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venerdì 4 settembre 2015

Welfare: Incontro Regione-Anci su servizi infanzia e strutture accoglienza minori

Si è svolto oggi a Bari un incontro tra Regione e Anci Puglia sulla definizione delle tariffe dei servizi socio educativi innovativi e sperimentali per la prima infanzia. Per la Regione presente l'assessore al welfare Salvatore Negro, per l'Associazione dei comuni pugliesi, il delegato regionale Michele Lamacchia.

Lamacchia ha espresso apprezzamento sull'applicazione del principio delle tariffe massime di riferimento da parte della Regione, in quanto consente ai Comuni di operare con procedure negoziali, individuando le tariffe più vantaggiose, fermo restando il rispetto dei requisiti minimi previsti. L'Anci ha chiesto all'assessorato regionale un rafforzamento del regime dei controlli sull'adeguatezza delle strutture e sul rispetto degli standard organizzativi al fine di garantire la qualità del sistema di offerta dei servizi sociali sull'intero territorio regionale. Inoltre, Lamacchia ha proposto la previsione di un ulteriore ribasso tariffario nel caso in cui le strutture accreditate riescono a generare economie. Il delegato Anci ha portato all'attenzione dell'assessorato anche la questione delle strutture residenziali per minori, una vera e propria emergenza che espone i Comuni a costi insostenibili per il pagamento delle rette, in un panorama disomogeneo, dove è indispensabile un intervento immediato teso a contrattualizzare le strutture e regolare le tariffe.

L'assessore Negro ha accolto positivamente la richiesta Anci sul rafforzamento dei controlli, nei prossimi giorni trasferirà l'impegno ai Direttori Asl affinché  organizzino la verifica delle strutture. Sulla questione accoglienza residenziale per minori, Negro si è detto disponibile ad un incontro congiunto Anci-Regione con il presidente tribunale per i minori. Per l'assessore regionale al welfare, l' eccessivo ricorso a questo delicato istituto andrebbe regolamentato, lo strumento dovrebbe essere l'ultima ipotesi da prendere in considerazione e comunque per breve periodo. Un utilizzo più cauto di questa procedura consentirebbe ai Comuni di non sprecare risorse diversamente utilizzabili per altro tipo di interventi sempre di carattere sociale.

Bari, 4 settembre 2015

Codacons su contratti porta a porta energia e gas

CODACONS: SEMPRE PIU' NUMEROSE LE SEGNALAZIONI CHE ARRIVANO PER L'APERTURA DI NUOVI CONTRATTI TRAMITE ESTORSIONE DI CONSENSO DEL CONSUMATORE

CONTINUA LA PRASSI DI MOLTE SOCIETA' DI AVVALERSI DI PERSONALE PORTA A PORTA DAL COMPORTAMENTO SCORRETTO

IL GARANTE DEVE INTERVENIRE CON DECISIONE SANZIONANDO IL COMPORTAMENTO CON MULTE ESEMPLARI; IL CODACONS FORNISCE ALCUNI CONSIGLI SU COME COMPORTARSI IN QUESTE SITUAZIONI


Cronaca Milano: Sempre più numerose le segnalazione che pervengono al Codacons sulla prassi scorretta di Società che avendo ricevuto l'incarico si recano porta a porta per far concludere dei contratti ai consumatori.

Molto spesso la prassi adoperata da questi incaricati è a dir poco scorretta, quando non sconfina nella vera e propria illegalità.

Molti infatti "sorprendono" il consumatore o con proposte di molto più vantaggiose, oppure affermano di essere della Società che già fornisce energia o gas al soggetto e approfittando della presa visione delle bollette carpisce i dati del cittadino al fine di utilizzarli per un nuovo contratto con una differente Società.

Non rari putroppo anche i casi in cui era proprio la firma del consumatore ad essere stata falsificata sul contratto, così facendo partire la nuova fornitura.

Tutto ciò è inaccettabile: il Codacons consiglia a tutti di non aprire a soggetti che vogliono offrirci questi presunti sconti o offerte più vantaggiose per la nostra fornitura.

Il Garante deve punire severamente i responsabile, con multe esemplari così da contrastare efficacemente questo fenomeno.

giovedì 3 settembre 2015

Parlamento Europeo. Anteprima della sessione plenaria, 7-10 settembre 2015, Strasburgo. Principali temi all'ordine del giorno

Anteprima della sessione plenaria

7-10 settembre 2015, Strasburgo


Principali temi all'ordine del giorno



Primo discorso sullo stato dell'Unione di Jean-Claude Juncker
Il Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, terrà mercoledì mattina al Parlamento europeo a Strasburgo il suo primo discorso sullo stato dell'Unione, seguito da un dibattito sui risultati raggiunti finora e sul programma di lavoro della Commissione 2016.

PE vuole un meccanismo permanente e vincolante per distribuire i richiedenti asilo nell'UE
Il Parlamento europeo discuterà martedì e voterà mercoledì il suo parere sulle misure d'emergenza per la ricollocazione di 40.000 richiedenti asilo provenienti dall'Italia e dalla Grecia in altri Stati membri, su un periodo di due anni. Secondo i deputati, le future proposte relative a un meccanismo permanente, sulle quali il Parlamento e il Consiglio decideranno congiuntamente, dovranno essere basate su "un contributo più sostanziale in termini di solidarietà e condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri".

Dibattito sulla crisi dei rifugiati
Le risposte dell'UE e degli Stati membri agli ultimi sviluppi della crisi dei rifugiati nel Mediterraneo, a Calais e sulla rotta dei Balcani occidentali, saranno discusse mercoledì con la Commissione e il Consiglio, dopo il dibattito sullo stato dell'Unione. Nel corso della discussione, sarà probabilmente affrontata anche la gestione dei flussi misti di migranti, sia richiedenti asilo, sia migranti economici. (testo completo)

Votazione sul divieto di clonazione animale, cibo clonato, mangimi e importazioni
Il Parlamento si pronuncerà martedì su un progetto di legge che vieta, in tutta l'UE, la clonazione di tutti gli animali da allevamento, dei loro discendenti e i prodotti da essi derivati, comprese le importazioni. I deputati dovrebbero rinforzare la proposta iniziale della Commissione, considerati gli alti tassi di mortalità in tutte le fasi di sviluppo della clonazione, le preoccupazioni espresse dai cittadini europei per il benessere degli animali e le relative questioni etiche. (testo completo)

Diritti fondamentali: i deputati sono preoccupati per le misure di austerità e per il rimpatrio dei migranti
In un progetto di risoluzione non vincolante che sarà posto in votazione martedì, i deputati esprimono forte preoccupazione per l'impatto delle misure di austerità in materia di diritti fondamentali nell'UE e per le procedure di "espulsione a caldo" per i migranti. Essi invitano, inoltre, la Commissione europea a definire un "quadro di valutazione" per monitorare la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali negli Stati membri. (testo completo)

Iniziativa dei cittadini Right2water: i deputati esortano la Commissione ad agire
Nella risoluzione che sarà messa in votazione martedì, si evidenzia come la risposta della Commissione europea alla prima iniziativa dei cittadini europei (ICE) sul "Right2Water" manchi di ambizione e potrebbe screditare l'intero sistema ICE. L'ICE consente ai cittadini di chiedere alla Commissione di proporre leggi in settori di sua competenza, dopo aver raccolto almeno un milione di firme provenienti da almeno un quarto degli Stati membri.

Prodotti derivati dalla foca: votazione su un divieto UE più restrittivo Ci saranno meno deroghe al divieto UE sul commercio di prodotti derivati dalla foca, se i deputati adotteranno martedì le nuove regole. Un accordo raggiunto con il Consiglio a giugno permette alla comunità Inuit di vendere prodotti di foca, poiché la caccia alle foche è parte integrante della loro cultura e identità, ma elimina la deroga che autorizza il commercio di prodotti di foca derivati dalla caccia praticata al fine di proteggere gli stock ittici. (testo completo)


Video in diretta




martedì 1 settembre 2015

Imprenditore suicida in Veneto: Il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto scrive a Renzi: “Il Governo riveda subito il sistema di pagamento dell’iva”

Giordano Riello interviene a seguito del suicidio dell'imprenditore di Bassano Edoardo Alberton: questo sistema soffoca le imprese e le costringe a chiudere
 
"Gentile Presidente Renzi,
le imprese sono allo stremo soffocate da un sistema fiscale e giudiziario che non le fa crescere e che distrugge vite e famiglie. Ultimo sono in ordine temporale il suicidio di un altro imprenditore domenica."
Inizia così la lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi del presidente dei Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto Giordano Riello .
Con il suicidio dell'imprenditore veneto Edoardo Alberton si allunga il triste elenco di imprenditori che anche a causa della crisi decide questo gesto estremo.  Alberton aveva a suo carico un processo per un presunto ritardo nel pagamento dell'Iva.

"Ogni suicidio a sfondo economico- continua Riello è un gesto disperato che risulta ancor più inaccettabile se causato non dalla crisi, ma dal fatto di non riuscire a pagare l'IVA.
In particolare il sistema che prevede il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto anche sui fallimenti è perverso, perché significa per un imprenditore dover pagare una tassa sui crediti non incassati, a causa del fallimento del cliente. Si innesca così un circolo vizioso che trascina anche il creditore nel vortice della difficoltà economica e dell'indebitamento, con il rischio di non riuscire a pagare dipendenti, fornitori e di dover chiudere a sua volta.
Come Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto chiediamo pertanto al Governo di porre come prioritario una revisione del sistema di pagamento dell'IVA, perché riteniamo profondamente ingiusta la tassa nelle situazioni fallimentari."

 

Agricoltura: Agrinsieme il 7 settembre a Bruxelles per difendere zootecnia e ortofrutta italiana


 

 

Il responsabile del coordinamento, Scanavino: la situazione è sempre più insostenibile, basti pensare ai prezzi pagati agli allevatori spesso insufficienti anche a coprire i costi di produzione. Ecco perché manifesteremo con gli altri agricoltori europei, per sollecitare i governi dell'Unione ad avviare un irrinunciabile cambio di passo, in primis in materia di gestione delle crisi.

 

Per sostenere le istanze degli agricoltori italiani in Europa, Agrinsieme -il coordinamento che riunisce Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari- conferma la sua partecipazione all'iniziativa del 7 settembre prossimo che vedrà i produttori ortofrutticoli e zootecnici dell'Ue aderenti al Copa-Cogeca manifestare davanti alla sede del Consiglio in occasione del vertice straordinario dei ministri europei dell'Agricoltura. Lo rende noto il responsabile del coordinamento, Dino Scanavino.

La situazione della zootecnia italiana -sottolinea Agrinsieme- sta diventando sempre più insostenibile e gli agricoltori, nonostante i loro sacrifici, non riescono a lasciarsi alle spalle gli effetti della congiuntura sfavorevole che, purtroppo, stenta a tramontare. Da un lato il comparto della carne, che deve fare i conti con la sempre più pressante volatilità dei costi delle materie prime, con la forte dipendenza dall'estero dei ristalli e con i prezzi, sia dei bovini che dei suini da macello, fermo da diversi mesi a livelli non remunerativi; senza trascurare il tracollo del comparto cunicolo. Dall'altro lato il settore lattiero-caseario, che dopo trent'anni di sistema delle quote necessita di certezze per il futuro e le cui prospettive reddituali sono tutte da valutare.

Tutto questo -osserva Scanavino- si traduce inevitabilmente in perdita di redditività con prezzi pagati agli allevatori spesso insufficienti a remunerare i costi produttivi. Per queste ragioni, saremo a Bruxelles per manifestare insieme agli altri agricoltori europei e per sollecitare i Governi dell'Unione ad avviare un'irrinunciabile cambio di passo in materia di gestione delle crisi.

Così come emerso anche durante il vertice di Madrid, che ha riunito ieri i principali ministri dell'Agricoltura del Sud Europa, gli strumenti a disposizione della Politica agricola comune hanno mostrato negli anni tutti i loro limiti di efficacia. Un concetto che avevamo già ribadito in occasione dell'ultima riforma della politica agricola ma che, durante il negoziato, era stato disatteso. Adesso -conclude Agrinsieme- l'occasione del 7 settembre rappresenta un'opportunità concreta per avviare finalmente una vera riflessione europea sul futuro della zootecnia. Saremo presenti affinché la si possa sfruttare.  


lunedì 31 agosto 2015

SCUOLA - Precariato, il Consiglio di Stato riapre le Graduatorie ad esaurimento ad altri 1.900 diplomati magistrale: le assunzioni d’ufficio non sono un miraggio



Altra clamorosa vittoria Anief a seguito dell’udienza cautelare tenutasi lo scorso 27 agosto: i ricorrenti dei numeri di ruolo 2466/2015, 2465/2015, 2707/2015 e 2706/2015 ottengono ragione in CdS, che decide per il loro inserimento in via cautelare nelle Graduatorie d’interesse pre-ruolo. Gli avvocati Sergio Galleano, Vincenzo Di Michele e Tiziana Sponga danno una nuova lezione al Miur nei tribunali, confermando che la linea di chiusura assunta dall’amministrazione negli ultimi 13 anni sui docenti abilitati con diploma magistrale, conseguito fino all’a.s. 2001/02, è stata lesiva del loro diritto ad insegnare. Una volta ottenuta la sentenza definitiva, il cui merito si discuterà 1° dicembre, anche questi ricorrenti potranno quindi rivendicare la partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo della riforma, con eventuale recupero della mancata assunzione.

Marcello Pacifico (presidente Anief): lo avevamo detto in Parlamento più volte, questi docenti - come i 70mila ablitati con Tfa, Pas, corsi di Scienze delle formazione primaria e all’estero - non possono continuare ad essere ignorati dai nostri governanti. Era inevitabile, come sta accadendo, che in tanti si sarebbero rivolti alle aule dei tribunali per ottenere giustizia.

Altri 1.893 ricorrenti ottengono l’inserimento in quelle Graduatorie ad esaurimento che il Miur continua a tenere ottusamente blindate: stavolta a dare ragione alla linea dell’Anief è stato il Consiglio di Stato, che grazie all’udienza cautelare tenutasi lo scorso 27 agosto, la cui doppia ordinanza (3900/15 e 3901/15) è stata depositata oggi 31 agosto, ha optato per il loro inserimento in via cautelare nelle GaE: i docenti precari, tutti regolarmente abilitati attraverso il diploma di maturità conseguito prima del 2002, vengono così finalmente inseriti in quelle liste di attesa pre-ruolo da dove il Ministero dell’Istruzione si ostina da 13 anni a tenerli esclusi.

Si tratta, indubbiamente, di una nuova vittoria dell’Anief, che fa il bis con quella di accesso dei diplomati magistrale nei concorsi pubblici riservati agli abilitati, anche per l’accesso ai corsi di sostegno, e alla mobilità del personale di ruolo: pure in questo caso, il giovane sindacato ha sempre dichiarata illegittima l’esclusione dalle GaE dei 45mila docenti abilitati attraverso il diploma magistrale abilitante direttamente all’insegnamento nelle scuola pubbliche. Resta fermo che, una volta ottenuta la sentenza definitiva, il cui merito si discuterà il prossimo 1° dicembre, questi ricorrenti potranno rivendicare quanto il Miur sta negando loro: la partecipazione al piano straordinario di 103mila immissioni in ruolo della riforma, con l’eventuale recupero dell’assunzione persa in modo illegittimo in tutte le fasi di assunzioni: dalla 0 alla A, fino all’attuale B e alla prossima C.

“Aveva ragione il nostro sindacato – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – quando ha rivendicato, in tempi non sospetti, che i diplomati magistrale devono poter accedere alla possibilità di partecipare al piano nazionale di immissioni in ruolo, al pari di tutti gli altri abilitati inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento. Lo avevamo detto a chiare lettere nelle audizioni tenute in primavera prima a Montecitorio e poi a Palazzo Madama, davanti alle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato congiunte: questi docenti - come i 70mila ablitati con Tfa, Pas, corsi di Scienze delle formazione primaria e all’estero - non possono essere ignorati dai nostri governanti. Perché questo è avvenuto: è come se fossero diventati invisibili. Era inevitabile, come sta accadendo, che in tanti si sarebbero rivolti alle aule dei tribunali per ottenere finalmente quella giustizia negata dal legislatore”.

Il sindacato ricorda che il passaggio dalle graduatorie d’istituto a quelle ad esaurimento non è estensivo a tutta la categoria dei diplomati magistrale: a fronte di una sentenza del Consiglio di Stato, non di un’espressione della Corte Costituzionale, i benefici derivanti vengono adottati con certezza solo ai ricorrenti. Per ottenere, quindi, il medesimo risultato, l’inserimento nelle GaE, tutti i precari inseriti nelle graduatorie d’Istituto è bene che procedano alla presentazione individuale di apposito ricorso.

Anief ricorda, infine, che c’è tempo sino alla mezzanotte di oggi, 31 agosto 2015 per aderire ai ricorsi per l’ammissione alle fasi nazionali (B e C) del piano straordinario di assunzioni di cui alla Legge 107/2015: si tratta di abilitati con Tfa, Pas, a seguito di un corso di Scienze della formazione primaria oppure con altre abilitazioni. Per gli interessati – che debbono comunque aver inviato al Miur la domanda cartacea predisposta dall’Anief - è disponibile l’apposito Form di adesione on line. Sempre al 31 agosto sono stati prorogati i termini per impugnare la chiamata diretta, sia dal personale già inserito nelle graduatorie, sua da chi è abilitato però fuori dalle stesse GaE e di merito.


Per approfondimenti:




31 agosto 2015                                                                                               

giovedì 27 agosto 2015

Embrioni: sentenza storica della Corte Europea


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Ramonda: «Ora salviamo quelle vite umane»

La Comunità Papa Giovanni XXIII esprime soddisfazione per la sentenza con cui la Corte europea dei diritti umani ha oggi stabilito che l'Italia non ha violato alcun diritto umano vietando ad Adele Parrillo di donare alla ricerca scientifica gli embrioni umani concepiti nel 2002 con il marito poi morto nell'attentato di Nassirya.

《È di portata storica la sentenza della Corte di Strasburgo sul divieto italiano di donare gli embrioni alla ricerca – sottolinea Giovanni Ramonda, responsabile generale dell'Associazione –. Affermando che "gli embrioni umani non possono essere ridotti ad una proprietà" a norma della Convenzione europea sui diritti umani, riconosce finalmente che non si tratta di cose. Si va così nella direzione del riconoscimento della dignità personale di ogni uomo fin dal concepimento, uno di noi».

«Auspichiamo che a queste vite umane sospese nel ghiaccio venga data una opportunità di vita – prosegue Ramonda –, permettendo che vengano accolte in adozione qualora i genitori biologici non intendano più occuparsene. La Comunità Papa Giovanni XXIII ha un progetto attivo in merito dal 1996, dal quale sono già nati diversi bambini».




martedì 25 agosto 2015

GREENPEACE: PER LA CORTE DELL’AJA LA RUSSIA VIOLÒ IL DIRITTO INTERNAZIONALE NEL CASO ARCTIC 30

ROMA, 25.08.15 - La Corte permanente di arbitrato dell'Aja, la stessa
presso cui l'Italia ha avviato una procedura per il caso dei due Marò,
ha dichiarato illegale il sequestro avvenuto due anni fa della nave di
Greenpeace "Arctic Sunrise" e del suo equipaggio di 30 persone,
diventate famose come gli "Arctic 30".

Per la Corte il governo russo violò il diritto internazionale
abbordando la nave di Greenpeace e sequestrando il suo equipaggio, che
protestava pacificamente contro le trivellazioni petrolifere
nell'Artico. Secondo la Corte sono stati violati diversi articoli
della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. Ora le
Autorità russe dovranno risarcire il governo olandese che aveva
portato il caso in tribunale, perché la nave batte bandiera olandese.
L'istituzione di una zona di sicurezza di tre miglia nautiche attorno
alla piattaforma non aveva infatti alcuna base legale e le autorità
russe non potevano abbordare la nave senza il consenso del governo
olandese.

 «La sentenza di oggi costituisce un precedente importante. I governi
esistono per far rispettare le leggi, non per tutelare con uomini
armati gli interessi dell'industria petrolifera. Questo non accade
solo in Russia: in diverse parti del mondo gli attivisti che difendono
l'ambiente sono sottoposti a intimidazioni da parte di chi vuole
metterli a tacere. La protesta è avvenuta ben al di fuori delle acque
territoriali russe e non poteva in alcun modo essere configurata come
pirateria o vandalismo. Ci auguriamo che questa sentenza serva da
deterrente per altri governi che cercano di chiudere la bocca al
dissenso, a terra come in mare», afferma Daniel Simons, consulente
legale di Greenpeace International.

Le Forze speciali russe abbordarono l'Arctic Sunrise il 19 settembre
2013, un giorno dopo la protesta degli attivisti di Greenpeace sulla
piattaforma petrolifera Prirazlomnaya, gestita dall'azienda di stato
Gazprom. La nave rimase sotto sequestro per otto mesi, mentre i trenta
membri dell'equipaggio, 28 attivisti e due giornalisti, tra cui
l'italiano Cristian D'Alessandro, furono ingiustamente incarcerati per
due mesi.

Leggi la sentenza: www.pcacases.com/web/sendAttach/1444

Leggi la storia degli Arctic30:
www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Save-The-Arctic/Timeline-Colpevoli-di-pacifismo/


lunedì 24 agosto 2015

Con PrestaShop l’ecommerce è conforme alle leggi europee

Con l'ultimo aggiornamento, sono integrate funzionalità per aiutare i commercianti online a vendere in tutta l'UE

Parigi, 24 agosto 2015 PrestaShop, leader delle soluzioni open source per l'e-commerce, ha annunciato oggi una nuova versione rivoluzionaria del proprio software di successo. L'obiettivo? Aiutare i commercianti ad affrontare la complessità delle vendite transfrontaliere nell'Unione europea. Tutti gli e-commercianti che utilizzano l'ultimissima versione del software PrestaShop possono ora creare un negozio online configurato automaticamente per diversi mercati europei, nel rispetto delle varie normative dei singoli paesi. Gli e-commercianti di tutto il mondo possono ora vendere nell'UE in modo più veloce ed efficace che mai.
 
"In maggio, la Commissione Europea ha annunciato che un mercato digitale unificato per beni e servizi potrebbe apportare 415 miliardi di euro l'anno all'economia dell'UE e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro", ha dichiarato Corinne Lejbowicz, CEO di PrestaShop. "Tuttavia, la Commissione Europea ha anche sottolineato che solo il 7% delle piccole e medie imprese vende attualmente in altri paesi europei. PrestaShop aiuta da anni le PMI a vendere beni e servizi a livello internazionale; questa nuova versione del software semplifica ulteriormente la vendita transfrontaliera e consente di sfruttare al meglio le opportunità commerciali internazionali".
 
PrestaShop vanta uno dei gruppi di utenti e-commerce più grandi del mondo, con una community open source costituita da ben 850.000 membri e 250.000 negozi online in 209 paesi e territori di tutto il mondo. Attraverso un progetto di crowd-sourcing nella community, il software è stato tradotto in 65 lingue diverse. 
 
"Avevamo due obiettivi principali per questa nuova versione di PrestaShop: semplificare il commercio transfrontaliero e migliorare le prestazioni dei negozi", ha dichiarato Charles Wells, Chief Product Officer di PrestaShop. "Volevamo innanzitutto aiutare i commercianti a vendere in modo più efficace sui vari mercati europei. Nel nostro software, gestiamo automaticamente la complessità delle normative nazionali. In secondo luogo, volevamo migliorare le prestazioni così che tutti i negozi, compresi quelli con cataloghi di prodotti molto estesi, potessero godere di tempi di risposta rapidi durante i picchi di traffico".
 
Per maggiori informazioni sulle funzionalità avanzate di PrestaShop in materia di conformità UE nella Versione 1.6.1, visita video relativa alla conformità UE.
 
Riferimenti:
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4919_it.htm
http://ec.europa.eu/priorities/digital-single-market/docs/dsm-factsheet_en.pdf
http://www.ecommerce-europe.eu/public-affairs/survey-barriers-to-growth


A proposito di PrestaShop
Fondata nel 2007, PrestaShop ha la missione di fornire un software e-commerce gratuito puntando sull'innovazione open sourcce. Al giorno d'oggi, PrestaShop ospita più di 250.000 negozi di e-commerce. La società e la sua community fanno del loro meglio per permettere ai commercianti on-line di beneficiare di un e-shop perfettamente funzionale al minor costo. La community open source di PrestaShop riunisce più di 850.000 commercianti, sviluppatori e agenzie Web di tutto il mondo.
 
PrestaShop ha conquistato il People's Choice CMS Award 2014 per la Migliore Soluzione di e-Commerce per le PMI. Con sede in Francia e negli Stati Uniti, la società è finanziata da XAnge Private Equity, Seventure Partners e Serena Capital.
 
Per maggiori informazioni, consultare il sito: www.prestashop.com/it

martedì 18 agosto 2015

Vacanze rovinate. Cosa fare

Roma, 18 Agosto 2015. Tornano inferociti. Sono i turisti che hanno avuto la vacanza rovinata da una serie di disservizi e hanno il dente cosi' avvelenato che se potessero mordere un operatore turistico lo stenderebbero in pochi secondi! Al danno non bisogna aggiungere la beffa e rivalersi in termini economici ci appare piu' che giusto. Cosa occorre fare? Vediamo.
1. Rimborsi: si possono ottenere per spese effettuate e non dovute, per mancata prestazione di servizi e per giorni di vacanza non usufruiti. Ricordiamo che la contestazione dovrebbe essere effettuata entro 10 giorni lavorativi dalla data del rientro. Deve essere indirizzata al tour operator e all'agenzia, con raccomandata con avviso di ricevimento, allegando tutta la documentazione utile: depliant illustrativo, copia del contratto, foto o filmati del luogo, ricevute di pagamenti extra, denunce per furti o danneggiamenti, certificati medici, dichiarazioni scritte, testimonianze ecc. In caso di risposta negativa si puo' ricorrere al Giudice di Pace.
2. Risarcimenti: si ha diritto al risarcimento per danno da vacanza rovinata, specialmente se questa e' in relazione a particolari circostanze (viaggio di nozze, unico periodo di vacanze, ecc.). La richiesta segue la stessa procedura prevista per i rimborsi.

La nostra associazione fornisce consulenza ai turisti nelle seguenti modalità:
- on-line, all'indirizzo http://sosonline.aduc.it/ del nostro portale. Il servizio e' gratuito e a disposizione di tutti;
- nelle nostre sedi ( http://www.aduc.it/info/consedi.php )
- per telefono al n. 895.96.97.997 (numerazione a pagamento).

Primo Mastrantoni segretario Aduc.

venerdì 14 agosto 2015

Spiagge: diritti e doveri del cittadino

Roma, 14  Agosto 2015. Quali i diritti e di dovere dei bagnanti? Abbiamo predisposto un piccolo vademecum. Eccolo.

* Le spiagge sono demaniali, di proprieta' dello Stato, cioe' nostre.
* Vengono date in concessione a gestori, che possono chiedere un biglietto di ingresso, per poter usufruire di alcuni servizi quali le docce, i bagni, gli spogliatoi, il servizio di salvataggio e la pulizia dell'arenile.
* L'affitto di sdraio, ombrelloni e cabine in genere e' aggiunto al biglietto di ingresso, ma non e' obbligatorio affittarle, perche' una volta pagato      l'ingresso ci si puo' sdraiare sul proprio asciugamano.
* Si puo' accedere alla spiaggia di uno stabilimento balneare, per raggiungere il mare, senza pagare il biglietto di ingresso, ma non si puo' sostare ne' sulla spiaggia in concessione  ne'  sulla battigia, spazio che deve essere costantemente libero da persone o cose.
* Non e' consentito l'accesso e la sosta agli animali, se non dove espressamente previsto.
* E' vietato giocare a pallone, a racchette o altri giochi che possano arrecare disturbo ai bagnati, a meno che non ci siano aree allestite allo scopo.

Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc

giovedì 6 agosto 2015

Agricoltura, Scanavino (Cia): bene la legge sul sociale, ora concentrarsi sulla crisi della zootecnia

 

Il presidente della Cia Scanavino: impossibile aspettare i tempi lunghi della politica, il settore ha bisogno di risposte urgenti. Per aiutare gli allevatori servono: ritiri dal mercato di prodotti caseari da assegnare agli aiuti agli indigenti; ristrutturazione dei debiti delle aziende colpite dalla crisi; attività di promozione per il consumo di latte e carni italiane; sgravi fiscali. Avanti in Europa sulla revisione e modernizzazione degli strumenti anticrisi.     

 

Mentre si festeggia l'approvazione definitiva della legge sull'agricoltura sociale, che mette l'azienda agricola al centro di un nuovo welfare, resta alta la preoccupazione per la crisi del settore zootecnico. Che non può aspettare tempi lunghi, ma richiede risposte urgenti. E' quanto afferma Dino Scanavino, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori.


La legge sull'agricoltura sociale rappresenta un'importante novità nel panorama giuridico agricolo che apre nuovi spazi di valorizzazione per le imprese e consolida il rapporto tra le nuove funzioni pubbliche e sociali svolte dall'agricoltura e i cittadini -spiega Scanavino-. La possibilità di svolgere in azienda attività terapeutiche e di riabilitazione, di fornire servizi e attività sociali alle comunità locali attraverso le risorse agricole, di svolgere funzioni didattiche, di valorizzare le produzioni tipiche all'interno delle mense; sono tutti elementi che esaltano il ruolo e i nuovi compiti assegnati all'attività agricola dalla società moderna. Obiettivi importanti rispetto ai quali la Cia ha deciso di investire impegno ed energie all'interno di un percorso che ci ha portato alla definizione del documento "Il territorio come destino". Obiettivi condivisi quindi e che, adesso, trovano una collocazione organica all'interno della legge approvata dalla Camera.


Ma se si chiude, finalmente, un processo lungo che ha visto la Confederazione impegnata in prima linea da subito -continua Scanavino- resta aperta la questione della crisi della zootecnia nazionale, tornata alla ribalta mediatica anche per effetto della protesta degli allevatori francesi, e che richiede risposte immediate.


Secondo il presidente della Cia, i tavoli sul latte e sulla carne che si sono riuniti nell'ultima settimana, pur rappresentando un primo segnale di risposta, devono lasciarsi alle spalle la fase interlocutoria e passare a quella operativa.


Latte e carne, seppur con diverse sfumature, sono entrambi comparti al centro di una lunga fase di difficoltà (talvolta strutturale) che richiede rapidità d'intervento. Non resta molto tempo per salvare la zootecnia Made in Italy. Ritiri dal mercato di prodotti caseari da assegnare agli aiuti agli indigenti; la ristrutturazione dei debiti delle aziende colpite dalla crisi; attività di promozione per il consumo di latte e carni italiane; sgravi fiscali: sono questi alcuni possibili interventi da adottare con urgenza per invertire la rotta e per calmierare gli effetti della congiuntura negativa che stanno vivendo gli allevatori -osserva Scanavino-. Accanto a ciò, c'è bisogno di avviare una concreta fase di riflessione in sede europea per revisionare e modernizzare gli strumenti anticrisi. L'attuale quadro di interventi ha mostrato negli anni tutti i suoi limiti. La rete di sicurezza che l'Unione mette a disposizione degli agricoltori nei momenti di difficoltà non può essere sufficiente e gli effetti, spesso drammatici, delle varie crisi dell'ultimo decennio ne sono la testimonianza diretta. Gli obiettivi ambiziosi che erano alla base dell'ultima riforma della Pac per modernizzare il set di strumenti di prevenzione e gestione delle crisi, si sono affievoliti durante il negoziato.


Adesso -conclude il presidente della Cia- è il momento di guardare oltre e, in tal senso, il prossimo Consiglio agricolo del 7 settembre rappresenta la prima occasione da non perdere assolutamente.



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