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giovedì 29 settembre 2016

Home Restaurant, il disegno di legge approvato dalla Commissione rema contro lo sviluppo di questa attività

Nella proposta sono molti i vincoli e le restrizioni poste a chi intende sperimentarsi in questo settore, a partire dal pagamento accettato solo attraverso modalità elettroniche. 

Forti limiti anche nelle giornate di attività previste e negli introiti consentiti.


La versione della legge sull'Home Restaurant, approvata lo scorso 25 settembre dalla Commissione parlamentare Attività Produttive, segna pesantemente la rotta verso una chiusura riduzionistica e accentratrice delle attività connotate dallo spirito della sharing economy.

A fronte di un'attenzione molto alta da parte di migliaia di cittadini, che sono interessati a questa nuova forma di attività che coniuga la passione personale per l'enogastronomia con la possibilità di farne una, seppure parziale, attività economica, il Parlamento ha inteso tutelare in maniera evidente gli interessi della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), che più volte ha manifestato insofferenza nei confronti di aperture verso i nuovi modelli. 

Questo a fronte di direttive molto chiare dell'Europa. Solo qualche mese fa, a giugno 2016, Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, richiamava gli Stati membri sull'importanza di valorizzare e aiutare tutte le forme di economia collaborativa, lanciando addirittura un'"Agenda europea per l'economia collaborativa" che contribuisse a tale scopo.

Oggi purtroppo ci troviamo invece dinanzi a una legge che tende fortemente a frenare e ridimensionare queste possibilità. 

Lo dimostrano i dettagli della proposta approvata dalla Commissione, che continuerà il suo iter in Parlamento.

A chi volesse intraprendere l'attività di Home Restaurant, infatti, viene imposta la registrazione su "piattaforme tecnologiche" che acquisiranno i pagamenti, esclusivamente in forma elettronica, per loro conto. 

Inoltre si prescrive che l'attività di Home Restaurant - ovvero ogni pranzo e ogni cena servita e a chi - debba essere registrata dalle piattaforme tecnologiche in un apposito registro elettronico almeno trenta minuti prima della sua fruizione. 

Tali norme non trovano simile riscontro in nessun'altra attività, discriminando di fatto quella in oggetto. 

Ciò impedirà ai singoli gestori di Home Restaurant di promuoversi secondo propri canali in maniera autonoma.

Ci chiediamo quale sia la ragione di una misura così fortemente accentratrice, in barba anche ai pronunciamenti del Tar che aveva respinto alcune restrizioni relative all'attività dei B&B in quanto il regolamento sarebbe stato in contrasto con i principi di libera concorrenza e con i correlati principi di parità di trattamento e non discriminazione.
Riteniamo di essere dinanzi a un nuovo sopruso di questo genere.


A rendere più difficile lo svolgimento dell'attività di Home Restaurant, inoltre, i limiti imposti dal disegno di legge: ogni attività può usufruire di un massimo di 500 coperti all'anno, per una media di poco più di un coperto al giorno. 

Il limite economico, inoltre, sarebbe di 5 mila euro lorde per le somme conferite dagli ospiti.

Da anni operiamo nell'ambito dell'accoglienza e dell'ospitalità. 

Il nostro portale www.bed-and-breakfast.it accoglie oltre 16 mila strutture che negli ultimi dieci anni hanno fortemente contribuito allo sviluppo del settore turistico e dell'economia italiana. 

Molti di loro oggi sarebbero pronti a integrare l'offerta con l'attività di Home Restaurant se questa, come avviene negli altri paesi europei, richiedesse una dichiarazione di avviamento attività (SCIA) oltre alla necessaria assicurazione e certificazione HACCP, ma non avesse altri vincoli fortemente limitanti, come quelli previsti dall'attuale disegno di legge. 

In Inghilterra, ad esempio, l'attività di Home Restaurant è disciplinata dalle norme igieniche di somministrazione del cibo, ma non ha vincoli di ordine burocratico come in questo caso.

Auspichiamo, dunque, che l'attuale disegno di legge possa essere rimesso in discussione e sanato sui punti sopra esposti, per contribuire in maniera efficace alla crescita delle attività economiche di chi, con buona volontà, intende contribuire allo sviluppo dell'accoglienza turistica in Italia.

Giambattista Scivoletto
www.bed-and-breakfast.it
www.homerestaurant.com

Link alla legge
http://www.homerestaurant.com/docs/LeggeHR1234.pdf 

Link alle 4 Leggi presentate in Parlamento, prima del loro accorpamento
http://www.homerestaurant.com/docs/HomeRestaurant-ConfrontoLeggi.pdf 

Link sentenza del Tar
http://www.bed-and-breakfast.it/it/news/B&B-case-vacanza-niente-limiti-tar-lazio/1599

Link articolo "Commissione europea: vietato vietare la sharing economy. E' un'occasione da non lasciarci sfuggire"
http://scorza.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/06/12/commissione-europea-vietato-vietare-la-sharing-economy-e'-un'occasione-da-non-lasciarci-sfuggire/ 



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lunedì 26 settembre 2016

Piccoli borghi: M5S, Approvare nostro emendamento su cammini storici

Roma, 26.09.2016 – "Approvare il nostro emendamento sui cammini storici di collegamento tra i piccoli borghi che gode già di un finanziamento di 3 milioni di euro già passato nella scorsa legge di Stabilità grazie al Movimento 5stelle. Una voce di spesa già disponibile che aspetta solo di essere resa operativa con il testo unificato in discussione in questi giorni alla Camera". 

Lo chiede Patrizia Terzoni, deputata del M5S proponente dell'emendamento, a margine dell'intervento in Aula insieme con i deputati 5stelle delle Commissioni Agricoltura e Attività Produttive.

 "Condividiamo in buona parte questo testo in cui è confluita la nostra proposta di legge ma al momento lo riteniamo ancora parziale. Sono state infatti accolte solo una parte delle nostre misure come ad esempio le linee guida per l'albergo diffuso, la filiera corta e la vendita diretta dei prodotti agricoli locali ma – aggiunge Terzoni – mancano ancora interventi per garantire servizi essenziali, come ospedali e trasporto pubblico, per evitare lo spopolamento dei piccoli comuni. Per questo continueremo a batterci in Aula per migliorare una legge che potrebbe contribuire a salvare le aree interne del nostro Paese e a rilanciarne il turismo". 





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sabato 24 settembre 2016

Clima: WWF, Italia predisponga corsia preferenziale in Parlamento per ratificare accordo Parigi

Manca poco, la ratifica di Paesi che rappresentano un ulteriore 7% delle emissioni di gas serra, perché l'accordo di Parigi possa entrare in vigore (un mese dopo che le condizioni per l'entrata in vigore si siano determinate). 

Questo vuol dire che con tutta probabilità, in occasione della Conferenza ONU sul Clima di Marrakech, in programma dal 7 al 18 novembre, si potrà anche festeggiare l'operatività del trattato e soprattutto mettersi a lavorare alacremente per la sua attuazione.

Nella lista dei Paesi che hanno ratificato spicca l'assenza dell'Unione Europea: in realtà alcuni Paesi l'hanno già fatto (Francia, Ungheria, Austria, Slovacchia), altri hanno dei tempi parlamentari già fissati (Germania la prossima settimana) ma accanto alla ratifica comunitaria già decisa dai leader nel vertice di Bratislava, occorre che anche gli altri Paesi si affrettino a farlo.

Tra questi, l'Italia, per peso e come paese fondatore dell'Unione, deve essere tra i primi e non tra gli ultimi. Dopo l'annuncio del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'Ambiente, dunque, il WWF chiede l'immediata presentazione del Disegno di legge di ratifica e una corsia preferenziale in Parlamento perché venga approvato a inizio ottobre. 

Ben prima del referendum costituzionale e dell'inevitabile rallentamento dei lavori parlamentari, dunque, ma soprattutto in tempo per consentire che l'accordo possa entrare in vigore al più presto.

Roma, 24 settembre 2016


Wwf Italia






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giovedì 22 settembre 2016

Cassa Dottori Commercialisti, Approvato il nuovo Regolamento Unitario: un corpus normativo univoco, aggiornato e trasparente


È pervenuta l'approvazione da parte dei Ministeri vigilanti del Regolamento Unitario in materia di previdenza e assistenza della Cassa Dottori Commercialisti, che chiude il percorso delle importanti delibere in attesa di approvazione presso i Ministeri.

 

Dal 2017 la Cassa potrà contare su uno strumento innovativo chiaro e trasparente, che si andrà ad aggiungere a tutti gli altri sin qui già varati a beneficio dei propri Associati.

 

Il nuovo Regolamento Unitario, infatti, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2017 e, oltre a consentire maggiore facilità di consultazione per i suoi destinatari, permetterà loro di beneficiare di nuovi istituti, tra i quali:

 

- l'eliminazione, per i primi tre anni, del contributo minimo soggettivo per coloro che si iscriveranno alla Cassa dopo aver compiuto 35 anni (per gli iscritti infra35enni è già prevista la possibilità di non pagare sia il minimo soggettivo che integrativo);

- la copertura dell'interruzione dell'attività professionale in caso di infortunio, che si aggiunge all'evento malattia; 

- l'innalzamento, fin dal 2016, del tetto massimo del tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi;

- l'introduzione dell'assegno in favore degli orfani degli Associati.

 

"Siamo estremamente soddisfatti del via libera dei Ministeri Vigilanti - commenta il Presidente della Cassa, dott. Renzo Guffanti - intervenuta in tempi relativamente rapidi se consideriamo che abbiamo accorpato 7 regolamenti e 126 articoli apportando, allo stesso tempo, delle innovazioni che porteranno dei benefici tangibili ai nostri iscritti, sia in termini di maggior importo di pensione che di ampliamento delle tutele assistenziali".

 

"Tra le novità più importanti - continua Guffanti - ricordo quella che consentirà agli orfani dei nostri iscritti di avere, dal 2017, un assegno annuo per facilitarli nel loro percorso di studi nonché l'innalzamento del rendimento che la Cassa può riconoscere sui montanti degli iscritti, svincolandoci dall'andamento del PIL, prendendo come limite superiore il tasso di rendimento obiettivo da Bilancio Tecnico della Cassa, fino a un massimo del 3%".


"Non posso che ringraziare – conclude Guffanti - l'Assemblea dei Delegati, il Consiglio di Amministrazione, i Ministeri Vigilanti e il Personale della Cassa, per l'impegno e la determinazione che hanno consentito di raggiungere questo ulteriore brillante risultato, che giunge a coronamento di un quadriennio certamente intenso e proficuo in termini di riforme, numeri e crescita".

 

Roma, 22 settembre 2016



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mercoledì 21 settembre 2016

LEGGE DI STABILITA’: ANCI, BASTA RINVII, SERVE RIORDINO ASSOCIAZIONISMO

"I Comuni in generale, ed i piccoli Comuni in particolare, non sono più nelle condizioni di attendere norme di semplificazione che da troppo tempo vengono richieste e mai prese in considerazione, sia sul piano ordinamentale che organizzativo e finanziario. Il carico amministrativo è ancora più gravoso quanto più piccolo è il Comune e il solo associazionismo, pur nella sua rilevanza, costituisce un passaggio fondamentale ma non può risolvere tutte queste questioni. E' necessario insistere quindi su norme di semplificazione e di fiscalità di vantaggio pensate per i Comuni di minore dimensione demografica". Lo afferma Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e Coordinatore nazionale ANCI Piccoli Comuni, al termine della riunione di oggi del Comitato Direttivo dell'ANCI.

"E' del tutto evidente – aggiunge - che debba essere data attenzione prioritaria alla definizione di alcune Politiche mirate per: lo sviluppo e la salvaguardia delle Aree Interne; una nuova governance locale, anche attraverso l'Associazionismo; una forte semplificazione ordinamentale; il tutto affiancato da un 'Progetto Controesodo', che favorisca il ripopolamento dei Comuni delle aree interne".

"Per quanto riguarda l'associazionismo – aggiunge l'esponente dell'ANCI - riteniamo prioritario che si perseguano con urgenza le linee tracciate dal Manifesto di Cagliari del Luglio 2015. Per queste ragioni il 2016 non può e non deve concludersi con ulteriori proroghe sulla gestione associata obbligatoria e, quindi, con un sostanziale nulla di fatto, situazione che ANCI non è disposta ad accettare. L'ANCI, attraverso la formulazione di una dettagliata e realizzabile proposta di riordino delle gestioni associate, ha dimostrato come sia possibile superare lo stallo attuale derivante dall'impianto del DL 78/2010. Tale Proposta ha riscontrato la condivisione dei Ministeri competenti. Pertanto auspichiamo che si proceda, dopo sei anni di diagnosi accurate e predisposte non solo dall'ANCI ma anche dal Ministero dell'Interno e dalla Corte dei Conti, alla riforma dell'impianto attuale. Una riforma, quindi, che vada nella direzione di una riscrittura di una nuova disposizione chiara, attuabile e definitiva, che preveda un periodo di graduale adeguamento ed eviti ulteriori e deleteri slittamenti, con risvolti che sarebbero politicamente e amministrativamente catastrofici per la governance locale; se ciò non trovasse accoglimento in un collegato alla legge di stabilità – conclude Castelli - chiediamo l'abrogazione della normativa vigente sull'obbligo associativo, come punto di partenza per ridisegnare una riforma organica, sistematica e attuabile".

 

Roma, 21 Settembre 2016



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PrivacyLab regala più di 1.000 manuali sul Regolamento UE

La nota software house finanzia tiratura limitata della guida "Privacy e regolamento europeo 2016/679" per un valore di oltre 20mila euro, e regala una copia a tutti i partecipanti del Privacy Day Forum. 


Chiozzi: "Due aziende su tre non si sono ancora attivate. Abbiamo voluto dare nostro contributo a favore dei professionisti". 

L'evento a Roma il 13 ottobre, più di mille le prenotazioni Roma, 21 settembre 2016 - Nonostante il conto alla rovescia sia iniziato da quattro mesi e pubbliche amministrazioni e aziende private abbiano tempo fino al 25 maggio 2018 per adeguarsi al nuovo Regolamento UE 2016/679, non solo i cittadini ma anche molti professionisti e addetti ai lavori sanno ancora poco o nulla della nuova normativa sulla protezione dei dati personali che prenderà il posto del vecchio Codice della Privacy (Dlgs 196/2003). 

Il Privacy Day Forum promosso da Federprivacy costituirà quest'anno un'opportunità per tracciare un quadro e farsi un'idea più chiara sul nuovo Regolamento, non solo perché quasi 40 speaker ne spiegheranno le novità punto per punto, ma anche per l'iniziativa di PrivacyLab, che ha deciso di regalare a tutti i partecipanti una copia della nuova guida "Privacy e regolamento europeo 2016/679", scritta dall'Avv. Antonio Ciccia Messina, autore di Italia Oggi, e Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy. 

La guida, che è normalmente acquistabile in formato e-book nello Shop della casa editrice al prezzo di 14,90 euro, grazie all'iniziativa di PrivacyLab che ha finanziato una tiratura limitata di 1.500 copie per un valore commerciale di oltre 20.000 euro, sarà consegnata in omaggio a tutti i partecipanti del Privacy Day Forum in formato volume di 200 pagine, in cui è riportato anche il testo normativo integrale dei 173 considerando e 99 articoli del nuovo Regolamento. 

Il presidente di MetisLab, Andrea Chiozzi, patron della nota piattaforma PrivacyLab, spiega il motivo dell'iniziativa: "Nonostante il nuovo Regolamento UE sia entrato in vigore lo scorso maggio, e ci sia tempo per adeguarsi fino al 25 maggio 2018, due aziende su tre non si sono ancora attivate, e perciò abbiamo voluto dare il nostro contributo a favore dei professionisti, che grazie a questo manuale potranno affrontare meglio le attività necessarie per raggiungere la conformità alle nuove regole ed evitare multe che arriveranno fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato dei trasgressori." 

I libri saranno consegnati direttamente al convegno il 13 ottobre a Roma a tutti coloro in possesso di regolare accredito, così che gli oltre mille partecipanti potranno anche sfogliarli durante la giornata dei lavori per seguire direttamente sul testo le parti della normativa citate dagli speaker nel corso dei loro interventi.


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martedì 20 settembre 2016

Telefonia. Attivazioni non richieste e modifiche contrattuali: l'Antitrust si pronuncia su Wind All Inclusive Maxi

Firenze, 20 Settembre 2016. L'Antitrust, con provvedimento del 6 settembre 2016, ha archiviato il procedimento contro Wind per la pratica commerciale relativa all'operazione Wind All Inclusive Maxi, avviato su nostra denuncia (1). L'archiviazione è motivata dal fatto che Wind – su provvedimento urgente di sospensione dell'Autorità (2)  – ha prima sospeso e poi modificato la pratica commerciale contestata, trasformandola da attivazione non richiesta dall'utente a vera e propria modifica contrattuale che l'utente può rifiutare, cambiando gestore o dando disdetta del contratto senza incorrere in penali.

Ma se il provvedimento non ha grande impatto, perchè parlarne? Perchè per la terza volta di fila (prima con Vodafone Exclusive (3), poi con Tim Prime (4) e infine con Wind All Inclusive) l'Antitrust ha ribadito ai cosiddetti "big" della telefonia in Italia che non possono attivare servizi non richiesti dall'utente.

E ciò grazie alle numerosissime segnalazioni che abbiamo ricevuto dagli utenti del nostro sito. La tempestività dell'attività di segnalazione da parte di Aduc, e di decisione da parte dell'Antitrust, ha avuto come positivo effetto di bloccare sul nascere – o quasi – una linea di condotta che avrebbe con grande probabilità aperto la strada ad una nuova modalità di assedio al consumatore da parte dei grandi della telefonia.

Attivare un servizio non richiesto, e consentire di "abbandonarlo" solo su richiesta dei singoli consumatori, è per i gestori più semplice poichè minimizza il rischio di recessi contrattuali. Il consumatore, dal canto suo, se non è particolarmente attento e tempestivo perde il "diritto di rinunciare" all'offerta e se la deve tenere. Diverso invece il discorso se, come deve essere, questi aumenti di costi sono considerati a tutti gli effetti modifica contrattuale, poiché la società che li pone in essere si accolla il rischio di perdere il cliente. Il cliente a sua volta avrà la possibilità di cercare sul mercato offerte più vantaggiose e, soprattutto, è bene che impari a leggere sempre con attenzione i messaggi che riceve dalla propria compagnia telefonica.
Fino a qualche anno fa, infatti, i messaggi che ricevevamo dal gestore telefonico erano per lo più pubblicitari, e quindi li leggevamo con disattenzione per poi cancellarli. Oggi non è più così, nei messaggi possono essere contenuti avvisi di modifica contrattuale sui quali bisogna decidere entro trenta giorni.

Occhi aperti, quindi, e come sempre invitiamo gli utenti a segnalarci presunte condotte illegittime, pratiche commerciali aggressive e pubblicità ingannevoli, in tema di telefonia ma non solo.

(1) http://www.aduc.it/articolo/wind+emula+vizietto+vodafone+tim+denuncia+all_24225.php
(2) http://www.aduc.it/comunicato/wind+antitrust+dopo+denuncia+aduc+sospende_24311.php
(3) http://www.aduc.it/comunicato/vodafone+exclusive+denuncia+aduc+antitrust+condanna_24109.php
(4) http://www.aduc.it/comunicato/tim+prime+antitrust+chiude+istruttoria+gioco+quasi_24556.php

Emmanuela Bertucii, legale Aduc


lunedì 19 settembre 2016

CONFERENZA STAMPA. DIRETTIVO ANCI SU LEGGE DI STABILITA’, RIFORMA PA, TERREMOTO E IMMIGRAZIONE


Comunicato/invito


Mercoledì 21 Settembre – ore 13.30

Sala delle Conferenze ANCI – I° piano

Via dei Prefetti, 46 – Roma

 

L'analisi e la discussione delle proposte dell'ANCI in vista della Legge di stabilità; le misure avanzate dai Comuni in tema di gestione dei flussi migratori e accoglienza; le proposte dell'Associazione sul progetto Casa Italia, insieme ad un'informativa sulle molteplici attività promosse dell'ANCI per la ricostruzione; l'analisi e le proposte sulla riforma della P.a.

Sono alcuni dei principali punti all'ordine del giorno della riunione del Comitato Direttivo dell'ANCI, prevista per dopodomani mercoledì 21 Settembre nella sede dell'Associazione in via dei Prefetti a Roma.

Presieduto da Piero Fassino, il Direttivo vedrà la presenza dei sindaci di tutti i capoluoghi di provincia, tra cui il presidente del Consiglio nazionale dell'ANCI Enzo Bianco ed il vicepresidente vicario dell'ANCI Paolo Perrone.

Alle 13:30 è prevista una conferenza stampa.

 

 

Roma,  19 Settembre 2016



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sabato 17 settembre 2016

Cassa Dottori Commercialisti: Approvata dai Ministeri delibera su montanti contributivi

Roma, 17 settembre 2016 - È stata approvata dai Ministeri la delibera con cui la Cassa Dottori Commercialisti riconosce sui montanti contributivi calcolati al 31.12.2014 degli iscritti non pensionati un extra-rendimento della gestione patrimoniale del 2,81% che si aggiunge all'1,5% già previsto da Regolamento, per un tasso di capitalizzazione complessivo per l'anno 2015 del 4,31%.

 

Con questa approvazione, 76,7 mln di Euro – accantonati negli ultimi esercizi grazie ai maggiori rendimenti effettivamente realizzati dalla Cassa sul patrimonio rispetto alla media quinquennale del PIL - vengono riversati sui montanti per rafforzare le future pensioni dei Dottori Commercialisti.

 

Tale approvazione, sottolinea il Presidente della Cassa Dottori Commercialisti, dott. Renzo Guffanti, "testimonia e premia allo stesso tempo gli sforzi compiuti, in questi anni di sana e prudente gestione della Cassa, verso la strada della maggiore adeguatezza dei trattamenti, penalizzata non poco dalla continua flessione del PIL, senza mai perdere di vista la sostenibilità del sistema complessivo".

 

Il ringraziamento del Presidente Guffanti va al lavoro di squadra portato avanti dall'Assemblea dei Delegati e dal Consiglio di Amministrazione, sinergia che si è avvalsa del contributo della struttura tecnica.


Si va così verso la fine di un mandato che ha visto un sostanziale incremento dei numeri della Cassa, tanto sul fronte delle riserve previdenziali quanto su quello demografico, nel rispetto degli impegni presi con la categoria.

 

Tuttavia, ribadisce Guffanti, "questo importante traguardo non va considerato come un punto di arrivo ma, al contrario, grava di ulteriore responsabilità chi si avvicenderà alla guida della Cassa, che avrà l'onore e l'onere di conservarla e farla ancora progredire con dedizione e spirito di servizio".

 

venerdì 16 settembre 2016

BNL CONDANNATA A RISARCIRE 8 MILIONI PER IRREGOLARITA' SU DERIVATI

DERIVATI.  BNL CONDANNATA A RISARCIRE 8 MILIONI DI EURO

Il Tribunale di Milano riconosce varie violazioni normative


Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 10049/16 pubblicata il 13/09/2016, ha condannato la Banca Nazionale del Lavoro a pagare a una società, branch italiano di un'importante multinazionale francese, assistita dagli Avvocati Franco Fabiani e Marco Dalla Zanna dello studio legale Fabiani di Como, oltre 8 milioni di euro (e precisamente Euro 8.204.021,61), più rivalutazione, interessi e spese processuali.


La  sentenza è di assoluto rilievo perché, oltre a condannare una banca al rimborso più ingente forse finora mai riconosciuto in questa materia, rappresenta un importante segno di consolidamento dell'orientamento giurisprudenziale sul tema della criticità e impugnabilità dei contratti finanziari derivati interest rate SWAP.

Nel 2007, una società italiana appartenente a un gruppo multinazionale francese ha stipulato con una banca tedesca un finanziamento di circa 38 milioni di euro, finalizzato alla realizzazione di un centro commerciale e contenente l'obbligo contrattuale di hedging. 

Per coprire il rischio derivante dal possibile rialzo del tasso variabile previsto dal finanziamento, un'altra società, anch'essa riconducibile al gruppo, ha sottoscritto con BNL un contratto derivato SWAP con dichiarata finalità di copertura. 

Il contratto, che è tuttora in essere perché ha scadenza 2017, prevedeva lo scambio di flussi finanziari secondo i quali la società doveva pagare alla banca, sul nozionale di riferimento corrispondente all'importo del finanziamento e con pari ammortamento, un tasso fisso del 4%, a crescere fino al 4,25% a fine contratto, con soglia out crescente dal 4,63% al 5,53%, e avrebbe ricevuto dalla banca il tasso variabile Euribor sei mesi, con barriera dal 4,63% al 5,53%. 

Tuttavia, nel corso del contratto, il tasso Euribor è sceso fino ad azzerarsi, disattivando così le barriere poste a presidio del sottoscrittore e portando la società, vanificatasi appunto la perseguita funzione di copertura, a pagare differenziali negativi per circa 8 milioni di euro in soli 8 anni. 

Nel 2013 la società ha impugnato il contratto e promosso  causa contro BNL, contestando all'Istituto di Credito di avere operato in contrasto con i principi di buona fede e diligenza e in violazione degli obblighi informativi, e invocando le norme di settore poste dall'ordinamento a tutela dell'investitore. 

La società ha inoltre contestato vizi formali della contrattualistica (tra cui la nullità del contratto quadro), la classificazione di operatore qualificato attribuitale, la mancata comunicazione del metodo di calcolo del MTM, della facoltà di recesso, la carenza di causa per assenza della funzione di copertura e l'applicazione di commissioni occulte.

La particolarità del caso è data anche dal fatto che la banca aveva predisposto la contrattualistica utilizzando strumentalmente un Master Agreement ISDA con relativo Schedule (il contratto quadro) che attribuiva alla giurisdizione inglese, con applicazione della legge anglosassone, la decisione di ogni controversia insorta tra le parti.

In via pregiudiziale il Giudice, accogliendo una domanda cautelare proposta dalla società, aveva concesso la sospensione dell'esecuzione del contratto, ma tale ordinanza è stata rovesciata dal Tribunale a seguito del reclamo proposto dalla banca. 

La società si è vista dunque costretta a pagare regolarmente i differenziali durante tutto il corso del processo, sperando di ottenere la restituzione delle somme pagate al termine dello stesso.

In causa è stata disposta una consulenza tecnica di ufficio, nella cui sede la società si è avvalsa del consulente tecnico di parte Ing. Zucchinali. 

Detta consulenza ha evidenziato le criticità del contratto finanziario e, in particolare, la mancanza di funzione di piena copertura da parte dell'operazione in strumenti derivati e la presenza di commissioni occulte stimate in Euro 500 mila in danno alla società investitrice. 

Tali criticità, unite al fatto che la banca aveva proposto al cliente un contratto quadro privo dell'indicazione esplicita di un elemento essenziale qual è il mark to market al momento della sua stipula e perfino del metodo di calcolo del medesimo, ha condotto il tribunale meneghino ad affermare la responsabilità della banca e a riconoscere all'investitore il risarcimento di tutti i danni subiti. 

Pur non accogliendo la domanda di nullità e di risoluzione del contratto, il Tribunale ha accertato la responsabilità di BNL ex artt. 21 e 23 TUF nella formazione e stipula del contratto e ha condannato la banca alla rifusione del danno, corrispondente esattamente ai differenziali maturati e corrisposti fino al 31/12/2015. 

In altre parole, la banca dovrà restituire alla società una somma che, comprensiva della rivalutazione e degli interessi, si aggirerà intorno ai dieci milioni.

La sentenza è connotata anche da un'altra peculiarità molto significativa in materia di contratti bancari derivati, in quanto la società investitrice ha ottenuto il risarcimento dei danni, pur avendo il Tribunale confermato la sua classificazione di operatore qualificato, superando così le questioni (su quest'ultimo punto) che originariamente caratterizzavano detta tipologia di contenzioso.

"La sentenza" commenta l'Avv. Fabiani "pur non avendo individuato gli eccepiti gravi elementi che generano la nullità del contratto e la presenza di violazioni comportamentali di gravità tale da produrne la risoluzione, perviene ad un sostanziale corrispondente risultato pratico e rappresenta un importante passo avanti nella consacrazione degli obblighi comportamentali cui la banca è normativamente tenuta, a prescindere dalla classificazione del cliente". 

Il codifensore Avv. Dalla Zanna aggiunge che "il contratto derivato prosegue nella sua esecuzione tra le parti, non essendone stata dichiarata la nullità o la risoluzione. La cliente avrà quindi l'ulteriore considerevole vantaggio di potere contestare gli ulteriori pagamenti di differenziali a scadenza (al momento stimabili in circa altri due milioni) alla luce della motivazione di cui all'importante pronuncia del Tribunale".

Va sottolineato anche come la qualificazione del rimborso come risarcimento del danno per responsabilità extracontrattuale attribuita dalla sentenza potrà rappresentare per la società beneficiaria un ulteriore rilevante vantaggio sotto il profilo fiscale non essendo il rimborso soggetto a imposizione.



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ASSOGASLIQUIDI: decreto combustibili alternativi pietra miliare per sviluppo GPL e GNL

Il piano di sviluppo per i trasporti stradali e per il settore nautico farà crescere la domanda di GPL e, conseguentemente, i benefici per l'ambiente. 

Regole chiare e uniformi consentiranno investimenti sulle infrastrutture di GNL.

Secondo la Fondazione Sviluppo sostenibile, il Piano evidenzia che una maggiore penetrazione delle auto a gas, comporterebbe una riduzione significativa delle emissioni al 2030: - 3,5 milioni di t CO2, - 67 tonnellate di particolato e -21 mila tonnellate di ossidi di azoto all'anno.

 

 

"Il decreto di recepimento della direttiva UE sulla 'realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi' rappresenta un primo importante passo in avanti nel percorso che condurrà il Paese verso una più larga diffusione del GPL e del GNL carburanti nel settore dei trasporti".

 

"Esprimiamo apprezzamento per il lavoro svolto dalle autorità italiane per il complesso di norme volte alla rimozione dei maggiori ostacoli allo sviluppo industriale del GNL e al maggiore utilizzo del GPL".

 

E' questo il commento di Francesco Franchi, Presidente di Assogasliquidi, l'Associazione di Federchimica che rappresenta le imprese del comparto distribuzione gas liquefatti (GPL e GNL) per uso combustione e autotrazione, sul decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

 

Riconosciuto dalla stessa UE quale combustibile alternativo capace di contribuire alla diversificazione delle fonti energetiche e al miglioramento delle condizioni ambientali, grazie a un'impronta di carbonio e emissioni inquinanti significativamente minori rispetto ai combustibili convenzionali, per il GPL si prevede un piano di sviluppo sia nel settore dei trasporti stradali che in quello della nautica diportistica e commerciale.

 

Si punta ad una continuità delle politiche in corso, in materia di distribuzione stradale e di fiscalità, sul prodotto (accise) e sulle auto alimentate con questo carburante (bollo auto), evidenziando l'efficacia delle misure statali e regionali messe in campo negli ultimi anni.

 

Per il settore nautico, il piano prevede la realizzazione di almeno una stazione di rifornimento in ogni Regione entro il 2025.

 

Nel campo dei trasporti terrestri, si aggiunge una misura per l'armonizzazione dei provvedimenti di esenzione dei veicoli a GPL dai blocchi del traffico nelle aree urbane, che, a parere di Franchi, "costituirà un importante stimolo alla domanda di veicoli e conversioni a gas".

 

Sulla base di una recente ricerca della Fondazione Sviluppo sostenibile, il Piano evidenzia che una maggiore penetrazione delle auto a gas, dovuta sia ad acquisto di nuove vetture a gas sia ad interventi retrofit, comporterebbe una riduzione significativa delle emissioni al 2030: - 3,5 milioni di t CO2, - 67 tonnellate di particolato e -21 mila tonnellate di ossidi di azoto all'anno rispetto ad uno scenario tendenziale, cioè in assenza di interventi pubblici.

 

"Una valutazione positiva anche per quanto riguarda le misure introdotte per lo sviluppo del mercato della distribuzione del GNL, quale carburante per il trasporto terrestre e marittimo e come combustibile per le applicazioni industriali e la distribuzione in rete. Le nuove disposizioni – conclude Franchi - delineano un quadro chiaro ed uniforme per il rilascio delle autorizzazioni sugli impianti di approvvigionamento, che consentirà agli imprenditori di sviluppare gli investimenti in tale segmento di business e al nostro Paese di disporre di punti di approvvigionamento sul territorio, con benefici in termini di costi, sicurezza di approvvigionamento e diversificazione delle fonti energetiche in un'ottica di riduzione delle emissioni inquinanti".

 

Il tema dello sviluppo dei carburanti alternativi è stato anche l'oggetto del convegno VGR (Valutazione e gestione del Rischio), svoltosi a Roma all'Istituto Superiore Antincendi del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco. 

Durante la tavola rotonda dedicata, il Presidente Franchi ha esposto l'importanza dei carburanti gassosi (GPL e GNL) per la decarbonizzazione del settore trasporti e ha evidenziato l'esigenza di realizzare infrastrutture di stoccaggio a terra per la distribuzione del GNL. 

Un positivo riscontro su questo aspetto è stato assicurato dall'ingegner Gioacchino Giomi, Capo del Corpo dei Vigili del Fuoco, che ha confermato l'impegno per la definizione di una guida tecnica per la prevenzione di incendi, quando si utilizzano i carburanti alternativi.

 

 

Assogasliquidi è l'Associazione di Federchimica che rappresenta, a livello nazionale e internazionale, le imprese del comparto distribuzione gas liquefatti (GPL e GNL) per uso combustione e autotrazione e le imprese che costruiscono attrezzature ed impianti o che forniscono servizi attinenti al settore. 

L'associazione è dal 1995 a servizio dell'industria del GPL (gas di petrolio liquefatto) e dal 2013 a sostegno del GNL (gas naturale liquefatto).

Assogasliquidi collabora con le amministrazioni e gli enti pubblici per la migliore definizione di un quadro normativo del settore, informa gli operatori sulle innovazioni tecnico/legislative, promuove l'immagine del settore presso gli utilizzatori e gli utenti finali.



Roma, 16 settembre 2016



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Multe codice strada con lo 'sconto' del 30%, guida per non sbagliare

Firenze, 16 settembre 2016. Come risaputo da circa tre anni (1) è possibile fruire di uno "sconto" del 30% pagando le multe al codice della strada entro cinque giorni dalla notifica del verbale. Sul punto, che detto in questo modo sembra semplice ma sulla via pratica ha trovato dubbi ed ostacoli, sono intervenute via via delle precisazioni e un ulteriore intervento normativo.

In particolare una normativa entrata in vigore la scorsa primavera (2) ha precisato che in caso di pagamenti via bonifico o comunque effettuati con mezzi elettronici come l'home banking -quindi diversi dal contante o dal classico bollettino pagato alla posta- i giorni disponibili per fruire dello sconto sono 7, ovvero due in più rispetto alla scadenza. 
Una precisazione che sembra aver scongiurato gli effetti negativi scattati dopo che il Ministero dell'Interno – con una circolare di Gennaio 2016 (3) - aveva precisato che in quei casi per il rispetto del termine di pagamento "scontato" non contava la data di pagamento ma quella di accredito sul conto dell'organo accertatore.
Attenzione, però, perché in realtà il rischio che un bonifico arrivi in ritardo c'e' sempre, considerando i "giochi" di valuta e il fatto che la sua esecuzione potrebbe non essere immediata. Quindi attenzione massima, a prescindere dal fatto che ci siano due giorni in più, alla data di valuta del beneficiario o comunque alla data in cui la somma pagata viene accreditata all'ufficio accertatore. 
Nel caso di ritardo nell'accredito, anche rispetto ai sette giorni, si dovrà provvedere a pagare il residuo rispetto alla somma intera dovuta entro il termine ordinario di pagamento, 60 giorni dalla notifica del verbale. 

Tutto ciò considerando che il pagamento scontato ritardato, e non sanato entro 60 giorni, comporta il "raddoppio" della multa con emissione di cartella esattoriale o di ingiunzione fiscale. 

Vediamo con ordine tutti gli aspetti di questo beneficio.

Calcolo dello sconto
C'e' da dire innanzitutto che l'importo scontato di solito appare sul verbale e non di rado si trova allegato un bollettino postale pre-compilato per pagare.
In ogni caso lo sconto si applica al minimo edittale ovvero all'importo della multa riportato sul verbale SENZA considerare le spese di notifica, decurtando il 30%.
L'importo non va arrotondato ma pagato così come viene, con gli eventuali decimali.

Calcolo del termine di cinque/sette giorni
Come vuole la regola generale sui pagamenti delle multe, il calcolo del termine avviene iniziando a contare dal giorno successivo della notifica del verbale, sia che essa avvenga di persona -perché si è stati fermati dalla polizia- sia che avvenga in modo differito tramite consegna per messo comunale o raccomandata a/r. Attenzione, in quest'ultimo caso potrebbe esserci di mezzo una giacenza -postale o presso la casa comunale-, ed è bene quindi sapere che la notifica in questo caso si intende perfezionata il 10mo giorno successivo all'inizio della giacenza, a meno che ovviamente non si ritiri la multa prima (allora il giorno di notifica sarà quello di ritiro).
I giorni festivi vanno conteggiati ma se l'ultimo giorno cade di festivo o di Domenica la scadenza slitta al feriale successivo.

Modalità di pagamento
L'importo, scontato o meno, può essere pagato:
- in contanti direttamente presso l'ufficio accertatore che ha emesso il verbale;
- tramite bollettino di conto corrente postale;
- "nelle mani" dell'agente accertatore, nel caso si venga fermati e il verbale ci venga notificato subito, anche tramite mezzi di pagamento elettronico qualora l'agente fosse munito dell'apparecchiatura adatta;
- tramite bonifico bancario o per via elettronica (home banking), se l'ente accertatore lo prevede.

Per i bonifici e i pagamenti elettronici, dove può esserci differenza tra la data di "ordine di pagamento" e quella di esecuzione o valuta, il Ministero dell'Interno ha chiarito che ai fini del rispetto del termine per fruire dello sconto NON conta tanto la data di pagamento ma quella di accredito dell'importo sul conto dell'organo di polizia stradale. 
Sul punto è intervenuta anche la legge specificando che comunque in questi casi l'effetto liberatorio del pagamento si ha se l'accredito avviene entro due giorni dalla data di scadenza, quindi nel caso di pagamento con lo sconto entro sette giorni dalla notifica del verbale. 
Come detto in premessa va comunque fatta massima attenzione alla data di valuta del beneficiario o comunque alla data in cui il pagamento viene accreditato sul conto dell'organo accertatore. 

Multe escluse 
Lo sconto 30% non si applica alle multe a cui è associata la confisca del veicolo e/o la sospensione della patente. 

Preavvisi lasciati sul parabrezza
Per quanto riguarda il "preavviso di contestazione", ovvero il foglietto che i vigili lasciano sul parabrezza in caso di sosta vietata, la questione si complica, trattandosi di un atto non disciplinato dalla legge ne' da norme od Autorità nazionali, ma unicamente dalle polizie locali come invito "amichevole" a sanare la multa evitando la notifica del verbale con relative spese.
Per lo "sconto" sui preavvisi decide il Comune, quindi, anche se per parte sua il Ministero dell'Interno ha suggerito, con nota del 7/10/2013 (4), di applicarlo anche su questi atti per motivi di semplificazione ed equità. Ci risulta che, soprattutto dopo l'emanazione di detta nota, la quasi totalità dei Comuni si sia adeguata.

In ogni caso si sappia che se non si paga la cifra specificata nel preavviso arriverà a casa il verbale, e quindi a quel punto applicare lo sconto diventerà possibile.

Pagamenti in ritardo, come sanare entro 60 giorni
Se si sbaglia e si paga l'importo scontato oltre il quinto o settimo giorno è possibile fare un'integrazione della differenza (rispetto all'intero) entro il sessantesimo giorno dalla notifica del verbale (termine ordinario di pagamento).
E' molto importante essere precisi perché altrimenti segue l'emissione di una cartella esattoriale o di un'ingiunzione di pagamento (a seconda del sistema di riscossione adottato dal Comune).

Pagamenti oltre 60 giorni
Il pagamento di qualsiasi cifra inferiore al totale dovuto (anche solo di 1 euro!) comporta o l'iscrizione a ruolo della multa o comunque l'emissione di un ingiunzione fiscale, con quello che viene comunemente definito "il raddoppio della multa" ma che in realtà è l'addebito della metà del massimo della sanzione relativa all'infrazione -in molti casi appunto corrispondente all'importo della sanzione originaria. Da questo "raddoppio" ovviamente deve risultare decurtato l'importo pagato.
A tale importo sono aggiunte sanzioni semestrali, diritti di notifica, etc. 
Per la cartella esattoriale poi non sono previsti pagamenti scontati ma bensì, dietro semplice richiesta, una rateizzazione.

(1) Codice della strada art.202 modificato dal Dl 69/2013 convertito nella Legge 98/2013, art.20 comma 5bis e Circolare Ministero dell'Interno del 19/8/2013 (prot.300/A/6399/13/101/20/21/1).
(2) Dl 18/2016 convertito nella Legge 49/2016 art.17-quinquies
(3) Circolare Ministero dell'Interno del 14/1/2016 (prot.300/A/227/16/127/34)
(4) Nota del Ministero dell'Interno n.300/A/7552/13/127/1 del 7/10/2013.


Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo






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