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venerdì 19 febbraio 2016

Nascono i Consigli Distrettuali di Disciplina (CDD)



---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Nomen Nescio <nobody@dizum.com>
Date: 19 febbraio 2016 10:14
Oggetto:
A: corrieredelweb@gmail.com


Nascono i Consigli Distrettuali di Disciplina (CDD): sono nuovi organismi ai quali la nuova disciplina dell'ordinamento professionale forense conferisce il compito del controllo disciplinare sugli avvocati iscritti all'albo.

I Consigli Distrettuali di Disciplina intervengono sugli aspetti sostanziali, ossia gli illeciti, che quelli procedurali.

Sono costituiti su base distrettuale e garantiscono il controllo disciplinare in assoluta imparzialità, visto che il nuovo sistema elimina ogni connessione tra eletto ed elettore.

I componenti avvocati dei CDD sono eletti dai Consiglieri dei Consigli dell'Ordine del distretto, riuniti in distinti seggi elettorali, su base capitaria e democratica, con il rispetto della rappresentanza di genere di cui all'art. 51 della Costituzione.

La vigente legge professionale prima demandandava esclusivamente ai Consigli dell'Ordine degli Avvocati il controllo deontologico sui propri iscritti e quindi è a questi che si doveva indirizzare il proprio esposto,ora invece l'Ordine stesso su segnalazione o esposto del cittadino dovra inviare l'esposto ai CDD di competenza, relegando un ruolo d'imparzialità.

Da segnalare come i tanti esposti e segnalazioni influiscono sui tempi di risposta che andrebbero velocizzati.
Un altro passo avanti che segue gli altri fatti: obbligo previsione di spesa o obbligo preventivo,
L'avvocato deve emettere il prescritto documento fiscale per ogni pagamento ricevuto.
L'avvocato non deve richiedere compensi o acconti manifestamente sproporzionati all'attività svolta o da svolgere. L'avvocato in caso di mancato pagamento da parte del cliente, non deve richiedere un compenso maggiore di quello già indicato, salvo ne abbia fatta riserva.

giovedì 18 febbraio 2016

Niente imposta di soggiorno per il borgo più piccolo d'Italia. Atrani scrive al Premier Renzi

Niente imposta di soggiorno per il borgo più piccolo d'Italia, pesantemente penalizzato dai mancati introiti da reinvestire per l'accoglienza e il potenziamento turistico rispetto agli altri comuni del comprensorio. Ma c'è di più: i costi relativi al software StayTour per la gestione telematica dell'imposta e l'interazione tra Ente e strutture ricettive, oltre a quelli per la formazione e l'informazione degli operatori, resteranno a carico dell'Ente. Con il rischio concreto che a pagare saranno i cittadini di Atrani, sotto forma di depotenziamento dei servizi erogati.

Con l'ultima legge di stabilità approvata il 28 dicembre scorso, infatti, il governo azzera tutte le deliberazioni che prevedono per l'anno 2016 l'istituzione o l'aumento dei tributi, al fine di contenere il livello complessivo della pressione tributaria.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze con una nota comunica la non applicabilità dell'imposta di soggiorno per l'anno 2016, in quanto non applicata negli anni precedenti. La nota precisa che anche l'istituzione ex novo di un tributo deve essere equiparata ad un aumento dello stesso. La tesi del Ministero sembra essere confortata dal parere favorevole sia della Corte dei Conti Lombardia (delibera n. 74 del 2008) che nella fattispecie aveva analizzato l'addizionale comunale, sia della Corte dei Conti della Regione Abruzzo con parere n. 35 del 2016, che risponde ad un quesito del sindaco di Giulianova, in cui rileva come l'imposta di soggiorno "… trova applicazione nei confronti di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive e non è dovuta da coloro che sono residenti nel comune …". La Corte invece sentenzia che l'art. 1 comma 26 della legge di stabilità " … deve necessariamente essere letto in via estensiva …" e "… Conseguentemente, il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali per il 2016 investe tutte le imposte, dirette e indirette, e tutte le forme di maggiorazione …".

Per i giudici contabili appare irrilevante la circostanza che l'imposta di soggiorno, gravando su coloro che alloggiano nelle strutture ricettive, non incide sui residenti del Comune;

"… l'obiettivo di contenimento della pressione fiscale risulta infatti indifferente rispetto al principio della residenza …".

C'è invece un aspetto diverso che viene messo in evidenza nella nota a firma del Sindaco di Atrani Luciano de Rosa Laderchi e dell'Assessore al bilancio Michele Siravo, inviata direttamente al Premier Matteo Renzi, al Ministro del Turismo Dario Franceschini e a tutti i parlamentari: l'imposta di soggiorno, a differenza di altri tributi come l'addizionale comunale che grava di regola direttamente sul cittadino residente (domicilio fiscale), ricade indistintamente sia sui cittadini che hanno domicilio fiscale in Italia che sui cittadini che non hanno domicilio fiscale in Italia. Alla luce di ciò, il Comune di Atrani chiede esplicitamente se sia lecito istituire l'imposta di soggiorno con la relativa misura e renderla esente ai cittadini Italiani (che hanno domicilio fiscale in Italia) e quindi poter introitare l'imposta a carico del cittadino "straniero". In sostanza: perché far perdere alle casse comunali l'introito di denaro che proviene dall'Estero, considerando il danno che ciò arrecherebbe? ?

L'imposta di soggiorno, se ben speso il gettito ricavato, oltre ai benefici per gli operatori e fruitori del turismo, può indurne anche, di riflesso, alla popolazione sia per la possibilità di deviare le risorse finanziarie prima destinate al turismo ad altri servizi di interesse collettivo, sia per interventi in riduzione sulle addizionali IRPEF, sulle aliquote IMU o della COSAP, con conseguente riduzione della pressione fiscale.

Il venir meno di un'entrata destinata esclusivamente al miglioramento dei servizi turistici, e quindi alla valorizzazione del territorio, creerebbe non pochi disagi. La sospensione dell'imposta potrebbe produrre un'evidente sperequazione rispetto ai comuni limitrofi e non (già applicano l'imposta di soggiorno e continueranno ad applicarla) che hanno potuto migliorare e continueranno a migliorare la propria offerta in campo turistico e garantire i servizi alle strutture ricettive e ai turisti: quindi o si aboliva per tutti o per nessuno.

La nota continua evidenziando come i comuni colpiti dalla moratoria dovranno affrontare una drastica rivisitazione del miglioramento dell'accoglienza turistica, delle azioni di promozione della destinazione e delle azioni di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali.

L'Amministrazione comunale di Atrani lancia perciò una proposta al Governo: stanziare dei finanziamenti per il turismo ai comuni "colpiti" dalla cosiddetta "moratoria" sulla tassa di soggiorno; balzello che, considerato il vincolo di destinazione, può essere qualificato come tributo di scopo.

Essere Patrimonio Mondiale dell'Umanità è un vanto per l'Italia intera, ma a volte questo ha un "prezzo", un caro "prezzo", che come sempre rimane a carico del cittadino locale.

Che sia questo il preludio alla riduzione indiscriminata del numero dei comuni tanto auspicata da più parti (per salvare l'Italia!?), incuranti della millenaria storia e del patrimonio intrinseco di cultura e tradizioni che essi custodiscono? Si rischia così di smarrire l'identità territoriale e nazionale, svalutando preziosi gioielli che tutto il mondo ci invidia.

Il comune più piccolo di Italia per estensione ha retto, seppur con notevoli difficoltà, ai continui tagli imposti dallo Stato centrale agli enti locali negli ultimi cinque anni, segnalandosi per impegno e determinazione. Ciò anche a dispetto di una endemica "lentezza" che caratterizza l'approccio dello Stato rispetto alla valorizzazione del patrimonio e che, in alcuni casi, sembra voglia anche "addormentare" i processi di sviluppo messi in moto dalle amministrazioni locali, nonostante mille ostacoli.

La riflessione che Atrani vuole stimolare, lungi dal somigliare a mero esercizio di ragioneria, va in direzione di un impegno comune che, se ben indirizzato, potrà portare a gestire meglio le tante risorse… senza mortificare l'entusiasmo e gli sforzi di chi lavora quotidianamente per valorizzare il territorio e garantire un'accoglienza all'altezza della fama internazionale che esso vanta.

Affitto casa, le novita' 2016

Firenze, 18 Febbraio 2016. La legge di Stabilità 2016 è intervenuta anche nell'ambito dell'affitto, introducendo alcune novità. Le riassumiamo unendole a quelle del D.lgs.158/2015 la cui entrata in vigore è stata anticipata al 1/1/2016 dalla stessa legge.

Registrazione contratti e pagamento imposta registro
C'è la conferma che i contratti di affitto devono essere registrati perentoriamente entro 30 giorni (1) da parte del proprietario/locatore, con l'aggiunta dell'obbligo di comunicare l'avvenuta registrazione all'inquilino e all'amministratore del condominio entro i successivi 60 giorni, per l'aggiornamento dell'anagrafe condominiale obbligatoria.

Relativamente al pagamento dell'imposta di registro, la novità da segnalare è che in caso di cessione, risoluzione o proroga del contratto la relativa comunicazione deve essere presentata entro 30 giorni (non più 20) all'ufficio dove è stato registrato il contratto.

Si ricorda che la registrazione è obbligatoria per locazioni di durata superiore ai 30 giorni.

Pagamento canoni
Torna la possibilità di pagare i canoni di affitto in contanti. E' stato infatti tolto il divieto che imponeva mezzi alternativi tracciabili come assegni, bonifici, etc (2). Rimane valida la soglia oltre la quale i contanti non sono utilizzabili secondo la legge antiriciclaggio (ora 3.000 euro).

La modifica è formale, in realtà, perché già il Ministero dell'Economia aveva precisato, con una circolare del 5/2/2014, che la tracciabilità poteva consistere anche in una prova documentale che attestasse il pagamento (ricevuta).
Il rilascio della ricevuta è consigliato soprattutto a garanzia dell'inquilino (per la tassazione a carico del proprietario conta il canone annuale riportato sul contratto).

Patti nulli, rimedi
Nessuna variazione di rilievo su questo aspetto. Sono nulli per legge i patti che prevedono un canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato. 

Si ricorda in merito che la Cassazione (in sezioni unite, sentenza 18213/2015) ha anche sancito che la registrazione tardiva di un eventuale accordo simulatorio contenente un canone maggiorato è priva di effetto e non "sana" la nullità dell'accordo stesso. 
Quindi, ci si augura, niente più pagamenti parziali a nero con registrazione di contratti con canone inferiore a quello reale con "obbligo" di sottoscrizione di un secondo contratto fantasma trattenuto dal proprietario come "garanzia".
Si fa anche presente che l'inquilino, a prescindere dalla pronuncia di Cassazione e comunque forte della stessa, nei casi suddetti potrebbe agire in sede giudiziaria per chiedere la restituzione delle somme corrisposte in misura superiore al canone risultante dal contratto registrato (3).

Rimane invariata anche la possibilità per l'inquilino totalmente a nero (nessun contratto registrato) di far "emergere" il rapporto rivolgendosi al Giudice (Tribunale) sollevando la questione di vizio di forma e chiedendo l'applicazione delle disposizioni di legge (contratto 4+4 o 3+2) e del canone concordato localmente per i contratti 3+2 o per quelli transitori. 
Il riferimento è l'art.13 della Legge 431/98 nuovo comma 6 "(…) Il conduttore puo' altresi' richiedere, con azione proponibile dinanzi all'autorita' giudiziaria, che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 2 (contratti 4+4) ovvero dal comma 3 (contratti 3+2) dell'articolo 2. Tale azione e', altresi', consentita nei casi in cui il locatore non abbia provveduto alla prescritta registrazione del contratto nel termine di cui al comma 1 del presente articolo. Nel giudizio che accerta l'esistenza del contratto di locazione il giudice determina il canone dovuto, che non puo' eccedere quello del valore minimo definito ai sensi dell'articolo 2 (relativo a contratti 3+2) ovvero quello definito ai sensi dell'articolo 5, commi 2 e 3 (relativo a contratti transitori per studenti), nel caso di conduttore che abiti stabilmente l'alloggio per i motivi ivi regolati. L'autorita' giudiziaria stabilisce la restituzione delle somme
eventualmente eccedenti." 

Irregolarità, sanzioni, ravvedimento operoso
L'entrata in vigore anticipata del D.lgs.158/2015 ha fatto scattare dal 1/1/2016 riduzioni su molte sanzioni amministrative relative alle imposte, compresa l'imposta di registro.

La novità più importante, che vale per tutte le imposte (anche locali), è l'affiancamento alla sanzione base applicata in caso di mancato o ritardato pagamento (30%) di due sanzioni ridotte, il 15% se si paga entro 90 giorni e l'1% giornaliero se si paga entro 15 giorni. 
Conseguentemente calano anche le riduzioni fruibili in caso di regolarizzazione spontanea attraverso il ravvedimento operoso.

Informazioni nelle schede pratiche
- Sanzioni tributarie amministrative per le abitazioni: http://sosonline.aduc.it/scheda/sanzioni+tributarie+amministrative+abitazioni_1582.php
- Il ravvedimento operoso nei contratti di affitto: http://sosonline.aduc.it/scheda/ravvedimento+operoso+nei+contratti+affitto_970.php

Fondi di solidarietà
Una "non novità" o meglio novità negativa, il mancato rifinanziamento del "fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione", genericamente destinato a situazione di difficoltà degli inquilini.

Tra i fondi gestiti localmente dai Comuni rimane comunque attivo fino al 2020 il fondo destinato agli inquilini morosi "incolpevoli". Maggiori informazioni nella scheda pratica Locazioni e fondo per la copertura della "morosità incolpevole":chi può fruirne e come - http://sosonline.aduc.it/scheda/locazioni+fondo+copertura+della+morosita_22381.php

Precisazione per i casi a cui è stata applicato il canone convenzionale ex D.lgs.23/2011
La riportiamo anche se l'interesse potrebbe essere marginale. Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale una normativa ha comunque fatto salvi fino al 31/12/2015 gli effetti dell'applicazione del canone convenzionale ai contratti di affitto emersi e registrati secondo quanto previsto dal D.lgs. 23/2011 (durata 4+4 anni e canone annuo pari al triplo della rendita catastale o minore se pattuito contrattualmente).
Per i casi coinvolti la Legge di Stabilità 2016 (3) conferma che il canone annuo dovuto per il periodo 7/4/2011-16/7/2015 è costituito dal triplo della rendita catastale. 


Per ogni informazione sull'argomento "affitto" si veda la scheda pratica Contratti di affitto: una guida

(1) Legge 208/2015 art.1 comma 59; in precedenza il termine previsto per legge era di 20 giorni allungato a 30 giorni considerando che quest'ultimo è il termine di pagamento dell'imposta di registro (vedi Dpr 131/86 art.13 e Circolare Min.Finanze n.207/E del 16/11/00)
(2) Legge 208/2015 art.1 comma 902
(3) Legge 431/1998 art.13 comma 2
(3) Legge 431/1998 art.13 comma 5 introdotto dalla Legge 208/2015 art.1 comma 59

Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

Collegato agricolo, Agrinsieme: bene ok della Camera, ora si proceda rapidamente ad approvazione definitiva

Soddisfazione del coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Aci agroalimentare per il via libera di Montecitorio: "Positive le misure per i giovani e l'innovazione e quelle volte alla razionalizzazione degli Enti e alle semplificazione delle procedure".

Il Collegato agricolo alla Legge di Stabilità è un provvedimento importante e atteso. Per questo Agrinsieme esprime soddisfazione per il via libera al testo, in seconda lettura, da parte della Camera dei deputati.

Con oltre cinquanta proposte emendative, molte delle quali portate alla discussione della commissione Agricoltura, parte delle nostre richieste sono state accolte e recepite nel testo licenziato oggi in Aula -spiega il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari-.

Positive in tal senso le misure volte a favorire il ricambio generazionale e l'innovazione, ma anche gli interventi in materia di gestione dei rischi e di razionalizzazione e riordino degli enti vigilati dal Mipaaf, così com'è apprezzabile l'istituzione della Banca delle terre agricole e lo sforzo di semplificazione delle procedure.

Nel sottolineare nuovamente lo sforzo e l'impegno che hanno caratterizzato il lavoro della Camera -conclude Agrinsieme- l'auspicio è che adesso anche il Senato proceda in tempi rapidi all'approvazione del disegno di legge chiudendo così, definitivamente, un percorso che dura ormai da oltre due anni.    

AGRICOLTURA: COLDIRETTI, DA DDL COLLEGATO SOSTEGNO A COMPETITIVITA’

Un sostegno alla competitività del settore viene dal collegato agricolo che ci auguriamo possa avere ora un passaggio rapido al Senato per l'approvazione definitiva.

E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo dopo il via libera del provvedimento alla Camera.

Dalla semplificazione amministrativa alla tutela delle produzioni italiane ma anche il sostegno all'innovazione e le facilitazioni per l'accesso dei giovani sono - conclude Moncalvo - alcune delle misure significative dell'atteso provvedimento.

Pensioni: giù le mani dalla "reversibilità". Per i pensionati agricoli sarebbe una catastrofe.

La Cia-Agricoltori italiani e l'Associazione nazionale pensionati esprimono forte e netta contrarietà al Disegno di Legge delega del Governo che paventa tagli alla previdenza. Agricoltori e pensionati: "Si tratta di una misura assurda, che andrebbe ad abbattersi principalmente sui pensionati agricoli che già sono i più penalizzati. Tra l'altro, dati alla mano, in Italia c'è la piena sostenibilità di bilancio della spesa pensionistica.

La Cia-Agricoltori Italiani e l'Anp-Cia (pensionati) esprimono netta contrarietà a ogni intervento che colpisca le pensioni di reversibilità, così come previsto dal disegno di legge delega del Governo per il contrasto alla povertà.

La Cia e Anp-Cia chiedono che venga cancellata dal Disegno di Legge delega la parte in cui, in modo subdolo, si fa riferimento a "…prestazioni di natura previdenziale, sottoposta alla prova dei mezzi…", che tecnicamente si traduce in "le pensioni di reversibilità".

Non vi è alcuna ragione -spiegano le due organizzazioni- per operare tagli ai danni dei pensionati di reversibilità, perché gli ultimi dati sul bilancio del sistema previdenziale italiano dimostrano la piena sostenibilità della spesa pensionistica. Il costo delle pensioni in Italia è pari ai contributi previdenziali pagati dai lavoratori e dalle imprese.

La spesa previdenziale, propriamente detta, in Italia ha un'incidenza del 10,7 per cento sul Pil e si colloca molto al di sotto della media europea che è del 14 per cento circa. I pensionati di reversibilità coltivatori diretti, pur percependo le pensioni più basse, sarebbero i più colpiti -concludono Cia e Anp- se sottoposti a valutazione Isee (Indicatore sulla situazione economica equivalente), perché verrebbero considerati i terreni agricoli che vengono condotti dagli anziani proprio per integrare il basso reddito pensionistico.
                                                                                         

18 febbraio 2016

 


News dal Parlamento: Riforma Costituzionale, Legalità nel Gioco, Priorità UE, Due anni di Governo



Le ragioni del SI alla Riforma Costituzionale
Articolo pubblicato sull'Huffington Post.


L'approvazione definitiva al Senato della riforma costituzionale rappresenta certamente un fatto storico.

Dopo trent'anni di discussioni, in cui tutte le parti politiche hanno tentato di cambiare la seconda parte della Costituzione per rendere il nostro sistema istituzionale più moderno ed efficace per i cittadini, il Parlamento finalmente lo ha fatto.

I 180 senatori che hanno votato la riforma hanno dato al Paese un messaggio importante e positivo che fa bene alla nostra democrazia.

In questi anni la crisi della politica, la distanza tra cittadini partiti e istituzioni sono cresciute. Solo dimostrando la volontà di cambiare e di cambiare mettendo prima in discussione se stessi, il Parlamento e la politica possono ricostruire quel rapporto forte tra cittadini, Stato e democrazia di cui il Paese ha bisogno.

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Giochi: con la Legge di Stabilità, un passo avanti in legalità e certezze

Intervista di Affari & Finanza (file PDF).

Sono 127mila le persone impiegate negli apparecchi di intrattenimento, 50mila le famiglie che lavorano solo nell'ippica, 146mila nella restante filiera del gioco. Senza contare gli addetti nella distribuzione (tabaccai, esercenti ecc.) e il conseguente indotto. Dati che mostrano come questo settore abbia un lato che merita considerazione soprattutto in un momento in cui si richiedono cambiamenti importanti all'industria del gioco.

Onorevole Mirabelli, lei è membro della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulle mafie e, in tema di lavoro, si è spesso soffermato sui cambiamenti apportati dal Jobs Act, che idea si è fatto dell'industria del gioco e del suo mercato del lavoro?

Sono numeri importanti che dimostrano una certa valenza industriale del settore di cui il Governo e il Parlamento devono essere ben consapevoli.

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Risoluzione sull'Affare n. 674 relativo alle priorità dell'UE 2016

Relatore ed estensore di una Risoluzione poi approvata per la 14° Commissione (Politiche dell'Unione Europea) sull'Affare assegnato n. 674 relativo alle priorità dell'UE per il 2016, (Doc. XXIV, n. 56).

I principali contenuti della Risoluzione attengono agli aspetti istituzionali dell'UE, alle materie riguardanti il lavoro e la salute dei cittadini, al settore della formazione, della ricerca e della cultura, all'Unione economica e monetaria, agli investimenti, al mercato interno e all'ambiente, allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, alle politiche migratorie, alla politica estera e di difesa e, infine, al commercio internazionale.

Testo della Risoluzione approvata:
La 14a Commissione permanente,
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Due anni di Governo Renzi

Tra qualche giorno il Governo compie due anni. Ventiquattro mesi come le ventiquattro slide (scaricabili qui) che raccontano i primi risultati del governo.

Ventiquattro mesi racchiusi nel video che restituisce il sapore del viaggio.

2 anni di Governo Renzi in numeri:

1. Due anni di Governo Renzi in numeri #ventiquattro (slide)
2. Disoccupazione, dati Istat: ieri 13,1% - oggi 11,4% (slide)
3. Disoccupazione giovanile, dati Istat: ieri 43,6% - oggi 37,9% (slide)
4. Prodotto Interno Lordo, dati Istat: ieri -1,9% - oggi +0,8% (slide)
5. Indice di fiducia dei cittadini, dati Istat: ieri 94,5 - oggi 118,9 (slide)

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GHIACCIO ALIMENTARE: È ORA DI INNOVARE - INGA IN AUDIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI


L'ISTITUTO NAZIONALE GHIACCIO ALIMENTARE INGA IN AUDIZIONE ALLA XIII COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI


Roma, 18 febbraio 2016 – Regolamentare il mercato del ghiaccio alimentare, promuovere buone prassi e informazioni corrette su produzione, distribuzione e consumo. È quanto ha chiesto ieri, mercoledì 17 febbraio 2016, l'Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare INGA in audizione alla XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Nel corso dell'Audizione, alla quale hanno partecipato Simone De Martino, consigliere dell'Istituto, il Prof. avv. Gaetano Armao, componente del comitato scientifico dell'INGA ed il dott. Gianpietro Boieri, della società Iseven Servizi, partner scientifico dell'Istituto, INGA ha presentato le proprie istanze sulle problematiche del settore del ghiaccio alimentare di fronte alla Commissione presieduta dall'on. Luca Sani.

«In Italia vi è molta meno cultura e consapevolezza, rispetto agli altri paesi europei, sul fatto che il ghiaccio sia a tutti gli effetti un alimento e che come tale deve essere considerato» – ha spiegato De Martino, specificando che l'istituto intende tutelare e valorizzare il mercato del ghiaccio alimentare in Italia, garantendo massima sicurezza igienica per i consumatori.

Per questo, INGA e Confindustria hanno redatto il "Manuale di Corretta Prassi Operativa per la produzione del ghiaccio alimentare", approvato dal Ministero della Salute, oggi primo e unico documento tecnico in Italia e in Europa che fornisce le linee guida per la corretta produzione e distribuzione del ghiaccio alimentare.

«Il Manuale è uno strumento operativo che diffonde maggiore consapevolezza tra i produttori di ghiaccio, le industrie e i singoli bar in merito ai rischi che un prodotto così diffuso e consumato giornalmente da milioni di persone potrebbe manifestare e, dunque, di come si può evitare ogni tipo di problema, usandolo in tutta sicurezza» - ha dichiarato Boieri.

A supporto del Manuale è stata redatta anche una specifica Check List che aiuta i produttori ad autovalutarsi rispetto all'ottemperanza del Manuale e alle disposizioni cogenti in materia di igiene degli alimenti. La lista, inoltre, può essere un utile strumento per le autorità di controllo nelle attività ispettive, consentendo loro di valutare con efficacia se e come sia stata effettuata l'analisi dei rischi nelle attività che producono e/o somministrano ghiaccio.

«Pur in presenza di nuove e specifiche disposizioni che disciplinano il settore alimentare in materia di igiene, è necessaria una più puntuale regolamentazione del settore in quanto restano ancora disattesi i potenziali rischi che un prodotto apparentemente "semplice", ma estremamente diffuso e consumato, potrebbe arrecare alla salute pubblica. E per questo chiediamo ulteriori presidi normativi che meglio tutelino i consumatori» - ha ricordato, infine, Il prof. Armao.

All'audizione seguiranno ulteriori fasi di approfondimento ed interlocuzione.


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www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 17 febbraio 2016

Online la petizione contro la proposta di cacciare i lupi!

NESSUNO TOCCHI I LUPI!
Più di 3500 firme per la petizione per salvare i lupi e i cani randagi.



Gli amanti degli animali sono rimasti scioccati dalle ultime notizie sulla proposta del nuovo disegno di legge: autorizzare la caccia di lupi e cani vaganti con lo scopo di proteggere gli allevamenti e ridurre il bracconaggio.

In questo modo i boschi d'Italia si trasformerebbero in luoghi di pericolo e di morte, sterminando una specie che fino a non molto tempo fa era considerata a rischio estinzione in Italia.

La Lav e altre associazioni animaliste si sono subito schierate contro questa assurda proposta, che invece di voler risolvere i problemi in maniera civile, punta allo sterminio e all'uccisione di esemplari di una specie libera e fiera.

Anche su Firmiamo.it gli utenti hanno manifestato la loro contrarietà, creando una petizione contro il nuovo disegno di legge. "L'uccisione dei lupi o di qualsiasi altro animale per ridurre il bracconaggio è antiprogressista" è solo uno dei commenti degli utenti alla nuova proposta.

La morte di un animale non è mai la soluzione!

LA PETIZIONE – "Un salto indietro nel tempo di quasi 50 anni, quando lupi e cani randagi venivano cacciati e uccisi senza pietà. Accadrà ancora se passerà il nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo: sarà possibile per i cittadini abbattere lupi o ibridi e addirittura i cani vaganti, con lo scopo di diminuire le razzie degli allevamenti. Uno sterminio vero e proprio, come quello delle nutrie che purtroppo si verifica già. L'abbattimento di lupi e cani in realtà non ridurrebbe affatto le predazioni né il bracconaggio, come è stato già ampiamente dimostrato in altri paesi europei. La Lav chiede l'immediata revisione di questa proposta di legge, assolutamente barbara e retrograda. L'uccisione degli animali è da condannare sempre!".

Per aderire gratuitamente alla raccolta firme, basta andare al link http://bit.ly/1TqgZZF
e cliccare su "Firma".

Lavoro Agile: in Parlamento il nuovo disegno di legge, Gruppo CAP celebra la terza giornata

Mentre il tema avanza in Aula, Gruppo CAP celebra la terza giornata dedicata al tema e offre ai suoi oltre 800 dipendenti: telelavoro, avvicinamento a casa e forme di sperimentazione in diversi settori dell'azienda

 

Prima telelavoro, poi smartworking, ora lavoro agile: si tratta di una vera rivoluzione culturale che risponde a nuove esigenze del lavoratore in favore di un impiego più flessibile e più improntato alla produttività. All'estero è una realtà mentre in Italia ancora un progetto: partito qualche anno fa dalla Città Metropolitana di Milano oggi la richiesta di lavoro agile sta ingranando in tutto il Paese.


I vantaggi di questa nuova forma di impiego sono molti: dal minore impatto sull'ambiente, per il calo di traffico dovuto agli spostamenti per raggiungere le sedi di lavoro, alla maggior disponibilità di tempo a favore della vita privata del dipendente. Non sono da trascurare i benefici legati al miglioramento della competitività delle imprese e i costi inferiori per l'azienda dal punto di vista dei consumi e dell'organizzazione.

 

In Parlamento in questi giorni si discute su un disegno di legge per dare tutele e garanzie a chi sceglie formule smart - anche dal punto di vista assicurativo e contrattuale -  coerentemente Gruppo CAP prende parte attivamente alla 3° Giornata del Lavoro Agile con l'obiettivo di introdurre nuovi elementi per migliorare le performance aziendali e per facilitare l'utilizzo di strumenti a favore dei lavoratori, anche in un'ottica di ottimizzazione del bilancio fra tempi di vita e tempi di lavoro.

 

Il Gruppo CAP, con un occhio agli impegni di CAP21 e sensibile alle tematiche di attualità, aderisce a questa giornata proponendo agli oltre 800 dipendenti tre modalità di partecipazione: il telelavoro, la possibilità di lavorare in una sede diversa dalla propria - anche più vicina a casa -  e sperimentazione del lavoro in altri settori, anche in altre sedi in affiancamento a un collega, per provare un impiego differente dal proprio quotidiano.


Si tratta di un'esperienza che si colloca all'interno di un trend relativo nella gestione delle risorse umane del Gruppo, volto a identificare strumenti e politiche di gestione che possano favorire nuovi equilibri fra esigenze aziendali ed esigenze personali.

 

La Giornata del Lavoro Agile è una sperimentazione proposta nell'ambito del Piano Territoriale degli Orari, le edizioni 2014 e 2015 hanno dimostrato che i dipendenti delle circa 150 tra aziende ed enti aderenti hanno potuto risparmiare circa 2 ore in un giorno, sottratte agli spostamenti e utilizzate per sé, per la propria famiglia e per il tempo libero.


Inoltre, sono stati evitati circa 150.000 km nel 2014 e circa 170.000 km nel 2015 percorsi con mezzi privati a motore.

 

Nel 2015 Gruppo CAP ha ottenuto la Certificazione SA 8000, relativa alla responsabilità sociale e in particolare ai requisiti per un comportamento eticamente corretto della filiera e del ciclo produttivo: la certificazione etica si basa su standard internazionali che mirano a migliorare le condizioni generali di lavoro e le condizioni retributive, e ha dunque il proprio focus sui diritti dei dipendenti, oltre che sulla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro.

 

 

 

Gruppo CAP

Il Gruppo CAP è una realtà industriale che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio della Città Metropolitana di Milano e in diversi altri comuni delle province di Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como secondo il modello in house providing, cioè garantendo il controllo pubblico degli enti soci nel rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e partecipazione. Attraverso un know how ultradecennale e le competenze del proprio personale coniuga la natura pubblica della risorsa idrica e della sua gestione con un'organizzazione manageriale del servizio idrico in grado di realizzare investimenti sul territorio e di accrescere la conoscenza attraverso strumenti informatici. Gestore unico della provincia di Milano per dimensione e patrimonio il Gruppo CAP si pone tra le più importanti monoutility nel panorama nazionale.

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CLAUSOLE ARBITRALI E DI MEDIAZIONE CIVILE
Best practices e nuove prospettive della professione legale


Una tavola rotonda di esperti sulle buone pratiche della professione legale e sui vantaggi, per aziende e consumatori, nell’inserimento della clausola di mediazione civile e arbitrato nei contratti. Questi gli argomenti che saranno discussi nella conferenza “Clausole arbitrali e di mediazione civile - Best practices e nuove prospettive della professione legale” di mercoledì 9 marzo, dalle 13 alle 16, nell’Aula Magna della casa Bonus Pastor in via Aurelia 208. 

La conferenza sarà introdotta e coordinata dall’avv. Giovanni Giangreco Marotta (Presidente dell’associazione Primavera Forense) a cui seguiranno i saluti dell’avv. Mauro Vaglio (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma), e i contributi dell’avv. Guido Alpa (Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Privato presso La Sapienza), dall’avv. Luca Di Donna (Professore associato di Diritto Privato Europeo della Sapienza) e dall’avv. Marco Marianello (Mediatore forense e ricercatore presso l’Università degli Studi di Brescia).

Nel corso dell’evento saranno approfonditi tutti gli aspetti emergenti della mediazione civile, una pratica sempre più richiesta dal Ministero della Giustizia per sanare gran parte delle liti della società civile, tra cittadini e aziende, in maniera rapida e a costi contenuti, evitando così la sofferenza e i tempi estenuanti di un giudizio. 

Questa modalità di risoluzione delle liti infatti permette, con l’aiuto di un mediatore professionista imparziale, di dirimere le controversie civili e commerciali riattivando la comunicazione delle parti, con più incontri strutturati, così da risolvere le problematiche in brevissimo tempo. Oltre la mediazione esiste la modalità dell’arbitrato, ovvero la risoluzione delle liti mediante il giudizio assoluto di un collegio di esperti del Diritto, il quale permette di ottenere un lodo arbitrale che possiede tutti i poteri esecutivi di una sentenza.

Da qui la proposta lanciata dall’associazione Primavera Forense, organismo leader in Italia specializzato nella risoluzione delle controversie civili e commerciali: l’introduzione di una clausola di mediazione civile e arbitrato nei contratti per conciliare le parti tramite la mediazione e, qualora non fosse sufficiente, utilizzare l’arbitrato, per arrivare così ad una soluzione rapida, imparziale, a costi contenuti, senza ricorrere alle vie legali, per sfoltire l’ingombro delle aule del Tribunale e offrire un servizio innovativo a cittadini ed aziende. 

Ai partecipanti saranno riconosciuti 3 crediti formativi. Numero dei posti disponibili: 140. 

Si prega di confermare la partecipazione alla conferenza inviando una email di prenotazione al seguente indirizzo: amministrazione@primaveraforense.it


Associazione Primavera Forense
Via Santamaura 46, 00192, Roma
Segreteria: tel/fax 06-4741967

L'appello di Fipe: "Una legge contro lo spreco alimentare in bar e ristoranti"


  • Un dato allarmante: 1/3 degli alimenti nei pubblici esercizi italiani viene sprecato, valore che sale al 50% per quanto riguarda le mense scolastiche
  • Marcello Fiore, Direttore Generale Fipe: "Chiediamo al più presto una norma per la gestione del cibo invenduto da parte dei ristoratori dello Stivale"

Roma, 17 febbraio 2016 - L'Italia in prima linea come la Francia nella lotta agli sprechi alimentari.

Questa la richiesta della Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi in occasione del convegno "La tecnologia a favore della sostenibilità nei pubblici esercizi: come ridurre gli sprechi alimentari ed energetici" in chiusura della manifestazione Cucinare di Pordenone.

A sottolineare la portata di un fenomeno, quello dello spreco alimentare, che nei numeri costituisce un'autentica piaga sociale, è stato il Direttore Generale della Fipe, Marcello Fiore: "I consumi fuoricasa costituiscono ad oggi il 34% dei consumi alimentari per un valore di 20 miliardi di acquisti di alimenti. Un terzo di questi consumi avviene nei pubblici esercizi, con enormi sprechi di cibo, mentre se parliamo di mense scolastiche ben il 50% degli alimenti vengono buttati".

Dati allarmanti che impongono un ripensamento gestionale e, prima di tutto, un intervento urgente a livello governativo: "Sono in itinere parlamentare norme adeguate per facilitare la gestione dei prodotti freschi e sfusi - prosegue Fiore -. Dalle parole tuttavia bisogna al più presto passare ai fatti. La peculiarità del settore che la Fipe rappresenta è costituita dal fatto che, a differenza di ciò che accade nelle famiglie, in cui è uso consumare cibi avanzati dai pasti precedenti, al cliente devono essere costantemente presentati prodotti fragranti e al meglio dell'appeal visivo e delle condizioni organolettiche. Tutto ciò comporta da parte dei ristoratori l'obbligo di scartare enormi quantità di prodotto non consumato. Ignorare le esigenze dei pubblici esercizi e privilegiare esclusivamente i prodotti confezionati significa perdere 1/3 dei consumi di alimenti e ingenti quantità di prodotti pronti soprattutto per il consumo immediato e disponibili ad essere correttamente riutilizzati".


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