla stampa ufficiale e online, bensì 21. Di questi 21, 10 erano gia stati contattati e pre contrattualizzati da Nosb per un festival che comunque si sarebbe svolto in una area della città di Roma, come di fatto è successo con il Viteculture Festival.

A contestare l'illegittimità dei provvedimenti adottati da Roma Capitale nell'ambito di una selezione pubblica è stata la società Nosb S.r.L. che ha impugnato gli esiti della selezione innanzi al Giudice romano portando a casa un significativo risultato. Per il Tar Lazio, infatti, il ricorso proposto da Nosb era fondato in ragione del fatto che l'istruttoria compiuta da Roma Capitale si è dimostrata carente, non essendo stato appurato, nell'ambito dell'attività valutativa, che la proposta progettuale di D'Ada S.r.L. fosse in parte irrealizzabile, perché diversi artisti indicati nel programma presentato dal concorrente erano, in realtà, già impegnati con Nosb.

Al riguardo, ha osservato il Tar che il Collegio difensivo guidato dall'Avvocato Antonio Nicodemo ha prodotto copiosa documentazione, dalla quale è risultato che, effettivamente, la circostanza ora indicata riguardava un numero significativo di eventi (10 su 21 presentati in sede di bando). E' emerso, inoltre, agli atti del giudizio che Nosb S.r.L. fosse in possesso, alla data di presentazione della domanda di partecipazione, di documentazione comprovante l'assunzione di appositi impegni da parte di artisti indicati nel programma di D'Ada S.r.L., il quale non ha peraltro smentito tali circostanze, né ha comprovato l'esistenza di analoghi impegni contrattuali nei propri confronti.

La ricorrente ha, inoltre, dimostrato che diversi artisti hanno poi effettivamente mantenuto l'impegno assunto con Nosb S.r.L., evidenziando come il programma della controinteressata per l'estate 2017 sia stato rispettato solo in parte. Circostanza, questa, parimenti non smentita.

In questo quadro, è emersa, dunque, la carenza dell'attività istruttoria svolta da Roma Capitale, la quale risulta essersi limitata a valutare il programma dell'iniziativa di D'Ada S.r.L., così come risultante dalla proposta progettuale presentata, senza tuttavia verificare la concreta realizzabilità della proposta progettuale, come sarebbe stato invece necessario in presenza di due proposte così simili.

Lo scorso anno a fronte della mancata vittoria al bando di affidamento triennale di Villa Ada per l'Estate Romana, NOSB – Viteculture non aveva cavalcato polemiche di assegnazione e aveva spostato la sua programmazione negli spazi dell'EX Dogana, dando vita al Viteculture Festival con il motto #IlLatoPositivo. Oggi, viste le comunicazioni ambigue diffuse dalla controparte interessata, ha deciso di raccontare i fatti, sottolineando la manchevolezza nelle valutazioni iniziali e finali e recriminando la giustezza della sentenza, avendo inoltre curato l'intera programmazione artistica degli eventi estivi a Villa Ada dal 2014 al 2016.

La società NOSB è stata assistita da un Collegio difensivo guidato dall'Avvocato amministrativista Antonio Nicodemo e composto agli Avvocati Donatella Viscogliosi e Giovanni Francesco Nicodemo.

 


Redazione del CorrieredelWeb.it


Dl Terremoto, Coltorti-Terzoni (M5s): "Stanziamento 300 milioni è boccata d'ossigeno"

Dl Terremoto, Coltorti-Terzoni (M5s): "Stanziamento 300 milioni è boccata d'ossigeno"

Roma, 19 giugno - "I 300 milioni stanziati nella proroga dello stato d'emergenza fino a fine anno, con un emendamento del relatore del provvedimento - il nostro Stefano Patuanelli - rappresentano una fondamentale boccata d'ossigeno per le popolazioni delle zone appenniniche colpite dal sisma del 2016. Il passaggio dal governo Gentiloni a quello di Giuseppe Conte non ha reso semplice il lavoro sul Decreto "Terremoto", nonostante questo non sono poche le novità portate a casa dal M5s. Un segnale importante per un'intera aerea del nostro paese che continua a vivere in condizioni di notevole difficoltà".

Così, in una nota congiunta, i parlamentari marchigiani Patrizia Terzoni (Camera) e Mauro Coltorti (Senato).

"Gli interventi di ricostruzione o di recupero degli immobili distrutti o danneggiati dal terremoto - specificano - potranno ricomprendere anche adeguamenti anticendio ed eliminazione delle barriere architettoniche, e d'ora in poi i progetti per l'immediata riparazione di danni lievi potranno riguardare anche singole unità immobiliari e non soltanto interi edifici. C'è poi il via libera anche per la creazione di aree attrezzate per finalità turistiche per il collocamento di roulotte, camper o altre unità abitative rimovibili, in quei comuni con molte seconde case danneggiate che hanno sempre avuto nel turismo estivo un elemento decisivo del proprio tessuto economico. Sul fronte mutui invece abbiamo ottenuto la proroga per altri due anni del congelamento delle rate e di un altro anno la concessione dell'indennità dei sindaci dei piccoli comuni, con meno di 5mila abitanti, in cui sia stata individuata una zona rossa. Naturalmente il lavoro da fare è ancora tanto e come M5s, grazie anche al contributo sin qui decisivo dei nostri senatori marchigiani Giorgio Fede e Sergio Romagnoli, auspichiamo che nella discussione di domani vengano portate a casa ulteriori misure. Purtroppo le lacune dei precedenti decreti da sanare sono tantissime, ma gli impegni presi dal nuovo governo vanno finalmente nella giusta direzione".



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martedì 19 giugno 2018

Appalti, Decaro: "I sindaci collaboreranno per sbloccare gli investimenti, ma serve regolarità nell'erogazione delle risorse"

Appalti, Decaro: "I sindaci collaboreranno alla task force per sbloccare gli investimenti, ma serve anche regolarità nell'erogazione delle risorse"

"Dice bene il ministro Tria: ci sono effetti non voluti del codice degli appalti che ritardano gli investimenti. Ci sono criticità però anche nelle modalità di erogazione dei finanziamenti da parte di ministeri e Regioni. Inoltre vanno migliorate le regole della nuova contabilità. Per sedersi e discuterne, noi sindaci siamo a disposizione". Così il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a proposito dell'iniziativa annunciata dal ministro per l'Economia alla Camera di costituire una task force all'interno del governo per rimuovere gli ostacoli al rilancio degli investimenti, dovuti agli "effetti non voluti del codice degli appalti".

Sottolinea il presidente dell'Anci: "Sul codice appalti stiamo lavorando con l'Ance per una proposta congiunta, ma dobbiamo ricordare che a quasi due anni dall'entrata in vigore, manca all'appello circa la metà dei sessanta provvedimenti attuativi attesi. Occorre accelerare anche per risolvere problemi evidenti nel frattempo emersi: è necessaria una semplificazione negli adempimenti amministrativi in materia di appalti pubblici per lavori, con specifiche previsioni per i piccoli Comuni, serve un'azione in grado di ridimensionare la portata frenante dei contenziosi. Secondo i dati del Mit sulle opere infrastrutturali del Paese, ben l'80 per cento dei lavori è  bloccato dai ricorsi che seguono le gare. È un fenomeno che va assolutamente contenuto".

Decaro ricorda le proposte già da tempo formulate dai sindaci. "Si potrebbero tagliare i tempi del contenzioso; si potrebbe potenziare il ruolo di Anac in sede di precontenzioso impedendo il ricorso giurisdizionale all'impresa che abbia accettato un parere negativo. I Comuni sono sempre stati i principali investitori pubblici. Siamo quindi naturalmente disponibili da subito a un tavolo col governo per condividere queste e altre proposte necessarie per intervenire su un settore delicato ed essenziale per la ripresa".

Roma, 19 giugno 2018

 

 

Redazione del CorrieredelWeb.it

domenica 17 giugno 2018

Normativa copyright. Proprietà intellettuale, l'autorevole IAM Patent 1000 conferma lo Studio GLP ai vertici del settore

Proprietà intellettuale, l'autorevole IAM Patent 1000 conferma lo Studio GLP ai vertici del settore

Per il quarto anno consecutivo la guida internazionale riconosce alla realtà italiana l'elevata professionalità e l'orientamento al cliente. «GLP crede che la proprietà intellettuale sia uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico»

 

Ai vertici del settore. Lo Studio GLP è stato inserito nella prestigiosa selezione IAM Patent 1000. L'autorevole guida, che ogni anno raccoglie i migliori professionisti al mondo nel campo della proprietà intellettuale e che è stata recentemente pubblicata, ha riconosciuto allo Studio l'elevata professionalità, la competenza a 360 gradi e il particolare orientamento al cliente in chiave strategica.

Pubblicazione indipendente che valuta l'expertise di aziende e professionisti specializzati nel settore brevetti, lo IAM Patent 1000 viene stilato ogni anno attraverso un attento processo di ricerca e di interviste, portato avanti da un team di esaminatori esperti. Obiettivo: identificare i migliori professionisti in ambito brevettuale. E GLP - che ha sedi a Udine, Milano, Bologna, Perugia, San Marino e Zurigo, più di 70 dipendenti, oltre 7mila clienti e più di 100mila casi trattati - è stato selezionato per il quarto anno consecutivo.

«Siamo onorati di questo riconoscimento internazionale», premettono Davide e Daniele Petraz, co-managing partner di GLP. «L'inserimento in IAM 1000 è l'ulteriore riconoscimento della qualità e la completezza della consulenza che in GLP è alla base del nostro approccio; un servizio a 360 gradi in materia di proprietà intellettuale che ci ha portato ad essere punto di riferimento del settore. La proprietà intellettuale è uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un sistema economico ed è quindi determinante avere un approccio orientato al cliente e ai suoi mercati di riferimento».

L'inserimento nella selezione IAM 1000, avviene attraverso interviste anonime tra gli operatori del settore e le aziende. Di Davide Petraz viene riconosciuta la speciale dualità di consulente brevettuale ed avvocato oltre che «l'estrema affidabilità, la professionalità e la prontezza di risposta» e si dice che «incarna lo spirito dell'azienda orientato al cliente». Di Daniele Petraz la guida internazionale mette in risalto le capacità strategiche ed il particolare approccio al cliente. Di lui si dice: «Comprende sempre le necessità del cliente ed apporta una rigorosa prospettiva di business» nel considerare come i clienti «possano capitalizzare strategicamente» le attività brevettuali. «Lungimirante, non fornisce consulenza solo rispetto alla situazione di mercato del momento, ma sulle future evoluzioni».

Attivo da oltre 50 anni nel campo della proprietà intellettuale, GLP organizza e promuove eventi, corsi e seminari con lo scopo di diffondere una cultura di "tutela". Con un team estremamente qualificato, opera in tutto il mondo ed è ritenuto uno dei pochi uffici chiave per l'EUIPO, l'Ufficio europeo della proprietà intellettuale.

 

GLP - Fondata da Gilberto Luigi Petraz nel 1967 a Udine e gestita oggi dai figli Davide e Daniele, GLP è tra le prime cinque aziende italiane nel settore della tutela della proprietà intellettuale. Con sedi Udine, Milano, Perugia, San Marino e Zurigo, conta più di 70 dipendenti, un portafoglio di oltre 7mila clienti con all'attivo più di 100mila casi trattati a livello nazionale e internazionale. Dal 2003 al 2007 ha detenuto il primato mondiale per numero di Modelli Comunitari depositati; un suo brevetto è stato preso a modello dall'EPO (Ufficio Brevetti Europeo) quale esempio di brevetto ben scritto. GLP ritiene la proprietà intellettuale uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un sistema economico prima, e di un sistema Paese poi. 



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mercoledì 30 maggio 2018

Normativa ambientale. DIRETTIVA UE PLASTICA MONOUSO. MAREVIVO: «SIAMO STATI ALL'AVANGUARDIA SU COTTON FIOC E CANNUCCE»

DIRETTIVA UE PLASTICA MONOUSO.

MAREVIVO: «SIAMO STATI ALL'AVANGUARDIA SU COTTON FIOC E CANNUCCE». 

 

Finalmente l'Unione Europea ha deciso di mettere al bando alcuni tra i prodotti di plastica mono-uso più utilizzati: posate, piatti, cannucce, cotton fioc e bastoncini per palloncini gonfiabili. Presentata oggi dalla Commissione Europea, la proposta fa parte della direttiva sulla "riduzione dell'inquinamento da plastica" ed impone ai Paesi membri di vietare la vendita di alcuni prodotti di plastica "usa e getta". Non solo: agli Stati anche l'obbligo di raccogliere il 90% delle bottiglie in plastica entro il 2025. 

«Questo traguardo testimonia la lungimiranza di Marevivo - afferma Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni istituzionali dell'associazione Marevivo- . Già prima che arrivasse questa proposta, infatti, la nostra associazione si è battuta per ottenere la legge contro le microplastiche nei cosmetici da risciacquo e dei cotton fioc non biodegradabili. L'Italia, grazie alla nostra azione, è stata all'avanguardia, il primo Paese dell'Ue a farlo, ed è stato per noi un grande risultato».

Anche sulle cannucce di plastica, l'associazione Marevivo aveva già lanciato la campagna #EcoCannucce #Strawfree che chiede ad esercenti e consumatori di rinunciare alle cannucce di plastica. Un'iniziativa che ha già ricevuto tantissime adesioni sia da parte dei proprietari di attività commerciali che di aziende che puntano a ridurre la loro impronta ecologica.

«Anche Bruxelles - continua Raffaella Giugni - ha capito che l'inquinamento da plastica non può più aspettare. L'obiettivo dovrebbe essere fissato a breve termine. Su questo tema c'è una grande mobilitazione a livello mondiale. Negli Stati Uniti, a Malibu, in California, a Seattle e in Florida, come sottolinea l'organizzazione Strawfree.org, le cannucce sono già state messe al bando. L'Italia e i Paesi membri dell'UE devono fare di più e presto. È solo grazie all'impegno collettivo di tutti coloro che supportano il lavoro delle associazioni come la nostra, e all'adozione di iniziative europee che la lotta alla marine litter potrà avere delle armi di difesa in più».

Nella proposta della Commissione anche misure che riguardano contenitori del cibo e bicchieri usa e getta (di cui i Paesi Membri dovranno diminuire la produzione attraverso l'imposizione di obiettivi di riduzione nazionali), filtri delle sigarette, salviette umidificate, palloncini, buste in plastica e reti da pesca: queste ultime, in particolare, costituiscono circa il 27% dell'inquinamento delle spiagge. Per tale motivo, i produttori di reti da pesca contenenti plastica dovranno coprire i costi della raccolta, del trasporto e dello smaltimento di questi rifiuti.

La giornata mondiale dell'Ambiente quest'anno sarà dedicata proprio al tema: "Beat plastic pollution" ed Erik Solheim, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) ha dichiarato negli ultimi giorni che dobbiamo evitare ciò di cui non abbiamo bisogno ed ha esortato Governi ed aziende ad adottare misure adeguate per ridurre l'uso della plastica monouso.

Anche l'industria europea dell'acqua in bottiglia (Efbw) punta ad un'economia più circolare e green: le imprese hanno lanciato un programma per aumentare la raccolta di bottiglie in Pet e l'utilizzo di Pet riciclato, con lo scopo di utilizzare entro il 2025 almeno il 25% della plastica riciclata.

Un passo in avanti nella lotta all'inquinamento da plastica che Marevivo porta già avanti da anni con le sue campagne #EmergenSea e "Mare Mostro". Una corretta informazione e la promozione di attività in difesa del Pianeta sono, infatti, fondamentali per fare la differenza su larga scala. Con le sue iniziative Marevivo mira alla sensibilizzazione sui temi ambientali che, diventando la priorità dei singoli cittadini, arrivano a far parte dell'agenda di governi, istituzioni ed organizzazioni internazionali.



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venerdì 25 maggio 2018

Ecco il vademecum del contribuente è disponibile anche in formato digitale



 IL VADEMECUM DEL CONTRIBUENTE È DISPONIBILE ANCHE IN FORMATO DIGITALE.

 

Il Vademecum del contribuente, una delle guide agli adempimenti fiscali più consultata da professionisti e privati cittadini si può ora acquistare anche on line.

Edita dalla casa editrice Goware, specializzata nella pubblicazione di E-book, è disponibile attraverso le piattaforme Amazon e Apple.

Il Vademecum del contribuente 2018 guida pratica per orientarsi nel mondo dei tributi è stato concepito per favorire una consultazione rapida offrendo ai lettori risposte precise su quesiti importanti nella gestione del rapporto con il fisco.

Il Vademecum, edito da Unione Fiduciaria la prima Società del settore in Italia, illustra, chiarisce e indica le scadenze degli adempimenti di tutte le norme fiscali stabilite dal nostro ordinamento.

Ulteriori informazioni sull'acquisto dell'e-book si trovano al seguente indirizzo:

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giovedì 24 maggio 2018

Privacy, normativa GDPR, passaggio epocale per la UE: il 25 maggio é Privacy Day


GDPR, passaggio epocale per la UE: il 25 maggio é Privacy Day

Diventa operativo il Regolamento sulla protezione dei dati, ma manca ancora consapevolezza su nuovi diritti e tutele per gli utenti. 


Adeguamento generale per molte grandi realtà, ma l'84% dei più importanti siti italiani non pubblicano i recapiti del DPO, figura pagata dall'azienda per vigilare che collabora anche con l'Autorità. 

Bernardi: "Passaggio epocale per l'UE che ricorda quello del 2002 per l'introduzione della moneta unica". 

Pmi e pa quelle più indietro: "Necessari mesi prima di vedere livello di conformità accettabile, occorre cambio di mentalità". 

Prenotazioni record per il Privacy Day Forum, trasmesso anche in streaming

Roma, 24 maggio 2018 - E' una data destinata ad entrare nella storia dell'Unione Europea, quella del 25 maggio 2018, il giorno da cui tutti gli Stati membri possono finalmente avere un unico ombrello normativo in materia di privacy con il Regolamento UE 2016/679.

Anche se manca ancora la consapevolezza da parte di molti cittadini, che ne sanno solo per sentito dire, o perchè in questi giorni stanno ricevendo numerose informative e richieste di consenso, sta di fatto che d'ora in poi gli utenti beneficeranno di nuovi diritti e maggiori tutele, e se l'interessato si accorgerà che le sue informazioni personali vengono usate non correttamente potrà rivolgersi ad un "responsabile della protezione dei dati", un esperto della materia incaricato e retribuito dall'azienda, che ha però il compito di cooperare con il Garante per la privacy con l'onere di vigilare che le regole siano effettivamente rispettate per non rischiare pesanti sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo dei trasgressori.

Sul fronte delle imprese, da una parte per molte grandi organizzazioni che hanno da tempo preso coscienza del valore che hanno i dati personali nell'economia digitale, in questo periodo termina un complesso percorso di adeguamento generale al Regolamento, anche se ulteriori misure da adottare saranno specificate nel decreto di armonizzazione in attesa di emanazione da parte del Governo, senza trascurare d'altra parte che nemmeno le più importanti aziende italiane risultano proprio impeccabili, in quanto l'84% dei siti web di queste non ha ancora pubblicato i recapiti per l'esercizio dei diritti dell'interessato o i dati di contatto del "data protection officer", come ha evidenziato uno studio condotto recentemente da Federprivacy.

E se le grandi realtà riescono in qualche modo a gestire le criticità della nuova normativa, per moltissime pmi e soprattutto per le pubbliche amministrazioni la strada da fare è ancora lunga, come osserva il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi:

"Alcuni sondaggi indicano che nove aziende su dieci non sono ancora adeguate al GDPR, e questi dati conciliano in effetti con l'enorme mole di richieste di supporto che stiamo ricevendo da migliaia di imprenditori di piccole e medie imprese e dirigenti della pa che si sono purtroppo svegliati tardi. Adesso diventa persino arduo riuscire a segnalare loro un professionista disponibile a fornire loro consulenza in questo periodo - spiega Bernardi - Siamo di fronte ad un passaggio epocale per l'UE che sta generando molta agitazione, e che per certi versi ricorda quello del 2002 quando fu introdotto l'Euro come moneta unica: benché previsto un periodo di un anno di coesistenza con la lira, sia a cittadini che alle imprese fu poi necessario un periodo molto più lungo per abituarsi. Per pmi e pa saranno necessari diversi mesi prima che si possa auspicare di vedere un livello di conformità accettabile, e come nel caso dell'Euro, occorre un loro cambio di mentalità".

E si svolgerà proprio il 25 maggio a Roma, la settima edizione del Privacy Day Forum con un programma di 35 interventi da parte di relatori autorevoli ed esperti della materia tra plenaria e workshop. 


L'evento annuale di Federprivacy, che ha ricevuto un numero record di duemila prenotazioni, sarà trasmesso anche in diretta streaming.

mercoledì 23 maggio 2018

Filiera Italia contro decisione UE

FILIERA ITALIA, NO A DECISIONE UE DI ELIMINARE RATIFICA NAZIONALE SU ACCORDI LIBERO SCAMBIO

"Scelta che favorisce la legittimazione del falso Made in Italy"

"La scelta peggiore nel momento peggiore". Questo il commento di Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia nel commentare la decisione con cui il Consiglio UE ha stabilito che gli accordi di libero scambio che rientrano nella competenza UE debbano essere approvati esclusivamente a livello dell'Unione, senza più la ratifica da parte dei singoli Stati membri. 

"Sbagliato nel merito, in quanto non è possibile sottrarre alla ratifica democratica di Parlamenti nazionali accordi di liberalizzazione del Commercio che incidono in maniera così significativa sulle vite dei cittadini".

Sbagliato anche per il tempismo con cui è stata adottata, continua Scordamaglia: "In un momento in cui le Istituzioni dell'Unione europea vengono già accusate di eccesso di burocrazia e di lontananza dalle reali esigenze dei cittadini, bypassare i Parlamenti nazionali sembra una vera e propria beffa".

Le prime pesanti conseguenze di tale improvvisa scelta si avranno già nell'accordo appena avviato dall'Unione Europea con Australia e Nuova Zelanda. 

Un accordo sbagliato sia per gli interessi difensivi (la Nuova Zelanda è il Paese al mondo che fa maggior dumping sul prezzo del latte e dei formaggi e, di conseguenza, farà concorrenza sleale alle produzioni di eccellenza europee e, soprattutto, italiane) che per quelli offensivi (l'Australia è il principale Paese che produce ed esporta falso Made in Italy soprattutto verso il Far East).

 Da qui l'auspicio di avere, in tempi brevi, un Governo italiano autorevole che si opponga a decisioni come quella di ieri, che penalizzano irreversibilmente la filiera agroalimentare italiana basata su standard di assoluta eccellenza.

Filiera Italia: l'organizzazione della filiera agroalimentare italiana che riunisce la produzione agricola nazionale, rappresentata da Coldiretti e da alcune delle principali realtà italiane dell'Industria alimentare. 


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giovedì 3 maggio 2018

Sperimentazione animale dei cosmetici: Il Parlamento chiede un divieto mondiale

Risultati immagini per Sperimentazione animale dei cosmetici
Non Sperimentazione animale dei cosmetici: 
il Parlamento chiede un divieto mondiale

· L'80% dei Paesi nel mondo permettono la sperimentazione dei cosmetici su animali

· Il divieto UE non ha compromesso la crescita del settore cosmetico europeo

· I deputati chiedono una convenzione delle Nazioni Unite



Giovedì, il Parlamento ha esortato l'UE ad avviare un'iniziativa diplomatica per un divieto a livello mondiale sulla sperimentazione dei cosmetici sugli animali prima del 2023.

La vendita di cosmetici testati sugli animali è stata vietata all'interno dell'UE dal 2013.

I deputati hanno sottolineato che ciò non ha impedito all'industria cosmetica europea di prosperare e creare circa due milioni di posti di lavoro. Tuttavia, in circa l'80% dei Paesi nel mondo la sperimentazione animale e la commercializzazione di cosmetici testati sugli animali sono tuttora consentite. Si osserva, inoltre, che sono emerse carenze nel sistema dell'UE, in quanto alcuni cosmetici vengono testati sugli animali al di fuori dell'Unione, prima di essere nuovamente testati nell'UE con metodi alternativi e immessi sul mercato comunitario.

Fanno notare anche che la maggior parte degli ingredienti dei prodotti cosmetici sono utilizzati in molti altri prodotti, come quelli farmaceutici, nei detergenti o in certi alimenti, e possono pertanto essere stati già sperimentati sugli animali in base a leggi diverse.

Anche la mancanza di dati affidabili sui cosmetici testati sugli animali e poi importati nell'UE rimane un problema serio. L'UE dovrebbe inoltre assicurarsi che nessun prodotto introdotto nel suo mercato sia stato testato sugli animali in un Paese non comunitario.

Un divieto globale
Per lavorare a un divieto globale sia della sperimentazione animale per i cosmetici sia del commercio di ingredienti cosmetici testati sugli animali, i deputati europei invitano i leader dell'UE a utilizzare le loro reti diplomatiche per costituire una coalizione e lanciare una convenzione internazionale nel quadro delle Nazioni Unite. Tale divieto dovrebbe entrare in vigore prima del 2023.

I deputati vogliono assicurarsi, infine, che il divieto UE non sia indebolito durante negoziati commerciali oppure dalle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio.

La risoluzione non legislativa è stata approvata con 620 voti in favore, 14 voti contrari e 18 astensioni.


Contesto
Secondo il sondaggio n. 442 realizzato dall' Eurobarometro Speciale nel marzo 2016, l'89% dei cittadini dell'UE concorda che l'Unione dovrebbe fare di più per promuovere una maggiore consapevolezza internazionale sull'importanza del benessere degli animali. Il 90% dei cittadini europei ritiene, inoltre, che sia importante stabilire criteri elevati in materia di benessere degli animali, riconosciuti in tutto il mondo.



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Manuale GDPR gratuito: Experian lancia la guida al regolamento generale sulla protezione dei dati


GDPR: Experian lancia la guida al regolamento generale sulla protezione dei dati


Uno strumento per le aziende di servizi di marketing che dovranno adeguarsi al decreto, ma anche una opportunità di trasformazione e ottimizzazione dei processi di gestione e trattamento automatizzato dei dati personali.

Milano, 3 maggio 2018 - Il nuovo Regolamento Europeo 2016/679 GDPR (General Data Protection Regulation) in materia di protezione dei dati personali entrerà a tutti gli effetti in vigore il prossimo 25 maggio. Experian ha realizzato una guida per consentire alle società che sono dotate di un sistema di elaborazione di dati personali di gestirli nel pieno rispetto del Regolamento, mantenendo e migliorando i propri risultati di business.
"Si tratta di incrementare le performance mettendo i consumatori al primo posto. Garantire sicurezza ai clienti significa oggi anche saper gestire ogni loro timore in materia di privacy e protezione dei dati personali. Un utilizzo trasparente e accurato di questi può generare enormi opportunità da entrambi i lati, aziende e consumatori", dice Giuseppe Mauro Scarpati, Agency Relationship Manager di Experian Italia. "Il cambiamento investe prima di tutto i centri media, le agenzie di marketing e tutti gli operatori di società che lavorano nell'ambito del Programmatic advertising, del social media advertising e del marketing data. Per favorire il passaggio ai nuovi standard dell'era digitale abbiamo così deciso di realizzare una guida pratica, facendo tesoro dell'immenso patrimonio di dati che Experian gestisce a livello mondiale".
La guida nasce dalla valutazione dei risultati del Global Data Management Report 2017 condotto da Experian: dal sondaggio, effettuato su un campione di oltre 1.400 persone impiegate in diverse aree aziendali in otto Paesi di tutto il mondo, è emerso che solo il 7% delle società si ritiene "molto preparato" al nuovo GDPR; il 48% dice di essere "abbastanza preparato" e oltre il 25% "non molto o affatto". Inoltre, solo il 4,1% degli intervistati non è minimamente informato sul Regolamento.
La guida di Experian comprende una prima parte di sintesi in sei punti del nuovo regolamento che consiste in un documento di oltre cinquecento pagine. Gli elementi chiave del GDPR fanno capo a: diritti degli individui, diritto di essere informato, diritto alla cancellazione (all'oblio), responsabile della protezione dei dati (DPO), obblighi dei titolari del trattamento, valutazione d'impatto sulla protezione dei dati. Seguono poi le domande-chiave da porsi per adempiere agli obblighi previsti, ma soprattutto per coglierne i vantaggi.

"Nell'era dei dati e del digitale, l'obiettivo delle società di marketing deve essere prima di tutto la capacità di fornire proposte personalizzate e transazioni veloci con la minima o nulla complicazione per gli utenti. Quanto più questo plus sarà evidente e percepibile dal consumatore, maggiore sarà il vantaggio competitivo per l'azienda che eroga il servizio", aggiunge Scarpati.

La guida può essere scaricata al link 
https://drive.google.com/drive/folders/1y3OawcSTTJY718x3As8G9oz_dbsQ-pjc?usp=sharing


Experian (Experian Plc) è primario operatore mondiale nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, il marketing e la protezione dei dati di aziende e consumatori. 
E' quotata alla Borsa di Londra (EXPN), ove concorre all'indice FTSE-100, espresso dai 100 titoli azionari più importanti. Ha sede a Dublino (Irlanda) e le principali direzioni operative sono a Costa Mesa (California, USA), Nottingham (GB) e San Paolo (Brasile). 
Conta circa 17.000 addetti in 37 paesi, con un fatturato annuo di 4,8 miliardi di dollari. In Italia, opera dal 1995; ha sedi a Roma e Milano. 
Nel 2017, Experian è stata nominata per il quarto anno consecutivo dalla rivista statunitense di economia e finanza Forbes Magazine una delle aziende più innovative del mondo nella Top 100 Most Innovative Companies.




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giovedì 12 aprile 2018

GDPR, i sei punti fermi che aziende e P.A. non possono ignorare


Nessuna aspettativa di deroghe o proroghe per l'operatività del GDPR, ma permangono incertezze per aziende pubbliche e private su aspetti in cui il Regolamento rimanda alle normative nazionali. 

Ancora atteso in Italia un nuovo decreto legislativo di adeguamento alle regole UE, ma dal 25 maggio scatteranno comunque le sanzioni, mentre gli interessati potranno esercitare e far valere più estesi diritti. 

Sei i principali punti fermi messi a fuoco nell'ultima circolare di Federprivacy sulle questioni di diritto transitorio.

Firenze, 12 aprile 2018 - Come previsto dai trattati internazionali dell'Unione Europea, dal prossimo 25 maggio il nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali sarà pienamente efficace ed operativo senza alcuna possibile aspettativa di deroghe o proroghe.

Non mancano tuttavia le incertezze per migliaia di aziende e pubbliche amministrazioni, anche perché il GDPR (acronimo di General Data Protection Regulation) rimanda per molti aspetti alle normative nazionali degli stati membri, e a tutt'oggi in Italia sussiste ancora un vecchio Codice Privacy (Dlgs 196/2003) vigente ma non allineato al Regolamento UE, mentre nel frattempo la Commissione nominata presso il Ministero della Giustizia ha potuto iniziare i lavori di adeguamento della normativa italiana solo a gennaio, approvando di recente in via preliminare lo schema di un nuovo decreto legislativo, che difficilmente però vedrà la luce in tempo per fornire i chiarimenti che le imprese avrebbero voluto prima della scadenza.

I ritardi della macchina politica non costituiranno ad ogni modo una giustificazione per gli inadempienti, e le aziende che saranno trovate fuori regola rischieranno sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato.

Alla luce dell'incerto contesto attuale, Federprivacy ha perciò deciso di dedicare una specifica circolare sul tema delle questioni di diritto transitorio che accompagnano il passaggio dall'attuale Codice della Privacy al nuovo Regolamento UE 2016/679, come spiega Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana di riferimento dei professionisti della protezione dei dati:

"In questa delicata fase di transizione in cui permangono non poche zone grigie nell'attuazione del GDPR, nella nostra ultima circolare abbiamo messo a fuoco sei principali punti fermi che aziende pubbliche e private non possono ignorare o tralasciare, a prescindere dai prossimi sviluppi normativi nel contesto italiano. In particolare - sottolinea Bernardi - ogni titolare del trattamento deve tenere presente che i consensi raccolti anteriormente al 25 maggio 2018 saranno ancora validi solo se lo si è fatto in modo conforme al Regolamento UE, per cui potrebbe essere necessario richiederli nuovamente agli interessati, mentre questi ultimi potranno esercitare e far valere tutti i più estesi diritti che sono riconosciuti loro dal nuovo testo. Inoltre, violazioni degli obblighi di notifica dei data breach saranno sanzionabili senza necessità di recepimento in una normativa nazionale."

La Circolare 1-2018 di Federprivacy affronta anche questioni di diritto transitorio attinenti i casi in cui non è necessario redigere la valutazione di impatto entro il 25 maggio, la disciplina contrattuale applicabile per la nomina di responsabili del trattamento, e l'applicabilità degli obblighi di nomina del data protection officer.

domenica 1 aprile 2018

A PAVIA IL PRIMO HACKATHON ITALIANO SULLA GENDER DIVERSITY NEGLI STUDI LEGALI ASSOCIATI

ASLA LEGAL HACK: A PAVIA IL PRIMO HACKATHON ITALIANO SULLA GENDER DIVERSITY NEGLI STUDI LEGALI ASSOCIATI

Una maratona di idee per il futuro degli studi legali: sabato 14 e domenica 15 aprile presso i Collegi Universitari di Merito di Pavia.

I progetti vincitori saranno presentati all'evento "ASLA Diritto al Futuro" in programma a Milano venerdì 18 maggio.

 

 

ASLAWomen presenta l'ASLA Legal Hack, il primo hacktahon italiano sui temi della gender diversity negli studi legali associati: una competizione, a squadre, della durata di 24 ore non stop, che si svolgerà il 14 e 15 aprile 2018, a Pavia, presso i quattro Collegi Universitari di Merito – Almo Collegio Borromeo, Collegio Ghislieri, Collegio Nuovo, Collegio Santa Caterina – e con la partnership di H-Farm.

L'obiettivo della competizione è lo sviluppo di idee e soluzioni innovative che favoriscano l'avanzamento delle avvocate nella carriera all'interno degli studi legali associati.

La sfida è quella di immaginare – anche attraverso modalità smart e digitali – le azioni, i programmi e le strategie capaci di promuovere una cultura meritocratica e inclusiva, che sappiano valorizzare e far crescere il talento e la leadership femminile negli studi legali associati e rendere il più trasparente possibile il processo di ammissione ai ruoli di vertice.

 

Le squadre vincitrici saranno decretate da una Giuria composta da esponenti dell'avvocatura, leader dell'innovazione, esperti dei temi di gender diversity e rappresentanti dei Collegi Universitari di Merito, tra cui: Tatiana Biagioni (Presidente CPO Avvocati e Avvocate di Milano), Giovanna Fantini (Delegata Cassa Forense), Cristina Cabella (Chief Privacy Officer IBM Corporation), Barbara Cominelli (Microsoft), Andrea Lago (Direttore Intermonte SIM S.p.A.), Carlo Gagliardi (Managing Partner Deloitte), Vincenzo Salvatore (BonelliErede), Marco Sella (socio Macchi di Cellere Gangemi), Sergio Barozzi (socio Lexellent), Andrea Arosio (Linklaters), Raffaella Temporiti (HR Director Accenture).


ASLA Legal Hack è aperto a tutti coloro che siano interessati all'innovazione e ai temi della diversity e che portino con sé un'idea o un progetto interessante da sviluppare nell'ambito della sfida proposta ed è rivolto a: studenti e studentesse di qualsiasi ambito accademico; giovani professionisti e professioniste in qualsiasi settore (con preferenza per i praticanti avvocati/e; giovani avvocati e avvocate; giovani attivi nel software mobile e web; esperti di comunicazione, grafica, design di business model o project management e marketing).

La squadra prima classificata riceverà in palio un premio di 1.500 euro; la seconda 1.000 euro e la terza 500 euro e tutte e tre avranno la possibilità di illustrare i propri progetti a una platea composta dai partner dei più prestigiosi studi italiani nel corso dell'evento "ASLA Diritto al Futuro" il 18 maggio 2018 a Milano a Palazzo Mezzanotte, una giornata di conferenze e dibattiti per discutere e confrontarsi sulla professione del domani, a cui sarà dedicato ampio spazio anche al tema della diversity, perché le differenze e la loro inclusione sono motore di innovazione delle organizzazioni professionali.

 

La partecipazione all'hackacton di ASLAWomen è gratuita e le iscrizioni termineranno domenica 8 aprile alle 23.59. 

 

"Siamo molto orgogliosi di questo progetto – dichiara l'avvocata Barbara de Muro, responsabile della sezione ASLAWomen di ASLA – Associazione degli Studi Legali Associati – attendiamo da questo hackaton idee innovative in grado di stimolare e "provocare" la discussione sui temi di gender diversity, per ricordare e ribadire che la leadership non ha genere."

 

 

ASLA, Associazione Studi Legali Associati, è stata costituita in Italia a fine 2003 per iniziativa di primari Studi Legali operanti nei settori del diritto commerciale, societario e finanziario internazionale e riunisce tutti gli studi che, riconoscendosi nella formula associata per l'esercizio della propria attività, desiderano confrontarsi sulle problematiche comuni, discutere e proporre modelli organizzativi innovativi. Ne fanno attualmente parte quasi 100 Studi Associati - costituiti in Italia e con affiliazioni in Europa e Stati Uniti.

L'Associazione ha al suo interno due sezioni: ASLAWomen, che si occupa di conoscere e monitorare la condizione delle avvocate e degli avvocati e le politiche di tutela e valorizzazione della diversity all'interno degli Studi Membri, con una particolare attenzione al tema delle pari opportunità di crescita e carriera delle avvocate, e ASLAPlus, creata per favorire il networking tra le persone che lavorano presso gli Studi Legali Associati, creando uno scambio attivo di idee e proposte nonché promuovendo eventi formativi con l'obiettivo di migliorare la qualità lavorativa e le competenze di ciascun dipendente, oltre che degli avvocati.

ASLA è presente in tutta Italia con Delegazioni Territoriali che rappresentano l'associazione sul nostro territorio.



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