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mercoledì 11 novembre 2015

La notizia di Hollie Gazard, Facebook e Box tomorrow

E' di oggi la notizia che Facebook dopo tanta battaglia della famiglia ha finalmente cancellato la foto di Hollie Gazzard (la ragazza uccisa dal suo fidanzato che compariva con lei nelle foto del suo profilo fb).  
https://www.facebook.com/holliegazzardtrust/?fref=ts  

La foto, pubblicata sul suo profilo con l'uomo che l'avrebbe uccisa dieci minuti dopo, ha fatto il giro del web perchè la privacy di Facebook non permetteva di accedere al suo profilo nemmeno ai familiari che avrebbero voluto cancellare la foto del suo assassino, dopo la sua morte.

Con Boxtomorrow (www.boxtomorrow.com) questo non sarebbe successo mai. Infatti il servizio di eredità digitale lanciato lo scorso 2 novembre permette di lasciare a dei beneficiari, le nostre password, pin e codici di accesso a qualsiasi device digital.

Questo garantisce la nostra privacy digital e permette di lasciare a chi amiamo la gestione dei nostri dati.

A darne notizia è la società DefConTwelve S.r.l.


martedì 10 novembre 2015

Aumentare il PIL del 1% con la normazione tecnica è possibile


Roma, 10 novembre 2015 – Rilanciare, per essere sempre più presenti in sede europea e mondiale a favore delle imprese e dei professionisti italiani. Con questa premessa si apre una nuova pagina per l’attività di normazione tecnica volontaria, con una lunga storia alle spalle che ha accompagnato l’industria italiana dagli inizi del ‘900 ad oggi aiutandola ad essere competitiva, innovativa, rispettosa dell’ambiente, socialmente responsabile, a realizzare prodotti-servizi di qualità estendendo il campo di azione alle piccole e micro imprese, al settore dei servizi, alla tutela dei consumatori ed all’efficacia-efficienza delle pubbliche amministrazioni.
In questa fase di spending review per il sistema socio-economico italiano è indispensabile evitare che i tagli possano pregiudicare l’attività degli enti di normazione UNI e CEI. Fatto che si tradurrebbe inevitabilmente in un deficit di rappresentanza nazionale ai tavoli della normazione in sede europea (CEN) e mondiale (ISO) e potrebbe significare:

·        perdere competitività e generare un effetto negativo di lungo periodo difficile da recuperare
·        non sostenere il “Made in” negli aspetti della valorizzazione delle specificità italiane
·        aumentare i costi sociali connessi alla sicurezza (infortuni sul lavoro, salute…) e vanificare lo sforzo che ha ridotto gli infortuni sul lavoro.

Occorre passare a una nuova fase in cui la normazione tecnica volontaria diventi sempre più parte attiva della politica economica del Paese, per incidere maggiormente sullo sviluppo: le più recenti ricerche inglesi quantificano in oltre 8 miliardi di sterline l’effetto economico della normazione sulla produttività del lavoro e in oltre 6 miliardi di sterline l’aumento delle esportazioni di prodotti “a norma” e delle imprese che lavorano “a norma”, con aumenti di fatturato tra 1,7% e 5,3% in specifici settori come aerospazio, difesa, alimenti e bevande… (fonte: CEBR 2015). In Germania e Francia l’effetto economico della normazione sul PIL è stimato nell’ordine dello 0,7 – 0,8% del PIL (fonte: DIN 2011 e AFNOR 2009) fino a raggiungere 1% in Nuova Zelanda (fonte: BERL 2011). Questi risultati sono stati raggiunti grazie alla valorizzazione della normazione tecnica volontaria e al suo pieno coinvolgimento nelle politiche economiche dei Governi dei Paesi.
Senza la nostra attività – spiega Piero Torretta presidente UNI - verrebbe a mancare la normazione nazionale che crea gli standard sulla base delle esigenze specifiche della realtà economico-sociale Italiana, ma rimarrebbe comunque attiva la normazione internazionale. Ciò significherebbe che verrebbe a mancare la partecipazione attiva di UNI al CEN ed all’ISO, con la conseguenza di “subire” la normazione e seguire le indicazioni altrui, a scapito delle nostre imprese, dei nostri professionisti, dei nostri consumatori... Noi riteniamo invece necessario rilanciare il ruolo della normazione nazionale rispetto al rischio del taglio delle attività. Per questo auspichiamo che il Governo confermi alla Normazione la possibilità di essere sempre più strumento di aiuto allo sviluppo alla crescita, come avviene in Germania, UK, Francia, USA e UE”. 
 Il coinvolgimento potrebbe avvenire tramite il ricorso sistematico alla co-regolamentazione in cui il Legislatore affida alla normazione la definizione degli elementi sufficienti al raggiungimento degli obiettivi di legge. Considerati i valori caratteristici della normazione (che rendono le norme espressione di un diritto mite, partecipato e rispettoso dei bisogni del mercato), la sua applicazione si integrerebbe perfettamente con la regolamentazione cogente, in una logica di semplificazione, efficacia ed efficienza del sistema a vantaggio della società.
Inoltre, la normazione potrebbe fornire il supporto tecnico-normativo nella predisposizione di provvedimenti legislativi aventi contenuti di normazione, delle leggi di recepimento delle Direttive Europee con contenuti tecnici, nell'implementazione di progetti di concerto con i Ministeri di competenza.
Come avviene in altri Paesi gli enti di normazione potrebbero svolgere il ruolo di “ambasciatore” delle esigenze e delle peculiarità italiane nella formazione di un sistema integrato di regole, cogenti e volontarie al fine di sostenere la crescita e lo sviluppo dell'impresa nei mercati globali, la difesa del modello italiano, la promozione e la diffusione del “Sistema Italia” nel Mercato Unico Europeo e nel WTO.
Il mondo delle imprese conosce bene questi aspetti e partecipa costantemente sia all’elaborazione sia all’applicazione delle norme.
Secondo il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci "la normazione rappresenta un processo responsabile nell'infrasruttura tecnologica ed economica del Paese ed é ormai un attore fondamentale della politica industriale. Inoltre, favorisce il processo di innovazione attraverso la definizione del quadro di riferimento in cui si sviluppano nuovi prodotti e, diffondendo conoscenza e tecnologia, é utile anche alla prevenzione degli incidenti sul lavoro. In quest'ottica, é importante sostenere l'attività di Uni, evitando di ridurre il contributo che la legge prevede di destinare a quest'Ente". 

Il Mise - spiega Gianfrancesco Vecchio Direttore generale Ministero dello sviluppo economico - crede molto al ruolo della normazione che garantisce un'ampia partecipazione e si concretizza nell'autoregolamentazione, ha effetto diretto sull'economia e sulla società migliorando la sicurezza e la fiducia dei consumatori. Uni e Cei non solo producono norme nazionali e adattano quelle internazionali ma ci rappresentano in sede europea e internazionale, proponendo norme di interesse per il nostro Paese. Auspico che nel loro ruolo futuro Uni e Cei possano essere sempre piú chiamati a completare il quadro normativo, con un legislatore che si limiti a fissare principi e obiettivi. Noi siamo convinti che debba continuare ad esistere un contributo pubblico agli enti di normazione, accompagnato da un impregno delle imprese e una razionalizzazione degli enti stessi”.



Chi è l'UNI
L’Ente italiano di normazione è un'associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, circa 4.500, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, realtà della Pubblica Amministrazione. Svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Il ruolo dell'UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dal Regolamento UE 1025/2012 sulla normazione tecnica. L'UNI partecipa, in rappresentanza dell'Italia, all'attività normativa degli organismi sovranazionali di normazione: ISO (International Organization for Standardization) e CEN (Comité Européen de Normalisation).
Il processo di normazione tecnica è ispirato ai principi di consensualità (la norma è il risultato del consenso degli stakeholder), democraticità (la norma viene discussa e approvata in un contesto di ampia partecipazione), trasparenza (la norma è discussa, approvata e pubblicata per la massima condivisione) e volontarietà (l’adesione alle norme è volontaria).

lunedì 9 novembre 2015

Perché l’RC professionale geometri è diventata obbligatoria



I geometri ed i professionisti sono tenuti per legge a stipulare un’assicurazione di responsabilità civile. Scopriamo perché e quando sussiste tale obbligo.

Uno dei cambiamenti più importanti nel mondo professionale introdotti dal governo Monti è stato sicuramente l’obbligo per tutti i professionisti iscritti ad un albo, geometri inclusi, di stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile (RCprofessionale geometri) a protezione dei rischi nell’esercizio dell’attività. Una misura che tutela sia il geometra, medico o commercialista dalle eventuali richieste di risarcimento per i suoi errori, sia il cliente, il quale ha la certezza che i danni subiti saranno rimborsati.

In generale, l’assicurazione andrà a coprire le responsabilità in caso di inadempienza, negligenza, imprudenza o imperizia che possono comprendere, ad esempio, lo smarrimento, il danneggiamento o la distruzione di documenti, denaro o titoli ricevuti in custodia dal cliente oppure errori nella tenuta dei registri contabili. La polizza non copre naturalmente il professionista che compia volontariamente un atto illecito.

L’obbligo di assicurarsi, come specificato dalla legge, è mirato alla tutela del cliente, il quale dovrà essere informato dal professionista degli estremi della polizza stipulata e del relativo massimale (DL n.1/2012, art. 9) al momento dell’assunzione dell’incarico, ma è chiaro che l’assicurazione tutela al contempo anche il patrimonio del professionista. Va poi ricordato che non adempiere a tale disposizione e non informare il cliente circa l’assicurazione professionale costituiscono illecito disciplinare deontologico che sarà valutato dall’Ordine professionale di competenza.

L’obbligo non vale per tutti i geometri iscritti all’Albo, ma solo quelli che esercitano la professione in forma autonoma e in proprio. Si tratta dei professionisti che firmano il progetto e che si assumono direttamente la responsabilità del loro operato nei confronti del cliente.

Se, al contrario, il geometra svolge la propria attività professionale alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato, non è obbligato personalmente a stipulare un’assicurazione per responsabilità civile professionale. L’obbligo di dotarsi di una copertura assicurativa ricade in questo caso sul datore di lavoro. La polizza dovrà coprire anche gli eventuali danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale demandata al dipendente ingegnere.

Per quanto riguarda i collaboratori e i consulenti degli studi professionali, gli obblighi di assicurazione variano in base alla tipologia contrattuale che caratterizza il rapporto di collaborazione o di consulenza.

Se l’attività di collaborazione è strutturata con Partita Iva o come consulenza esterna, il professionista deve stipulare un’assicurazione contro i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale svolta nei confronti del suo unico cliente, cioè lo studio per cui collabora.


venerdì 6 novembre 2015

TTIP: l'UE intende inserire disposizioni fortemente ambiziose in materia di sviluppo sostenibile, lavoro e ambiente



Bruxelles, 6 novembre 2015 -"Promuovere il commercio non significa solo perseguire i propri interessi economici, ma anche propugnare valori. Per questo nei negoziati commerciali UE-USA proponiamo un approccio molto ambizioso allo sviluppo sostenibile."

La Commissione europea ha pubblicato oggi la sua proposta di un capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile, comprendente lavoro e ambiente, nei negoziati commerciali UE-USA in corso.

Il capitolo sullo sviluppo sostenibile da includere nel partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) prevede le disposizioni più ambiziose su questi temi mai proposte a nessun partner commerciale. Questo approccio segue la nuova strategia commerciale dell'UE denominata "Commercio per tutti", che mira all'introduzione di politiche commerciali più responsabili sia nell'Unione che a livello mondiale.

Il capitolo mira essenzialmente a garantire il sostegno sia negli Stati Uniti che nell'UE a standard elevati in materia di lavoro e ambiente e ad instaurare una collaborazione per affrontare le sfide dell'economia globale, quali il lavoro minorile, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, i diritti dei lavoratori e la protezione dell'ambiente, per citarne alcune. Una volta che avremo raggiunto un accordo, l'UE si adopererà per assicurare che tutte le disposizioni del capitolo siano rispettate, attuate e fatte valere.

Cecilia Malmström, Commissaria europea responsabile per il Commercio, presentando la nuova proposta ha dichiarato:
"Il commercio è uno strumento atto non soltanto a creare nuove opportunità economiche per i consumatori, i lavoratori e i datori di lavoro, ma anche a contribuire a costruire un mondo più responsabile. Promuovere il commercio non significa solo perseguire i propri interessi economici, ma anche propugnare valori. Il lavoro minorile, l'insufficienza dei diritti dei lavoratori o il comportamento irresponsabile delle imprese sono flagelli di portata mondiale che la politica commerciale deve aiutarci ad affrontare. È questa la mia priorità dichiarata nella nuova strategia "Commercio per tutti" e voglio metterla in pratica nell'accordo con gli Stati Uniti. Per questo nei negoziati commerciali UE-USA proponiamo un approccio molto ambizioso allo sviluppo sostenibile, che sarà rispettato, attuato e fatto valere impegnandoci per i valori. La collaborazione con gli Stati Uniti renderebbe più efficaci i nostri interventi volti a diffondere pratiche più responsabili a livello mondiale e nel contempo garantiremmo sostegno agli standard talvolta diversi, ma ugualmente elevati, esistenti nell'UE e negli USA.
I nostri negoziati commerciali con gli USA diventeranno più trasparenti mano a mano che avanzeranno. È per questo motivo che oggi rendo pubblica questa proposta, affinché sia chiaro a tutti che cosa vogliamo realizzare. Contestualmente pubblichiamo sul nostro sito Internet la prima relazione dettagliata sull'ultimo ciclo di negoziati TTIP."

La proposta sullo sviluppo sostenibile nel TTIP segue un approccio integrato al commercio e allo sviluppo sostenibile, che include anche il lavoro e l'ambiente, e ribadisce il diritto delle parti di disciplinare la tutela del lavoro e dell'ambiente. Rimanda anche agli impegni assunti nel quadro dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e degli accordi ambientali multilaterali, al fine di assicurare che entrambe le parti rispettino una serie comune di norme fondamentali in materia di lavoro e ambiente. Il testo prevede inoltre l'obbligo di non allentare le normative nazionali in materia di protezione del lavoro o dell'ambiente allo scopo di attrarre scambi commerciali o investimenti.
 
Contestualmente la Commissione europea presenta anche la prima relazione dettagliata del suo genere sull'ultimo ciclo di negoziati TTIPsvoltosi ad ottobre, che sintetizza le discussioni avute in tutti e tre gli ambiti dell'accordo: accesso al mercato, questioni normative e norme.

Disposizioni dettagliate sull'ambiente nel capitolo sullo sviluppo sostenibile

Il testo giuridico dell'UE comprende:
  • il rafforzamento della cooperazione tra l'UE e gli USA per combattere il disboscamento illegale, la pesca illegale o il commercio illegale di specie selvatiche minacciate di estinzione;
  • la definizione di politiche per prevenire o ridurre al minimo gli effetti negativi sulla salute umana e l'ambiente connessi al commercio di sostanze chimiche o rifiuti;
  • la promozione degli scambi e degli investimenti in beni e tecnologie verdi, ad esempio relative alla produzione di energie rinnovabili;
  • un impegno a favore della conservazione della biodiversità e degli ecosistemi tramite l'attuazione di misure efficaci per garantire l'uso e la gestione sostenibili delle risorse naturali, in particolare in settori come la silvicoltura, la pesca, la flora e la fauna selvatiche e le risorse biologiche.
Disposizioni dettagliate sul lavoro

Il testo giuridico dell'UE comprende:
  • sostegno a tutti gli obiettivi strategici dell'Agenda per il lavoro dignitoso dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), tra cui la promozione dell'occupazione, i diritti dei lavoratori, la protezione sociale, il dialogo sociale, nonché la non discriminazione e la parità di genere;
  • un'affermazione delle norme fondamentali del lavoro dell'ILO, tra cui la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva, l'impegno ad eradicare il lavoro forzato ed obbligatorio e il lavoro minorile e l'assenza di discriminazione lavorativa e professionale; l'inclusione di un'applicazione efficace nel diritto e nella pratica delle convenzioni dell'ILO di cui le parti sono contraenti e il sostegno agli sforzi profusi per la ratifica delle convenzioni fondamentali dell'ILO;
  • il coinvolgimento di strutture, quali i comitati aziendali, per agevolare il dialogo sociale interno e transatlantico e l'informazione e la consultazione dei lavoratori;
  • l'impegno a promuovere a livello mondiale l'obiettivo di eliminare immediatamente ed efficacemente le peggiori forme di lavoro minorile e il lavoro forzato o obbligatorio in tutte le sue forme, anche tramite leggi nazionali;
  • la protezione di altre norme dell'ILO oltre a quelle fondamentali, come la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.
Disposizioni trasversali su:
  • garanzia che non vi sia alcun allentamento delle norme in materia di lavoro o di protezione dell'ambiente;
  • promozione del commercio equo ed etico grazie ad iniziative su base volontaria imparziali, aperte e trasparenti;
  • attuazione delle migliori pratiche per quanto concerne la trasparenza e la partecipazione del pubblico;
  • responsabilità sociale delle imprese e comportamento responsabile delle imprese, riconoscendo il ruolo dei governi, delle imprese e dei consumatori.
Il ruolo della società civile

La società civile, compresi i sindacati e le ONG attive nel settore ambientale, esercita una forte influenza sulla politica commerciale dell'UE. Le competenze delle ONG e delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro si rivelano estremamente utili in sede di attuazione e di monitoraggio degli impegni assunti a favore dello sviluppo sostenibile negli accordi commerciali dell'UE esistenti. Prima di presentare la proposta agli Stati Uniti, la Commissione europea ha consultato più volte tutte le parti interessate, i membri del Parlamento europeo e gli Stati membri.

I recenti accordi commerciali dell'UE prevedono un ruolo formale per la società civile, dopo che l'accordo entrerà in vigore, attraverso la partecipazione a gruppi consultivi interni e una piattaforma comune di dialogo con una vasta platea di parti interessate. L'UE intende continuare a lavorare in stretta collaborazione con la società civile e le organizzazioni internazionali per quanto riguarda l'attuazione pratica e il monitoraggio del TTIP.

Esecuzione e prossime tappe
 
L'UE si adopererà per assicurare che tutte le disposizioni del capitolo siano rispettate, attuate e fatte valere. Esistono ampi margini per la delineazione di tutto ciò nel testo del capitolo. La Commissione europea pubblicherà la sua proposta dettagliata sulle istituzioni e le procedure in una fase successiva, perché desideriamo innanzitutto giungere a un accordo su contenuti ambiziosi e poi discutere i meccanismi di follow-up, per lavorare in primo luogo sulla sostanza di questa proposta ambiziosa. Attualmente l'UE e gli USA attuano in modi diversi i rispettivi impegni in materia di sviluppo sostenibile, lavoro e ambiente derivanti dagli accordi commerciali, ma entrambe le parti attribuiscono grande importanza al fatto di renderli vincolanti ed esecutivi.
 

La proposta dell'UE è stata presentata agli Stati Uniti in ottobre durante l'ultimo ciclo di negoziati. Quando il lavoro sulla sostanza sarà in una fase più avanzata, la Commissione presenterà le sue proposte sull'assetto istituzionale, il coinvolgimento della società civile e l'esecuzione. Nel frattempo continueranno le discussioni con le parti interessate e la società civile.


Per ulteriori informazioni
IP/15/5993

ALIMENTI: COLDIRETTI, OLTRE A STABILIMENTO SERVE ORIGINE IN ETICHETTA

E' positivo il via libera alla reintroduzione dell'obbligo di indicare nell' etichetta dei prodotti alimentari lo stabilimento di produzione che va pero' al piu' presto accompagnato anche dall'indicazione obbligatoria della provenienza degli alimenti come ha chiesto il 96,5 per cento degli italiani sulla base della consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015.

E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione adottata dal Consiglio dei Ministri che scatterà del 2016. La scomparsa dell'obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di produzione era stata provocata - ricorda la Coldiretti - dall'entrata in vigore il 13 dicembre 2014 delle norme europee sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori del Reg. UE 1169/2011. Tale regolamento consente pero' ai singoli Stati Membri di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti qualora i cittadini esprimano in una consultazione parere favorevole in merito alla rilevanza delle dicitura di origine ai fini di una scelta di acquisto informata e consapevole.

Questa opportunità che è stata ora colta per l'indicazione dello stabilimento di trasformazione e di confezionamento deve essere ora sfruttata anche per l'origine della materia prima impiegata come chiede il 96,5 per cento dei consumatori che – sottolinea la Coldiretti - ritiene necessario che l'origine debba essere scritta in modo chiaro e leggibile nell'etichetta dove ancora manca, dai formaggi ai salumi, dalle conserve ai succhi di frutta fino al latte a lunga conservazione.

Quasi la metà della spesa - continua la Coldiretti - è anonima per colpa della contraddittoria normativa comunitaria che obbliga a indicare la provenienza nelle etichette per la carne bovina, ma non per i prosciutti, per l'ortofrutta fresca, ma non per quella trasformata, per le uova, ma non per i formaggi, per il miele, ma non per il latte.

Il risultato è che - conclude la Coldiretti - gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle.

Unione Naz. Consumatori su lira prescritta: Bankitalia rimuova annuncio

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, LIRA PRESCRITTA: TUTTI I POSSESSORI DEL VECCHIO CONIO POSSONO OTTENERE IL CAMBIO IN EURO

 

BANCA D'ITALIA RIMUOVA L'ANNUNCIO INCOMPATIBILE CON LA SENTENZA DELLA CONSULTA

 

NON SERVE ESSERSI PRESENTATI AGLI SPORTELLI DELLA BANCA D'ITALIA DAL 7/12/2011 AL 28/02/2012

 

UDIENZA GIA' FISSATA IL  21  GENNAIO 2016 DAVANTI AL TRIBUNALE DI MESSINA

 

"Dopo la decisione della Corte Costituzionale, che ha giudicato illegittima la prescrizione anticipata della lira decisa dal governo Monti, tutti gli italiani che posseggono ancora il vecchio conio possono ottenere il cambio lira/euro" ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando la sentenza di ieri della Consulta.

"Per ottenere la conversione, infatti, non c'è bisogno di essersi materialmente presentati agli sportelli della Banca d'Italia tra il 7 dicembre 2011, data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011, varato dal governo Monti, ed il 28 febbraio 2012, data inizialmente prevista come ultima possibile per la conversione delle lire" ha proseguito Dona.

"Sul sito della Banca d'Italia, infatti, era presente un avviso che annunciava che non era più possibile la conversione. Normale, quindi, che i possessori della lira non si siano presentati, in quel lasso di tempo, agli sportelli delle filiali della Banca d'Italia, rinunciando a far valere i loro diritti" ha concluso Dona.


L'Unione Nazionale Consumatori denuncia il fatto che l'annuncio è tuttora presente sul sito della Banca d'Italia, al link https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/servizi/cambio-banconote/index.html


Un annuncio che, con fermezza e senza lasciare adito a possibili interpretazioni, comunica anche oggi: "Dal 7 dicembre 2011 non è più possibile convertire in euro biglietti e monete in lire (art. 26 del D.L. 201/2011)".

L'UNC chiede l'immediata rimozione dell'annuncio.

Presso il Tribunale di Messina è già fissata la prima udienza per la restituzione del maltolto: 21 gennaio 2016, Sez II del Tribunale di Messina, Dott.ssa Acacia.

L'UNC invita chi possiede ancora la lira a presentare alla Banca d'Italia, sia alla sede centrale di via Nazionale sia alla filiale competente per territorio, una diffida, chiedendo l'immediata conversione in euro delle vecchie banconote detenute. In caso di rifiuto dovranno contattare le sedi dell'UNC per aderire all'azione legale dell'associazione.


giovedì 5 novembre 2015

Un po' di CSI nel Penalista di Giuffrè

NASCE 

ILPENALISTA.IT

PRIMO PORTALE TEMATICO A 360°

SUL DIRITTO PENALE



Indagini scientifiche, software di calcolo, le massime della Corte di Giustizia Europea in italiano e il monitoraggio di tutti i contrasti all'interno della Corte di Cassazione fino alla risoluzione finale. Sono questi i servizi unici che rendono IlPenalista.it il portale di riferimento per magistrati e avvocati penalisti.

Milano, 3 Novembre 2015 – Pensato per gli oltre 35.000 avvocati che in Italia si occupano di diritto penale,  il nuovo portale di Giuffrè Editore, IlPenalista.it garantisce un aggiornamento tempestivo su tutte le novità normative e giurisprudenziali arricchite da commenti autorevoli e in più, di ben quattro sezioni di approfondimento uniche e preziose per chi tratta quotidianamente la materia. Nel dettaglio si tratta di:

·       Indagini scientifiche – Sempre più spesso accade che gli esiti di un processo penale "si giochino" sulle perizie degli esperti. IlPenalista.it offre schede di approfondimento scientifico realizzate da psichiatri, grafologi, medici legali, chimici  - e in generale da consulenti tecnici coinvolti nel processo penale – in grado di fornire preziose informazioni su rilievi delle polveri da sparo, modalità di rilievo delle impronte digitali, accertamenti sul DNA, indagini medico-legali, balistiche, grafologiche, ecc.

·       Giurisprudenza sovranazionale – un vero e proprio osservatorio delle sentenze della CEDU - Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della CGUE - Corte di Giustizia dell'Unione Europea più importanti in materia direttamente in Italiano.

·       Software di calcolo – è un software esclusivo che consente il calcolo dei termini di impugnazione di una sentenza e quello della scadenza delle misure cautelari.




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mercoledì 4 novembre 2015

LEGGE STABILITA’ – FASSINO (ANCI) INCONTRA DE VINCENTI E CAPIGRUPPO SENATO PER PRESENTARE EMENDAMENTI ANCI


Turn over del personale, ruolo delle Città metropolitane, spese per gli uffici giudiziari, rimborsi Imu-Tasi. Sono le principali questioni contenute negli emendamenti dell'Anci alla Legge di stabilità presentati oggi (insieme ad alcuni correttivi sull'esercizio finanziario relativo all'anno 2015) al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e ai presidenti dei gruppi parlamentari dal presidente dell'Associazione, Piero Fassino.

"Abbiamo anticipato al Sottosegretario e ai Senatori – spiega Fassino – un pacchetto di proposte migliorative o correttive sul turn over del personale, ma anche sulle questioni che riguardano la possibilità di favorire gli investimenti da parte dei Comuni, una più lineare gestione delle procedure di dissesto e pre-dissesto, una maggiore facilità nella ristrutturazione dei debiti e nell'accesso a nuovi mutui, la riforma delle gestioni associate delle funzioni".

Riguardo le Città metropolitane, il presidente dell'Anci ha ribadito la necessità di "definire al più presto e in modo chiaro ruoli e funzioni dei nuovi enti, per definire quindi al meglio la questione delle risorse corrispondenti all'assolvimento di quelle funzioni". Resta ancora aperta la partita del ristoro delle spese sostenute dai Comuni per il mantenimento degli uffici giudiziari: "Abbiamo sollecitato la restituzione del credito che vantano i Comuni per le spese sostenute negli anni passati".

Sui rimborsi Imu-Tasi, infine, il presidente dell'Anci ricorda che, a fronte dell'impegno alla compensazione dei mancati gettiti derivanti dall'abolizione dell'imposta, "condividiamo le stime dei rimborsi per prima casa e terreni agricoli, ma riteniamo sottostimate quelle sui cosiddetti 'imbullonati'".

 

Roma, 04 Novembre 2015

 




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martedì 3 novembre 2015

Maltempo, Cia: dissesto per incuria e abbandono, avanti su approvazione in tempi rapidi del ddl sul consumo di suolo

Il presidente della Cia Dino Scanavino: dopo il sì delle Commissioni Agricoltura e Ambiente della Camera, si proceda subito verso l'ok definitivo. Serve una vera politica di tutela e manutenzione del territorio, con il presidio degli agricoltori. I terreni coltivati, con quelli boschivi, svolgono un ruolo essenziale per stabilizzare i versanti e trattenere le acque.

 

La vera questione che porta l'Italia a continue emergenze maltempo, che troppo spesso purtroppo si trasformano in tragedie, è la totale assenza di una politica di difesa e conservazione del suolo. Per questo ora ci auguriamo che si arrivi presto all'approvazione definitiva del ddl in materia, dopo il sì delle Commissioni Ambiente e Agricoltura della Camera al testo. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino.


Negli anni scorsi poco si è fatto per tutelare il territorio da incuria e degrado -spiega Scanavino- ed evitare l'abbandono da parte degli agricoltori, la cui opera di presidio e manutenzione è fondamentale. Tutti i terreni coltivati, assieme a quelli boschivi, giocano un ruolo essenziale per stabilizzare e consolidare i versanti e per trattenere le sponde dei fiumi, grazie anche alla capacità di assorbimento e di riduzione dei tempi di corrivazione delle acque, aiutando così a scongiurare frane e cedimenti del terreno.


Eppure -ricorda il presidente nazionale della Cia- dal 1970 la superficie agricola utilizzata (Sau) è progressivamente diminuita di 5 milioni di ettari, tra cementificazione selvaggia e abbandono, e questo processo spesso non è neanche stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque. Inoltre, dal 1950 a oggi sono stati spesi, con la "logica del dopo", oltre 60 miliardi di euro mentre oggi ne servirebbero 40 per mettere in sicurezza il territorio.


Diventa chiaro, quindi, che non si può attendere ancora, tanto più che in Italia il rischio idrogeologico coinvolge il 9,8% della superficie nazionale e riguarda 6.633 comuni con quasi un cittadino su dieci che vive in aree esposte al pericolo di alluvioni e frane -dice Scanavino-. Ecco perché sollecitiamo l'aula del Parlamento a giungere in tempi rapidi all'approvazione del ddl per il contenimento del consumo di suolo e rigenerazione del suolo edificato, che rappresenta un primo passo fondamentale verso un approccio consapevole del territorio del nostro Paese. All'Italia servono nuove e adeguate politiche di prevenzione del suolo, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e controllo delle situazioni a rischio che deve coinvolgere prima di tutto gli agricoltori.



lunedì 2 novembre 2015

Unione Naz Consumatori su Antitrust che apre a Uber: Senato inserisca norma nel ddl concorrenza

ANTITRUST: PARLAMENTO REGOLAMENTI AL PIU' PRESTO UBER

 

UNC: SENATO INSERISCA NORME  NEL DDL CONCORRENZA

 

ANTITRUST SMENTISCE SENTENZA TRIBUNALE DI MILANO

 

L'Antitrust ha rivolto oggi un appello al Parlamento: "occorre disciplinare al più presto l'attività di trasporto urbano svolta da autisti non professionisti attraverso le piattaforme digitali per smartphone e tablet. Si parla di Uber ....". Per l'Antitrust si deve consentire un ampliamento delle modalità di offerta del servizio a vantaggio del consumatore.


"Dopo la segnalazione al Parlamento dell'Autorità dei Trasporti, fatta nel mese di giugno, ora è la volta dell'Antitrust. Ci domandiamo cosa aspetti il Parlamento ad intervenire, modificando una normativa antidiluviana. Va reinserito nel ddl concorrenza, ora in discussione al Senato, il capitolo sul trasporto pubblico non di linea che era stato accantonato" ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell'Unione Nazionale Consumatori.


Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, l'Autorità garante della Concorrenza ha smentito con questo provvedimento anche le motivazioni contenute nella sentenza del Tribunale di Milano.


L''Antitrust, infatti, sottolinea oggi "gli evidenti benefici concorrenziali" per i consumatori finali: "una maggiore facilità di fruizione del servizio di mobilità, una migliore copertura di una domanda spesso insoddisfatta, una conseguente riduzione dei costi per l'utenza e, nella misura in cui si disincentiva l'uso del mezzo privato, un decongestionamento del traffico urbano".


L'opposto della tesi dei giudici di Milano, secondo i quali "appare evidente che il sistema posto in atto da Uber non vale a limitare in alcun modo l'inquinamento o la concentrazione del traffico".


"Chiediamo al legislatore di accogliere tutte le proposte avanzate dall'Autorità dei trasporti, inserendole nel ddl concorrenza ora in discussione: individuazione nelle regioni degli ambiti territoriali di riferimento per tutti i servizi di trasporto di passeggeri non di linea, possibilità di praticare sconti (fissazione di una tariffa massima) e cumulare licenze, eliminazione, per il servizio di noleggio con conducente, dell'assurdo obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio e previsione, per servizi come Uber, di requisiti di idoneità del guidatore e del veicolo: assicurazione per responsabilità civile aggiuntiva, conducente con più di 21 anni e almeno 3 anni di guida, nessun provvedimento di sospensione della patente, riconduzione al regime del lavoro occasionale delle prestazioni dei conducenti non professionisti" ha concluso Dona.



LEGGE 194: INVIATA LA RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE

 


Ministero della Salute

E' stata trasmessa al Parlamento la Relazione sull'attuazione della legge 194 del 1978, che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), nella quale vengono presentati i dati definitivi relativi all'anno 2013 e quelli preliminari per l'anno 2014.

 

Per quanto riguarda il 2014, per la prima volta il numero di IVG è inferiore a 100˙000. Sono state notificate dalle Regioni 97˙535 IVG, con un decremento del 5.1% rispetto al dato definitivo del 2013 (105.760 casi), più che dimezzate rispetto alle 234˙801 del 1982, anno in cui si è riscontrato il valore più alto in Italia.

 

Anche gli altri indicatori confermano la continua diminuzione del ricorso alle IVG: il tasso di abortività (numero delle IVG per 1000 donne fra 15-49 anni) nel 2014 è risultato pari a 7.2 per 1000, con un decremento del 5.9% rispetto al 2013 e un decremento del 58.1% rispetto al 1982). Il valore italiano rimane tra i più bassi di quelli osservati nei paesi industrializzati.

Il rapporto di abortività (numero delle IVG per 1000 nati vivi) nel 2014 è risultato pari a 198.2 per 1000 con un decremento del 2.8% rispetto al 2013, e un decremento del 47.9% rispetto al 1982.

Per quanto riguarda il 2013, si conferma la stabilizzazione del contributo percentuale delle donne straniere, pari al 34% delle IVG, con un tasso di abortività del 19 per 1000, pari a una tendenza tre volte maggiore di quelle italiane, in generale, e quattro volte per le più giovani.

Fra le minorenni il tasso di abortività è del 4.1 per 1000 (era 4.4 nel 2012), uno dei valori più bassi rispetto agli altri paesi occidentali. Resta costante, e la più bassa a livello internazionale, la percentuale di aborti ripetuti: il 26.8% delle IVG viene effettuata da donne con una precedente esperienza abortiva.

Continuano a diminuire i tempi di attesa fra rilascio della certificazione e intervento. Il 90.8% delle IVG viene effettuato nella regione di residenza.

Riguardo l'esercizio dell'obiezione di coscienza e l'accesso ai servizi IVG, si conferma quanto già osservato su base regionale e, per la prima volta, per quanto riguarda i carichi di lavoro per ciascun ginecologo non obiettore, anche su base sub-regionale: non emergono criticità nei servizi di IVG.

In particolare, emerge che le IVG vengono effettuate nel 60% delle strutture disponibili, con una copertura soddisfacente, tranne che in due regioni molto piccole.

Il numero dei punti IVG, paragonato a quello dei punti nascita, mostra che mentre il numero di IVG è pari a circa il 20% del numero di nascite, il numero di punti IVG è pari al 74% del numero di punti nascita, superiore, cioè, a quello che sarebbe rispettando le proporzioni fra IVG e nascite. Confrontando poi punti nascita e punti IVG non in valore assoluto, ma rispetto alla popolazione femminile in età fertile, a livello nazionale, ogni 5 strutture in cui si fa un'IVG, ce ne sono 7 in cui si partorisce.

Infine, considerando le IVG settimanali a carico di ciascun ginecologo non obiettore, e considerando 44 settimane lavorative in un anno, a livello nazionale ogni non obiettore ne effettua 1.6 a settimana, un valore medio fra un minimo di 0.5 della Sardegna a un massimo delle 4.7 del Molise.

Questo stesso ultimo parametro, valutato per la prima volta a livello sub-regionale (Asl/distretto), mostra che anche nelle regioni in cui si rileva una variabilità maggiore, cioè in cui si rilevano ambiti locali con valori di carico di lavoro che si discostano molto dalla media regionale, si tratta comunque di un numero di IVG settimanali sempre inferiore a dieci, cioè con un carico di IVG per ciascun non obiettore che non dovrebbe impegnare tutta la sua attività lavorativa.
Il numero di non obiettori risulta quindi congruo, anche a livello sub-regionale, rispetto alle IVG effettuate, e non dovrebbe creare problemi nel soddisfare la domanda di IVG.

Anche quest'anno si è proseguito con la rilevazione dell'attività dei consultori familiari per l'IVG (colloqui pre e post IVG e certificazioni rilasciate) con un miglioramento della raccolta dati che copre il 79% dei consultori. Il numero degli obiettori di coscienza nei consultori, è molto inferiore rispetto a quello registrato nelle strutture ospedaliere.

 


domenica 1 novembre 2015

Legal flash: accesso abusivo al sistema telematico: il luogo di consumazione del reato e' quello in cui si trova l'operatore

La sentenza 08/09/2015 n° 36338, della Corte di Cassazione, Sez. I penale, riprende una tematica abbastanza frequente e conferma la propria posizione sul problema del luogo di consumazione dei delitto di cui all'art. 615 der cod. pen.

Nel caso in esame, la Suprema Corte risolvendo un conflitto di competenza tra il G.U.P. del Tribunale di Roma ed il G.U.P. del Tribunale di Venezia afferma, richiamando una sua precedente decisione a Sezioni Unite (Cass., Sez. U., n. 17325 del 26/03/2015) che in tema di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, il luogo di consumazione del delitto di cui all'art. 615 ter cod. pen. coincide con quello in cui si trova l'utente che, tramite elaboratore elettronico o altro dispositivo per il trattamento automatico dei dati, digitando la "parola chiave" o altrimenti eseguendo la procedura di autenticazione, supera le misure di sicurezza apposte dal titolare per selezionare gli accessi e per tutelare la banca-dati memorizzata all'interno dei sistema centrale ovvero vi si mantiene eccedendo i limiti dell'autorizzazione ricevuta.

L'interpretazione della Suprema Corte assume rilevanza in quanto rivede la nozione di accesso in un sistema informatico, che non coincide con l'ingresso all'interno del server fisicamente collocato in un determinato luogo, ma con l'introduzione telematica o virtuale, che avviene instaurando un colloquio elettronico o circuitale con il sistema centrale e con tutti i terminali ad esso collegati.

L'accesso inizia con l'unica condotta umana di natura materiale, consistente nella digitazione da remoto delle credenziali di autenticazione da parte dell'utente, mentre tutti gli eventi successivi assumono i connotati di comportamenti comunicativi tra il cliente e il server.

 


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