CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news sulla Normativa

Cerca nel blog

mercoledì 26 novembre 2014

Approvazione Emendamento buoni pasto - previsioni effetti su consumi e occupazione



Approvato l'emendamento che aumenta a 7 euro il valore esentasse dei buoni pasto elettronici. Edenred (Ticket Restaurant®): "Grande soddisfazione per una misura che favorisce il rilancio dei consumi, del potere d'acquisto e dell'occupazione in Italia"

Dopo il via libera, domani atteso il passaggio in aula. Secondo una stima tratta da una ricerca Openeconomics dell'Università Tor Vergata, ogni lavoratore beneficiario avrebbe in un anno 400 euro in più per la spesa alimentare. Keller, AD Edenred: "Con questa misura crescono PIL e occupazione"

L'iter della riforma del regime fiscale dei buoni pasto, che si attendeva dal 1998, ha raggiunto ieri sera un traguardo importante con l'approvazione dell'emendamento alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati per l'innalzamento a 7 euro del valore esentasse dei buoni pasto elettronici proposto dal parlamentare Marco Causi (PD). Da domani l'emendamento passa alla Camera per poi approdare al Senato.

"Esprimiamo soddisfazione per questa misura - ha affermato Andrea Keller, amministratore delegato di Edenred Italia, il Gruppo che ha inventato il Ticket Restaurant® e leader nel mercato dei buoni pasto –. E' in arrivo per i dipendenti italiani un investimento di 500 milioni di euro per la loro pausa pranzo, che genera un'integrazione di reddito di circa 400 euro a testa all'anno per la spesa alimentare. L'innalzamento del valore esentasse del buono pasto elettronico a 7 euro è un importante passo verso lo sviluppo delle tecnologie digitali in Italia. Secondo le proiezioni dell'Università di Tor Vergata e di Open Economics, con il tetto defiscalizzato a 7 euro il settore dei buoni pasto raggiungerà l'1% del PIL, si registrerà un aumento dell'occupazione di 16.398 posti di lavoro diretti".

Nei soli settori direttamente interessati alla spesa per buoni pasto (esercizi ricettivi, agricoltura, alimentari bevande, commercio e GDO), è atteso un incremento occupazionale di 16.398 unità lavorative. Ma le previsioni potrebbero essere ancora più rosee se consideriamo anche l'indotto, ovvero i posti di lavoro indiretti generati dall'intervento su tutti i settori dell'economia della filiera (agricoltura e pesca, industria, costruzioni e servizi): l'incremento occupazionale potrebbe arrivare quindi a 73.748 unità.

Sempre secondo lo studio di OpenEconomics, questa misura innescherebbe maggiore entrate fiscali per il Governo di circa 936 milioni di euro.

Il mercato dei buoni pasto sarà inoltre sempre più digitale e si prevede che alla  luce della nuova disposizione vengano introdotti 35.000 nuovi POS che si aggiungeranno agli attuali 40.000 terminali già in uso, con un forte contributo alla digitalizzazione del sistema Italia.


Tutte le proiezioni indicate fanno riferimento allo scenario in cui il 70% dei buoni pasto sul mercato passi ad avere un tetto defiscalizzato a 7 euro.



CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^, 10 Luglio 2014 (Cc. 18/03/2014), Sentenza n. 30303


BOSCO - Attività di rimboschimento - Terreni boschivi vincolati - Bosco artificiale e bosco naturale - Individuazione e nozione - Artt. 142 lett. g), 146, 147, 149, 159 e 181 del D. Lgs. 42/04 – Art. 2 D. Lgs. n.227/01 - BENI CULTURALI E AMBIENTALI - Terreni boschivi protetti da vincolo - Individuazione - Tutela del paesaggio e nozione di bosco in senso normativo e non naturalistico - Nozione di "territorio coperto da bosco" ai fini del vincolo paesaggistico - Bosco naturale e artificiale - Giurisprudenza - AGRICOLTURA - Tutela del paesaggio e vincolo di rimboschimento – Disciplina applicabile - Art. 2, 6c., D. Lgs. 18/05/2001 n. 227

 

CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^, 10 Luglio 2014 (Cc. 18/03/2014), Sentenza n. 30303



martedì 25 novembre 2014

SCUOLA – Domani a Lussemburgo la sentenza storica sui precari: in ballo la stabilizzazione di 250mila docenti



nlogoanief

 

Alle ore 9.30 la Corte di Giustizia europea, in Rue du Fort Niedergrünewald, leggerà la tanto attesa sentenza sull'utilizzo reiterato e immotivato dei dipendenti scolastici non di ruolo. Se, come tutto fa supporre, i giudici sovranazionali daranno ragione alle rivendicazioni poste prima di tutti dall'Anief nel 2010, si chiuderà finalmente l'epoca del malcostume tutto italiano di assumere e licenziare in spregio alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

 

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): abbiamo avviato questa vertenza per primi, ci abbiamo creduto e arriviamo all'epilogo già forti di tanti risarcimenti, in media 30mila euro ciascuno, a favore dei lavoratori non di ruolo.

 

Mancano poche ore alla storica lettura della sentenza da parte della Corte di Giustizia europea sulla reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio, in violazione della direttiva comunitaria 1999/70/Ce: domani mattina, in Rue du Fort Niedergrünewald, Lussemburgo-Kirchberg, alle ore 9.30, il giudice emetterà finalmente il giudizio finale su un ricorso che potrebbe aprire le porte dell'assunzione a titolo definitivo per centinaia di migliaia di precari della scuola e di tutta la pubblica amministrazione.

 

La sentenza arriva a distanza di quasi cinque anni da quando l'Anief avviò la vertenza sovranazionale e dopo migliaia di ricorsi presentati nei tribunali del lavoro italiani, che si vanno a sommare alla miriade di denunce pervenute alla Commissione Europea: "arriviamo a questo importante evento presso la Curia del Corte di giustizia europea - dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, in partenza proprio per Lussemburgo – dopo esserci imposti già in diverse occasioni nei tribunali italiani, con risarcimenti a favore dei lavoratori in media di 30mila euro per ognuno. Sull'esito del processo, che interessato la vita professionale e personale di tantissimi precari, siamo fiduciosi".

 

L'Anief ha sempre sostenuto l'illegittimità dello Stato italiano nel rinnovare i contratti a tempo determinato per provvedere alla copertura di posti vacanti nella pubblica amministrazione: ciò è avvenuto senza ragioni oggettive e con il solo scopo di lucrare un risparmio di spesa in danno di un'intera generazione di lavoratori. Tutto ciò in spregio alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato. Se, come tutto fa supporre, i giudici sovranazionale daranno ragione a tali rivendicazioni, per oltre 250mila docenti (150mila dalle GaE - che saranno assunti dal Governo il 1 settembre 2015 e almeno 100mila abilitati rimasti illegittimamente fuori) si potrebbero finalmente chiudere il capitolo del precariato con ricorsi seriali al giudice del lavoro, ‎per non parlare dei migliaia di ATA per cui è ancora attiva la procedura d'infrazione 2124/2010 nei confronti dello Stato italiano.

 

L'Anief per commentare tale evento ha organizzato un convegno in Parlamento: si svolgerà dopodomani, 27 novembre, dalle ore 15 alle ore 18, presso la Sala della Mercede, Palazzi Marini. Aprirà i lavori Marcello Pacifico, relatori il giudice P. Coppola, gli avv. Miceli, S. Galleano, De Michele, De Grandis, Zampieri, chiude il presidente emerito della Corte di Cassazione, dott. M. De Luca. A seguire conferenza stampa. Invitati parlamentari e rappresentanti del Governo.

 

Approfondimenti:

 

Legge Stabilità e Buona Scuola, c'è un buco inspiegabile: la mancata assunzione di 17mila Ata

 

Commissione europea condanna Italia per abuso precariato, si aprono le porte dell'assunzione per 140mila docenti supplenti

 

Precariato, il Ministro Giannini sbaglia se crede di cancellarlo con 150mila assunzioni: vanno immessi in ruolo altri 100mila docenti e 17mila Ata

 

Il 26 novembre la sentenza della Corte di Giustizia Europea sui precari

 

Precariato: Convegno in Parlamento sulla sentenza della Corte europea del 26.11 organizzato da Anief

‎TFR: per la Corte costituzionale rimane illegittima la trattenuta del 2.5%



nlogoanief

 

Con sentenza n. 244/2014 si ribadisce quanto già deciso con sentenza n. 223/2012, mentre si dichiara legittima la trattenuta per i dipendenti rimasti e transitati nuovamente in regime TFS. Invia la diffida per bloccare i termini decennali di prescrizione‎ e ricorri con Anief per recuperare in media 4.500 € di arretrati se in regime di TFR. Per il TFS il credito degli ultimi due anni è di 2.000 €.

 

Se da una parte, infatti, è stata dichiarata legittima la legge 228/12, art. 1, cc. 98/99 che riporta in regime ‎di TFS (la ex indennità di buonuscita come disciplinata dagli artt. 37/38 del D.P.R. 1032/73) il personale transitato temporaneamente per il 2011/12 in regime di TFR e in attesa ancora di ricevere il 2,69% versato in misura minore dallo Stato figurativamente, dall'altra si ricorda come sia legittima in caso di trattamento di fine servizio la trattenuta del 2,5%, assente proprio per chi è in regime di TFR, dove si è passati da un regime di diritto pubblico a uno di diritto privato regolato dall'art. 2120 del Codice civile. Per i privati, infatti, il trattamento di fine rapporto è interamente a carico del datore di lavoro.

 

Rimarrebbe il falso problema del principio della parità retributiva vantata dal MEF, nei cedolini a partire dal maggio 2013, per giustificare il protrarsi di una trattenuta del 2,5% in regime di TFR. Tale principio, infatti, è sconfessato dalla sentenza richiamata che giustifica la trattenuta del 2,5% in regime di TFS proprio in virtù della disparità di trattamento che subiranno i neo-assunti post 2001 in termini di liquidazione. È evidente, pertanto, che o la trattenuta per i neo-assunti non è dovuta perché non lo è nel settore privato o va restituita quando viene liquidato il TFR in ragione del rispetto del principio della parità retributiva.

 

Dopo questo ulteriore e decisivo chiarimento e in presenza delle prime sentenze positive del giudice del lavoro, tutti i precari e i neo-assunti dopo il 2001, entro dieci anni dall'invio della diffida che chiede l'interruzione e la restituzione della trattenuta possono chiedere la restituzione della trattenuta del 2,5% sullo stipendio per ognuna delle tredici mensilità. Può essere chiesto il credito vantato nei confronti dello Stato per gli ultimi dieci an‎ni che ammonta per un docente delle scuole medie a 35€ mensili. Basta ricorrere in tribunale con Anief. 

 

Il sindacato, infine, invita il personale ritornato in regime di TFS ad inviare la lettera di interruzione dei termini di prescrizione per ricevere per il 2011/2012 la differenza in termini di liquidazione percepita, in assenza, a distanza di due anni, del decreto del governo annunciato dalla legge. Si tratta di recuperare 2.000€ lordi in media che fra 8 anni saranno prescritti.

 

Vai alla pagina di adesione al ricorso TFR

lunedì 24 novembre 2014

Processato e assolto per aver ucciso un piccione

Oggi è stato assolto, perché il fatto non costituisce reato, un artigiano genovese processato per avere ucciso un piccione. L'avvocato difensore dell'imputato ha dimostrato la mancanza di dolo, spiegando che il suo assistito non aveva avuto la volontà di uccidere e il giudice si è allineato a questa tesi, ordinando la distruzione della carcassa che era stata sequestrata e trattenuta nello studio di un veterinario.

L'episodio risale al luglio 2010 sulle alture di Genova quando un artigiano di 42 anni, incaricato di installare reticelle su alcuni buchi di un palazzo dove solitamente si annidavano i piccioni, dapprima si è servito di un bastone per accertarsi che nessuno dei volatili rimanesse prigioniero e poi ha proceduto alla chiusura delle feritoie. Uno dei piccioni, però, si era rintanato in fondo al buco ed era rimasto prigioniero. Solo qualche giorno dopo un condomino aveva notato la presenza di un piccione morto e aveva chiamato i vigili urbani: era seguito il sequestro e la trasmissione degli atti in procura. L'artigiano era stato così indagato per "uccisione di animale senza necessità": un reato che prevede una pena da 4 mesi a 2 anni.

Il regolamento eIDAS 910/2014/UE. Impatto sulla normativa italiana.



                                    


Roma, 1 e 2 dicembre 2014
Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi – Piazza della Pilotta, 4 – 00187 Roma


Sulla scia della recente firma a Bruxelles del Regolamento europeo eIDAS (910/2014/UE) sull'identificazione elettronica e i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno, l'associazione di notai digitali Euronot@ries insieme ad ANORC – Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale, organizza per l'1 e il 2 dicembre a Roma (Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi – Piazza della Pilotta, 4) un evento di studio e discussione sull'impatto di questo nuovo regolamento sulla normativa italiana.

Il Regolamento eIDAS (che sta per electronic identification and trust services for electronic transactions in the internal market), infatti, entrerà in vigore e sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati Membri UE a partire dal 1 luglio 2016 (a eccezione delle disposizioni riportate nell'art. 52 del regolamento) e stabilirà le condizioni per il riconoscimento reciproco in ambito di identificazione elettronica e le regole comuni per le firme elettroniche, l'autenticazione web e i relativi servizi fiduciari per le transazioni, permettendo così, in modo progressivo, di adottare a livello europeo un quadro tecnico-giuridico unico, omogeneo e interoperabile su firme elettroniche, sigilli elettronici, validazioni temporali elettroniche, documenti elettronici, nonché per i servizi di raccomandata elettronica e i servizi di certificazione per Autenticazione web.

Riccardo Genghini, notaio di Euronot@ries, sottolinea l'importanza che avrà il nuovo Regolamento Europeo per la diffusione della Firma Elettronica e la conseguente attenzione che si svilupperà attorno ai temi legati alla sicurezza e alla conservazione corretta dei dati, ai documenti e alle firme digitali, all'autenticazione e alle identità digitali. 

Sulla stessa lunghezza d'onda Andrea Lisi, Presidente ANORC, il quale evidenzia che il nuovo regolamento eIDAS sarà l'occasione per ribadire la necessaria interoperabilità degli strumenti, verificare le possibili conflittualità tra la norma europea e il codice dell'Amministrazione Digitale italiano e fornire ai conservatori accreditati presso AgID l'opportunità di diventare prestatori di servizi fiduciari a livello europeo.

L'evento Euronot@ries - supportato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da AgID, da ANORC, AIFAG e da Menocarta.net – ha lo scopo di approfondire, con l'ausilio dei maggiori esperti del settore, i principali contenuti del Regolamento, individuando le opportunità, gli obbiettivi e gli eventuali rischi che la sua adozione comporta.


Con la collaborazione di:
​


​
- E' stato richiesto il riconoscimento dei crediti formativi per Notai, Avvocati e Commercialisti -


Per informazioni: 
Valentina Folli – 02/637889934 

domenica 23 novembre 2014

Morte da incidente stradale: anche la fidanzata non convivente può invocare un danno

Importante sentenza della Cassazione che rileva il diritto al risarcimento del danno per tutti i "prossimi congiunti" che dimostrino un legame affettivo stabile e duraturo con la vittima di un illecito come un sinistro 

E' giusto e corretto che chiunque dimostri una legame affettivo stabile e duraturo debba ottenere il risarcimento dei danno subito in conseguenza della morte del proprio "caro" a causa di un sinistro stradale. E' questo in sostanza il principio espresso nell'importante sentenza della Cassazione penale resa dalla quarta sezione penale, depositata il 10 novembre 2014 n. 46351.

Secondo i giudici di legittimità in tema di risarcibilità dei pregiudizi di natura non patrimoniale conseguenti alla lesione di un diritto inviolabile della persona, il riferimento ai "prossimi congiunti" della vittima primaria, quali soggetti danneggiati iure proprio, deve essere inteso nel senso che, in presenza di un saldo e duraturo legame affettivo tra questi ultimi e la vittima, è proprio la lesione che colpisce tale peculiare situazione affettiva a connotare l'ingiustizia del danno e a rendere risarcibili le conseguenze pregiudizievoli che ne siano derivate (se e in quanto queste siano allegate e dimostrate quale danno-conseguenza), a prescindere dall'esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente rilevanti come tali.

Il caso prende spunto dalla sentenza del 08/10/2012 della Corte di Appello di Milano, in parziale riforma della sentenza di primo grado - con la quale il Tribunale di Milano, in data 10/10/2011, condannava un imputato del reato di omicidio colposo, per avere cagionato, in concorso con altro, per colpa consistita nella violazione della disciplina in materia di circolazione stradale, la morte di un pedone – rideterminava l'ammontare della somma liquidata, a titolo di provvisionale, in favore della parte civile costituita.

Avverso la sentenza del Giudice di secondo grado ricorreva il responsabile civile deducendo ritenendo non risarcibile il danno subito dalla fidanzata non convivente della vittima dell'incidente stradale.

Gli ermellini, con un sintetico ma pur sempre lineare e corretto excursus circa la risarcibilità dei danni ai prossimi congiunti della vittima primaria ed in ordine alla nozione sviluppatasi nella giurisprudenza sul tema, ha riconosciuto la risarcibilità in astratto dei danni iure proprio patiti dalla fidanzata non convivente della vittima primaria, sottolineando che ai fini del diritto al risarcimento non rilevino rapporti di parentela o di affinità così come civilisticamente definiti, quanto piuttosto la sussistenza di un rapporto tra due soggetti, il quale risulti caratterizzato da duratura e significativa comunanza di vita e di affetti; con la conseguenza che, in tale prospettiva, i parametri costituzionali dovranno individuarsi non già negli artt. 29 e 30 Cost., quanto piuttosto nell'art. 2 Cost. il quale accorda rilievo alla sfera relazionale personale in quanto tale e non richiede necessariamente la ravvisabilità di un rapporto di coniugio tra due soggetti legati sul piano affettivo.

Anche se i giudici di Piazza Cavour hanno comunque annullato la sentenza della Corte d'Appello evidenziando come la sentenza impugnata risultasse carente sul piano del tessuto motivazionale, sia rispetto alla verifica di fondatezza della pretesa risarcitoria avanzata dalla parte civile, sia in riferimento alla quantificazione del danno in favore della medesima, valutazione non fondata su alcun conferente elemento di prova, la sentenza, per Giovanni D'Agata presidente dello "Sportello dei Diritti" risulta essere alquanto significativa e rappresenta un importante precedente per coloro che abbiano sofferto per un legame spezzato prematuramente da un comportamento illecito, come nel caso di un incidente stradale con responsabilità di terzi.

venerdì 21 novembre 2014

Legge di Stabilità: il Governo esamina l’aumento esentasse del buono pasto. Edenred (Ticket Restaurant): “Se passa ci sarà integrazione di reddito per i lavoratori di 400 euro all’anno”


L'emendamento che chiede l'aumento esentasse del buono pasto ora all'esame del Governo. Edenred (Ticket Restaurant): "Se passa ci sarà integrazione di reddito per i lavoratori di 400 euro all'anno"

Dopo il cammino in Commissione Bilancio alla Camera, la riforma attende ora la riformulazione dell'esecutivo Renzi. Secondo una stima tratta da una ricerca dell'Università Tor Vergata, con l'approvazione definitiva ogni lavoratore beneficiario avrebbe in un anno 400 euro in più per la spesa alimentare. Keller, AD Edenred: "Con la manovra crescono potere d'acquisto, consumi e occupazione"

ROMA - Settimana prossima sul banco del governo Renzi arriverà la proposta di innalzamento del valore esentasse dei buoni pasto uscita dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Dall'esecutivo si attende, infatti, la riformulazione all'emendamento per l'innalzamento a 7 euro del valore esentasse dei buoni pasto elettronici proposto dal parlamentare Marco Causi (PD).

Secondo uno studio di OpenEconomics e Università di Tor Vergata, questa misura permetterebbe alle aziende di investire 500 milioni di euro sulla pausa pranzo dei propri dipendenti. Avere a disposizione 1,71 euro in più al giorno* equivale a circa 400 € in più all'anno di reddito netto disponibile per la spesa alimentare per ogni lavoratore beneficiario.

"La manovra – ha affermato Andrea Keller, amministratore delegato di Edenred Italia, il Gruppo che ha inventato il Ticket Restaurant e leader nel mercato dei buoni pasto – avrebbe come impatto immediato l'aumento del potere d'acquisto dei lavoratori beneficiari e favorirebbe, di conseguenza, una crescita dei consumi e dell'occupazione. La riforma rappresenta per l'Italia un'importante occasione per procedere sulla strada dello sviluppo e della digitalizzazione".

Nei mesi scorsi Università di Tor Vergata e OpenEconomics hanno condotto per conto di Edenred Italia una ricerca per analizzare e valutare i principali effetti che il servizio dei buoni pasto genera sul sistema economico-produttivo nazionale.

Dallo studio è emerso che se il valore esentasse del 70% dei buoni pasto attualmente erogati venisse elevato a 7 euro ne scaturirebbe quanto segue:

1)      Rilancio del consumi
Il settore dei buoni pasto, che attualmente rappresenta lo 0,72% del PIL, andrebbe al 1%, con conseguente valore aggiunto nei pubblici esercizi, maggiore potere di acquisto dei lavoratori e aumento di entrate fiscali.

Nello specifico ci sarebbe un maggiore introito fiscale per il Governo di circa 936 milioni di euro l'anno.

2)      Positivo impatto occupazionale
Nei soli settori direttamente interessati alla spesa per buoni pasto (esercizi ricettivi, agricoltura, alimentari bevande e tabacco, commercio e GDO), è previsto un incremento occupazionale di 16.398 unità lavorative.

Ma il valore occupazionale attivato influisce anche sui posti di lavoro creati indirettamente dall'intervento e riguarda tutti i settori dell'economia (agricoltura e pesca, industria, costruzioni e servizi). La creazione di nuovi posti di lavoro nei settori direttamente e indirettamente interessati sarebbe di 73.748 unità.

Il mercato dei buoni pasto in Italia, secondo i dati Databank 2013, ha un valore di circa 2,7 miliardi di euro e interessa circa 2,3 milioni di utenti.

*Con la riforma si passerebbe, infatti, da un plafond di 5,29 euro ad uno di 7 euro

LEGANCE e L&B Partners Studio Legale Associato nel project finance per il revamping della centrale termoelettrica di Terni

Legance - Avvocati Associati e L&B Partners Studio Legale Associato hanno assistito, rispettivamente, MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A. e Terni Biomassa S.r.l. (Gruppo Tozzi) nella strutturazione ed erogazione di un finanziamento su base project financing per il revamping e la messa in esercizio di una centrale termoelettrica alimentata da rifiuti speciali non pericolosi (waste-to-energy), di potenza di 4,5 MW, localizzata nel Comune di Terni.

Il progetto si qualifica quale una delle prime applicazioni del D.Lgs. n.46/2014, che ha esteso l'ambito dell'Autorizzazione Integrata Ambientale agli impianti di co-incenerimento di rifiuti non pericolosi con una capacità superiore a 3 Mg/h. La centrale è già in fase di realizzazione ed il primo parallelo potrebbe avvenire già entro la fine del 2014.

Il team di Legance che ha assistito MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A. nell'attività di due diligence, negoziazione dei contratti di progetto e redazione e negoziazione della documentazione finanziaria, è stato guidato dal partner Rosella Antonucci, e ha visto impegnati il managing associate Giovanni Scirocco, il senior associate Maria Teresa Solaro e gli associates Antonio Gerlini e Chiara Castronovo.  Gli aspetti di diritto amministrativo e ambientale sono stati seguiti dal managing associate Ivano Saltarelli e dall'associate Francesco Castoldi, mentre per i profili fiscali sono stati coinvolti il partner Claudia Gregori e il senior associate Giorgio Vaselli.

Lo Sponsor è stato assistito da L&B Partners Studio Legale Associato nelle attività di revisione e negoziazione della contrattualistica di progetto e della documentazione finanziaria, con un team guidato dal partner Michele Di Terlizzi coadiuvato dal senior associate Andrea Semmola e dall'associate Domenica Coronella e da L&B Partners S.p.A., con il partner Rocco Giorgio e l'associate Riccardo Ciurlanti, per gli aspetti di natura economico-finanziaria.

martedì 18 novembre 2014

SCUOLA – Legge Stabilità, approvato emendamento che allarga assunzione a presidi e Ata: ascoltata l’Anief




nlogoanief


 

La V Commissione della Camera approva un'importante modifica all'articolo 28 delle legge di Bilancio 2015 per permettere la stabilizzazione prevista dalla Buona Scuola non più limitata al corpo docente: accolta la richiesta presentata nei giorni scorsi dall'Anief in audizione a Montecitorio.

 

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): è un risultato rilevante, in linea con quanto avevamo chiesto come organizzazione sindacale attraverso i documenti presentati nei giorni scorsi in audizione a Montecitorio. Per completare l'opera, i parlamentari ora guardino con attenzione alle richieste di aumento di assunzioni e di inclusione nel piano di immissioni in ruolo dei docenti inseriti nella seconda fascia delle graduatorie d'Istituto.

 

Sul piano di assunzioni previste dalla Buona Scuola la Commissione Bilancio della Camera dà ragione all'Anief e allarga le immissioni in ruolo, da attuare entro settembre 2015, anche ai dirigenti scolastici e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario: l'emendamento, riformulato, a prima firma dell'onorevole Maria Coscia (Pd), prevede infatti che la stabilizzazione non sia più limitata ai docenti.

 

In attesa di prendere visione della riformulazione dell'emendamento approvato, l'Anief non può che esprimere soddisfazione. "Questa modifica all'impianto normativo originario della Legge di Stabilità – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – ci rende particolarmente soddisfatti. Perché ricalca quanto avevamo chiesto come organizzazione sindacale attraverso i documenti presentati nei giorni scorsi in audizione a Montecitorio".

 

Anche perché nel 2010 ad avviare la causa alla Corte di Giustizia europea contro l'abuso di precariato furono proprio alcuni lavoratori appartenenti agli Ata della scuola, attraverso la procedura di infrazione n. 2124, il cui apporto al funzionamento delle scuole è divenuto negli anni sempre più rilevante. Quando, tra una settimana, l'Italia verrà, con ogni probabilità, condannata per inosservanza della direttiva UE 1999/70/CE ad assumere a titolo definitivo, tramite successive sentenze dei tribunali, quei dipendenti che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, farà riferimento a tutti i lavoratori della scuola: docenti, Ata e dirigenti.

 

"E a proposito di dirigenti scolastici – continua il sindacalista Anief-Confedir – va ricordato che anche con le ultime assunzioni effettuate ad inizio anno scolastico, ad oggi rimangono scoperte oltre 1.400 presidenze. Affidate nell'anno in corso a dirigenti in forza ad altri istituti, che già devono rendere conto di sei-sette plessi a testa. E con la sciagurata prospettiva che dal 1° settembre 2015 vengano cancellati, sempre in base all'articolo 28 della Legge di Stabilità, migliaia di esoneri e semiesoneri ai docenti che fungono da responsabili di sede, proprio a causa dell'assenza perenne del dirigente scolastico impegnato in altri istituti".

 

Il sindacato, a questo punto, si appella al Parlamento perché mantenga in vita l'emendamento approvato sull'integrazione del personale dirigente e Ata nel piano di assunzioni della Buona Scuola. E auspica, nel contempo, che possa essere allargato l'iniziale tetto delle 148mila assunzioni previste. Ed infine che l'Aula della Camera approvi l'altro emendamento caldeggiato dall'Anief che permetterebbe di assumere, in caso di graduatorie provinciali esaurite, anche dalla seconda fascia d'Istituto.

 

Approfondimenti:

 

Leggi tutti gli emendamenti al seguente link

 

Scarica gli emendamenti agli articoli 3, 21 e 28

 

Leggi il comunicato Anief sui tagli al Miur

 

Legge di stabilità: in Parlamento, presentati diversi emendamenti su richiesta dell'Anief

 

Legge Stabilità e Buona Scuola, c'è un buco inspiegabile: la mancata assunzione di 17mila Ata

 

La tutela dell’ambiente tra diritto e procedura penale

Tutela penale dell'ambiente: la Statale ospita un convegno internazionale
 "La tutela dell'ambiente tra diritto e procedura penale: equilibri di sistema e spinte riformatrici"
21-22 novembre, ore 9.00
Aula Magna dell'Università degli Studi di Milano
 via Festa del Perdono 7
 
L'urgenza delle tematiche di tutela ambientale e il ruolo di primo piano riconosciuto al diritto penale sono i temi chiave del convegno internazionale dal titolo "La tutela dell'ambiente tra diritto e procedura penale: equilibri di sistema e spinte riformatrici", che si terrà in Statale il 21 e 22 novembre.

Il convegno - promosso dal dipartimento di Scienze giuridiche "C. Beccaria" e dal Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa sociale - riunisce studiosi, docenti e operatori della giustizia per un confronto sui principali problemi legati alla tutela dell'ambiente e alla frammentarietà legislativa con cui il tema è oggi affrontato a livello sia interno che internazionale.

L'apertura dei lavori è affidata a Emilio Dolcini, direttore del dipartimento di Scienze giuridiche,
 e Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano e della Fondazione Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa sociale.

La partecipazione al convegno è aperta a tutti gli interessati, previa iscrizione da effettuarsi attraverso il seguente link:
http://www.cnpds.it/index.php?link=registrati_evento&attivita=169

lunedì 17 novembre 2014

SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE SUL CASO DEL TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA DI TIRANO E SONDALO: INCERTEZZA PER LO SVILUPPO DEL SETTORE

Milano 17 novembre. Lo scorso 10 novembre è stata depositata la sentenza n. 23924/14 della Corte di Cassazione chiamata a decidere sulla natura del servizio di teleriscaldamento a biomassa nel caso della società TCVVV spa che gestisce il teleriscaldamento nei Comuni di Tirano e Sondalo. La sentenza ha rigettato il ricorso della società, dichiarando che nella vertenza la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. 

 

Si ricorda che il Consiglio di Stato in due diverse occasioni ha qualificato l'attività di teleriscaldamento svolta da TCVVV e da altra impresa operante nell'hinterland milanese quale Servizio Pubblico Locale, mentre il TAR della Lombardia ha ritenuto detta attività  quale SPL con riguardo agli impianti di Tirano e Sondalo, e ha definito come  attività economico privata quella esercitata dalla Società Milanofiori nel Comune di Assago.

 

La Corte di Cassazione, nonostante i risultati dell'indagine conoscitiva effettuata dell'Autorità Antitrust, che riconosceva il servizio concorrenziale soprattutto per le piccole/medie reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa, con la sua pronuncia non ha chiarito nel caso di specie se il servizio di teleriscaldamento sia di natura pubblica o meno. 

 

"Questa sentenza rappresenta l'effetto dell'assenza di una legge quadro che definisce compiutamente la natura giuridica del servizio. La mancanza di chiarezza e certezza di diritto pregiudica lo sviluppo del comparto e disincentiva gli imprenditori che intendano investire in questo tipo di progetto territoriale; ciò è in netto contrasto con l'orientamento della Direttiva europea sull'efficienza energetica che invita gli Stati Membri a promuovere questo tipo di tecnologia per ridurre i consumi di energia primaria" commenta Hanspeter Fuchs, vicepresidente FIPER.

 

L'auspicio è che il lavoro che sta portando avanti l'AEEGSI in riferimento all'art. 17 del d.lgs. 102/2014 sulla promozione del teleriscaldamento, sia da stimolo per il Ministero dello Sviluppo Economico a definire "l'indirizzo" e quindi una legge quadro per un effettivo sviluppo del settore.

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *